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Dr. Royal Raymond Rife il novello vaso di Pandora?

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Con il solito atteggiamento critico di chi vuole vederci chiaro, anche attraverso le cortine fumogene, sovente a bell’apposta innescate dalle diverse “fazioni”, mi piace, per cosi dire, trovare una prospettiva di osservazione al di sopra delle parti scevra da influenze per estrapolare un quadro d’insieme il più oggettivo possibile.

Questo non tanto perché sia un affezionato della, definiamola, neutralità, ma perché ritengo essenziale al fine di comprendere la realtà delle cose e non lasciarsi manipolare o comunque ridurre le possibilità di manipolazione; il tema di questo intervento risulta particolarmente controverso con risvolti che toccano e coinvolgendo aspetti dolorosamente sensibili per molte persone.
Si badi bene che in nessun modo intendo favorire o avversare teorie e schieramenti, come ho detto l’intento è quello di eviscerare le cose in modo oggettivo al fine di avere un quadro d’insieme il più nitido e con una visuale possibilmente a 360 gradi.

In questo specifico intervento, il “puzzle” è già bello e pronto e si potrebbe insinuare quasi precostituito ad hoc; non voglio anticipare nulla dell’intervento ne darne un “taglio” negativo, quello che cercherò di fare seguendo questa sensazione è smontare, tassello per tassello il puzzle e verificare oltre la fondatezza di questa sensazione, evidenziare anche ciò che dai singoli pezzi emerge.

Ho sentito parlare per la prima volta del Dottor Royal Raymond Rife, poco meno di un anno fa, il primo impatto che ebbi leggendo di quest’uomo e del suo lavoro è stato inizialmente di grande meraviglia e stupore per il rilievo e i grandi risultati conseguiti, oltretutto contribuendo ad un progresso tecnologico, scientifico e medico decisamente fuori del tempo; poi, che “il diavolo” ci metta la coda è cosa abbastanza comune ed usuale, ho cominciato, come a mio solito a pormi le solite domande ed interrogativi e via via che approfondivo l’argomento, il quadro complessivo cominciava ad emanare uno strano alone dalle sfumature dal sapore fantascientifico e dalle tinte retro futuristiche, instillando l’idea che un tale personaggio o più in generale la storia delle sue mirabolanti invenzioni e scoperte potessero essere il soggetto di una sceneggiatura hollywoodiana e che per strutturazione potesse ricalcare anche se in una prospettiva temporale inversa l’impianto dei racconti e delle vicende di John Titor.

Con questo non voglio assumere una posizione “negazionista”, perché sono conscio che questo atteggiamento, potrebbe essere indotto dal come sostenitori e detrattori propongono e prospettano le loro argomentazioni, comunque occorre partire inevitabilmente dal presupposto che il Dottor Royal Raymond Rife sia effettivamente esistito e che abbia realizzato e scoperto tecnologie futuristiche, per il particolare periodo storico.

Voglio sottolineare che nella fase preparatoria e verifica del materiale per preparare questo intervento, ho avuto grandi difficoltà nel reperire qualsivoglia documentazione per cosi dire neutrale e non partigiana, forse per mancanza dei giusti riferimenti o per mia poca abilità nel “setacciare” la rete, la documentazione, inoltre per ovvie ragioni è essenzialmente quasi interamente in lingua anglosassone, non che questo voglia dire qualcosa, ma trovo insolito che trattandosi di una faccenda dal “respiro internazionale” la documentazione possa limitarsi alla sola lingua anglofona, mi auguro che questo dipenda esclusivamente dalla mia scarsa agilità di “surfista web”.

Inevitabilmente per affrontare l’argomento non si può non riportare la storia e le vicende del Dottor Rife, premetto che il seguente sunto è stato estrapolato da un video postato su YouTube in lingua inglese, che e’ stato bloccato successivamente in rete, detto ciò, spero di non aver preso “lucciole per lanterne ne fichi per fiaschi” nel comprendere e riportare in modo corretto quanto nel video era esposto, in ogni caso, lascio a voi l’eventuale approfondimento con la raccomandazione di prendere quanto ne emerge con le dovute cautele, proprio perché, come anticipato, l’argomento coinvolge aspetti estremamente sensibili per un gran numero di persone.

Stando al video, il Dottor Rife, era un medico specializzato in batteriologia ed è proprio per questa sua specializzazione e la dedizione al suo lavoro che ideò e realizzo delle innovazioni, non solo tecnologicamente avanzate per l’epoca, ma anche sotto l’aspetto scientifico, nel realizzare di una profilassi ed una metodica per il trattamento, assolutamente innovativo della pressoché totalità delle malattie infettive e virali.

