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Tesi Pro Toba60: Tattica e Direzione Squadre di Calcio

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Quello di un Toba che si applica nello studio di quella che e’ una disciplina come quella calcistica, immagino coglie un po Tutti di sorpresa, se poi lo fa al massimo livello, sfido chiunque ad averlo anche solo immaginato.

Nella biografia inserita nel mio primo articolo lo avevo accennato, ma considerato il numeri di visite, penso che il 99.9 per cento di chi segue il magazine non lo sapeva.

Ho studiato due anni a Buenos Aires in Argentina presso la scuola federale, incluso nel corso ci sono gli esami in scienze motorie e metterò’ a disposizione di tutti le tesi e gli esami svolti.

Simeone poco dopo avrebbe preso il mio posto in aula, ma prima di lasciarvi al mio lavoro, ci tengo a segnalare ad ognuno di voi quanto segue.

Dopo gli esami non ho mai più’ messo piede su un campo di calcio, l’ultimo e’ stato il Monumental di Buenos Aires, io ero appassionato di Atletica e lo sport che amavo e praticavo era la corsa.

Il calcio l’ho sempre visto dal lato tecnico, al punto da astenermi spesso nel vedere le partite di calcio, salvo quando ci sono allenatori particolarmente creativi e originali, ebbi il massimo dei voti in molte materie, ma l’aspetto che più’ di ogni altro ci tengo a sottolineare e che mi sono fatto e’ che la competenza tecnica non e’ garanzia di successo, ma solo un piccolo gradino di un grattacielo da scalare.

Ho conosciuto tecnici che con immense capacita didattiche fallire in ogni squadra allenata e alcuni dove su di loro, non avrei scommesso un Pesos, che ora sono alla ribalta del calcio sudamericano.

Vi racconto un aneddoto, che vi aiuterà a capire cosa comporta secondo me, essere un allenatore di successo.

Avevo appena finito un esame Sulla Gestione e Amministrazione di squadre ci calcio ed avevo ricevuto le lodi di Paolo Ferrero capo della commissione, ex capitano della nazionale e campione del mondo per club negli anni 60, avevo svolto una tesi sul settore giovanile dell’Atalanta, una squadra che qua, non a tutti era particolarmente nota.

Mi sentivo al settimo cielo e già mi vedevo protagonista delle platee di tutto il mondo.

Entrenamiento Colon Santa Fe’

In settimana andai a vedere la mia squadra del cuore il Colon di Santa’ Fe’ che giocava in casa contro il Godoy Cruz, una partita fondamentale per tutte e due le squadre, la prima per una classifica deficitaria e la seconda per accedere ai vertici del campionato.

Tecnico del Colon era Claudio Borghi che tutti in Italia conoscono per essere stato centrocampista del Milan ai tempi di Sacchi.

La tensione era nell’aria e la potevi tagliare con il coltello, sin dal primo minuto cercai con tutte le mie forze di elaborare mentalmente una qualsiasi scelta tecnica o tattica utile per far fronte ad una partita che si era avviata molto male per il Colon. (Perse 3-1)

Tutte le mie conoscenze di colpo si erano frantumate come un Castello di Carta, quella parte di me, conscia di ciò’ che era razionale fare, era stata sopraffatta da quella componente emotiva, che un ambiente esasperato come il calcio spesso ricrea, prima, durante e dopo ogni partita.

Il secondo gradino e’ la parte più’ difficile, perché con il calcio non ha nulla a che fare e purtroppo e’ quello fondamentale, che ti fa vincere nello sport e nella vita.

Toba60

PROYECTO FINAL DEL CURSO DE ESPECIALISTA EN TÁCTICA Y DIRECCIÓN DE EQUIPOS DE FÚTBOL (curso 2009).

(Nuovi orientamenti della pianificazione, dello sviluppo e della direzione della squadra in allenamento e in competizione)

Nombre y apellido del alumno: Marco Stella (Toba60)

Il gioco del calcio e’ da sempre stato soggetto ad una continua evoluzione della preparazione e dello sviluppo del gioco.

