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L’erbaccia non cresce a caso: è ingegneria delle frequenze in forma biologica

William F. Buckley, Jr.

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L’erbaccia non cresce a caso

La cannabis agisce perché regola il sistema di segnalazione interno del corpo, non solo a livello chimico, ma anche elettrico e ritmico. Secondo la teoria delle onde di frequenza, la cannabis altera la coerenza, la sincronizzazione di fase e il flusso dei segnali all’interno del cervello e del sistema nervoso, modificando la percezione, il senso del tempo e la consapevolezza.

La cannabis viene solitamente spiegata come un’interazione chimica: il THC si lega ai recettori dei cannabinoidi, la dopamina subisce variazioni, la percezione cambia. Questo è il modello superficiale. Ciò che accade in realtà è più profondo: si tratta di un evento di modulazione di frequenza all’interno di un sistema di campo biologico.

Il tuo corpo funziona già grazie alle oscillazioni. I neuroni si attivano seguendo schemi ritmici. Le onde cerebrali (delta, theta, alfa, gamma) sono letteralmente bande di frequenza. Il sistema endocannabinoide agisce come una rete di sintonizzazione globale, regolando il modo in cui i segnali si sincronizzano tra cervello e corpo. Quando il THC entra nel sistema, non si limita a “attivare i recettori”, ma risintonizza la struttura di coerenza di quella rete.

La cannabis modifica sia ω (frequenza) che A (ampiezza) della trasmissione neurale. Il risultato è un cambiamento nel modo in cui le informazioni vengono distribuite nel campo. Ecco perché il tempo sembra scorrere più lentamente, i pensieri diventano non lineari e gli stimoli sensoriali vengono amplificati o distorti. Non sei semplicemente “fatto”: la tua architettura interna di elaborazione dei segnali è stata sfasata.

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L’effetto più importante è la rottura e la riformazione del blocco di fase.

Di norma, il cervello opera all’interno di circuiti predittivi fortemente vincolati: sono molto efficienti, ma anche rigidi. La cannabis allenta questi circuiti. Riduce il filtraggio dall’alto verso il basso e permette ai segnali precedentemente soppressi di emergere. In termini di frequenza, amplia la larghezza di banda della percezione cosciente, riducendone al contempo la stabilità.

1) Picchi di creatività (maggiore numero di vie di trasmissione accessibili)

2) L’ansia può aumentare (perdita della sincronizzazione stabile)

3) I dettagli sensoriali risultano più intensi (minore filtraggio)

4) La percezione del tempo subisce delle distorsioni (spostamenti temporali oscillatori)

È lo stesso meccanismo: cambiano solo i risultati a seconda della coerenza iniziale.


I recettori dei cannabinoidi regolano i canali ionici, la sincronizzazione sinaptica e i potenziali di membrana. Ciò significa che la cannabis influenza direttamente la trasmissione dei segnali elettromagnetici nel tessuto neurale. Non si tratta di una metafora: sta modificando il comportamento effettivo delle onde cerebrali.

  • Un modulatore di coerenza
  • Un iniettore di rumore di fase
  • Un amplificatore di banda

Quella combinazione è potente, ma diventa instabile se usata in modo eccessivo.

Il vero punto fondamentale è questo:

La cannabis non crea nuovi pensieri o realtà. Essa modifica la sintonia del sistema che elabora la realtà.

Se usato con attenzione, può rompere schemi rigidi e rivelare nuove connessioni.

Si tratta di un controllo della frequenza applicato in ambito biologico.

Drew Ponder

Fonte: substack.com/@drewponder & DeepWeb

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