toba60
334086 knight jedi carl sagan

Carl Sagan su come l’umanità si trasformerebbe se gli alieni contattassero la Terra

Pallido puntino azzurro (Pale Blue Dot, 1994) 

Come mai nessuna delle principali religioni ha mai esaminato la scienza e concluso: «È meglio di quanto pensavo. L’universo è molto più vasto di quanto hanno detto i nostri profeti e molto più sottile, maestoso ed elegante»? Perché, al contrario, tutte dicono: «No, no, no, il mio è un piccolo dio e voglio che tale resti»? Una religione, vecchia o nuova, che esaltasse lo splendore dell’universo quale c’è stato rivelato dalla scienza moderna susciterebbe un senso di reverenza ben superiore a quello indotto finora dalle religioni tradizionali.

Il nostro pianeta è un granellino solitario nel grande, avvolgente buio cosmico. Nella nostra oscurità, in tutta questa vastità, non c’è nessuna indicazione che possa giungere aiuto da qualche altra parte per salvarci da noi stessi.

Carl Sagan

Siamo tra i più ricercati portali al mondo nel settore del giornalismo investigativo, capillare ed affidabile, ognuno di voi può verificare in prima persona ogni suo contenuto consultando i molti allegati (E tanto altro!) Abbiamo oltre 200 paesi da tutto il mondo che ci seguono, le nostre sedi sono in Italia ed Argentina, fate in modo che possiamo lavorare con tranquillità attraverso un supporto economico che ci dia la possibilità di poter proseguire in quello che è un progetto il quale mira ad un mondo migliore!

Kofi bg tag dark

Se incontrassimo forme di vita aliene, come reagiresti?

Primo contatto

Se l’umanità fosse contattata da una razza aliena, come reagirebbe il mondo? Come cambierebbero le persone?

322160 1908436358 (1)

Nel suo romanzo, Contact, il grande astronomo scomparso Carl Sagan esplora questa affascinante questione.

Recentemente ho avuto il piacere di leggere Contact, e uno degli aspetti che ho più apprezzato è stato il modesto suggerimento del dottor Sagan secondo cui la comunicazione con una razza aliena costringerebbe l’umanità a rivalutare i propri conflitti interni e pregiudizi.

Sagan scrive:

“Ormai, la notizia del Messaggio da Vega aveva raggiunto ogni angolo del pianeta Terra. Tra i commenti settari, c’era anche – ormai evidente in tutto il mondo – un senso di meraviglia, persino di stupore. Stava accadendo qualcosa di trasformativo, quasi miracoloso. L’aria era piena di possibilità, di un senso di nuovo inizio.

C’erano ancora conflitti politici, alcuni dei quali, come la crisi sudafricana, erano molto gravi. Ma in molte parti del mondo si registrava anche un notevole declino della retorica sciovinista e del nazionalismo puerile e autocelebrativo. Si avvertiva la sensazione che la specie umana, miliardi di minuscoli esseri sparsi in tutto il mondo, si trovasse collettivamente di fronte a un’opportunità senza precedenti, o addirittura a un grave pericolo comune. A molti sembrava assurdo che gli Stati nazionali in conflitto continuassero le loro dispute mortali di fronte a una civiltà non umana dalle capacità enormemente superiori.

Per decenni dopo il 1945, le scorte mondiali di armi nucleari strategiche sono cresciute costantemente. È arrivato il momento in cui ce n’erano più di 25.000 sul pianeta, dieci per ogni città. […] Ma alla fine il mondo ha ritrovato il buon senso. Gli americani e i russi si sono impegnati a ridurre i loro arsenali strategici a mille armi nucleari ciascuno. […] Gran Bretagna, Francia e Cina hanno accettato di iniziare a ridurre i propri arsenali una volta che le superpotenze fossero scese sotto la soglia delle 3.200 unità. Gli Accordi di Hiroshima sono stati firmati, tra la gioia di tutto il mondo, accanto alla famosa targa commemorativa dedicata alle vittime della prima città mai distrutta da un’arma nucleare: “Riposa in pace, perché non accadrà mai più”.

Pale-Blue-Dot-A-Vision-of-the-Human-Future-in-Space-Sagan-Carl-Z-Library_organized

Sagan ipotizza che un messaggio extraterrestre avrebbe l’effetto di rivelare all’umanità la follia delle sue divisioni contro se stessa. Sembra suggerire che i nostri confini nazionali, di fronte a una situazione che riguarda l’intero piccolo mondo blu, apparirebbero poco più che linee arbitrarie tracciate sulla sabbia, riducendo i nostri conflitti politici ostinati ed egoistici a poco più che dispute irragionevoli tra fratelli e sorelle, e inaugurando un nuovo spirito di cooperazione e pacificazione.

Una bella proposta, senza dubbio. Il messaggio sottinteso che se ne può trarre è che sarebbe saggio giungere a queste conclusioni da soli e che, prima o poi (probabilmente in un futuro non troppo lontano), dovremo farlo. Di fronte alle imminenti crisi ambientali e al protrarsi delle guerre e dei conflitti nel 2013, il messaggio di Sagan rimane estremamente toccante. Comprendere la nostra intrinseca unità e il nostro destino comune come abitanti della Terra non dovrebbe richiedere un evento di portata galattica. Nei prossimi decenni, sarà nostra responsabilità trovare nei nostri cuori una prospettiva cosmica alla Sagan, se vogliamo unirci e affrontare le notevoli sfide che il nostro pianeta deve affrontare.