 Tutti i fattori che incidono su queste due componenti, ( strategia, tecnica, tattica, modello di gioco, preparazione fisica) sono la piattaforma attraverso cui avvengono tutti questi cambiamenti, il cui significato passa attraverso un giudizio oggettivo, frutto di analisi e dati che poi in concreto sono strettamente legati al risultato finale di una partita.

E’ mia intenzione in questa tesi proporre un progetto di lavoro adattabile alle varie culture calcistiche, sulla base delle attuali conoscenze didattiche e scientifiche provenienti dalle varie discipline sportive.

I punti chiave per lo sviluppo del lavoro sono:

1. Strategia di azione

2. Didattica per uno sviluppo ottimale della tattica

3. Utilizzo di strumenti tecnologici a supporto della direzione di gioco

4. Aspetti psicologici da considerare in ambito sportivo.

La strategia di azione e’ la base attraverso cui si pianificano e sviluppano tutte le varie  componenti che ottimizzano lo sviluppo di una squadra, che deve realizzare il massimo delle  proprie potenzialità’.

Spesso la differenza tra un risultato negativo ed uno vincente passa attraverso particolari che non vengono presi in considerazione, lo studio qui proposto si propone di considerare con maggiore attenzione i dettagli, dando  loro un maggior peso e valore in fase di progettazione, sia in ambito didattico, come base per ottimizzare la prestazione collettiva e individuale degli atleti, che pratica in fase realizzativa.

Non va dimenticato che la scienza e la tecnologia al servizio dello sport sono un valore aggiunto che mai come ora, deve essere preso in considerazione per un ulteriore sviluppo di una disciplina  portata ai massimi livelli come il gioco del calcio, lo studio da me sviluppato si propone di evidenziare questa variabile che per quanto sia molto spesso al centro dei discussioni, abbia pero’ sul lato pratico ancora notevoli margini di sviluppo sulla base delle attuali conoscenze scientifiche sia tecnologiche che umane.

Quando si pianifica il lavoro , tecnico-tattico, di una squadra si  trascura alle volte l’ aspetto cognitivo dei protagonisti assoluti che sono nel caso specifico i calciatori.

L’ambiente, le strutture, la didattica ottimale di base,  necessita’ di variabili aggiuntive in ambito metodologico e strutturale che aiutano una squadra di calcio a percepire, elaborare e sviluppare la tattica individuale e collettiva  appropriata, che si viene a creare nei vari contesti di gioco.

Immaginiamo che un allenatore pianifica una seduta di allenamento in cui si educa la capacita’ dei giocatori di avanzare collettivamente in fase difensiva,  per porre in situazione di fuori gioco gli avversari, la percezione dei giocatori e’ principalmente visiva, ma la capacita’ cognitiva individuale di ogni singolo giocatore non e’ la stessa in relazione a questa capacita’, da studi condotti da Howard Gardner psicologo statunitense, professore presso l’università di Harward, ogni individuo ha una base genetica che lo porta a percepire ed elaborare un determinato stimolo con una maggiore o minore propensione, sulla base di quella che e’ la propria attitudine percettiva.

Stimoli visivi, tattili, uditivi, fanno parte della vita comune di tutti gli esseri umani, ma nel caso specifico del gioco del calcio, in cui vi e’ un azione collettiva, che sulla base di questo genere di percezioni, deve elaborare continue azioni motorie, risulta fondamentale educare queste capacita’.

Per uniformare gli atleti ad agire in forma congiunta ad un determinato problema, si devono sottoporre gli atleti a stimoli sempre differenti perché’ differente e’ le capacita’ individuale di elaborare le diverse situazioni.

Howard Gardner

Il detto: chi ascolta dimentica, chi vede ricorda e chi fa impara,  vale in tutti i contesti educativi, certamente pero’ si devono sempre considerare gli atleti e la loro capacita’ di assimilare l’ informazione.

