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Siamo a Merano (Bz) non su Marte

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Quando con mia moglie desideriamo trascorrere qualche giorno in un luogo tranquillo, fatta una cernita di tutti i posti da visitare, al primo posto ci mettiamo sempre Merano, una città in provincia di Bolzano. Di fatto, a noi piace sempre cambiare il luogo di destinazione, ma e’ ricorrente la nostra presenza in questo posto incantato, a ridosso delle Dolomiti.

Fin qui nulla di strano, di posti bellissimi ce ne sono veramente tanti in Italia ed in giro per il Mondo. È bene pero’ considerare tutti gli aspetti che ci legano ad una località’ e non sono solo estetici, ed ora seguitemi, che vi faccio un po’ da cicerone, su alcune questioni che nessun Depliant Turistico vi farà’ mai conoscere.




    



La vitalità’ di questa città’ e perenne durante tutto l’anno. A fine Agosto, approfittando del bel tempo e della possibilista’ di muovermi, decidiamo di alloggiare come sempre in una deliziosa pensione a gestione familiare, tra i vigneti e gli alberi di mele, una bellissima piscina, tavolo da ping pong e percorsi ciclabili e a piedi a perdita d’occhio, il tutto a 10′ dal centro, un lusso direte voi? Macche! Un inezia rispetto alle rinomate località’ balneari, e’ il paradiso a portata di mano, se vuoi il 5 stelle, be’, spendi di più’, ma non credere che il servizio sia tanto differente, qua il turista e’ sacro, che tu vada in una pensione o che tu acceda nella più’ rinomata delle sistemazioni alberghiere.

Quest’anno l’accesso alla città’ era un vero cantiere, stavano sistemando la viabilità’ stradale e tra i cartelli scritti in tedesco e italiano, mi avventuro su e giù con la macchina per il centro della città’, prima di alloggiare.

Una volta messi giù i bagagli in camera, do’ un occhiata ai soliti depliant turistici posti in ingresso che ti danno un quadro di tutto quello che c’è da visitare, ma uno tra tutti mi ruba l’attenzione, ed e’ quello legato alla viabilità’, modificata in seguito alle nuove normative comunali.




    



Scopro di aver girato in lungo ed in largo la città all’interno della zona ZTL come dire, e’ meglio che rimetti i bagagli in macchina perché’ la Pensione anche se fosse a prezzi Cinesi, non avresti di che pagarla.

Mia moglie ha una invalidità’ che le consente di usufruire del Pass per accedere liberamente, ma questo non lo avevamo vidimato all’arrivo. Nel posto di polizia municipale, e’ una prassi che facciamo abitualmente, ovunque andiamo, ma questa volta proprio, e’ come se i cartelli stradali e le segnaletiche per me, non fossero esistite.

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L’orario di apertura e’ la mattina presto del giorno dopo e nell’attesa ci inoltriamo nel mezzo della folla in centro città’. Il mio pensiero era tutto sulla multa, già mi ci vedo, armi e bagagli, ripartire in macchina per la strada del ritorno.

In tarda serata, ci concediamo una bella pizza, presso un locale del posto e tra una birra ed un boccone, discuto tra i presenti della mia esperienza automobilistica in quel di Merano, una cosa interessante e’ che su 4 presenti 3 di loro facendo riferimento al primo cittadino, lo chiamavano il ”MIO SINDACO” , credo che sia un privilegio che pochi, per non dire nessuno in Italia può’ vantare, ma andiamo avanti, uno di loro subito me lo fa vedere in fotografia sull’immancabile cellulare, mia moglie lo trova molto bello ma io onestamente all’idea di prendermi una sonora penale per causa sua, me lo fa apparire in bel altro modo.




    



La mattina e’ il giorno fatidico, mi presento con mia moglie presso la sede centrale, per impietosirli, mi porto dietro pure i miei due piccoli cani, Terry e Gaia in assetto da Guerra, (Si fa per dire) davanti a me c’è un impiegato che parla con accento tedesco, alto 30 cm oltre il dovuto , dico subito, che non sapevo della limitazione, e al ”subito”, mi scoraggia nel proseguire nella discussione, con un cenno di testa, ma mia moglie (Le donne sono illuminate al quadrato nei momenti che servono) si fa avanti, ed evidenzia la sua indisponibilità’ fisica riconoscendo l’errore.

L’impiegato si alza dalla sedia e senza battere ciglio ci dice ” E allora signori dove sta il problema”? mi dia qua’ gli estremi della macchina e i documenti, che le diamo il pass per tutto il tempo che e’ indicato nel suo certificato e non si preoccupi se ieri era in divieto, il permesso lo abilito dal giorno prima, cosi’ non deve pagare nulla”.




    



Mi sono sentito svenire, le palpitazioni erano a mille, non potevo crederci, ovunque fossi andato in ”Italia” i permessi erano sempre a tempo, e un semplice venir meno di una procedura era la tua morte. Qua nel paese più’ rigido e fiscale d’Italia, le regole erano si presenti, ma al servizio del cittadino. Alla mia domanda di come mai il permesso fosse per sempre, egli mi guarda e mi dice con tono compassionevole per non dire ”Questo e’ un cretino” Ma mi scusi, se sua moglie e’ invalida mica lo e’ per 3 giorni, il tempo del soggiorno, lo sarà per tutto il tempo in cui ha il problema.

Certo gli dico io, ma perché in tutta Italia questa regola non vale?

