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Donald Trump Salvatore o Cavallo di Troia delle élite?

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Chi si informa non deve mai dare ascolto a ció che i media mainstream comunicano alle masse, i fatti oggettivi sono le sole cose a cui si deve fare riferimento e su Trump si e’ detto di tutto e di più.

In Italia per esempio ogni campagna elettorale e’ sempre tempestata di promesse che nessuno mantiene e le aspettative di chi supporta ogni candidato verte solo sulle parole, dimenticandosi sempre che sono solo i fatti quelli che realmente contano.

Da Romano Prodi che prometteva a tutti che con l’Euro avremmo lavorato tutti 4 giorni la settimana a Silvio Berlusconi che ha promesso Un Milione di posti di lavoro e come non dimenticare l’Umberto Bossi di lontana memoria che in comunione con i vari Luca Zaia e Roberto Maroni e Matteo Salvini dovevano liberare il nord da un Sud fannullone e Scansafatiche, per finire con la ciliegina sulla torta dove, il Beppe Grillo parlante doveva aprire il governo come una scatola di sardine, per poi uscire definitivamente dall’Unione Europea.

La politica estera non e’ da meno e non sfugge alla regola dell’inganno, nemmeno i tanto decantati Stati Uniti, culla dell’imperialismo mondiale.

E’ dal 1776 che i loro rappresentati hanno assecondato logiche che mai avevano a che fare con gli interessi del popolo, Abraham Lincon, e John Kennedy e poco dopo suo fratello Robert, hanno pagato con la vita questo loro intento e mai nessuno si e’ mai domandato quali interessi hanno toccato per godere di questo triste destino.

Donald Trump è stato il presidente degli Stati Uniti e in questi 5 anni ancora non ha posto sul tavolo una sola questione cruciale da cui iniziare per una svolta sociale, economica e strutturale, che non dimentichiamolo non e’ tanto difficile da individuare, a cominciare dal possesso della moneta statunitense svincolato dalle logiche in atto da sempre da parte della Federal Reserve, proseguendo poi su tutto lo scenario mediorientale che e’ perennemente orientato alla guerra che si ripercuote inevitabilmente su tutto il pianeta.

Il virus tutto sommato e’ stato utile a tutti i leader del mondo per distogliere l’attenzione dai problemi reali che destabilizzano il pianeta

Mi domando sempre come i 9.000 000 di morti in Congo in questi 10 anni non siano mai stati un emergenza, per non parlare del conflitto Arabo che sommando gli effetti collaterali dovuti all’uranio impoverito e al dissesto strutturale che ancora oggi e’ presente, ha provocato la morte di 6.000 000 di individui, di cui oltre 600.000 sono bambini.

Gli stessi Leader, ”causa di tutto” , si stanno adoperando per debellare una presunta pandemia, che di fatto miete meno vittime di un influenza, dando il via ad un insperato quanto atteso smembramento politico. socioeconomico e finanziario, che creerà finalmente tutti i presupposti per un ben pianificato Nuovo Ordine Mondiale

Caro Trump ne hai molta di strada da fare…..il guaio e’ che tutti ti stanno seguendo senza nemmeno sapere qual’é la destinazione.

E diglielo una buona volta, cosi almeno sanno che morte ha da venire.

Toba60

PERCHÉ DONALD TRUMP NON SARÀ E NON POTRÀ MAI ESSERE IL SALVATORE

Uno dei principali segreti per cui i Rothschild sono diventati padroni del mondo è riuscire ad essere i primi a sapere le cose.

Loro oggi controllano internet e sanno benissimo che nella popolazione è aumentata la consapevolezza che il mondo è governato da banchieri internazionali, che i principali media sono al loro servizio, così come Soros (sionista dei Rothschild) sta dietro le rivoluzioni pilotate, per favorire cambi di regime a loro favore. Un cittadino informato si può convincere del fatto che Trump stia dalla parte del popolo, in realtà viene proposto il teatrino in cui i media servi attaccano Trump, mentre Soros organizza manifestazioni anti-Trump!

Donald Trump è una creazione dei Rothschild ed un attore svolge la sua parte nella grande farsa, progettato per mantenere il controllo in questa società apparentemente democratica. L’inclinazione di Trump per la presidenza è il frutto di trent’anni di lavoro.

Trent’anni fa i membri della famiglia Rothschild hanno salvato Trump dal fallimento e lo hanno portato sotto la loro parte. Nel 1987 Trump ha acquistato il 93% delle azioni in Resort International, una società di facciata della CIA e del Mossad dagli inizi degli anni ’50 creata per riciclare denaro proveniente dal traffico di droga, gioco d’azzardo ed altre attività illegali. Il 30 ottobre 1978 il giornale Spotlight rileva come i principali investitori di Resort International erano Meyer Lansky, William Rosenbaum, William Mellon Hitchock, David Rockfeller e Baron Edmond de Rothschild. Nel 1987 alla morte di James Crosby uomo CIA, capo della Resorts International diventa Trump. Ma mentre il nome di Trump è apparso in prima pagina, i nomi dei motori reali dietro Resorts International come Rothschild e Rockfeller sono rimasti nascosti al pubblico.