Li strumenti tecnologici sono un valido supporto per un allenatore, ed il suo utilizzo diretto sul campo di gioco può’ essere un alternativa valida, il futuro potrebbe essere in questa direzione.

Un laser ottoco per esempio, potrebbe essere utilizzato per delineare in maniera dinamica lo spazio di gioco e rendere flessibile l’occupazione dello spazio, un tempo questi strumenti erano molto sofisticati e pericolosi, ora invece sono di facile utilizzo e immediati nell’uso.

L’evoluzione tecnologica al servizio dello sport, offre molte opportunità’, e’ un vero peccato non cogliere al volo quanto la scienza e la tecnologia ci offre a piene mani.

In seguito a questa indagine interdisciplinare, sono arrivato a formulare una definizione dell’intelligenza e un elenco provvisorio delle intelligenze.

Definisco l’intelligenza come il potenziale biopsicologico di elaborare specifiche forme di informazione secondo specifiche modalità’.

Alla luce di queste osservazioni si possono fare alcune considerazioni.

  1. Se lo stimolo ad agire in una determinata maniera non viene percepito da tutti nello stesso modo, come allenare una squadra per rendere uniforme un determinato comportamento?
  2. Quando posso lavorare in maniera ottimale questa capacita’ collettiva?
  3. La tecnologia può’ aiutarmi in qualche modo?

Per agire positivamente, una soluzione potrebbe essere quella di scegliere per tempo giocatori con una buona percezione visiva e di lavorare in maniera uniforme al problema da risolvere.

Rimane comunque una soluzione incompleta, e di difficile attuazione, molto meglio e’ stimolare gli atleti in più’ direzioni (Tatto, Udito, Vista) e creare un legame tra questi sensi che renda automatica la risposta adeguata indipendentemente dalla direzione in cui viene.

La psicocinetica applicata al calcio aiuta molto in questo caso, allo sviluppo di queste facoltà’ sensoriali tanto impiotanti nel gioco moderno.

Quando questo deve avvenire e’ molto importante da stabilire: una partita di calcio dura 90’ più’ il recupero, ottimale sarebbe svolgere questo lavoro quando l’organismo e’ riposato, ma un incontro non tiene conto di questa variabile fissa,   anche in momenti in cui l’organismo e’ affaticato si dovrebbe lavorare per un tempo gradatamente sempre maggiore,  allo sviluppo delle capacita’ cognitive dei calciatori.

Arrigo Sacchi

La tecnologia può’ dare un valido aiuto in questa direzione,  un raggio laser luminoso per esempio ( si può’ vedere anche di giorno) che a comando di un tecnico taglia in due o tre parti il campo, può’ significare per il  collettivo della squadra, che le regole di gioco sono cambiate, ed il fattore sorpresa e’ quello che ricrea al meglio la stessa situazione che si verifica nel corso di una partita di calcio, lo stimolo in questo caso e’ visivo, ma il raggio può’ essere di diverso colore o essere preceduto da uno stimolo sonoro ed allora possono cambiare anche le modalità’ con cui agire.

In questa maniera e’ il collettivo che agisce congiunto  e lo stimolo e’ di tutti ma sempre diverso, la squadra deve essere sempre pronta ed agire in gruppo.

Delle maschere virtuali come quelle dei videogiochi possono  sostituire in fase di apprendimento e di sviluppo il compito tattico individuale e collettivo della squadra, l’uso del personal computer oltre ad un uso analitico può’ tra l’altro avere una funzione diretta in fase di apprendimento, un esempio e’ dato da società’ di hockey professionistiche americane che prima della partita, pongono i giocatori davanti ad un computer per risolvere le diverse problematiche di gioco che si possono verificare.

L’obbiettivo da raggiungere e’ consentire a tutti i componenti della squadra di agire in maniera congiunta di fronte ad un determinato problema.