Fu proprio per la sua grande dedizione e la forte volontà nel ricercare un rimedio valido ed efficace per combattere questo tipo di malattie, anticipando anche in questo caso il concetto e l’applicazione del principio di interdisciplinarità che lo portò ad approfondire molte delle branche scientifiche tra cui l’ottica, la meccanica, l’elettronica e la fisica, i suoi contributi portarono alla realizzazione dei moderni microscopi binoculari ed all’impiego del quarzo nella produzione delle lenti, nella meccanica, probabilmente passione trasmessagli dal padre ingegnere, lo portò alla realizzazione di un motore capace di raggiungere i 2.700Hp permettendo a gli scafi di raggiungere i 140 chilometri orari stabilendo, un record che restò imbattuto per oltre sessanta anni, record che fu conseguito anche grazie dall’implementazione dei cuscinetti a tamburo che contribuì realizzare e tutt’ora impiegati in una vasta gamma di applicazioni meccaniche e motoristiche.

Un altro importante contributo del Dottor Rife, fu nello sviluppo di un sistema a raggi X per l’individuazione delle microfratture nei componenti di acciaio e più in generale in metallo, tecnologia che oggi giorno si rivela essenziale nelle lavorazioni di particolare rilevanza come tubature e condotte per centrali nucleari o per la componentistica aerospaziale.

Tornando alla specificità del Dottor Rife, stanco e estremamente insoddisfatto delle limitazioni di ingrandimento dei microscopi standard, cominciò ad immaginare un nuovo tipo di microscopio, questa insoddisfazione era conseguenza al fatto che con gli standard dei microscopi tradizionali, non poteva avere un riscontro visivo su alcune delle sue sperimentazioni e dei risultati ottenuti, in pratica aveva notato che alcuni campioni in vitro di batteri, microbi e virus, risultavano totalmente inerti dopo averli irradiati con specifiche frequenze elettromagnetiche.

I risultati erano davvero straordinari, anche perché si cominciava a delineare che per ogni specifico patogeno vi era una corrispondente “frequenza distruttiva” e quindi un livello di precisione e selettività nel debellarli che aveva e ancora oggi hanno del fantascientifico.
Per avere una verifica sulla fondatezza delle sue osservazioni e conferma delle ipotesi che ne conseguivano, cominciò uno screening a 360° sulle frequenze e su una molteplicità di microorganismi patogeni, però date le scarse capacità di ingrandimento dei microscopi impiegati, era assai difficile se non impossibile avere un riscontro visivo, preso atto di questa scomoda limitazione, cominciò a ideare e realizzare un nuovo tipo di microscopio che fosse in grado e idoneo a soddisfare le esigenze di osservazione sulle reazioni di microbi, batteri e virus all’applicazione di frequenze e tensioni.

Stando alla tecnologia ottica dell’epoca, l’ingrandimento massimo ottimale disponibile era di 9.000X, (novemila ingrandimenti) ma stando a quanto gli fu riferito dal più grande produttore di lenti, Karl Zeiss, era possibile raggiungere anche i 17.000X, ma la qualità e la nitidezza delle immagini sarebbero state decisamente scarse, ciò nonostante, sempre che non abbia compreso male, commissionò lo strumento con il quale, proseguì le sue sperimentazioni e osservazioni per diversi anni, tra le altre cose fu, forse, anche uno dei primi se non il primo in assoluto a realizzare una documentazione filmica di microscopia, anticipando di gran lunga le tecniche moderne di documentazione “multimediale” associate ad una ricerca scientifica.

Proseguendo la sua ricerca e aiutato da una grande acutezza e perspicacia, comprese che ogni organismo poteva distinguersi anche in base alle sostanze chimiche con cui era costituito, quindi se si fossero potuti applicare specifici filtri spettrali all’illuminazione e/o all’immagine si sarebbero ottenute informazioni più dettagliate sui vari ceppi patogeni circa la loro costituzione, nonché una loro classificazione spettrografica, inoltre queste informazioni avrebbero permesso in modo estremamente preciso l’individuazione delle frequenze ottimali per distruggere i microorganismi.

Anche in questo, l’intuizione del dottore lo portò a precorrere i tempi applicando in modo concreto e pratico innovazioni di altri scienziati alla propria ricerca, dimostrandosi per certi versi un “hacker” anteliteram; tra le altre innovazioni che ideò al fine di raggiungere gli obbiettivi prefissati, realizzò una particolare lente graduata che gli permetteva di impostare specifiche lunghezza d’onda luminose, in pratica e di fatto sarebbe l’inventore della prima lente polarizzata, che fungeva da “cartina tornasole”, la quale, oltre una più approfondita conoscenza sulla struttura e composizione dei microorganismi, gli permetteva di determinare con maggior cura le relative frequenze radianti per distruggerli in modo efficace e radicale.

