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La Francia ha Scelto Macron! Desideravano il Meglio ma si Devono Preparare al Peggio

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Non vogliamo entrare ora nel merito dei brogli elettorali, parlare di certe questioni dopo essere stati reduci da una truffa globale relativa al Covid e da una guerra che il mondo intero vede unicamente attraverso dei videogame made in USA, sarebbe un po troppo in questo momento.

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Emmanuel Macron è il presidente della Repubblica francese nel 2022, con il 58,5% dei voti espressi.

Quando sappiamo che Marine Le Pen ha ottenuto il 41,5% dei voti espressi, che le astensioni hanno battuto un record raggiungendo il tetto del 28,01% degli elettori registrati, che le schede bianche rappresentano il 4,57% dei votanti, che le schede non valide ammontano all’1,62%, abbiamo alla fine, nella stretta realtà della Francia, il 75,70% dei francesi registrati nelle liste elettorali che non vogliono Macron come presidente!

Si tratta del 24,30% dei francesi che hanno effettivamente messo Macron all’Eliseo nel 2022!

Cfr. dettagli delle elezioni Qui

La popolazione francese votante è di 48.752.500 cittadini e sono 18.779.641 i cittadini francesi che sostengono Macron! Questo è un problema enorme e, bisogna dirlo, la prova innegabile che la Francia non è certo una democrazia! È inutile sottolineare che i soliti media servili annunciavano il trionfo di Macron già prima delle 8 di sera, mentre tutto il popolo francese non aveva ancora finito di votare! Tutto era già impostato, classificato, pianificato prima ancora di sentire l’opinione del popolo francese e stavano già stappando lo champagne alla banca Rothschild mentre servivano i p’tits fours.

Così, e senza la minima sorpresa poiché tutto è stato fatto, costruito e propagandato per questo, Emmanuel Macron viene rieletto: ben manipolato, il popolo che ha dovuto subire vessazioni, confino, stupro dell’integrità e disprezzo senza interruzione per cinque anni, ha docilmente votato per il suo carnefice

Cosa possiamo aspettarci nelle prossime settimane e mesi da un secondo quinquennio di disprezzo e taglio del paese da parte di una piccola casta di ricchi?

Certo, è divertente che la Le Pen non avrebbe cambiato radicalmente la situazione economica, ma almeno avrebbe avuto un’opposizione feroce da parte di tutti gli organi costituiti, la stampa, i politici e le amministrazioni, il che avrebbe garantito un periodo di tregua ai francesi. Con Macron di nuovo in carica in un paese senza alcun tipo di opposizione, stiamo per accelerare verso nuovi problemi di crescente entità.

Il debito del paese, di cui nessuno sembra preoccuparsi, è passato da enorme a colossale e imporrà un peso sempre maggiore alle finanze pubbliche. Infatti, anche senza puntare al suo rimborso (oggi estremamente improbabile), il suo semplice “servizio” (il pagamento delle rate annuali ad ogni scadenza) diventerà sempre più costoso. Per far quadrare i conti, la cricca di Macron non avrà trentasei soluzioni, ma solo tre.

Il primo è tagliare le spese. Tra il desiderio feroce dei francesi di non toccare nulla di ciò che hanno già acquisito, la melenchonite acuta del presidente appena eletto e lo stato più che preoccupante dei suoi servizi pubblici, non possiamo contare su questa soluzione. Se la spesa diminuisce, sarà marginale e molto insufficiente a coprire gli obblighi finanziari dello Stato francese.

La seconda soluzione potrebbe essere quella di aumentare le tasse. Poiché le tasse sono già troppo alte in Francia, e il livello di tassazione è già sul punto di provocare esplosioni sociali, non c’è un vero spazio di manovra. Di nuovo, la salvezza non può venire da questa idea.

L’ultima è quella di rinnovare il debito, attraverso nuovi prestiti (il che sarà sempre più difficile, dato che i tassi d’interesse chiave dovranno aumentare se non vogliamo fermare completamente l’attività produttiva) e affogare i vecchi in… inflazione, ovviamente.