Per raggiungerlo si deve pianificare il lavoro in maniera tale che tutti i giocatori possono apprendere le giuste cose da fare attraverso stimoli differenti, per consentire a tutti di apprendere sulla base di quelle che sono le potenzialità’ di ogni uno. (fondamento base di tutti i giochi di squadra)

Creare le infrastrutture che agevolano il compito dell’allenatore nello sviluppo del suo piano di lavoro. (Videocamere, sensori ottici, rilevatori in tempo reale del lavoro svolto)

Coinvolgimento di figure professionali nuove che danno un valore aggiunto in qualità’ e quantità’ sul lavoro da fare (Programmatori informatici, ingegneri biomeccanici, coach manager, o strutture universitarie coinvolte attraverso la collaborazione di giovani studenti, che con l’ausilio di borse di studio, possono sviluppare lavori di ricerca diretta sul campo di gioco in ambito scientifico sportivo.)

L’utilizzo di strutture  e persone esterne  al mondo del calcio favorisce quello che in  psicologia viene chiamato ‘’pensiero laterale’’, un esempio  e’ dato dal modo con cui si analizza una partita di calcio.

Solitamente viene visualizzata la partita e si studiano attraverso i dati raccolti (passaggi, km percorsi ecc.) tutte le informazioni necessarie a migliorare e correggersi oppure  nel caso  la partita sia quella degli avversari da affrontare, trovare il modo migliore per contrastarli.

Nella pallamano viceversa si studiano solo i momenti decisivi della partita, quelli in cui la componente tecnica e psicologica della squadra e’ maggiormente coinvolta.

Julio Velasco

Il principio di base sta’ nella considerazione che un atleta quando e’ emotivamente sotto pressione agisce individualmente e collettivamente in maniera diversa, ed e’ quello il momento che va studiato per un analisi ‘’vincente’’, tutto quello che c’e stato prima o dopo non conta, e’ quando e’ davanti al portiere con la palla al piede che si evidenziano tutte le abilita’ e le difficoltà’ di un atleta.

Le ricerche svolte da Gian Paolo Montali vincitore nella pallavolo di due ori europei consecutivi (2003 2005), un bronzo (2003 e un argento (2004 alla World League e un argento alle olimpiadi (2004) e attualmente professore all’universita’ Bocconi di Milano, hanno offerto molte prospettive alternative di sviluppo e di analisi per coloro che allenano gruppi di lavoro ad alto livello.

Attualmente  fa parte del consiglio di amministrazione della Juventus e in due anni e sotto le sue direttive e’ passata dalla seconda divisione alla partecipazione alla Champion League.

Questo e’ un esempio di pensiero laterale e coinvolgimento di figure professionali alternative al gioco del calcio.

Una volta definiti gli obbiettivi si passa alla parte pratica, educare una squadra di calcio a comportarsi in una determinata maniera, richiede prima soluzioni cognitive e dopo motrici, di fatto la maggior forza di una squadra di calcio, come giustamente disse una volta Cesar Menotti e’ l’intelligenza, ed e’ su questa che si deve lavorare con molta attenzione.

La capacita’ di lavorare in forma collettiva implica la continua soluzione di determinati problemi che cambiano di continuo, ed e’ cambiando le molte variabili che entrano in gioco che si adatta l’organismo a fronteggiare in maniera adeguata le molte problematiche che si vengono a creare nel corso della partita.

Cambiare la dimensione del campo e’ una variazione statica che incide sul comportamento dei giocatori che si devono adeguare attraverso determinati comportamenti collettivi e individuali, farlo mentre il gioco si sviluppa comporta un ulteriore adattamento questa volta dinamico il quale implica un adattamento immediato cognitivo che obbliga il collettivo della squadra ad agire non solo in relazione agli avversari ma anche in rapporto allo spazio il tempo e con le variabili opportune attraverso la percezione dell’udito , della vista o del tatto.

Tutto questo complica e nello stesso tempo  crea gli stimoli necessari affinché l’atleta si adatti alle continue variazioni ambientali in relazione alle potenzialità’ che ogni atleta dispone per svolgere al meglio un determinato compito.

Pianificare  un allenamento di tattica collettiva e’ sostanzialmente un lavoro cognitivo, e come tale si può’ definire anche allenamento mentale.