Sempre stando al video, le notizie delle meraviglie che il Dottor Rife aveva conseguito, fecero il giro del mondo, tanto che scienziati e ricercatori di ogni paese, giunsero a San Diego per vedere “il microscopio delle meraviglie” realizzato dal medico ed approfondire meglio le sue scoperte; questi eventi, come il rilascio di diversi brevetti, le dispute legali relative al controllo societario nonché cause fallimentari, testimonierebbero la genuinità dell’intera “faccenda”, inoltre un ulteriore conferma deriverebbe dai ben 14 riconoscimenti governativi per le innovazioni tecnologiche e scientifiche che il Dottor Rife conseguì lungo tutta la sua carriera.

Innovazioni che per certi versi risulterebbero ancora ineguagliate, come ad esempio la sua ultima realizzazione “il microscopio universale” capace di raggiungere un fattore di ingrandimento di 61.000X (sessantuno mila ingrandimenti) con cui è possibile osservare in modo dettagliato ed estremamente particolareggiato microorganismi in vitro con una molteplicità di lunghezze d’onda fantascientifiche, almeno per quell’epoca.

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Certamente il microscopio elettronico, seppure più potente, per le particolarità di funzionamento ucciderebbe i microorganismi, impedendone una osservazione “comportamentale”, inoltre il “microscopio universale” oltre alla possibilità di una visione diretta degli eventi microscopici si rivela particolarmente versatile in una molteplicità dell’osservazione microscopica che comprende lo spettro elettromagnetico EB, il “campo oscuro polarizzato” al “ultra light shift” financo alla cristallografia, (sinceramente non so cosa significhi esattamente il campo oscuro polarizzato e l’ ultra light shift, ma presumo che si riferisca a particolari e specifici tipologie di polarizzazione della luce e di particolari frequenze ottiche compresa, emissioni UV ed ultra UV, mentre per il campo EB, questo è riferito alle oscillazioni elettromagnetiche e quindi è possibile che, anche in questo il dottore abbia precorso i tempi inventando per cosi dire anche quella che oggi conosciamo come scintillografia).

Come accennato in precedenza, fu anche il primo ad impiegare o a richiedere lenti realizzate in quarzo, questo perché rispetto le lenti tradizionali realizzate con altre miscele vetrose, questo materiale permette performance del 50% superiore a parità di potenza di illuminazione ed un minor effetto distorsivo delle immagini.

Ora la grande scoperta del Dottor Rifle non fu l’aver realizzato microscopi estremamente avanzati e potenti, questi in sostanza erano degli strumenti per la verifica diretta o più in generale strumento di analisi e screening, la sua reale e sostanziale scoperta, che in parte fu messa in ombra proprio dalle mirabolanti qualità tecnologiche dei microscopi, è il fatto di aver trovato o se si vuole inventato una profilassi assolutamente non convenzionale e cioè, che impiegando frequenze elettromagnetiche era possibile eradicare in modo totale e persino definitivo, infezioni anche in forme estreme di vastissime tipologie se non nella totalità dei microorganismi patogeni, noti o sconosciuti, lasciando inoltre, del tutto inalterati tessuti e organi circostanti; stando ad alcuni resoconti, riducendo drasticamente i tempi di profilassi e di decorso azzerando il numero di casi letali.

Essendo il Dottor Rife un batteriologo, gli intenti della sua ricerca miravano a trovare appunto un metodo realmente efficace per combattere le malattie da virus, batteri e microorganismi patogeni; non va perso di vista il fatto che medici e scienziati di tutto il mondo, ma anche le classi dirigenti e politiche ebbero le dimensioni della grande limitatezza, dell’impotenza, dell’impreparazione e dell’estrema fragilità delle società nel far fronte e nell’affrontare la drammatica ecatombe della “Grande influenza”, la pandemia di influenza spagnola causò 20 milioni di morti se non di più e le cui conseguenze, si ripercuotevano ancora decenni dopo “l’estinzione” del flagello.

