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Infelici e Miserabili grazie alla Politica dell’identita’

Siamo Stati Censurati, Quindi Condividi Questo Articolo

Avrete notato quanto si menzioni in ogni frangente politico, televisivo, mediatico e popolare, la parola Razzismo?

Se vuoi denigrare un avversario politico lo chiami razzista, se qualcuno non vuole gli immigrati e’ un razzista, chi cita la parola meridionale e’ un razzista, se chiami finocchio una persona sei un razzista se un uomo di colore lo chiami negro, sei un razzista e potrei andare avanti ore facendo riferimento alle mille sfaccettature di un termine che mai come ora viene inflazionato oltre misura.

Oggi non posso nemmeno apostrofare un Interista come uno sfigato e incompetente che passo per essere pure io un Razzista, li dove tutto questo un tempo, era il pretesto per farsi una benemerita risata, con la certezza che poi alla prima sconfitta, avrei ricevuto con gli interessi tutti i complimenti da me elargiti dal profondo del mio cuore.

C’è poco da ridere ma e’ una realtà’ che sta facendo da capolino ad un degrado della società’, che verte su dinamiche che hanno una matrice che sfugge al controllo della ragione e fa leva sulle emozioni che hanno effetti devastanti in tutto il tessuto sociale.

Per ingannare le persone si pone la questione su principi umanitari e legittimi per non dire umani, ma in realtà’ il termine in se e’ funzionale per scatenare odio violenza e distruzione ovunque.

La neo lingua fa si che si confonda il razzismo con la vera ed autentica ragione per cui la parola viene evocata a gran voce……..Dividere gli esseri umani e creare tutti i presupposti per gestire il potere.

Destra, sinistra, centro, razza, nazione, sesso, lavoro, squadra, e’ incredibile con che ingenuità’ le persone cadano nel tranello, la gente non ce l’ha con i negri, ma con chi non rispetta la cultura e la religione altrui e questo non ha nulla a che vedere con il razzismo, nessuno e’ contro gli omosessuali, ma contro chi li apostrofa come omofobi, per il fatto che questo non riflette il loro modo di intendere e concepire la vita.

Due Grandi Campioni Sandro Mazzola e Gianni Rivera

Io posso anche avercela con i famigerati interisti, se poi hanno un rigore secondo me ingiusto, la rabbia si evidenzia con tutta la sua palese esternazione, ma tutto questo non ha nulla a che fare con il razzismo e’ una semplice manifestazione di ”odio” legata ad un singolo episodio che strumentalizzato come si conviene dai veri razzisti, diventa motivo di violenta e bieca ipocrisia.

Gianni Rivera e Sandro Mazzola avrebbero messo la firma per ricevere al quadrato tutte le offese che oggi ricevono gli extracomunitari che giocano in Italia, se pensiamo a quello che e’ stato detto loro da entrambe le parti nei derby stracittadini e nessuno si sarebbe mai sognato di menzionare i tifosi come dei benemeriti razzisti.

La parola razzista e’ evocata da chi intende seminare odio e violenza e da coloro che sapientemente creano una dualità’ distruttiva atta a manifestarsi attraverso un consenso che non lascia spazio al pensiero o alla ragione, ma si immette direttamente li dove vogliono i manipolatori occulti.

Hitler uso’ gli ebrei per conquistare il potere, e’ stato sufficiente creare una dicotomia razziale, Noi-Loro, per godere di tutto il consenso popolare, se non fossero stati gli ebrei, sarebbero stati altri i ceti sociali congeniali allo scopo.

Guardatevi bene da chi si nasconde dietro la fatidica frase Razzista e da chi la Nega, sono la faccia della stessa medaglia.

Toba60

Stoicismo vs la Politica dell’Identità: Che cos’è Veramente “Io” e “Mio”?

Le persone nel mondo occidentale sono sempre più divise dalla politica dell’identità. Cioè, identificandosi o essendo costretti a identificarsi, fino in fondo, con il colore della loro pelle, il loro sesso, il loro orientamento sessuale e così via.

Si è già detto molto sui pericoli di una visione del mondo così razzista ed emarginata, e vale la pena indagare, ed è certamente vero che l’establishment dominante è il principale benefattore di questa ideologia divisiva, il tutto nel disperato tentativo di mantenere lo status quo che sta crollando, cioè la loro presa sul potere.