Successivamente Trump si è trovato in difficoltà finanziarie quando il mercato immobiliare di New York è colato a picco. I tre casinò di Trump come altri suoi beni erano sotto la minaccia degli istituti di credito. Fu solo con l’assistenza e la garanzia di Wilbur L. Ross Jr senior managing director dei Rothschild che permise a Trump di tenere i casinò e ricostruire il suo impero minacciato. Lo stesso Wibur L. Ross ancora braccio destro di Jacob Rothschild ha sostenuto la candidatura di Trump nel marzo 2016. Trump eletto presidente americano ha nominato Steven Mnuchin come Segretario del Tesoro. Mnuchin ha lavorato 17 anni per Goldman Sachs e per George Soros.

Trump ha attribuito incarichi di responsabilità ad ebrei sionisti nella sua amministrazione e sono:

1- Jared Kusher, consulente senior (sposato con la figlia di Trump, lavorerà per la partnership nel settore privato e libero scambio con il Medio Oriente ed Israele senza ricevere uno stipendio. Ha lavorato sul discorso di Trump alla conferenza annuale dell’Aipac di marzo 2016)

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2- David Friedman, ambasciatore USA in Israele (sostiene Israele nei suoi insediamenti illegali ed ha finanziato la costruzione nei territori occupati. Ha espresso dubbi per la soluzione di due stati)

3- Stephen Miller, consulente senior (descritto come ebreo praticante, ha scritto i discorsi di Trump nella sua campagna elettorale)

4- Jason Greenblatt, rappresentante speciale per i negoziati internazionali (incentrati sul conflitto israelo-palestinese, cosi come i legami USA-Cuba e gli accordi commerciali americani con altri paesi)

5- Gary Cohn, consigliere economico (ha lavorato alla Goldman Sachs ed è a capo del Consiglio Economico Nazionale della Casa Bianca)

6- Steven Mnuchin, segretario del Tesoro (amico di Trump da 15 anni lavorando in qualità di presidente della finanza di Trump durante la sua campagna elettorale)

7- Boris Epshteyn, assistente speciale

8- David Shulkin, sottosegretario alla salute (guiderà il Dipartimento degli Affari Veterani (VA) se confermato dal Senato)

9- Carl Icahn, consigliere speciale sulle questioni di riforma della regolamentazione.

10- Reed Cordish, assistente del presidente per le iniziative intra-governative e tecnologiche

11- Avraham Berkowitz, assistente sociale di Trump (ha diretto un Facebook Live talk show per la campagna di Trump)

Un altro guerrafondaio come i suoi predecessori Bush-Clinton-Obama

Trump durante la campagna elettorale ha criticato le guerre degli Stati Uniti, seguendo lo stesso copione di Obama, ma una volta in carica si è dimostrato l’ennesimo presidente guerrafondaio. Trump è integrato con la politica del suo predecessore Obama e potrebbe scatenare una guerra mondiale. Ha iniziato minacciando Cina, Messico e Corea del Nord, poi ha inviato forze speciali in Yemen in un raid che ha provocato la morte di bambini e civili. Trump minaccia anche l’Iran perché si oppone al sionismo ed all’occupazione israeliana della Palestina. I diritti umani o il programma nucleare sono solo dei pretesti usati dagli USA che in realtà vogliono minare l’indipendenza dell’Iran.

Tra parentesi, l’Unesco ha adottato a larga maggioranza una risoluzione che nega la sovranità di Israele su una parte di Gerusalemme. La risoluzione critica severamente il governo israeliano per i suoi progetti di insediamento nella Città Vecchia di Gerusalemme e nei pressi dei luoghi sacri di Hebron e la fine del blocco Israeliano su Gaza.
Il testo è stato approvato da 22 paesi. Dieci, tra cui la coraggiosa Italia, hanno votato contro e 23 si sono astenuti. Tra i 22 Paesi che si sono pronunciati a favore del testo, ci sono anche Russia e Cina. Tra i dieci che si sono opposti, oltre all’Italia, anche Stati Uniti, Gran Bretagna, Grecia, Ucraina, Togo, Lituania, Paesi Bassi e Germania. Ventitré gli astenuti, tra cui Francia, Spagna e India.

Riguardo al tema immigrazione è bene ricordare che sono oltre vent’anni, ovvero da quando nella campagna elettorale del 1995 Bill Clinton promise barriere per impedire il passaggio della frontiera agli illegali, che nessuno negli Stati Uniti arriva alla presidenza senza promettere la “mano dura” contro l’immigrazione clandestina proveniente dal Sud del Rio Bravo. Nessun “big media” impegnato nello sport giornalistico più praticato del momento, ovvero il “dagli al Trump” lo ricorda oggi, ma fu proprio Bill Clinton, avallando operazioni come la “Gatekeeper” in California, la “Hold the Line” ad El Paso (in Texas) e la “Safeguard” in Arizona, il primo presidente che, nell’ormai lontano e dimenticato 1994, introdusse barriere fisiche o, se preferite la terminologia inglese, “fences”, per difendere il confine Sud col Messico.
Da non dimenticare che nel silenzio tombale dei media l’ex presidente Obama ha espulso dagli Usa quasi 3 milioni di persone.

L’unico cambiamento significativo è che Trump è più integrato con il partito Likud di Israele e che sta servendo gli interessi israeliani più acutamente di Obama. In conclusione l’automa da guerra americano è diretto dalla solita cricca sionista.

Stefania Sondacci

Fonte: Dk

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