Volendo dare il senso, la portata e l’impatto che ebbe la Grande influenza, seppure con i dovuti distinguo, potremmo paragonarli agli eventi dell’ormai triste data del 11/9/2012, in sintesi, un drastico e drammatico risveglio, ponendo il mondo intero di fronte ad una realtà assolutamente aldilà di ogni immaginazione e dai contorni biblico-apocalitticci.
In questo “stato di cose”, era inevitabile che l’interesse di scienziati e ricercatori di tutto il mondo si concentrasse sul lavoro e le scoperte del Dottor Rife, sopratutto perché prospettava una profilassi che debellava radicalmente e rapidamente infezioni di qualsiasi origine.

Ma il Dottor Rife si spinse oltre il campo della batteriologia e forse fu questo uno degli l’inciampi che determinò “l’accantonamento” della sua ricerca e del suo lavoro, ma procediamo per gradi, prima di approfondire questo aspetto, vediamo di comprendere meglio ciò che emerge da quanto esposto fino ad ora.

La prima considerazione da fare è che in concomitanza alle innovazioni tecnologiche del Dottor Rife, l’industria farmaceutica, non era certo stata con le mani in mano, anzi proprio per lo scenario descritto in precedenza, la ricerca farmacologica ebbe un grande impulso e proprio con la scoperta della penicillina da parte del Dottor Fleming (1920) ne ricevette una spinta ulteriore.

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Analizziamo ora la faccenda sotto il profilo economico, in parte “viziato” da una sorta di “misunderstanding”, sfruttato ovviamente dalle compagnie farmaceutiche a proprio vantaggio, stando a quanto riportato dal video documentario, il costo di realizzazione del solo microscopio si aggirava attorno ai 250.000$ del 1933 equivalenti agli odierni 10/11 milioni; ora non è dato sapere se tale cifra sia riferita al costo complessivo dei diversi tipi di microscopio realizzati o se sia riferito al solo ultimo modello, in ogni caso, in qualunque settore produttivo, la realizzazione del prototipo è inevitabilmente maggiore dei costi di una produzione in serie, non è questo il fraintendimento, ma il fatto che di per se il microscopio o i microscopi, erano lo strumento di verifica, analisi e screening propedeutici alla cura “radiante”, cura che poi veniva praticata mediante specifici generatori di frequenze elettromagnetiche.

In pratica e banalizzando al massimo, una sorta di trasmettitore o se vogliamo, una sorta di radiotrasmettitore che per quanto complesso e costoso potesse essere, certamente non poteva competere con costi esorbitanti del microscopio, come detto, questo gap di intendimenti ha sicuramente giocato a favore dell’industria farmaceutica che poté offrire un prodotto ed una profilassi a costi decisamente più contenuti, con una maggiore capillarità di diffusione ed efficacia, senza considerare il fatto non trascurabile, che per certi versi avrebbe “istituzionalizzato” l’apertura e la nascita di un mercato e generato un flusso economico ed industriale che fin dal principio denotava dimensioni e proporzioni smisurate.
Quindi comprendere il perché l’asset industriale abbia optato per la “ricetta farmacologica” invece di quella “radiante”, alla luce delle specificità vocativa dei grandi gruppi industriali risulta assai semplice.

E’ possibile che fu soltanto, il perdere una “battaglia commerciale” che portò alla “sepoltura” di questa grande scoperta o c’è dell’altro, molto altro?

Bhé devo dire che attorno alle innovazioni del Dottor Rife, si coagularono una grande quantità di interessi e prerogative, non solo specificatamente sanitarie e/o industriali; già il solo fatto che tramite una metodica radiante fosse possibile eradicare in modo rapido ed efficace qualsiasi forma infettiva nota o sconosciuta, questo avrebbe rappresentato la fine o per lo meno un drastico ridimensionamento dell’industria farmaceutica, cosa che ovviamente era vista con terrore dagli industriali del settore; ma quai altri interessi “ruotavano” attorno alle scoperte/invenzioni del Dottor Rife?

Come prima cosa c’è da tenere presente che fin dagli anni 70 del 18° e a seguire fino all’ultima convenzione del 1993, l’impiego di armamenti chimici andava via via vietato e sanzionato, non che questo possa rappresentare un deterrente nelle intenzioni d’impiego, ma piuttosto utilizzato quale “discriminante etica” per distinguere tra “buoni e cattivi”, comunque data la crescente restrizione dell’uso di questi armamenti, era inevitabile che l’interesse per la batteriologia assumesse un maggior rilievo, soprattutto in ambito militare anche perché ad oggi, una “regolamentazione” seria in questa e per questa tipologia di armi non esiste.