L’inflazione può essere ottenuta distribuendo denaro magico appena stampato, cosa che è già stata fatta e che continuerà ad essere tentata nei prossimi mesi, con la moltiplicazione di buoni e voucher per sconti o aiuti sui prodotti e servizi più inflazionati (energia, cibo, mobilità, alloggio, comunicazione). L’altro metodo consiste nel ridurre la produzione, il che, a domanda costante, aumenta automaticamente il costo dei beni e dei servizi offerti. Tra interruzioni logistiche e sanzioni, tempeste normative e ideologia eco-collettivista-boboide, non passerà molto tempo prima che gli scaffali dei supermercati siano molto più ariosi.

Inevitabilmente, queste carenze (di beni, prodotti, servizi e poi di lavoro) provocheranno crisi multiple di cui la guerra (civile o esterna) è solo un sintomo. Possiamo aspettarci tensioni sempre più forti nella società francese, in Europa e ovunque nel mondo.

Gli anni 2022 e 2023 non saranno tranquilli.

Per molti di noi, il bene più scarso sarà il tempo, quella tassa invisibile che i poveri pagano così cara: la gente passerà sempre più tempo a fare la fila e a fare propaganda, cercando di aggirare i problemi che saranno creati dalla casta al potere che cerca di mantenere il suo potere. Ricordate: è la caratteristica delle economie pianificate socialiste di creare lunghe code davanti ai negozi.

Mentre dovreste sempre sperare per il meglio e ricordare che, no, non siete soli, e sì, ci sono persone di buona volontà intorno a voi che potete aiutare e viceversa, non dovreste cadere nel tipo di ottimismo ingenuo che causa anche problemi. Il periodo che ci aspetta non sarà facile. Bisogna quindi pianificare e prepararsi al peggio.

In concreto, possiamo continuare a guardare con attenzione quello che succede su certi mercati finanziari, che agiranno come un canarino nella miniera.

Se avete del contante, è il momento di tirarlo fuori dai PEL e dagli altri libretti di risparmio del Livret A che non rendono più nulla e comprare ciò che fornirà rendimenti interessanti in poche settimane, o al massimo mesi. A seconda delle quantità disponibili, questo può essere terra, beni immobili o mobili pratici e utili, cibo, metalli preziosi a partire da oro e argento e criptovalute per quelli con uno spirito avventuroso.

Se non si hanno soldi o troppo poche risorse, è un’ottima idea acquisire o iniziare ad acquisire conoscenze e abilità pratiche (fai da te, elettricità o chimica di base, manutenzione di varie attrezzature, cucina, idraulica, ecc.)

Alcuni di coloro che leggeranno questo saranno divertiti dal suo tono ‘survivalista’ o catastrofista.

Tuttavia, è così implausibile immaginare che ciò che accadrà nei mesi e negli anni a venire non sarà né tranquillo né prevedibile, e certamente non sotto il segno di un notevole miglioramento della situazione?

In pratica, e nel modo più oggettivo possibile, quale scommessa è la più rischiosa? Quella che consiste nell’immaginare che stiamo andando dritti verso grandi crolli repubblicani e festivi, un crollo della borsa e/o un crollo immobiliare, o quella che, al contrario, considera più probabile che le cose continuino “come sono state finora”, in una traiettoria controllata, un atterraggio morbido dove i cadori che ci governano, a capo del paese, dell’Unione, della BCE e altrove, continuano a mettere in fila successi e risultati positivi in linea con quanto era stato previsto, come hanno attestato gli ultimi decenni?

Più pragmaticamente, si scommette sulla sanità mentale, l’anticipazione e la capacità di pianificazione delle brave persone al timone e, meglio ancora, sulle loro buone intenzioni, o al contrario, si scommette utilizzando le prestazioni degli anni passati per stabilire il profilo degli anni futuri, guardando non alle intenzioni ma ai risultati effettivi?

Le cose a volte cambiano rapidamente, molto rapidamente, molto più di quanto immaginiamo.

Per la cronaca, nell’ottobre 1989, la RDT ha completato le celebrazioni del suo 50° anniversario, pochi giorni prima della caduta del muro di Berlino. E il 22 febbraio 2022, pochi in Ucraina pensavano di dover fuggire due giorni dopo di fronte al conflitto aperto nel proprio paese.

Fonte: lesobservateurs.ch

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