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Dando Fiducia ai Nostri Leader Politici 260 Milioni di Persone Sono Adesso in Condizioni di Estrema Povertà

Per ogni decreto legge, un lockdown, per non parlare delle chiusure delle attività produttive o per una qualsiasi misura preventiva, la gente si e’ illusa di poter uscire da una pandemia che di pandemico aveva solo l’insolenza e la sfacciataggine di criminali politici che si sono fatti carico con estremo cinismo di ridurre alla fame un intero pianeta.

Sono stati bravi, nulla da dire, ma molto del suo lo hanno fatto gran parte dei diretti interessati che accecati dalla stupidità non hanno capito che l’obbiettivo finale era ben altra natura che non quella della tutela e la salute delle persone.

Non era difficile prevedere quello che sarebbe successo, ma tutti a vivere nella convinzione che tutto andrà bene …….

effettivamente tutto è andato in modo lineare, preciso, direi quasi perfetto, le masse hanno lottato per due anni e mezzo assecondando leader politici che hanno avuto alle loro dipendenze interpreti molto efficienti composto da gente ignara del suo destino il cui fine era uno solo …….

……….la Povertà.

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Staff Toba60

260 Milioni di Persone Sono Adesso in Condizioni di Estrema Povertà

Stiamo assistendo, forse, al crollo profondo dell’umanità: più di 260 milioni di persone nel mondo raggiungeranno un livello di povertà estrema a causa della pandemia di coronavirus, della crescente disuguaglianza globale e dell’aumento dei prezzi degli alimenti causato dalla guerra in Ucraina, ha avvertito un rapporto dell’organizzazione Oxfam, basato sulle proiezioni della Banca Mondiale.

Secondo il rapporto, la pandemia e il peggioramento della disuguaglianza nel mondo spingeranno 198 milioni di persone nella povertà estrema, mentre l’aumento dei prezzi alimentari mondiali (dovuto alla guerra) porterà altri 65 milioni di persone nella povertà estrema, per un totale di 263 milioni di persone, equivalente alla popolazione combinata di Regno Unito, Francia, Germania e Spagna.

“Senza un’azione radicale immediata, potremmo assistere al più profondo crollo dell’umanità nella povertà estrema e nella sofferenza a memoria d’uomo“, ha detto Gabriela Bucher, direttore esecutivo di Oxfam International. “Questa prospettiva terrificante è resa ancora più ripugnante dal fatto che trilioni di dollari sono nelle mani di un piccolo gruppo di potenti che non hanno alcun interesse a interrompere questa traiettoria”, ha aggiunto.

Il rapporto di Oxfam, con sede a Nairobi, una confederazione internazionale di 19 organizzazioni non governative che svolgono lavoro umanitario in 90 paesi, nota che diversi governi sono attualmente costretti a tagliare la spesa pubblica per importare cibo, carburante e pagare i loro creditori.

Se un numero sufficiente di governi fosse disposto ad aumentare le tasse sui più ricchi, iniziando con una tassa patrimoniale del 2% all’anno sui milionari e del 5% sui miliardari, sarebbe sufficiente per sollevare 2,3 miliardi di persone dalla povertà, produrre abbastanza vaccini per il mondo e fornire assistenza sanitaria universale e protezione sociale per tutti coloro che vivono nei paesi a basso e medio reddito, dice il rapporto.

“Rifiutiamo qualsiasi idea che i governi non abbiano il denaro o i mezzi per sollevare tutte le persone dalla povertà e dalla fame e garantire loro salute e benessere. Tutto ciò che vediamo è un’assenza di creatività economica e di volontà politica per farlo”, ha detto Bucher.

La pressione sui costi alimentari, alimentata dalla guerra in Ucraina, lascerà 10 milioni di persone in estrema povertà per ogni punto percentuale di aumento dell’inflazione alimentare, ha avvertito David Malpass, presidente della Banca Mondiale. Ha notato che 39 dei 189 paesi membri sono in qualche forma di conflitto aperto, quindi il numero di persone che vivono in zone contese è quasi raddoppiato tra il 2007 e il 2020.

Malpass ha ribadito che la guerra in Ucraina ha portato a improvvise carenze di energia, fertilizzanti e cibo; e i picchi dei prezzi di quest’ultimo colpiscono tutti, ma sono devastanti per i più poveri.

Secondo la Banca Mondiale, il conflitto sta aggravando la fame e la povertà e sta arrivando uno shock del debito. Allo stesso tempo, gli obblighi finanziari dei paesi in via di sviluppo sono saliti ad un massimo di 50 anni, rappresentano circa il 250 per cento delle entrate pubbliche, e la maggior parte di queste economie sono “impreparate per il prossimo shock del debito”.

Il settore alimentare è uno dei più colpiti dalla pandemia e dall’aumento dei prezzi, una situazione che colpisce soprattutto le persone che vivono in povertà: nei paesi ricchi, il costo del cibo rappresenta il 17 per cento della spesa dei consumatori, mentre nei paesi sub-sahariani è il 40 per cento.

Malpass ha spiegato che i mercati globali degli alimenti di base sono grandi, ben consolidati e tendono ad autoregolarsi quando ci sono interruzioni nella produzione, ma i ritardi nelle forniture di fertilizzanti, i prezzi dell’energia e le restrizioni sulle esportazioni alimentari esacerberanno il problema.

Prima della guerra in Ucraina, la ripresa nel 2022 stava già perdendo slancio a causa dell’inflazione e delle persistenti strozzature dell’offerta. Mentre le economie avanzate dovrebbero tornare entro il 2023 quasi ai loro tassi di crescita pre-pandemia, i paesi in via di sviluppo sono rimasti sostanzialmente indietro, ha aggiunto il funzionario della Banca Mondiale.

Ha persino accusato che le politiche monetarie e fiscali che le economie avanzate hanno imposto dall’inizio della pandemia (e mantengono) hanno guidato l’aumento dei prezzi e peggiorato la disuguaglianza in tutto il mondo, mentre non c’è nessun precedente di una recessione simultanea in tanti paesi come oggi. La bassa crescita è aggravata dalla violenza. La tendenza all’insicurezza è profondamente preoccupante, ha avvertito.

Secondo il rapporto, i paesi sviluppati hanno il più alto livello di disuguaglianza. Negli Stati Uniti, il 20 per cento più povero delle famiglie spende il 27 per cento del suo reddito in cibo, mentre il 20 per cento più ricco delle famiglie spende solo il 7 per cento del suo reddito in cibo, una situazione che è esacerbata dalle tendenze salariali, dato che i salari reali per la maggior parte dei lavoratori in tutto il mondo continuano a non mostrare alcun aumento o sono in calo.

“L’epidemia ha devastato le casse pubbliche di tutti i governi arricchendo solo le industrie farmaceutiche, ma le sfide economiche che i paesi in via di sviluppo devono affrontare sono più gravi e sono ora costretti a ricorrere a misure di austerità”, hanno concluso gli autori.

Isabella Arria

Fonte: estrategia.la

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