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Facendo riferimento alla pandemia dell’influenza spagnola e le conseguenze che ne derivarono, pareva evidente che la disponibilità ed il controllo di questo armamento è indubbiamente un vantaggio strategico, quindi se dispongo di un veleno e sono l’unico a possederne l’antidoto, questo inevitabilmente mi “cautela”, da eventuali nemici, inoltre, rappresenta uno strumento di “persuasione” particolarmente efficace.
In questa ottica, risulta lampante che se la metodica del Dottor Rife avesse “preso piede” l’asset industriale relativo agli armamenti batteriologici, non avrebbe avuto vita lunga ed anzi oggi probabilmente sarebbe un capitolo della storia passata, ma tralasciamo ipotesi e congetture retrospettive, ancora oggi questo strumento risulta essere una minaccia per quello stesso asset industrial-militare.

Ma c’è ancora di più, dato che con l’irradiamento di frequenze elettromagnetiche sarebbe possibile distruggere infezioni d’ogni sorta, sarebbe altrettanto possibile fare l’opposto, ossia, indebolire organismi sani e al tempo stesso rafforzare ceppi patogeni o indurre specifiche mutazioni a finché microorganismi non patogeni si trasformino in tali.
Gli scenari che emergono sono indubbiamente allarmanti e spero solo ipotetici, frutto magari di una lieve forma di paranoia, per questo, per certi versi, accarezzo l’idea che tutta la faccenda relativa al Dottor Rife possa essere soltanto una accurata montatura.

Le armi ad impulso, sono ormai una realtà, fin dalla prima ipotesi (non tanto ipotetica) formulata da Nicola Tesla con il suo “raggio della morte”, (arma difensiva) efficace al 100% nel neutralizzare anche a grande distanza eventuali aggressori, il progetto del dottor Rife, pare assomigliare in tutto e per tutto ad una versione dello stesso sistema ridotto e miniaturizzato, adattato alle specifiche necessità; detto questo sorge naturale domandarsi se per caso, formulare l’ipotesi che tra i due scienziati vi fosse stato uno scambio di informazioni sia del tutto campata in aria.

Forse il Dottor Rife si ispirò all’idea di Tesla procedendo poi per conto proprio, ma la possibilità di una loro collaborazione o comunque di uno scambio di informazioni e conoscenze sembra piuttosto concreta, dopo tutto erano connazionali e contemporanei, quindi la collaborazione, magari sostenuta dal comune spirito di patria, potrebbe esserci stata realmente; come ho detto, anche se in via ipotetica, tra le altre cose, quello che accomunerebbe questi due personaggi, sono le similitudini delle vicende delle loro vite, sta il fatto che oltre ai loro specifici progetti e invenzioni siano state, per cosi dire, “occultate”, guarda caso entrambi sono morti, seppure in tempi distanti tra loro, in povertà.

Come dico sempre, la cosa più importante è il porsi e porre i giusti interrogativi e le giuste domande, non importa se sfacciate impertinenti o irriverenti, perché da un corretto quesito, si possono, sì certo avere un ventaglio di risposte diverse, ma in quel ventaglio, è sicuro che ci sia quella corretta; ora il quesito che ci si deve porre è il perché quel tipo di scoperte o più in generale certi tipi di innovazioni, siano state “occultate” e quali possono essere le ragioni reali di una tale scelta?

A questi quesiti è stata già data una risposta, seppure ipotetica, sufficientemente realistica e aderente alla realtà, però ritengo opportuno fare un’ulteriore puntualizzazione; le armi difensive non esistono, il concetto e l’idea di arma difensiva è sostanzialmente in “falso ideologico”, per certi versi, anche una forma subdola di ipocrisia, qualsiasi armamento, dal più antico, una pietra, un bastone, al più moderno, qualunque esso possa essere, può rientrare a pieno titolo tra le armi difensive, l’unica discriminante è l’impiego che ne viene fatto, quindi questo ci porta ad una soggettivazione, tant’è vero che questo ha portato alla formulazione del principio della “guerra preventiva” ed all’accettazione quasi paradossale che possa essere eticamente, politicamente corretto e lecito il condurre una guerra difensiva in previsione di un ipotetico attacco da parte della controparte.

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Come detto in precedenza sulle armi chimiche, la discriminante serve solo per mettersi tra i “buoni”, al riparo di possibili giudizi etici e morali; è vero che chi attacca per primo, colpisce due volte e da questo ne trae un vantaggio tattico, ma sostanzialmente e concettualmente si ribalta il concetto di aggressore e aggredito, oltremodo giustificando il primo, in quanto autorizzato a prevenire un attacco, ipotetico o reale che possa essere.

