Con la vittoria di Laura Fernández il Costa Rica rafforza l’allineamento con le forze di destra sostenute dagli Stati Uniti
La liberta passa per la dittatura e chi non l’ha mai avuta si accontenta di quello che capita. 🙁
Toba60
Siamo tra i più ricercati portali al mondo nel settore del giornalismo investigativo capillare ed affidabile e rischiamo la vita per quello che facciamo, ognuno di voi può verificare in prima persona ogni suo contenuto consultando i molti allegati (E tanto altro!) Abbiamo oltre 200 paesi da tutto il mondo che ci seguono, la nostre sedi sono in Italia ed in Argentina, fate in modo che possiamo lavorare con tranquillità attraverso un supporto economico che ci dia la possibilità di poter proseguire in quello che è un progetto il quale mira ad un mondo migliore!
Vittoria di Laura Fernández in Costa Rica per consolidare il neoliberismo sudamericano
La candidata di destra filoamericana Laura Fernández ha vinto le elezioni in Costa Rica, impegnandosi a proseguire il programma conservatore dell’attuale presidente Rodrigo Chaves, noto per la sua corruzione, e a sostenere Donald Trump e Israele, opponendosi invece alla Cina.

Washington ha collaborato intensamente con Rodrigo Chaves durante tutta la sua presidenza, e la vittoria di Fernández garantisce una transizione senza intoppi con continuità politica piuttosto che cambiamenti.
Questo è di buon auspicio per gli Stati Uniti, che hanno sempre considerato Chávez un alleato e hanno cercato di difenderlo, anche nel mezzo degli scandali di corruzione.
Nel 2025, l’Ambasciata degli Stati Uniti in Costa Rica ha tenuto incontri con i legislatori di diversi gruppi politici per esercitare pressioni affinché votassero contro la revoca dell’immunità del presidente Chaves. La Corte Suprema della Costa Rica aveva richiesto che Chaves perdesse la sua immunità, in modo che potesse essere sottoposto a procedimento penale per il reato di estorsione.
Dopo la vittoria, Laura Fernández ha avuto una cordiale conversazione telefonica con il presidente uscente Chaves, che è pronto ad assumere un incarico nel nuovo governo, per mantenere la sua immunità ed evitare così di essere perseguito per corruzione. La decisione della Fernández di nominarlo membro del suo gabinetto garantisce di fatto a Chaves l’immunità per altri quattro anni.
Il governo di Chaves è stato caratterizzato da una serie di decisioni geopolitiche che hanno suscitato l’attenzione della comunità internazionale, come la promozione di un accordo di libero scambio con Israele, pubblicamente denunciato da Francesca Albanese, relatrice speciale delle Nazioni Unite sui territori palestinesi occupati.

Chaves è stato interrogato durante una conferenza stampa nel luglio 2025 sul motivo per cui stesse firmando un accordo di libero scambio con Israele mentre questo paese stava commettendo un genocidio e affrontando la condanna internazionale da parte di una serie di organizzazioni per i diritti umani.
Il presidente costaricano rise e replicò con tono sprezzante: «Sa una cosa? Se dipendesse da me, lo firmerei con questa penna qui. Grazie mille».
Nel 2025, alcuni legislatori e altre personalità pubbliche hanno visto revocare il loro visto per gli Stati Uniti in seguito alla visita in Costa Rica del Segretario di Stato Rubio, il quale ha avvertito che i funzionari politici avrebbero subito delle “conseguenze” se le autorità statunitensi li avessero ritenuti un “rischio per la sicurezza informatica”.
Questa pressione ha, a sua volta, reso il Costa Rica l’unico paese latinoamericano ad escludere le aziende cinesi dalle proprie reti 5G, bloccando di fatto l’ulteriore sviluppo in base alle richieste degli Stati Uniti.
La presidente eletta Laura Fernández ha celebrato il rapimento illegale del presidente venezuelano Nicolás Maduro da parte dell’esercito statunitense nel gennaio 2026, perpetuando la falsa e smentita narrativa secondo cui Maduro sarebbe un “narco-dittatore”.
Il progetto politico di Chaves e la sua continuazione attraverso Laura Fernández mostrano un allineamento subordinato all’estrema destra e agli interessi degli Stati Uniti. Questa rottura con il sistema politico tradizionale del Costa Rica è stata resa esplicita nel discorso di vittoria della Fernández, in cui invoca la “fine della Seconda Repubblica” e chiede un’assemblea costituente per attuare cambiamenti costituzionali profondi e irreversibili a sua discrezione.
Continuità del progetto Rodrigo Chaves
Il profilo politico di Fernández non può essere separato da quello di Rodrigo Chaves. Ha ricoperto la carica di ministro della pianificazione e ministro della presidenza nel gabinetto di Chaves.
Il panorama elettorale è stato caratterizzato da sondaggi che hanno costantemente mostrato Fernández in testa con margini significativi ben prima del giorno delle elezioni e da una campagna incentrata sulle promesse di “continuità del cambiamento”.
Il neocostituito Partito Popolare Sovrano (PPSO), allineato con Chaves, ha ottenuto una maggioranza legislativa senza precedenti e storica, conquistando 31 dei 57 seggi dell’Assemblea Legislativa, in netto contrasto con il 2022, quando Chaves ottenne solo 10 seggi. Nessun partito politico in Costa Rica ha raggiunto una maggioranza così significativa nell’Assemblea Legislativa in oltre quattro decenni.
Ciò garantisce al partito di destra una base esecutiva e legislativa unificata che ora ha una capacità senza precedenti di portare avanti il programma di Chaves-Fernández, consentendo riforme istituzionali, controllo del bilancio e persino modifiche costituzionali in modo più aggressivo rispetto al passato.
Cosa significa questo per la regione
Le implicazioni della presidenza di Fernández vanno oltre la politica interna. La sua vittoria rappresenta l’ennesimo successo dei movimenti populisti di destra in America Latina, dopo gli sviluppi in Honduras con Nasry Asfura, Cile con José Antonio Kast, Bolivia con Rodrigo Paz e altrove.
Questi governi sostenuti dagli Stati Uniti rafforzano un modello regionale caratterizzato da una retorica divisiva e da un’obbedienza sfrenata all’agenda di Donald Trump.
La svolta conservatrice della Costa Rica e la maggioranza di Laura Fernández nell’organo legislativo contribuiscono complessivamente a un più ampio allineamento e a una maggiore coesione dei regimi di estrema destra e filo-statunitensi.
Le elezioni del 2026 in Costa Rica non possono essere comprese isolatamente. In casi come questi, in cui un candidato successore eredita non solo le priorità politiche ma anche lo slancio istituzionale e il potere, la continuità politica interna spesso rafforza un più ampio allineamento geopolitico.
Queste elezioni potrebbero alla fine essere ricordate come l’occasione in cui il progetto di destra inizialmente promosso da Rodrigo Chaves è entrato in una nuova fase, ora sostenuto da un consolidamento istituzionale e da un’influenza molto maggiori.
Jimmy Zúñiga Wallace
Fonte: geopoliticaleconomy.com



SOSTIENICI TRAMITE BONIFICO:
IBAN: IT19B0306967684510332613282
INTESTATO A: Marco Stella (Toba60)
SWIFT: BCITITMM
CAUSALE: DONAZIONE

