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Pregiudicato senegalese appicca il fuoco ad autobus di bambini per vendicare “le morti in mare”

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Milano, 20 marzo – Momenti di terrore su un autobus che percorreva la statale paullese tra Peschiera e San Donato, nel milanese. Prima di mezzogiorno, il conducente del mezzo Ousseynou Sy, un 47enne senegalese, si è alzato d’improvviso dal suo posto sul bus pieno di giovanissimi studenti. L’individuo sembra che in un primo momento abbia legato alcuni studenti con delle fascette da elettricisti ed ha poi gridato frasi scomposte, come risulta dalle testimonianze, in particolare che avrebbe urlato di volerla fare finita per “vendicare i morti in mare”.
A bordo del Bus erano 51 ragazzini della scuola Vailati di Crema. L’uomo, che era l’autista del mezzo, secondo le prime ricostruzioni avrebbe sparso un liquido infiammante tra i sedili per poi dare alle fiamme il mezzo. Fortunatamente qualcuno dei ragazzini a bordo sarebbe riuscito a chiamare i carabinieri.
Una Gazzella dei Carabinieri ha quindi intercettato il bus speronandolo sulla strada. Dopo pochi minuti il bus è andato a fuoco ma, grazie ad un carabiniere che ha rotto il vetro del Bus, tutti i ragazzini sono riusciti a scendere dal mezzo ed a mettersi così in salvo. L’uomo è stato subito immobilizzato e arrestato dai carabinieri .

Il bus di linea dato alle fiamme a Milano, 20 marzo 2019. ANSA/DANIELE BENNATI

Fortunantamente i ragazzini non hanno riportato ferite ma solo un certo spavento e tutti sono stati messi in salvo.
L’individuo è risultato un immigrato regolare che aveva anche ottenuto la cittadinanza italiana ed un lavoro di autista presso l’azienda regionale di trasporti, nonostante avesse precedenti per guida in stato di ebbrezza e violenza sessuale.
L’individuo veniva indicato come esempio di “integrazione” dagli esponenti della sinistra lombarda che avevano favorito il suo inserimento lavorativo e la regolarizzazione.
La vicenda ha suscitato sgomento e paura in particolare per i genitori e parenti dei ragazzini e molti hanno dichiarato che si è trattato di un vero miracolo che non si sia verificata una tragedia grazie alla prontezza dell’intervento dei carabinieri che hanno bloccato il mezzo e favorito la fuga dei ragazzi.
La vicenda fa riflettere per vari motivi fra cui la leggerezza dell’azienda regionale che ha messo un bus con 51 ragazzini nelle mani di un individuo squilibrato e con precedenti penali.
La magistratura e i carabinieri stanno svolgen
do indagini per chiarire le responsabilità.

Fonte: Ansa

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