Più avanti nel romanzo, Sagan discute l’effetto di osservare la Terra dalla prospettiva di chi la orbita nello spazio:

“Non era difficile immaginare un tempo in cui la lealtà predominante sarebbe stata verso questo mondo blu, o anche verso l’ammasso di mondi raggruppati attorno alla vicina stella nana gialla a cui gli esseri umani, un tempo ignari che ogni stella è un sole, avevano attribuito l’articolo determinativo: il Sole. Fu solo allora, quando molte persone iniziarono a trascorrere periodi più lunghi nello spazio e ebbero un po’ di tempo per riflettere, che si cominciò a percepire il potere della prospettiva planetaria. Si scoprì che un numero significativo di questi occupanti dell’orbita terrestre bassa erano persone influenti sulla Terra”.

Ciò ricorda quello che è stato definito «effetto panoramica», ovvero il profondo cambiamento di prospettiva che si prova guardando la Terra dallo spazio.

C’è un bellissimo documentario, della durata di poco meno di 20 minuti, che racconta le storie che hanno cambiato la vita degli astronauti che hanno visto la Terra dall’esternoguardalo qui se ti interessa.

Sagan era sicuramente una persona che credeva nel potere trasformativo di osservare la Terra da un punto di vista diverso. Una delle sue citazioni più famose è stata fatta in riferimento all’immagine qui sotto, soprannominata “Pale Blue Dot” (Pallido punto blu), che è anche il titolo del libro di Sagan che discute l’immagine.

Pale Blue Dot (1) (1)

“Pallido punto blu”. La Terra vista dalla sonda Voyager 1 nel 1990. Immagine tratta da Wikimedia Commons.

Nel fascio di luce arancione sul lato destro dell’immagine, noterete un minuscolo puntino. Quel puntino è la Terra, la nostra casa, vista dalla Voyager 1 nel 1990. Dopo aver visto questa immagine, Carl Sagan fu ispirato a riflettere sul suo significato. Sembra appropriato includere qui i pensieri eloquenti e commoventi di Sagan sul “Pallido punto blu”:

L’insieme delle nostre gioie e sofferenze, migliaia di religioni, ideologie e dottrine economiche sicure di sé, ogni cacciatore e raccoglitore, ogni eroe e codardo, ogni creatore e distruttore di civiltà, ogni re e contadino, ogni giovane coppia innamorata, ogni madre e padre, ogni bambino pieno di speranza, inventore ed esploratore, ogni insegnante di morale, ogni politico corrotto, ogni “superstar”, ogni “leader supremo”, ogni santo e peccatore nella storia della nostra specie ha vissuto lì, su un granello di polvere sospeso in un raggio di sole.

Contact-Sagan-Carl-Z-Library_organized-1

La Terra è un palcoscenico molto piccolo in una vasta arena cosmica. Pensate alle infinite crudeltà inflitte dagli abitanti di un angolo di questo pixel agli abitanti appena distinguibili di qualche altro angolo: quanto sono frequenti i loro malintesi, quanto sono desiderosi di uccidersi a vicenda, quanto è fervido il loro odio. Pensate ai fiumi di sangue versati da tutti quei generali e imperatori affinché, nella gloria e nel trionfo, potessero diventare i padroni momentanei di una frazione di un puntino.

Le nostre pose, la nostra presunta importanza, l’illusione di avere una posizione privilegiata nell’Universo, sono messe in discussione da questo pallido puntino luminoso. Il nostro pianeta è un granello solitario nell’immensa oscurità cosmica che lo avvolge. Nella nostra oscurità, in tutta questa vastità, non c’è alcun segno che possa arrivare aiuto da altrove per salvarci da noi stessi. La Terra è l’unico mondo conosciuto finora che ospiti la vita. Non c’è nessun altro posto, almeno nel prossimo futuro, dove la nostra specie potrebbe migrare. Visitare, sì. Stabilirsi, non ancora. Che ci piaccia o no, per il momento la Terra è il luogo in cui dobbiamo difendere la nostra posizione.

CREATOR: gd jpeg v1.0 (using IJG JPEG v80), quality =

Si dice che l’astronomia sia un’esperienza che rende umili e forma il carattere. Forse non c’è dimostrazione migliore della follia della presunzione umana di questa immagine lontana del nostro piccolo mondo. Per me, essa sottolinea la nostra responsabilità di trattarci con più gentilezza gli uni gli altri e di preservare e amare il pallido punto blu, l’unica casa che abbiamo mai conosciuto.

Carl Sagan ha dedicato la sua vita al progresso e al miglioramento della nostra specie. Sebbene sia forse considerato innanzitutto come una persona che ha trascorso la sua vita guardando verso l’esterno, i suoi scritti rivelano un forte impegno nei confronti delle questioni umanitarie.

Questo inizia con ciascuno di noi. Quando pratichiamo la gentilezza, l’accettazione e la non aggressività nella nostra vita quotidiana, contribuiamo a creare lentamente ciò che tanti hanno sognato: un mondo amorevole e non violento. Il suo consiglio per noi, come quello di tanti grandi maestri e leader della storia, è semplice e inequivocabile. Dall’aldilà, ci esorta a unirci, a vedere oltre le nostre differenze artificiali e costruite, ad abbracciarci come membri di un’unica comunità globale. Egli suggerisce con estrema serietà che il futuro del nostro pianeta e della nostra specie dipende da questa trasformazione del cuore e della mente. Sagan ha lasciato al mondo una meravigliosa eredità e noi dovremmo onorarlo impegnandoci a diventare ciò che lui immaginava: compassionevoli, pacifici e uniti.

Carl Sagan, Cosmos

Jordan Bates

Fonte: futurism.com & DeepWeb

ILaso1631468483
QcPIA16858835731
Photo 2024 08 31 12 07
Codice QR
Comments: 0

Your email address will not be published. Required fields are marked with *