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Gustavo Rol: Intervista di Gianni Mina'

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Gustavo Rol e’ un a persona che ha inciso profondamente nella mia vita e aprendo questo magazine non potevo fare a meno di dedicare a lui uno spazio riservato, che vedrete, racchiude una documentazione molto dettagliata che non si riferisce solo alla sua vita, ma soprattutto in quello che e’ stato il messaggio da lui trasmesso e purtroppo passato sotto silenzio.

Gianni Mina’

Rol nell’immaginario collettivo viene spesso associato alla magia e ai giochi di prestigio, ma nulla di più’ fuorviante poteva essere riferito a lui.

Egli e’ un concentrato di conoscenza legata alla fisica quantistica, esoterismo, religione, psicologia e metapsichica , arte, cultura e tanta tanta umanità’ da parte di un uomo che amava profondamente i suoi simili.

Spero di Stimolare in ognuno di voi la curiosità’ che vi porterà’ a conoscere una persona semplicemente straordinaria.

Egli in questo momento mi sta osservando, devo solo seguire le sue indicazioni.

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Minà: Rol, io più che altro volevo far vedere che noi non abbiamo preso l’argomento solamente per scherzare. È un argomento serio dove si può turlupinare la gente o contribuire la gente a capire. Allora, voglio chiedere a lei…

Rol: Sì…
Minà: Quando lei ha scoperto di avere certe facoltà, questa curiosità come l’ha coltivata, che tipo di studio…
Rol: Guardi che io non ho delle facoltà…
Minà: Non ha delle facoltà…
Rol: No no no no no no, sono molti anni guardi, io mi sono accorto nell’osservazione profonda di tutte le cose e di tutte le persone, mi sono accorto che bisogna andare in una direzione per vedere quei lati che intuiamo esistere e che purtroppo non sono visibili né percepibili. Adesso cosa succede… che poi c’è tanta gente che confonde. Io [potrei] essere chiamato “mago”, è una cosa che mi disgusta molto…
Minà: Lo capisco…


Rol: E lo stesso Fellini ha protestato, per questo… “Mago” è una parola oscurantista. Nel mio caso, poi, non è applicabile. Io di magie non saprei compierne. Le dirò che assisto sovente a quello che si può chiamare “il miracolo”, però io sono molto religioso, e non mi stupisco se il mio spirito – non voglio andare oltre la parola spirito – mi aiuta a compiere delle cose che normalmente parrebbe che non possono avvenire. Mi comprende?
Minà: Lo capisco, ma come si può “allenarsi” a tutto questo? Come si può fare…
Rol: Guardi, allenarsi attraverso una sola strada, quella della bontà e della disponibilità verso il prossimo, verso coloro che soffrono. E pensare soprattutto che non possediamo altro che ciò che diamo agli altri, che dietro non ci portiamo nulla. Comprende?
Minà: Senta, e come ci si può difendere dai ciarlatani, da chi invece non avendo nemmanco studiato, non avendo percepito quello che lei ha percepito, si permette di prendere la credibilità, come posso dire, la fede della gente, di prendere… di illudere la gente e di fargli credere che qualche cosa è possibile che può cambiare la loro vita… Come si fa allora?
Rol: A me non è mai successo però di vedere un ciarlatano in azione, nel senso che non… anzi credo ho veduto una persona che non sto a nominare, che ha incominciato col fare le carte, col cercar di divinare, eccetera eccetera… oggi come oggi è pervasa da un senso di aiutare il prossimo, e lo fa molto degnamente. Anche se ha guadagnato dei quattrini, oggi vedo che li spende molto bene per aiutare il suo prossimo.
Minà: Dottor Rol…

Rol: Che ci sia della gente che, non so, speculi su questa cosa qui – ci sarà – per fortuna non li ho mai incontrati sulla mia strada, e quelli che vengono da me non me ne parlano, perché se me ne parlano io cambio subito argomento, dal momento che io son stato sempre gratuito e lo sarò sempre finché vivo… Si sente male, non ho compreso…
Minà: Cosa viene a cercare la gente da lei, cioè cosa lei riesce a dare a questa gente?
Rol: Guardi, da me vengono, purtroppo, della gente che vuole fare dei quattrini e degli affari. E allora li dissuado o cerco di mettere i piedi loro sulla terra e sviluppare in loro un po’ di buonsenso. Poi ci sono quelli che hanno delle questioni morali, allora lì bisogna andare a sviscerare la questione e vedere qual è il punto dal quale scaturisce la loro necessità. Poi ci sono quegli altri che […] soffrono fisicamente, allora con l’aiuto dei medici – perché non ho mai voluto fare il medico, io non sono medico, io ho studiato molto biologia ma non la medicina – e allora naturalmente con l’aiuto del medico cerco di aiutarli, di sostenerli.