Volgere una sessione di allenamento mentale nel corso della preparazione significa educare l’atleta a prestare particolare attenzione ad una variabile qualità’ di stimoli concentrando l’attenzione  dove necessario.

Gian Paolo Montali

Il tempo che un atleta e’ in grado di essere attento ha un limite ed e’ compito di un tecnico aumentare gradatamente questa capacita’, ed essendo un lavoro collettivo va educato e  stimolato con molta attenzione.

Il coinvolgimento di più’ persone e’ fondamentale, l’organizzazione collettiva e logistica deve essere sempre ben concordata in principio, (come in tutti gli sport di squadra ai massimi livelli) l’ambiente e gli strumenti a disposizione già’ predisposti per tempo, e le finalità’ devono essere chiare a tutti gli atleti.

L’obbiettivo della sessione di allenamento e’ quella di eseguire  risposte adatte attraverso stimoli sempre differenti.

Si può’ iniziare il gioco attraverso una partita regolare 11<11 e nel corso della partita a comando del tecnico si varia attraverso segnali luminosi la grandezza del campo o la sua giocabilita’ in relazione allo spazio,che obbliga i giocatori a prendere posizione diversa in relazione agli avversari che a loro volta si devono adeguare.

 La stessa informazione può’ avvenire attraverso  informazioni sonore, tattili e le variabili possono essere riferite alla distanza in cui e’ valido il fuorigioco o allo spazio di gioco che deve esserci tra le linee.

Gli imput possono essere preceduti da segnali diversi (stimolo sonoro preceduto da quello visivo) il principio di base e’ quello di far agire la squadra in maniera congiunta in relazione al pallone e a delle variabili esterne che  modificano il comportamento collettivo della squadra in forma dinamica.

E’ importante il fattore ‘’attenzione’’ da parte dei giocatori nel momento in cui si educa la capacita’ di discriminare determinati comportamenti in relazione a quello che viene chiesto loro, l’allenatore deve essere essenziale nel comunicare con i giocatori sulle cose da fare, la soglia di attenzione non e’ per tutti la stessa,  vanno pertanto inserite della pause periodiche per consentire un adeguato recupero sia fisico che mentale. (non si deve dimenticare che pure il cervello e’ un muscolo)

Il modello di allenamento deve essere strutturato in modo tale da inserire questo metodo di apprendimento collettivo nel momento in cui si possono trarre i maggiori vantaggi.

La fase migliore e’ a meta’ settimana del microciclo settimanale o nelle fasi adiacenti la competizione in forma ridotta’ con variabili simili a quelle che si possono verificare nel corso della partita ufficiale.

Le risorse da utilizzare sono prevalentemente tecnologiche, ma nulla possono fare senza una adeguata professionalità’ di chi le usa e ne interpreta i dati.

Laser ottici in grado di segnare il campo di gioco, videocamere che rilevano in tempo reale distanza e movimento dei giocatori sul campo di gioco, segnali luminosi che a comando possono dare imput ad un azione o ad un determinato movimento collettivo della squadra, lavagne luminose che possono dare una immediata percezione delle zone più’ o meno pericolose.

Sono molti i campi di applicazione ma ancora maggiori sono gli sforzi collettivi da parte dell’intera struttura sportiva che deve adeguare le proprie competenze per adeguarsi ad una realtà’ in continuo sviluppo.

Quando si parla di test  per valutare la prestazione di una squadra di calcio , si ragiona spesso in termini di di tempo, spazio e misura di ciò’ che viene svolto.

La valutazione collettiva, del gruppo invece va valutata sulla base del tempo, dal modo e dall’efficacia con cui un determinato comportamento congiunto viene eseguito in una determinata situazione.

