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Una spiegazione adeguata degli odiosi termini: “legale” e “illegale”

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“Legale” e “Illegale”

Robert A. Heinlein

Questo articolo si discosterà dai miei saggi abituali in quanto mi concentrerò su un argomento filosofico e, sebbene questo ragionamento dovrebbe essere incredibilmente ovvio per tutti, è praticamente sconosciuto, trascurato e ignorato dalla quasi totalità delle masse cieche e obbedienti.

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Trovo incredibile che così tante persone dipendano e permettano a così poche di dir loro cosa possono o non possono fare, cosa possono o non possono dire, quali beni possono o non possono possedere, quali guadagni personali possono o non possono conservare, dove possono o non possono andare, cosa possono o non possono ingerire nei propri corpi e, di fatto, questi pochi sono volentieri autorizzati da quasi tutta la popolazione a controllare ogni singolo aspetto della loro vita e di quella degli altri, senza alcun riguardo per la libertà dell’individuo.

Sembra evidente che la maggior parte dell’umanità viva nella falsa convinzione, quasi inconsapevolmente, di essere schiava dello Stato e che lo Stato abbia il “diritto” di stabilire tutte le “regole” (false “leggi”) per le masse umili. Naturalmente anche lo Stato è composto dagli stessi esseri umani (solo peggiori), ma questi esseri umani pretendono di sedere sul trono del potere sopra tutti gli altri; non per superiorità, intelletto avanzato o qualsiasi diritto legittimo, anzi, è vero proprio il contrario, ma solo sulla base dell’idea di “leggi” arbitrarie inventate di sana pianta da questa setta di ladri e assassini.

Da qui derivano i termini “legale” e “illegale”. Questi termini sono inutili, tranne che per i mostri dello Stato che li usano per intimidire, spaventare e controllare tutte le persone a loro piacimento. Dovrebbero essere ignorati e sostituiti con “giusto” e “sbagliato” secondo la legge naturale. Se non si aggredisce un altro, non si danneggia la sua proprietà o non si viola la sua libertà, allora non dovrebbe esistere alcuna “legge” contraria. “Legale” e “illegale” sono solo termini inventati dallo Stato per costruire regole arbitrarie per tutti tranne che per sé stesso, e significano solo “permesso dalla legge”. In altre parole, non sono altro che un permesso di ciò che un governo atroce permette o vieta a una persona legittimamente libera di fare. In realtà, si tratta al massimo di un linguaggio di schiavitù.

Le “leggi” governative, ad eccezione di quelle già basate sull’ideologia della legge naturale (non aggressione) e quindi non di competenza dello Stato, sono un atroce attacco alla libertà di tutta l’umanità. Ciò significa tutte le “leggi”, comprese le “leggi” sulle licenze, le “leggi” fiscali, le “leggi” basate su una presunta moralità – di cui il governo non ha alcuna moralità, tutte le “leggi” restrittive, tutte le “leggi” normative, tutte le “leggi” sulla droga; tutte le “leggi” in generale. Tutte le “leggi” si basano sul presupposto dello Stato di avere il diritto di governare e controllare ogni singolo individuo in questo Paese. Gli unici che ottengono un’eccezione da questa follia totalitaria e dal dominio forzato di queste leggi atroci sono la classe politica, i suoi esecutori, i suoi ricchi sostenitori e gli oligarchi che li controllano. Tutti noi altri siamo soggetti al capriccio di questi inutili assetati di potere che a malapena si qualificano come esseri umani.

I termini “legale” e “illegale” dovrebbero essere eliminati del tutto, poiché servono solo a schiavizzare e controllare l’intera società attraverso un sistema abominevole creato da una classe di uomini che cercano di controllare tutti gli altri. Quanto è arrogante e assolutamente folle consentire a un uomo o a un gruppo di uomini di rivendicare il potere sull’intera “civiltà”. Non c’è nulla di civilizzato nel dominio e nel controllo di un uomo su un altro, fintanto che esiste una coesistenza pacifica e non vi è alcun danno. Se l’aggressione è evidente, dovrebbe essere gestita privatamente e ricorrendo all’autodifesa onesta. Ciò può essere fatto individualmente o collettivamente, il tutto senza alcuna aggressione e senza fare affidamento sui criminali di Stato chiamati governo e sulle loro “leggi” illegittime.

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Sembra che le masse debbano affrontare il fatto di essere deboli, codarde, indottrinate e immerse nell’indifferenza, permettendo alla classe più bassa dell’umanità, ai politici e ai loro esecutori nel governo, di decidere ogni singola cosa che possono o non possono fare nella propria vita, sotto l’auspicio empio dei termini “legale” e “illegale”. Quanto è patetico questo atteggiamento che consuma le menti e i corpi di questa popolazione sociale indifesa. Dice poco del coraggio e della spinta verso la libertà che la maggior parte delle persone in questo Paese crede falsamente di possedere, ma la dice lunga sul fatto che sono schiavi volontari e consenzienti, prigionieri e leccapiedi dello Stato.

Tacito disse: «Più lo Stato è corrotto, più numerose sono le leggi». L’America ha più «leggi» di qualsiasi altro Paese al mondo, impossibili da contare, quindi è logico che gli Stati Uniti siano lo Stato più corrotto al mondo. Penso che questo sia fuori discussione. Le stime parlano di milioni di “leggi”, restrizioni, regolamenti e follie legislative sotto forma di statuti, divieti, sentenze ed editti a livello federale, statale e locale, ma nessuno è in grado di calcolare il totale effettivo, data l’enorme quantità di questa follia.

I detestabili termini “legale” e “illegale” sono irrilevanti! Le regole, le “leggi” dello Stato, i mandati e gli ordini sono destinati ai più deboli. Le regole possono sopravvivere solo se le persone agiscono come schiavi e obbediscono ciecamente ai loro padroni. Nessuno può governare un uomo libero e legittimo, quindi non definirti mai “libero”, non affermare mai di vivere in un paese “libero” (non è vero), a meno che tu non sia disposto a disobbedire allo Stato in ogni occasione possibile.

Henry David Thoreau

Gary D. Barnett 

Fonte: garydbarnett.com

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