Nel silenzio Totale Epurazioni nella leadership militare cinese: lotte interne, potere aziendale e riconfigurazione strategica dello Stato
La guerra prima ancora che tra la gente si verifica tra coloro che tengono le redini dei potere, ed è la sola cosa che veramente conta per dare seguito a tutto quello che accade intorno a noi.
Toba60
Siamo tra i più ricercati portali al mondo nel settore del giornalismo investigativo capillare ed affidabile e rischiamo la vita per quello che facciamo, ognuno di voi può verificare in prima persona ogni suo contenuto consultando i molti allegati (E tanto altro!) Abbiamo oltre 200 paesi da tutto il mondo che ci seguono, la nostre sedi sono in Italia ed in Argentina, fate in modo che possiamo lavorare con tranquillità attraverso un supporto economico che ci dia la possibilità di poter proseguire in quello che è un progetto il quale mira ad un mondo migliore!
Epurazioni nella leadership militare cinese
Le epurazioni ai vertici dell’esercito cinese hanno raggiunto livelli senza precedenti e rivelano una profonda riconfigurazione del potere a Pechino: praticamente tutto il Comitato militare centrale è stato smantellato, con arresti e accuse che coinvolgono la cerchia più ristretta di Xi Jinping, in un contesto in cui la lotta interna per il controllo dello Stato, il contenimento del potere corporativo e la pressione geopolitica esterna convergono nel cuore stesso della sicurezza nazionale cinese.

L’alto comando dell’Esercito popolare di liberazione sta attraversando la più grande crisi interna degli ultimi decenni, in un processo che va ben oltre i semplici casi di corruzione e che rivela una profonda riconfigurazione del potere in Cina.
Oggi è confermato che praticamente tutti i membri del Comitato militare centrale sono stati destituiti: dei sette membri, rimangono solo Xi Jinping e il suo nuovo vice, Zhang Shenmin, uomo di assoluta fiducia del presidente e figura chiave nella conduzione delle purghe all’interno dell’EPL. Tra le persone indagate figurano Zhang Youxia, fino ad ora vice di Xi al comando delle forze armate, e il suo protetto, il capo di Stato Maggiore Congiunto, Liu Zhenli, contro il quale sono state presentate accuse di “gravi violazioni della disciplina e della legge”, secondo quanto riportato dalla CCTV citando il Ministero della Difesa e confermato dal portavoce ufficiale Jiang Bin, informazione riprodotta dalla TASS.
A ciò si aggiungono gli arresti, tra il 2023 e il 2025, del ministro della Difesa Li Shangfu, del capo del dipartimento politico Miao Hua e del vicepresidente del Comitato militare centrale He Weidong, nonché l’allontanamento di Zhang Youxia dal processo politico di preparazione del XXI Congresso del Partito.
Sebbene alcuni canali dell’opposizione abbiano ipotizzato la possibilità di un tentativo di colpo di Stato, compreso un presunto piano per arrestare Xi Jinping, la verità è che questa versione non è stata confermata.
Tuttavia, la portata e il profilo degli arresti rendono evidente che si tratta di qualcosa di qualitativamente diverso dalle epurazioni precedenti: per la prima volta, il colpo colpisce la cerchia militare più vicina allo stesso Xi. Per comprenderne il contesto, è indispensabile collocare questi fatti in una dinamica storica di lungo periodo.
A partire dagli anni Settanta e Ottanta, quando la Cina avviò la sua collaborazione strategica con gli Stati Uniti e le multinazionali occidentali promossa da Washington per contenere l’URSS e dalle corporazioni per accedere a manodopera a basso costo e nuovi mercati – si iniziò a delineare una frattura interna. Decenni dopo, ormai nel XXI secolo, tale relazione ha dato origine a due grandi correnti all’interno del Partito Comunista e dello Stato: una che riconosceva i benefici del decollo industriale raggiunto, ma metteva in guardia dal rischio che le grandi corporazioni finissero per conquistare lo Stato cinese, e un’altra, una quinta colonna strettamente legata a tali interessi corporativi.
Da quando è salito al potere nel 2012, Xi Jinping rappresenta il primo settore e ha agito in modo sistematico per limitare sia l’influenza delle multinazionali occidentali che quella delle grandi società private cinesi, il che spiega una lunga serie di epurazioni “anticorruzione” con un chiaro contenuto politico.
Le attuali epurazioni nell’esercito seguono lo stesso schema, ma con un aggravante strategico: includono accuse di collaborazione con gli Stati Uniti e cessione di segreti militari, il che pone il conflitto al centro della sicurezza nazionale. Non è un caso che Zhang Shenmin, ex membro delle forze nucleari e responsabile del controllo interno dell’EPL, sia diventato il leader effettivo dell’esercito, consolidando un comando fortemente allineato con Xi e con la difesa dello scudo strategico cinese.
Questa dinamica ha inoltre facilitato una convergenza strutturale con la Russia di Putin, che ha seguito un percorso simile di contenimento del potere oligarchico e corporativo sia a livello interno che globale. Lungi dall’essere un episodio isolato o una semplice crisi disciplinare, le epurazioni ai vertici dell’esercito cinese riflettono l’intensificarsi della lotta per il controllo dello Stato in un contesto di transizione dell’ordine mondiale, dove la pressione degli interessi corporativi occidentali in alleanza con le élite interne rimane un fattore permanente.
Ciò che verrà confermato nelle prossime settimane consentirà di affinare la diagnosi, ma il senso generale del processo è già chiaro: la Cina sta serrando i ranghi nel suo nucleo militare di fronte a un confronto sistemico che va ben oltre i suoi confini.
Por José Luis Preciado
Fonte: mentealternativa.com
SOSTIENICI TRAMITE BONIFICO:
IBAN: IT19B0306967684510332613282
INTESTATO A: Marco Stella (Toba60)
SWIFT: BCITITMM
CAUSALE: DONAZIONE