Il calcio e’ uno sport in cui le componenti del gioco sono varie e le variabili che possono incidere su di una valutazione possono essere molteplici. (Condizioni del terreno, tempo di gioco, avversario, ecc) risulta difficile pertanto eseguire un test che sia attendibile per ogni forma di valutazione, certamente pero’, attraverso un analisi congiunta riferita al movimento collettivo della squadra in riferimento ad un problema posto in precedenza, si possono rilevare con una certa attendibilità’ i miglioramenti fatti a distanza di tempo.

Per una valutazione si deve svolgere sul campo una determinata condizione di gioco, dare modo ai giocatori di trovare una soluzione adeguata nel minor tempo possibile, ricreare a distanza di tempo il medesimo problema in forma differente e fare un analisi comparata delle modalità’ di esecuzione, in relazione a tutte le variabili che possono incidere sul risultato finale.

Nel fare questo si devono posizionare ai lati del campo strumenti di analisi digitale che ne monitorizza il movimento,  la distanza e la velocità’ di esecuzione, si ripete a distanza  di 5’ a prova il test di valutazione, fino a ripeterlo per un totale di 5 volte.

Minore il tempo di esecuzione collettiva, migliore il posizionamento collettivo della squadra, maggiore e’ il punteggio di riferimento.

La scienza al servizio dell’uomo.

Il lavoro mentale cosi come Arrigo Sacchi (Ex tecnico del Milan e della nazionale italiana) nei primi anni 90 amava definire quei lavori in cui la componente cognitiva degli atleti venire educata a cadenza periodica nel corso della preparazione, necessita di una prima fase in cui gli atleti si adattano gradatamente a questo tipo di lavoro.

Erano esercitazioni psicocinietiche in cui i giocatori dovevano agire in una determinata maniera in funzione delle direttive che al momento venivano poste, un esempio era questa esercitazione:

20′ psicocinetica – 4 squadre – 2 tocchi (passaggio del pallone con il piede debole ad un colore diverso)

L’esercitazione qua presentata coinvolge il singolo giocatore che deve agire in una determinata maniera e coinvolge stimoli percettivi altamente qualificati.

Il lavoro collettivo che implica la partecipazione di tutta la squadra di fronte alla soluzione di un problema coinvolge il sistema nervoso in ulteriori funzioni che stimolano ulteriormente l’atleta ad operare diverse soluzioni.

Le esercitazioni cognitive vanno sviluppate nella fase centrale della settimana, preferibilmente il martedì’ in maggiore quantità’ ed il giovedì.

La mattina e’ il miglior momento per sviluppare queste capacita’.

Sacchi quando allenava il Milan due volte campione del mondo, aveva una sua filosofia di lavoro a riguardo, che implicava questo accorgimento: eseguiva l’allenamento mentale sul campo di gioco dopo aver lavorato molto intensamente sotto l’aspetto fisico.

Il principio era che lo sforzo del primo, compensava quello dell’altro, seguiva la regola educativa scolastica per cui ai lavori matematici si proseguiva successivamente a quelli letterari, in questa maniera non c’era un sovraccarico mentale riguardo l’apprendimento dello studente.

Il mesociclo mensile va adeguato agli impegni degli atleti, che sono impegnati su più’ fronti, campionato, coppe, amichevoli, ne momento di maggior stress un richiamo di lavoro ogni 15 giorni e’ ottimale per consolidare l’attenzione dei giocatori.

La fase di precampionato e’ il momento ideale per dare continuità esaltare la capacita’ degli atleti di educare l’attenzione necessaria per un lavoro congiunto della squadra.

Il macrociclo va pertanto suddiviso in 3 parti:

  1. fase di adattamento e apprendimento
  2. fase di consolidamento
  3. fase interlocutoria variabile

Quando si pianifica un lavoro da svolgere sul campo, si ha sempre in mente l’obbiettivo finale e si dimentica alle volte che questo obbiettivo e’ di tutti, non solo dell’allenatore che lo fa eseguire.

Uno dei problemi maggiori da risolvere e’ quello di coinvolgere non solo fisicamente, ma anche emotivamente la squadra ad intraprendere un determinato compito e questo per dare loro l’opportunità di prendere posizione sulle cose fatte e da fare.