Lui mi gurda infastidito e con tono deciso mi fissa negli occhi e mi dice ”Senta Lei, io sono al suo servizio, e non per rovinarle l’esistenza…va bene?”


Endrizzi Alberto

Chiuso il discorso, c’è un contrattempo …..non ricordo il numero di targa per l’identificazione, lo devo reperire lì dove ho la macchina e corro subito sul posto per segnarmi il numero e consegnarglielo. Neanche il tempo di arrivare, che trovo due della polizia davanti all’auto, pronti per segnalare al carro attrezzi la rimozione, avevo messo la macchina li dove passava la nettezza urbana nel giorno della pulizia settimanale.

.Terry &Gaia il Nostro Detterrente Municipale

I due addetti mi fissano negli occhi, biondi e alti vestiti di verde, (Mi pare) sanno già in partenza, dal mio accento, che non sono del posto. Inutile fare tante discussioni, noi ”Italiani” siamo trasgressori seriali per antonomasia, e le regole esistono solo per grazia divina, spiego la mia vicissitudine con il parcheggio, la zona ZTL e tutto il resto, fanno un cenno con la mano e mi dicono ” su su, non si preoccupi, monti in macchina e ci segua che le troviamo noi un posto disponibile nell’attesa del permesso.”

Quasi cado dalle nuvole, in un batter d’occhio mi trovo a parcheggiare a 3′ dal centro della città’ in prossimità del comune.

Dopo questo scampato pericolo, mi do alla pazza gioia e vado lungo le strade che portano a Lagundo e Naturno per godermi il panorama idilliaco delle piantagioni di mele, quando vedo un continuo bagliore di fari da parte delle macchine che mi vengono di fronte. Io, subito spingo il pedale del freno e rallento, ”che bella la solidarietà penso tra me”’, le multe, e’ destino, qua non le devo proprio prendere, di autovelox e polizia pero’ nemmeno l’ombra, dopo un po’ accelero e di nuovo fari in continuazione, ma nonostante tutto nessun dissuasore. Mi fermo per prendere un caffè’ e domando alla cameriera, dove erano le macchinette che rivelano la velocità’ e con mia grande sorpresa, dice che non ci sono mai state, tutto quello scintillare di fari erano per me, mi segnalavano semplicemente che andavo troppo forte!!! Ma dove sono capitato, ho subito pensato, meglio cosi’, mi sento molto più’ tranquillo ed esco nella totale consapevolezza che il miglior deterrente non sono le multe, ma l’esempio che ognuno di noi da’, semplicemente seguendo le regole, ma non e’ finita qua…..

Decidiamo di fare ritorno nella pensione, ma prima non si può’ fare a meno di comperare un cesto di mele, che vendono ai bordi delle strade. Decidiamo di entrare in uno spiazzo dove c’è un rivenditore, ma da impenitente trasgressore seriale come sono, lo faccio dal lato opposto, tanto non c’è nessuno, chi vuoi che se ne accorge e poi, non do fastidio a nessuno!!!!! Non l’avessi mai fatto!!! Mi si pone davanti una Fiat Vecchio tipo, esce fuori una signora di mezza eta’ alta direi 1m85 bionda con una sesta e l’accento tedesco, mi ricorda che si deve entrare dal lato opposto come scritto sul cartello! E chi si sogna di contraddirla questa, pensai tra me, a buttarsi sotto un treno, avrei sicuramente subito meno danni, Decidiamo di fare marcia indietro e calarci nella realtà’ di Merano, cosi come si conviene, di lezioni oggi ne avevamo prese abbastanza.

Prima di congedarci dalla vacanza tra boschi, paesaggi mozzafiato e corse a piedi su e giù tra le colline ci immergiamo nel passaggio pedonale del centro, e noto che ostentare ricchezza da queste parti, proprio non si sa cosa significhi, non sai distinguere un barbone da un magnate del petrolio, tutto e’ fondato sulla semplicità’, non e’ infrequente vedere gente scalza che cammina per le strade (Molti sindaci d’Italia dovrebbero fare un giro da queste parti per avere un chiaro concetto di pulizia) cani a guinzaglio che paiono tutti addestrati, le mie due cagnoline erano due pesci fuor d’acqua, davanti a tanta discrezione, ma penso si siano goduti ugualmente la permanenza.




    



Di Italiani in questa città’ ce ne sono veramente pochi e non potrebbe essere diversamente. Mi rendo conto che e’ difficile adeguarsi ad uno stile di vita totalmente diverso, da un qualsiasi altro posto nello stivale d’Italia, Quando si parla di regole, rispetto, educazione e norme sociali, si pensa sempre che si debbano varare decreti legge o sanzioni per mettere ordine ai problemi sociali. Venendo qua, mi sono fatto un’idea di quanto sia stupido ragionare in questa maniera, senza una base culturale condivisa e assimilata, che affonda le sue radici, attraverso uno stile di vita trasmesso di generazione in generazione e’ tutto inutile.

IL giorno del congedo dalla città’, io e mia moglie ci sentiamo un po’ Altoatesini, e con calma ci avviamo verso casa. Passato il confine con il Trentino, in un tratto sconnesso, vedo dallo specchietto una macchina che mi lampeggia i fari in continuazione, mi si affianca e mi suona il claxon e una volta davanti, mi mette in bell’evidenza l’indice alzato, per poi accelerare, andavo troppo piano, stavo semplicemente rispettando i limiti di velocità’ e subito mi sono detto……Benvenuto in Italia.

Toba60




    



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