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Una Perfetta Societa’ Fondata sul Cancro

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So molto bene che ci saranno polemiche o considerazioni di autentico disgusto in relazione a quello che avrete modo di leggere.

Siete ancora in tempo per cambiare indirizzo, ci sono molti articoli interessanti all’interno del magazine, ma se decidete di proseguire abbiate l’accortezza di fermarvi un attimo ogni tanto, che tutto non sia lettera morta, alla stregua di un usa e getta, come si conviene in una società’ che ha perso di vista ogni valore che non sia legato ad un qualcosa di effimero a cui il genere umano si aggrappa con esiti devastanti, al fine di consolidare certezze stabilite a priori da altri.

Il Cancro della societa’

Leggo in un Rapporto dell’osservatorio statistico dei Consulenti del Lavoro che tra i lavoratori impiegati nello stabilimento ex Ilva di Taranto si registra il 500% di casi di cancro in più, rispetto alla media della città non impiegata nel polo industriale

A Taranto i malati di tumore quest’anno sono stati 2500, un resoconto che non lascia spazio a commenti, in Italia ogni giorno a 2000 persone viene diagnosticato un cancro e su scala globale ci sono 18 milioni di casi e 9 milioni di morti. (Accedete qua dentro per farvi un idea in tempo reale di che cosa sto parlando)

L’olocausto in confronto e’ da porsi alla stregua di una lite condominiale, i numeri sono inequivocabili e stiamo parlando di morti come se fossero noccioline, perché il fenomeno, viene trattato in tal modo e non solo dagli statistici.

L’altra faccia del male

Le implicazioni sono totalmente, volutamente e direi senza mezzi termini ignorate, da ogni organo di informazione e per motivi legati a lobby che ne impediscono la diffusione, non e’ un caso che la mia prima denuncia formale ricevuta, sia scaturita proprio in riferimento ad un indagine da me fatta sul male del secolo.

Io che vivo in Italia non posso fare a meno di mettere come punto di riferimento il caso di Taranto, ma in ogni in ogni parte del mondo si verificano le stesse situazioni paradossali che avrete modo di conoscere ora.

Ilva Taranto

Il mercato del lavoro e’ vincolato dal profitto, e su questo principio si sviluppano tutte le attività’ mondiali, che siano alimentari, metallurgiche, chimiche, farmaceutiche agricole, artigianali e via dicendo

E’ un contesto lavorativo quello che si e’ venuto a creare, dove se tu muori non importa nulla a nessuno ma se tardi un minuto al lavoro e’ la fine del mondo.

Fate bene attenzione a questo principio, perché ce lo ritroveremo frequentemente nel prosieguo della lettura.

I diretti interessati (La maggior parte del Genere umano) paiono e oggettivamente lo sono, più’ interessati a mantenere un posto di lavoro che non a lottare per creare una struttura più’ vivibile e a misura d’uomo, per non dire meno inquinante, fin qui penso non vi sia nulla da eccepire.

IL Cancro Dell’Ilva una storia che parte da lontano

Lo stabilimento dell’ Ilva nacque nel 1960 e dopo la pianificata crisi creata attraverso i mercati finanziari, nel 1995 venne venduta al Gruppo Riva, un’azienda privata storica e dalla struttura profondamente capitalistica e globalizzata

Che i Riva fossero davvero i classici “padroni delle ferriere”, dal pugno di ferro, non ci volle molto per capirlo: a Taranto la nuova proprietà organizzò subito un sistema di punizione dei dipendenti che non accettavano le direttive aziendali sul rinnovo dei contratti di lavoro, che in sostanza li esiliava nella “palazzina LAF” (l’edificio adiacente al Laminatoio a Freddo) Lasciandoli senza lavorare.

Gli scandali sull’ILVA di Taranto si sono rapidamente succeduti fino al 2012, quando lo Stato ha avviato la procedura di commissariamento dell’azienda ed avviato una gara internazionale per la sua riassegnazione. La scelta è caduta sulla AM Investco, formata da ArcelorMittal e Gruppo Marcegaglia. Com’è noto, l’ILVA è al centro di un vasto dibattito per il suo forte impatto ambientale a Taranto, ma lo fu anche a Genova e sulle sue emissioni si sono tenuti diversi processi penali, conclusosi in alcuni casi con la condanna (Si fa per dire) di Emilio Riva e di altri dirigenti del gruppo.

I Morti per cancro inseguito alle emissioni cancerogene dell’industria sono sempre passate sotto silenzio ma la questione che deve essere posta in essere e’ come 15.000 operai pur nella consapevolezza di dover con la probabilità’ di 1/1 a morire di cancro non abbia mai anteposto il diritto alla salute, ma si, a quello del lavoro. (Gli intermediari si sono sempre inchinati ai diktat imposti)

Non c’è nulla di strano in questo comportamento e’ qualcosa che riguarda l’intera comunità mondiale, il cancro e’ una logica conseguenza di questo stato di cose e si parla della malattia come se fosse venuta dal cielo per disgrazia divina.

IL Difetto Collaterale

Un numero tanto elevato di malati non e’ che la parte più’ evidente di un meccanismo frutto di una manipolazione sociale che si autoalimenta attraverso meccanismi che ora andremo a vedere.