Lavoro cognitivo congiunto  non e’ solo apprendimento, ma comunicazione a più’ livelli e richiede una forma di intelligenza sia sportiva che emotiva. (Capacita’ di immedesimarsi nei problemi altrui).

Allenare la tattica collettiva e’ comunicare e apprendere, ed il calciatore ideale e’ colui che e’ in grado unitamente alla capacita’ tecnica di interpretare in ogni momento lo sviluppo del gioco.

La molteplicità’ di stimoli, riferiti ad un determinato compito da svolgere educa nel migliore dei modi questa capacita’ di risolvere i problemi che il calcio attualmente richiede.

Un esempio pratico di lavoro orientato in tal senso può’ essere svolto in questa maniera:

Mattino:0re 10.00

a) 10′ partitella con le mani goal di testa

b) 10′ psicotecnica 1) -pressing a 3 colori; 2) passaggio di prima; 3) raddoppio e lotta 1:2

c) 10′ di corner difensivi e offensivi 11:11 venire su di scatto e ritornare 6 volte

d) 10′ di partitella 1 tocco 50×40 mt 9:9

e) velocità 5 x (20+20+20)

f) 5′ di palleggi

g) 30′ partita 11:11      ( tattica collettiva con utilizzo di strumenti che variano le regole di gioco, es distanza tra reparti, misura del campo, linea di fuori gioco, stimoli sonori che obbligano i giocatori ad operare determinate scelte tattiche)

h) 5′ stretching

Il lavoro non e’ impegnativo e con la variazione del tempo riferito al punto g. che può’ essere ridotto a 15’ potrebbe essere svolto anche prima di una competizione ufficiale svolta la sera, in questo modo si aiuta la squadra a mantenere alta la concentrazione in prospettiva di un incontro importante.

Dallo studio fino qua eseguito si può’ facilmente capire quanto vasto sia l’argomento trattato e quanto ci sia da sviluppare nel settore della ricerca per un ulteriore approfondimento.

Quando una squadra sviluppa un modello di gioco, entrano in gioco mezzi di allenamento adeguati.

Uno di questi e’ rappresentato da questo mio progetto di lavoro orientato a sviluppare sul campo  mezzi che mettano l’atleta, nella condizione di pensare in maniera ‘’laterale’’ (Termine usato in psicologia cognitiva) per fare fronte ad un gioco come il calcio le cui variabili sono sempre diverse e imprevedibili.

Lo studio del corpo umano, le materie umanistiche, la ricerca applicata allo sport, le neuroscienze, la psicologia sportiva, la cibernetica, sono solo alcune delle molte potenziali risorse cui attingere per esaltare al meglio la prestazione degli atleti.

Lo sviluppo di qualità’ cognitive orientate al miglioramento della tattica applicata al calcio, fondato sul miglioramento delle potenzialità’ sensoriali  dei giocatori, sono solo un piccolo passo verso cui indirizzare gli sforzi, il cui fondamento e’ dato dalle reali necessita’( percezione spazio – tempo – compagni – avversari – pallone) di cui ha bisogno un atleta per fare fronte al congiunto movimento collettivo della squadra.

Il gioco del calcio al pari di tutte le discipline sportive portate ai massimi livelli e’ una materia molto complessa, ho voluto sottolineare di come un tecnico si deve relazionare con molte problematiche relative allo sviluppo di un progetto di lavoro, che coinvolge diverse persone, la cui professionalità’ non e’ più’ subordinata in maniera passiva alle direttive di un tecnico ma, al pari dei componenti la squadra, devono lavorare attivamente alla realizzazione di un obbiettivo comune.

‘’La tecnologia al servizio dell’uomo’’ –  ho menzionato solo alcune delle applicazioni possibili, ma dietro una tecnologia, ci deve essere un uomo tecnologico, capace di dominare e indirizzare tutte le potenzialità’ dello strumento usato in funzione dell’obbiettivo preposto.

