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Se non se li cacciamo in fretta la nostra vita sarà un autentico inferno

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Se non se li cacciamo in fretta la nostra vita sarà un autentico inferno

Lamentarsi del governo è una presa di posizione che oggettivamene fa parte del sentire collettivo popolare da sempre, ci sono state fasi storiche che si sono esacerbate nei più svariati modi e tutto avveniva in un contesto dove la speranza di una vita migliore rimaneva sempre un postulato che ha consentito ai politici di consolidare il proprio potere attraverso un inganno che lasciava intravvedere di continuo alla gente un isola che non c’è.

Mattarella Tajani e Crosetto

Viviamo in una fase storica dove ogni decisione politica viene da tempo delegata per non dire imposta per conto terzi, (Unione Europea, Nato, Lobby Economiche o Finanziarie ecc) e su una base come questa il posto di comando non può che essere delegato a soggetti il cui fine è eseguire ordini e la storia insegna che quando si deve agire su commissione gli interessi non combaciano mai, creando di conseguenza uno stato di cose che inibisce la volontà di porre un qualsiasi rimedio, venendo meno un referente a cui rivolgersi per ogni possibile incombenza.

In un contesto come questo coniugare una società slegata dalla realtà è un gioco da ragazzi li dove l’intelligenza artificiale è in grado di dare a credere le più sciocche prospettive di vita in chi non ha più alcun punto di riferimento, ecco che la stupidita e l’ignoranza sono diventate un valore che viene pontificato e idolatrato al punto che la follia di chi si fa portavoce di quella che è a tutti gli effetti la nuova normalità, ha la porta spianata per legiferare indisturbato il destino di una popolazione la cui inutilità conclamata da tempo li vede per forza di cose in baia di soggetti in cui ogni valore etico diventa un optional a cui non devono in alcun modo rendere conto.

La pace è guerra, la libertà è schiavitù, l’ignoranza è forza, da motto Orwelliano è diventato un mantra a cui le masse si sono pienamente indentificate al punto che ogni sua logica conseguenza ha ora toccato il suo apice mettendo in crisi un sistema che per forza di cose non poteva procedere spedito, contravvenendo la base di una coscienza collettiva accumulata nei secoli che l’intelligenza artificiale non poteva annientare del tutto nei tempi e modi in cui ci siamo ritrovati ora.

Ecco che l’inevitabile conflitto ora si gioca su un piano che vede due parti contrapposte giocarsi una partita che non ha più alcuna barriera che si frappone tra loro, nell’attesa del cigno nero imprevedibile nel suo sviluppo e che non concede spazio ad alcun compromesso che non sia quello legato alla mera sopravvivenza.

Chi in questo momento è portavoce del potere costituito molto probabilmente non si rende conto di quanto le masse mosse da un sentire collettivo sempre più condiviso può diventare una macchina da guerra che nemmeno una bomba termonucleare può fermare, essendo che in gioco è la vita e lo si può vedere attualmente quando popolazioni da tutto il mondo con diversa cultura, costumi e abitudini, si siano coalizzate senza alcun vincolo religioso davanti alla prepotenza di chi ha superato i limiti dalla decenza impartita da soggetti che pensavano di poter giocare le loro carte senza considerare il banco rappresentato dal 99% della posta in gioco.

Un giorno in Italia Giorgia Meloni, Luca Zaia, Matteo Salvini, Antonio Tajani, Matteo Piantedosi, Guido Crosetto, Sergio Mattarella o Giancarlo Giorgetti per far menzione dei maggiori esponenti della più becera e squallida realtà politica Italiana degli ultimi anni, saranno ricordati come l’espressione criminale di un qualcosa che deve mettere in guardia chiunque, in quanto prodotto di una collegiale indifferenza sociale che ha delegato a scatola chiusa la gestione di un paese che nel suo passato ha espresso il meglio dell’arte della scienza e della cultura che il mondo intero ci ha da sempre riconosciuto.

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