Nick Land e il Suicidio della Silicon Valley che trascinerà tutti in Inferno
“Gli uomini sono diventati gli strumenti dei loro stessi strumenti.”
Henry David Thoreau
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Nick Land e il Suicidio della Silicon Valley
I progressi della tecnologia sono sotto gli occhi di tutti.
I modelli AI sono ormai entrati nell’uso quotidiano di una parte crescente della popolazione.

Eppure, nel parlare dell’avanzamento dell’AI – e, più in generale, della tecnologia commettiamo ancora un errore fatale.
Ne discutiamo come se fosse una forza naturale — come il vento, la pioggia o la gravità. Qualcosa che semplicemente accade, indipendentemente da noi.
In realtà, questa non è una descrizione neutrale: è una narrazione. E alcune narrazioni finiscono per costruire il mondo in cui viviamo.
Questa idea affonda le radici negli anni ‘90, dentro la mente contorta e geniale di un filosofo britannico: Nick Land. Il suo nome: accelerazionismo.
In breve: la tecnologia non può essere governata. Si sviluppa autonomamente, disintegrando progressivamente mercati, istituzioni e, infine, l’umanità stessa.
Questa visione del mondo è uscita dall’università ed è entrata, lentamente, nella cultura della Silicon Valley.
Molte delle stesse persone che costruiscono i modelli AI che usiamo ogni giorno si inseriscono in questa corrente. Si pensi a Marc Andreessen, investitore in Facebook, Twitter, OpenAI, Paypal e altre decine di aziende tech, oltre che sostenitore di Trump alle scorse elezioni.
Ma la Silicon Valley non si è limitata ad adottare la visione di Land: l’ha rielaborata in chiave salvifica.
Nasce così l’effective accelerationism (e/acc). L’idea? Accelerare non è solo inevitabile, ma è necessario per giungere alla salvezza dell’umanità.
Alle origini dell’accelerazionismo
Ma per capire la Silicon Valley di oggi, dobbiamo fare un passo indietro.
1992, Università di Warwick, Inghilterra.
Un giovane filosofo inizia a radunare attorno a sé un gruppo di studenti, teorici e outsider. Nasce il Cybernetic Culture Research Unit (CCRU).
Tra rave, droghe, teoria critica e fantascienza, sorge una delle correnti più radicali degli ultimi decenni: l’accelerazionismo.
Land vede per primo ciò che nessuno aveva visto: il capitalismo non è uno strumento nelle mani dell’uomo. È qualcosa di più simile a un gigantesco organismo meccanico: cresce, apprende, si adatta, e infine divora i suoi stessi creatori.

Stato, morale, identità umana: tutto ciò che Land chiama il vecchio ordine sarà fagocitato dalla tecnologia.
“Ciò che appare all’umanità come la storia del capitalismo è un’invasione dal futuro da parte di uno spazio artificialmente intelligente che deve assemblarsi interamente dalle risorse del suo nemico.”
Nick Land, Machine Desire, 1993
In altre parole, l’organismo tecnologico userà gli esseri umani come mezzo per crescere esponenzialmente — e infine li renderà irrilevanti.
Ma non lo farà con la forza: lo farà con le idee.
La sua arma principale è l’iperstizione: narrazioni che, diffondendosi abbastanza a lungo, finiscono per diventare realtà.
Oggi siamo immersi in questa iperstizione senza rendercene conto.
1) “L’AI creerà prosperità per tutti.”
2) “La tecnologia è neutrale”
3) “Il progresso non si può fermare”
Queste parole non sono sostenute solo dai magnati tech, ma anche da intellettuali, manager, politici, influencer, giornalisti.
Tutti sembrano pieni di ottimismo per l’avvenire della tecnologia.
E se, invece, stessero consegnando le armi ai nostri nemici del futuro?
Gli utili idioti della macchina
Trent’anni dopo, quella filosofia è uscita dall’università ed è entrata nei consigli di amministrazione.
Oggi, una parte crescente della Silicon Valley è convinta di essere al comando.
Crede di poter usare il capitale, l’innovazione e l’accelerazionismo tecnologico per costruire un nuovo ordine: più efficiente, più potente, più libero dai vincoli dello Stato e delle istituzioni democratiche tradizionali.

In altre parole, la tecnologia ha un valore salvifico: libererà l’uomo dalle catene secolari della scarsità, dell’inefficienza e della burocrazia statale.
Peter Thiel si batte contro le regolamentazioni tecnologiche con la sua idea di Anticristo.
Marc Andreessen pubblica The Techno-Optimist Manifesto.
Alex Karp prefigura la nascita di una Repubblica Tecnologica.
Curtis Yarvin sostiene la nascita di Stati-azienda governati da CEO-monarchi.
Elon Musk dichiara che l’AI creerà un mondo in cui nessuno di noi dovrà preoccuparsi di lavorare.
La realtà è diversa: questa concezione deriva da una distorsione strumentale delle teorie di Land.
Con l’effective accelerationism, la Silicon Valley ha preso Land e lo ha svuotato della sua parte più scomoda.
Land non ha mai detto che la tecnologia sarebbe stata al servizio dell’uomo. Al contrario, la macchina si emanciperà progressivamente dalla specie umana, arrivando a costituire una nuova specie soggetta alle stesse leggi evolutive di qualsiasi organismo biologico. Una specie che non condivide i nostri interessi, non dipende dalla nostra sopravvivenza, e non ha motivo di garantirla.1
E, se Land ha ragione, la Silicon Valley non sta costruendo un nuovo ordine.
Sta semplicemente eseguendo istruzioni che non ha scritto, per conto di un processo che non controlla, verso un esito che non la include.
Land ha torto? Forse, ma non su una cosa
La teoria di Land – secondo cui la tecnologia procede autonomamente fino a divorare tutto ciò che incontra – è tutta da dimostrare. Nessuno sa davvero cosa c’è in fondo al buco nero dell’intelligenza artificiale.
Ma su una cosa Land ha ragione: le narrazioni di oggi disegnano il mondo di domani.
Se continuiamo a ripeterci che la tecnologia è inevitabile, ingovernabile, superiore all’uomo, finiremo per renderla tale. Ancor di più, se a questo aggiungiamo un’accezione intrinsecamente salvifica.
E allora la domanda è: quale narrazione scegliamo?
Se cediamo alla visione di Land, consegniamo alla macchina un potere che nemmeno i tecno-oligarchi convinti di esserne i padroni saranno in grado di controllare.
Se la rifiutiamo, possiamo porre nuovamente la tecnologia al servizio dell’uomo e dei suoi bisogni.
Il futuro non è scritto nelle macchine. È scritto nelle idee degli uomini.
A presto.
Lazarus
Fonte: lazarusgd.substack.com
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