Un atleta che nell’imminenza di una partita si posiziona davanti ad un personal computer e deve risolvere problematiche tattiche già predisposte da un programmatore e concordate con il tecnico, non sono di molto aiuto se il soggetto non e’ coinvolto, sia mentalmente, che culturalmente a questa nuova forma di lavoro.

E’ risaputo che il solo pensare ad un determinato movimento da fare, coinvolge il muscolo e il cervello allo stesso modo di chi il movimento lo esegue direttamente sul campo.

Sfruttare al meglio queste potenzialità’ di cui l’uomo dispone significa aprire nuove strade e nuove prospettive di lavoro il cui esito e’ ancora tutto da scoprire.

Il coinvolgimento di figure professionali nuove e diverse e’ molto utile, considerato il vasto campo di azione cui si deve agire per ottimizzare il rendimento collettivo di un club, ho fatto riferimento a Gian Paolo Mazzali, che con la sua esperienza in una disciplina molto distante dal calcio, ha dato un valore aggiunto a ciò’ che di buono già era stato fatto precedentemente.

 Non va dimenticato che sul campo di gioco, nel corso della partita, il tecnico e’ praticamente solo, la sua competenza e la capacita’ di operare le scelte idonee sul campo di gioco, possono essere supportate con estrema facilita’ da strumenti tecnologici che possono lavorare in tempo reale, offrendo lui una maggiore disponibilità’ di informazioni  oggettive, che lo possono aiutare ulteriormente sulle eventuali scelte da fare, molto e’ stato fatto in proposito ma moltissimo si può’ ancora sviluppare alla luce delle attuali risorse di cui disponiamo.

Per concludere una nota personale su tutto quello che e’ stato detto:

Ho praticato per 15 anni a livello agonistico l’atletica leggera, (Il talento inversamente proporzionale alla passione) la mia specialità’ era la corsa in montagna e campestre, a fine attività’ ho disputato alcune maratone e credo che poche discipline come in quella da me praticata, necessiti di una piena consapevolezza delle cose da fare in allenamento e in gara.

Alla luce dello studio da me fatto e’ proprio questo ciò’ di cui i calciatori necessitano per esprimere al meglio le loro potenzialità’, prendere possesso di tutte le loro capacita’, e metterle a disposizione della squadra, trovo sbagliato pretendere che si deve essere un gruppo di amici in quanto gli atleti professionisti spesso sono di culture diverse, con tutte le conseguenze del caso, bene e’ pensare a una squadra comporta da persone differenti ma con un obbiettivo comune ……questo e’ un buon punto di partenza, al tecnico il compito di realizzare l’unica cosa che realmente conta nel calcio ………..vincere.

Spero che questo mio lavoro possa essere di aiuto a tutti coloro che vivono nella consapevolezza che nello sport come nella vita  la norma e’ perdere, motivo per cui ci si deve sempre impegnare  e aggiornare ancora di più’ soprattutto dopo una grande vittoria.

Autore : IL Toba60 che non Conoscete

Note bibliografiche

Howard Gardner

·  Intelligenze multiple, Anabasi, 1994

·  L’educazione delle intelligenze multiple, Anabasi, 1994

Cambiare idee (L’arte e la scienza della persuasione) Feltrinelli

Gian Paolo Montali (Scoiattoli e Tacchini) Come vincere in azienza con il gioco di squadra rcs libri

Simone Mazzali (Arrigo Sacchi) La zona nel calcio: tecnica, tattica e ruolo creativo (S.S.S. Roma)

Enrico Arcelli : Che cos’e’ l’allenamento (Leggi della preparazione fisica nello sport) Sperling e Kupfer – sport

Giovanni Betti – Roberto Piga – Training Ergoattivo (Il senso muscolare) Calzetti e Mariucci.

Franco Ferrari  (Elementi di tattica Calcistica) analisi e rifoessioni sull’organizzazione difensiva e sistemi di gioco. Edizioni correre.

Daniel Goleman (Intelligenza Emotiva) Mondadori

Come aprire una Scuola di Calcio
€ 39,00

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