Per rendere meno “cervellotica” l’esposizione, trasliamo il “concetto” in qualcosa di più semplice, si immagini che si riconosca o che si tema che una persona, più o meno losca, valutazione assolutamente soggettiva, che passeggia o cammini davanti casa, abbia l’intenzione di derubarci o rapinarci, in base al principio di cui sopra, potremmo in tutta “legalità” ed indifferentemente dalle reali intenzioni del soggetto, renderlo totalmente “inerte” o in modo più chiaro ucciderlo.

Quanto appena detto, non vuole essere una presa di posizione nei confronti di chi che sia, ne esprimere posizioni ideologiche di qualsiasi orientamento, ma essere semplicemente una oggettiva esposizione delle “novità” delle regole, delle e tra le nazioni e quindi allargare la comprensione di quei meccanismi che poi concorrono all’evoluzione della realtà.

Dopo questa divagazione, torniamo al quesito del perché, talune scoperte ed invenzioni siano state occultate; volendo in un certo qual modo caldeggiare una ipotetica visione paternalistica dei “reggenti”, mi piacerebbe sperare che questi occultamenti siano al fine di evitare che “vasi di Pandora” possano essere aperti, considerando che quando furono realizzate le bombe atomiche e subitaneamente quelle termonucleari, il mondo in più occasioni sfiorò il conflitto atomico globale, tra l’altro, pericolo non del tutto scongiurato, quali scenari potrebbero scaturire dalla proliferazione di “armamenti non convenzionali” che oltretutto potrebbero essere accessibili anche al più comune dei comuni cittadini?

La realizzazione di un trasmettitore non è cosa complicata come il costruire un’arma atomica; anche uno studente del 3°, 4° anno di elettronica o elettrotecnica potrebbe realizzarlo e quindi disporre di un’arma che potenzialmente potrebbe rivelarsi un’arma di distruzione di massa, come ho detto e tornando alla ricerca ed al lavoro del Dottor Rife, se implementata a dimensioni macroscopiche, questa oltre ad essere un’arma di distruzione di massa, date la particolarità del dispositivo si rivelerebbe uno strumento per lo sterminio eugenetico estremamente preciso ed efficace ed in considerazione dello specifico periodo storico, avrebbe potuto attrarre inevitabilmente l’interesse delle gerarchie naziste.

Sotto questa luce, l’occultamento di questa tecnologia assume una sua ragion d’essere, detto ciò, non si può escludere che progetti e studi di questo tipo non siano in essere o che lo siano stati e che abbiano portato o stiano portando alla realizzazione di questa tipologia di arma “difensiva”, come si sa, etica e morale nel campo della ricerca, sono freni al progresso, se di progresso si tratta, nel campo scientifico, se viene fatta una ipotesi, inevitabilmente occorre verificare se questa sia valida, questa è una caratteristica essenziale della scienza e della ricerca.

Dico questo non certo per accusare, ne perché sia un moralista, son convinto che la morale, sia essa individuale o collettiva risponda a precisi canoni, soggetti a necessità, circostanze e concomitanze, nonché soggetta a possibile quanto probabile manipolazione, quindi inutile cercare il pelo nell’uovo, aldilà della tipologia del pelo, se una cosa la si può fare, la si fa, punto e basta, saranno poi altri, che stabiliranno, se, come e quando realizzare e/o impiegare tali “innovazioni”, tra cui per l’appunto le scoperte del Dottor Rife e quelle di chissà quanti altri geni più o meno misconosciuti.

Sempre presente il dubitativo sull’intera storia del Dottor Rife, un altro motivo per cui, le sue scoperte furono sepolte nella polvere della storia è che nelle sue ricerche si spinse oltre la specificità della ricerca batteriologica; cominciò ad interessarsi al cancro, essendo lui per l’appunto un batteriologo, non poteva non conoscere la storia e la profilassi del vaiolo ed è probabile che proprio da quelle vicende formulò l’ipotesi che il cancro, nelle diverse forme con cui si presenta, potesse avere un’origine infettiva, il parallelismo o comunque la somiglianza fenomenologica del vaiolo nelle degenerazioni fisiche conseguenti l’infezione, a quelle conseguenti nell’insorgere di masse tumorali e neoplastiche in soggetti affetti da cancro lo condussero a condurre quella specifica ricerca.

Quello che probabilmente lo convinse della giustezza dell’ipotesi era il fatto che c’erano riscontri documentati di soggetti non vaccinati, che risultavano immuni dall’infezione del vaiolo e che sviluppavano forme cheloidi e neoplastiche di scarso rilievo e per nulla aggressive, sopratutto in prossimità delle mani; partendo da questi presupposti, condusse una serie di sperimentazioni sugli immancabili ratti che lo avrebbero portato all’identificazione di un particolare virus o batterio che definì con la sigla BX ossia l’acronimo di Bacillus X o virus del cancro, stando sempre a quanto esposto nel video, ripeto e sottolineo che ciò deve essere preso con grande cautela, egli avrebbe isolato questo specifico microorganismo, più e più volte, infettando le cavie, e se non ho compreso male, più di 40.000, che in seguito svilupparono varie tipologie di cancro e sarcomi.