Ogni malato costa alla società’ (Siamo tutti noi) da un minimo di 50 mila $ fino a 1milione e 200 mila $ e piu’ e questa spesa coinvolge direttamente e indirettamente solo in Italia, oltre 3 milioni di persone.(Non mi riferisco ai malati, quelli sono attualmente oltre 4 Milioni ) Non ci sono solo i distretti sanitari ma tutto il comparto che attorno alla sanità’ contribuisce a rendere funzionale il sistema. (Trasporti, personale di sostegno, incaricati supplementari, ricerca, amministrazione ecc)

Non c’è che dire, il cancro da da vivere a molte persone ( I malati di tumore pero’ spendono quasi 5 miliardi di euro l’anno di tasca propria per curarsi) e se da un giorno all’altro tutto questo venisse meno il male del secolo state pur certi, verrebbe invocato a gran voce da gran parte della popolazione mondiale e non solo dagli ”indiretti interessati” (Lobby Multinazionali, Fondi di Investimento ecc)

Va sottolineato che la societa’ attuale, e’ totalmente predisposta al sorgere di questa patologia, basta considerare l’inquinamento ambientale, elettromagnetico e quello indotto attraverso l’immissione nell’atmosfera di scie chimiche, i prodotti OGM immessi nell’agricoltura, la scarsa educazione alimentare che induce le persone a consumare cibi spazzatura e sopratutto uno stile di vita, indotto e non, che stravolge ogni equilibrio psicofisico, insomma un mix perfetto di tutto quello che serve allo scopo, nulla da dire, un soggetto patologicamente perfetto non avrebbe potuto creare niente ti meglio per rendere la vita invivibile all’uomo.

La sconfitta del male implica un diverso orientamento politico, economico, sociale e culturale che la società’ non e’ assolutamente in grado di gestire, (Immagina il problema immigratorio moltiplicato al quadrato) milioni di persone risulterebbero praticamente prive di un occupazione o per dirla in parole povere, inutili e che dire di chi dagli interessi (Banca centrale Mondiale) ne trae profitto e che difficilmente si priva di un indotto gratuito e molto remunerativo. (Parliano di Bilioni di Dollari)

Per non parlare delle industrie farmaceutiche, che come già detto in un articolo precedentemente, sono svincolate da ogni regola commerciale, in riferimento al prezzo d’acquisto, che esula dal costo del prodotto all’origine.

Ci sono farmaci immessi sul mercato del costo di 10 euro ma essendo per uso oncologico, hanno un valore che alla vendita può’ schizzare anche fino a 1000 volte di più. (La bilancia commerciale italiana vincolata da queste norme, obbliga il paese ad un prelievo fiscale totalmente ingiustificato e criminoso per sopperire a delle spese con gli interessi annessi, che mai potranno essere pagati, fermo restando che con una moneta sovrana il problema sarebbe inesistente)

Tutti i capi di governo per accedere ad una qualsiasi carica istituzionale. devono sottostare a queste norme, tutti i finanziamenti politici sono indirizzati solo dove c’è’ chi non mette mano a questo consolidato stato di cose.

Nessuno mai sarà’ disposto a rinunciare al cellulare alla smart tv o alla gita settimanale fuori casa, l’industria farmaceutica significa finanza e circolazione di denaro, gestione di apparati pubblici e istituzionali che viene investito in infrastrutture che nulla hanno a che vedere con il cancro, ecco che la scelta da fare da parte del libero (si fa per dire) cittadino e’ la stessa che si sono ritrovati a fare gli operai di Taranto.

Analogo problema si verificherebbe qualora venisse immessa l’auto ad acqua o a energia libera già’ inventata 100 ani fa’ da Nikola Tesla, che da un giorno all’altro metterebbe in ginocchio un economia mondiale cosi come e’ strutturata, fondata su logiche distanti anni luce da quelle che dovrebbero essere messe in atto per la salvaguardia della salute e del genere umano.

Chi si impegnerebbe mai nel supportare un sistema che da un giorno all’altro di dice, da domani tu non avrai mai un tumore e non dovrai più’ lavorare 8 ore per vivere, ma nel farlo devi modificare il tuo stile di vita e il tuo modo di intendere la società‘ per come l’hai concepita.

La società globalizzata e industriale ha fatto si che pochi siano disposti a rinunciare anche ad un solo privilegio acquisito.

Io personalmente ho la certezza che la sola categoria sociale disposta a rispondere in modo propositivo e’ quella dei malati terminali di Cancro e pochissime altre persone.

Il resto dopo una fase di sbigottimento si affiancherà’ a loro……….ma il tempo di un gelato alla frutta gustato in compagnia e state pur certi che nessuno rinuncerà’ mai al fine settimana in colonna e ad un lavoro sicuro. (Cari Operai dell’Ilva non siete in buona compagnia ma certo assai numerosa)

Cosi’ come ad Auschwitz, nessuno ha avuto il coraggio, con un rapporto uno a 1000 di ribellarsi…….anzi no …non e’ vero, alcuni campi di concentramento hanno preso una decisione impopolare e al prezzo di una minoranza di caduti, ha potuto godere della libertà’, che altri non hanno avuto il coraggio di conquistare.

Questo pochi lo sanno e la cosa piu’ scomoda per chi detiene il potere su di voi, e’ che si venga a sapere.

Ora che lo sapete, non avete che una scelta da fare

Pillola Rossa o Pillola Blu

Toba60

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