Poi c’è della gente che è superstiziosa, bisogna vincere in loro questo senso di superstizione. Poi ci sono gente che spera, o che vorrebbe sperare e non sa sperare. Insegnar loro la strada della speranza… Tutto è possibile! Guardi, le posso dire che quando si vuole una cosa e si è in buona fede, si può darla agli altri, senza ricorrere a dei sistemi deplorevoli, mi comprende?
Minà: La comprendo, ma perché per esempio io non ho le facoltà sue, dottor Rol?
Rol: E chi glie l’ha detto?
Minà: Ah, le potrei avere anche io…
Rol: Lei non sa quanto bene lei può fare, anche con questa trasmissione…
Minà: La ringrazio. Senta, io…
Rol: […] è venuto da me, ha fatto delle… ho avuto delle interviste con lui. Ora con Bazzoli [giornalista della Domenica del Corriere] si son fatte delle cose che sono state utilissime agli altri.
Minà: Senta, ho letto che Fellini, lei ha aiutato una volta Fellini e lui l’ha scritto in un’intervista al regista.
Rol: Oh, non ha bisogno dei miei aiuti, Fellini!
Minà: Dice che lei…

Rol: Perché lui è un genio, ed è un uomo talmente straordinario che mi onoro della sua amicizia. Al massimo posso collaborare in un’idea, ma per carità, non ha bisogno dei miei lumi!
Minà: Ma lui ha detto che l’ha vista improvvisamente apparire e poi ha sentito il telefono che trillava ed era lei…
Rol: Ma può succedere… possono succedere tante cose…
Minà: Può essere stato un desiderio di Fellini?
Rol: […] queste cose qui, abbia pazienza, abbia pazienza… mi faccia delle domande più semplici! Non parli di me per mettere in valore delle cose che abbiano negato e che mi hanno fatto dire che non ho detto e fare che non ho fatte.


Minà: Ho capito, ho capito…
Rol: Mi ha capito che cosa voglio dire…
Minà: Ho capito perfettamente. Rol, era solo il tentativo di spiegare che quando una persona ha un senso di responsabilità, di onestà e anche una morale, fa come lei… cioè coltiva certe scienze, le mette a disposizione degli altri, ma a parte una telefonata di cui la ringraziamo, come questa, o qualche articolo, non si permette e non vuole, con la sua presenza, diciamo così, invadere – mi pare di capire – campi che continua[no] ad essere riservati ad altri, alla medicina, alla scienza, anche se lei, so, ha tre lauree…
Rol: Ma io la scienza la invoco!
Minà: Ho capito…
Rol: Incontro la scienza!

Minà: Rol…
Rol: Purtroppo ci sono degli scienziati che non l’hanno compreso. O degli pseudo-scienziati, che non l’hanno compreso. Ma io per esempio ho avvicinato Einstein, e le assicuro che è stata una gioia immensa, [quella] di potere conferire con lui, e di avere con lui una prova di quel che sentivo e che lui già percepiva e attraverso la sua genialità ha cercato di esprimere. Guardi, mi ricordo questo, se le fa piacere…
Minà: Sì…
Rol: Ha teso una mano e mi ha detto: “Vede la mia mano? La mia mano proietta un’ombra scura, perché è una cosa materiale. Ma pensi: se l’ombra di una cosa materiale è nera, pensi a Dio, che è spirito. Se si materializza, che cosa proietta? Non cose nere, luce! Quindi tutto ciò che viene ed è luce proviene da Dio”. Mi comprende? Ho riflettuto molto su quello, vedo ancora la mano di Einstein che è [tesa] su quel foglio di carta, un pochettino… con la lampada sopra che proiettava l’ombra scura della mano… Questa è ombra di una cosa materiale. Dio è spirito, se si materializza diventa luce. Pensi, rifletta su questo anche lei personalmente. Vedrà quanto giovamento ne avrà.
Minà: Rol, la ringrazio, la ringrazio moltissimo e mi scuso di essere entrato in questa domenica, nella sua giornata di riposo. Non so se avrò ancora il piacere di parlarle, spero di sì. Grazie del suo contributo e a rivederci a presto. Un applauso..

Gianni Mina’

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