Coerentemente a quanto scoperto, applicò la metodica radiante applicata fino ad allora ai ceppi patogeni, sia a culture in vitro che ai soggetti affetti da cancro, i quali sarebbero guariti, raggiungendo un fattore di successo estremamente elevato anche in soggetti in avanzata fase terminale.

Ripeto e caldeggio ulteriormente di prendere quanto esposto con assoluta ed estrema cautela e con un alto livello di dubbiosità su tutta la faccenda, stando sempre al video, a seguito dei successi sulle cavie, furono in seguito condotte sperimentazioni su persone allo stadio terminale e senza alcuna speranza; facendo riferimento a quanto esposto nel video, la sperimentazione fu condotta sotto stretto controllo e verifica di scienziati e medici primari di diversi istituti clinici universitari, presso l’Ellen Scripps Insitute di Lavoie in California, secondo il video, furono trattati ben 4.600 pazienti in 70 giorni e l’86% di questi risultarono completamente guariti, per la restante percentuale di pazienti, si proseguì il trattamento per un’ulteriore sessantina di giorni, ma alla fine, anch’essi risultarono completamente guariti.

Sbalorditivo, è assolutamente sbalorditivo e strabiliante, però ecco che emerge un’ulteriore indizio che mi lascia perplesso, dato che il video si propone quale documentario, mi sorge spontaneo chiedermi come mai, proprio per quanto riguarda gli aspetti più importanti della sperimentazione non siano stati riportati i protocolli di sperimentazione, i vari parametri e sopratutto le modalità con cui questo trattamento è stato applicato ai pazienti.

E’ proprio la mancanza di questi elementi che, inficiano e opacizzano l’affidabilità di quanto viene esposto e prospettato; comunque se effettivamente il procedimento radiante fosse un qualcosa di concreto e reale e rispondesse a verità scientifica, oltre alla grande meraviglia, sarebbe altrettanto sconvolgente, ora se si pensa che fin dalla prima della metà del secolo scorso si poteva disporre di una cura definitiva contro il cancro e tutte le sua “varianti”, oltre a lasciare un sapore amarissimo in bocca di qualsiasi persona, non potrebbe che suscitare un profondo senso di rabbia e grande sfiducia in tutti coloro che in questi decenni hanno perso una o persino più persone care, per quella scienza e per quei ricercatori che pur potendo, hanno preferito “guardare” in un’altra direzione e di conseguenza etichetta bili quali ….

Potrà sembrare monotono il monito di prendere con tutte le cautele, quanto da questo video emerge, questo perché aldilà di quello che viene prospettato possa essere verosimile o fin anche vero, quello che mi lascia profondamente perplesso è che in tutto questo tempo, questa vicenda sia rimasta assolutamente sconosciuta; vediamo di estrapolare ulteriormente le “stonature” che sembrano emergere dal documentario e comunque quello che a seguito di una tale scoperta non è avvenuto.

Per cominciare, dato haimé, l’enorme interesse attorno allo specifico tema, risulta insolito che questo video, come altri analoghi, siano stati postati sui videosharing tra il 2011 e il 2012, altra anomalia, sempre relativa al grande interesse per le questioni specifiche, la visualizzazione di questi video non raggiungono il migliaio; certamente per i cultori del complotto, ciò è dovuto ad un’azione di disinformazione o di debunking del grande pubblico.


Prendiamo per buona questa teoria, però chiedo, come è possibile che, aldilà del video, le succitate 4.600 persone salvate in extremis, non siano state testimonials della loro stessa guarigione che per certi veri ha del miracoloso?

Oppure i loro parenti che ad un calcolo, quantomeno riduttivo poteva raggiungere il triplo se non il quadruplo?

Considerando anche che il numero delle persone coinvolte fosse limitato ai soli pazienti, lo scalpore che sarebbe conseguito dal successo di questa sperimentazione avrebbe avuto un forte impatto, non solo nell’ambito accademico e scientifico, ma avrebbe riscosso grande interesse e grande risalto su tutti i media dell’intero globo, eppure di tutto questo, pare non ci sia traccia, come mai?