La concezione del sé come concepita dalla tradizione filosofica stoica, che si concentra principalmente sul filosofo greco stoico Epitteto (55-135 d.C. circa) e sui suoi Discorsi, che potrebbero attrarre persone che sono scoraggiate dalle sciocchezze della politica identitaria e dall’inevitabile decadenza e degrado del sé/altro a cui conduce tale ideologia

Per gli stoici, la base per una corretta auto-concezione, identificazione e orientamento nel mondo si trova nella volontà di una persona (prohairesis greca), a volte tradotta anche come decisione o scelta, scopo, volontà. Quindi per gli stoici, il nucleo di ciò che è un sé, si trova nella nostra mente/libertà/razionalità e nell’uso corretto di essa, cioè nella nostra capacità di scegliere ciò che troviamo prezioso e degno di essere perseguito e ciò che vogliamo e ciò a cui siamo contrari, la nostra motivazione e i nostri giudizi.

Nella vita quotidiana, ci troviamo continuamente di fronte a situazioni in cui possiamo esercitare queste facoltà, e le difficoltà possono essere viste come un’opportunità di crescita, invece di sentirci oppressi, o di sentirci vittime di forze esterne. Il compito proprio della vita, secondo gli stoici, è quello di “vivere secondo la natura“, che può essere interpretato come allinearsi con la realtà oggettiva studiando il mondo, noi stessi, il nostro posto e il nostro rapporto con esso.

Tutto ciò che cade al di fuori del prohairesis non è nostro in senso proprio, e quindi non dovrebbe essere di primaria importanza per noi, o essere preso come qualcosa di buono o cattivo, o da cui dipende il nostro benessere. Ciò che è buono, in senso stoico, è il carattere virtuoso e l’azione virtuosa, per preservarsi come essere razionale.

Le definizioni di sé centrate sul corpo non sono qualcosa su cui dovremmo basare la nostra identità, poiché l’essere nati con un certo colore della pelle o un certo genere ovviamente non porta alla virtù, che per lo Stoico è sinonimo di eccellenza e significa un vero e proprio scopo nella vita. Piuttosto il corpo dovrebbe essere trattato con indifferenza, il che significa che mentre dovremmo prendercene cura, non dovrebbe certamente essere qualcosa che definisce ciò che un essere umano è veramente, o che permette di rivendicare uno status privilegiato rispetto agli altri a causa di qualche oppressione reale o immaginata. Epitteto scrive:

Cosa sono? Una piccola persona miserabile; [e] la mia patetica piccola carne.

Sì, è miserabile, ma tu hai qualcosa di meglio di una miserabile piccola carne. Perché, allora, la lasci andare e ti aggrappi alla carne? A causa di quest’ultima parentela, alcuni di noi che sono inclini in quel modo diventano come lupi, privi di integrità, infidi e pericolosi; altri diventano come leoni, feroci, bestiali e indomabili; ma la maggior parte di noi diventa come le volpi, le più disgraziate tra gli animali. Perché cos’è una persona calunniosa e maligna se non una volpe o qualcosa di ancora più miserabile e spregevole? Fate attenzione, allora, e fate attenzione a non diventare una di queste disgraziate.

Questa visione è in totale contraddizione con l’agenda degli ideologi e dei sostenitori delle politiche identitarie postmoderne di oggi, che comprende il rifiuto di alcuni aspetti fondamentali della vera identità umana. Hanno mancato il bersaglio, come direbbe Jordan Peterson. E per cosa? Che cosa hanno ottenuto, invece? Tra le altre cose: conflitti tra gruppi, disprezzo per la Verità e la decenza, promozione dell’edonismo, materialismo e così via. In effetti sono diventati dei veri e propri disgraziati.

Così, invece dei continui battibecchi e litigi prodotti dai sostenitori delle politiche identitarie, con lo stoicismo abbiamo una considerazione etica universalista per le altre persone, indipendentemente dal colore della pelle, dal sesso, dall’orientamento sessuale, ecc. Gli stoici vedevano giustamente gli esseri umani come creature sociali per natura e consideravano il corretto trattamento delle altre persone come una parte importante della nostra natura intrinseca e del nostro compito nella vita.

Se c’è una cosa che Epitteto direbbe oggi agli aderenti alla politica dell’identità, sarebbe qualcosa del tipo:

Vi invito a venire a sentire che siete in cattive condizioni; che vi preoccupate di tutto tranne che di ciò che è veramente importante; che non sapete cosa è il bene e cosa è il male; e che siete completamente infelici e miserabili.

Ante Sarlija

Fonte: Sott.net

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