L’invenzione del super microscopio ebbe grande risonanza mondiale, tanto che schiere di scienziati si recarono a visionare e verificare le prodigiose capacità del nuovo strumento e questo, risulta essere incongruo con quanto lo stesso video prospetta.

Altra incongruenza è che lo specifico video (Censurato) , sembra sia stato postato da un utente bulgaro a riprova di questo sta il fatto ed il video è preimpostato con i sotto titoli in quella lingua; non che questo costituisca una prova della falsità del video, ma se il video presentato quale documentario storico e realizzato da una fantomatica società “G-2 Enterprises” dello Utah, come mai la stessa azienda produttrice, non lo ha postato direttamente, oltretutto rinunciando ad eventuali “benefit” che ne sarebbero potuti conseguire dall’alto, seppure ipotetico, numero di visualizzazioni, proprio in considerazione della particolarità dei contenuti e dei risvolti toccati?

Come detto, lo scopo di questo intervento è quello far chiarezza su questo specifico tema, cercando di ottenerne un quadro oggettivo, quindi quanto esposto non deve essere preso come una presa di posizione o la preferenza per una delle ipotesi, ma piuttosto come una esposizione dei vari elementi che la contraddistinguono, preservandone l’aspetto oggettivo e lasciando libertà di preferenza per l’una o per l’altra; devo sottolineare però che come nelle più classiche delle cospirazioni, sempre che ve ne sia una, vige il principio che al crescere delle persone coinvolte, cresce esponenzialmente il rischio che uno o più dei congiurati possa defezionare, quindi, il video potrebbe essere conseguente, se non ad una conclamata defezione, una forma sostanziale del non condividere più determinati assunti oppure, una ulteriore forma di depistaggio nel prospettare qualcosa di verosimile per allontanare dalla verità.

Torno a ribadire che “l’affaire” Dottor Royal Raimond Rife, emana uno strano alone e che per come è prospettato assomiglia in tutto e per tutto a qualcosa di inventato e studiato a posteriori quale soggetto di una sceneggiatura, per un sicuro successo hollywoodiano e forse il materiale e i video, non sono altro che un modo, uno strumento per sondare l’indice di “permeabilità” delle tematiche e quindi delle potenzialità per eventuali investimenti nel progetto cinematografico, tra l’altro la cosa curiosa è che effettuando una ricerca sulla società o l’azienda che avrebbe realizzato il suddetto documentario, risulterebbe essere un’azienda di “Expert financial and business modelling consultancy” in pratica un’azienda specializzata nel campo dell’analisi degli investimenti d’affari.

Da quello che ho potuto verificare con l’immancabile Google, sembra che questa sia l’unica azienda con tale denominazione, quindi sempre che il video documentario non è stato realizzalo o quantomeno commissionato da suddetta società, non resta che ipotizzare che l’attribuzione sia stata fatta al solo scopo di attribuirne un velo di credibilità maggiore del materiale filmico.

Comunque la cosa che rende intrigante il video è che fa riferimento a concetti e principi scientifici concreti e questo lo rende verosimile, però tra vero e verosimile la differenza è diametrale, quindi sempre ammesso e non concesso che vi sia un qualche fondamento, non resterebbe che verificare, potrà sembrare cinico sperare che queste verifiche non possano avvenire, perché questo potrebbe significare aprire un vaso di Pandora le cui conseguenze supererebbero di gran lunga i benefici; ciò nonostante, non posso certo negare di serbare il grande desiderio che una tale tecnologia possa essere reale e concreta, ma sopratutto disponibile, quantomeno per debellare il flagello del cancro, alleviando le sofferenze di tante, troppe persone.

Concludendo questo lungo intervento, non mi resta che aggiungere una ulteriore segnalazione, non tanto sui dispositivi realizzati dal Dottor Rife, ma piuttosto su quelli realizzati da ipotetici imprenditori che avrebbero realizzato tali dispositivi utilizzando le ricerche ed il lavoro del medico,
sopratutto negli Stati Uniti, questi sedicenti imprenditori furono condannati, anche in ambito federale, per il reato di truffa aggravata e persino di omicidio colposo preterintenzionale, in quanto in modo fraudolento e assolutamente mendace, hanno indotto pazienti ad abbandonare le cure e le profilassi riconosciute.

http://en.wikipedia.org/wiki/Royal_Raymond_Rife
http://rifemachine.com/
http://reynaert-research.com/rife_main.html
http://cronologia.leonardo.it/invenzio/inv007.htm
http://www.treccani.it/enciclopedia/spettroscopia_%28Enciclopedia-Italiana%29/
http://www.esteticainfisica.it/ottica/htm/o14.htm

Fonte: https://phoo34.wordpress.com

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