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Il potere curativo della compagnia: come i cani possono influenzare la sopravvivenza dei pazienti oncologici

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Il potere curativo della compagnia

Uno studio pubblicato di recente su Scientific Reports ha individuato una correlazione significativa tra il contatto con i cani e un miglioramento degli esiti di sopravvivenza nei pazienti affetti da cancro segnalando una riduzione fino al 64% del rischio di mortalità a cinque anni.

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Ma quando facciamo un passo indietro e consideriamo la storia più profonda della salute umana – una storia plasmata non solo dagli interventi, ma anche dalle relazioni, dall’ambiente e dai ritmi quotidiani essa comincia a sembrare meno una scoperta… e più un ricordo.

Lo studio, condotto da Preissner e colleghi, ha analizzato i dati relativi a circa 55.000 pazienti oncologici provenienti da un’ampia rete sanitaria globale.

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I ricercatori hanno confrontato i pazienti che erano stati a contatto con cani con quelli che non lo erano stati, abbinando accuratamente i gruppi per tenere conto di differenze quali l’età e il sesso.

1) Una significativa riduzione della mortalità a cinque anni

2) Un vantaggio in termini di sopravvivenza così marcato da risaltare anche dopo aver effettuato gli adeguamenti

3) Un andamento che si è verificato in una vasta popolazione reale

Questo non è una prova di nesso causale, ma è un segnale. E nel linguaggio della scienza, i segnali forti meritano la nostra attenzione.

I ricercatori avanzano alcune ipotesi. Ma la cosa più interessante è che tutti questi percorsi riconducono a qualcosa di semplice, e spesso trascurato.

I cani ci spingono a muoverci.

Non grazie alla disciplina o alla forza di volontà, ma attraverso le relazioni. Le passeggiate, l’aria fresca, il ritmo quotidiano. Sono piccole cose, ma col tempo diventano fattori determinanti per la regolazione dell’organismo.

Ampi studi demografici hanno già dimostrato che i proprietari di cani tendono a muoversi di più – e a vivere più a lungo, il che suggerisce che questa attività tranquilla e costante possa essere uno dei fattori determinanti.

C’è qualcosa di straordinariamente rassicurante nella presenza di un animale.

Alcuni studi hanno dimostrato che trascorrere del tempo con i cani può ridurre i livelli degli ormoni dello stress e aumentare quelli dell’ossitocina, l’ormone che favorisce il legame e il senso di sicurezza. In un mondo in cui lo stress cronico erode silenziosamente la nostra capacità di resistenza, questo tipo di equilibrio potrebbe essere più importante di quanto pensiamo.

Forse l’elemento più sottovalutato è anche quello più fondamentale.

I cani portano l’esterno all’interno. Terriccio, microbi, contatto con l’ambiente: elementi che un tempo erano una costante nella vita umana, ma che oggi sono in gran parte assenti negli ambienti moderni.

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Le ricerche hanno dimostrato che le famiglie che possiedono un cane tendono ad avere una maggiore diversità microbica, un fattore sempre più spesso associato al corretto funzionamento del sistema immunitario.

In questo senso, i cani potrebbero non essere solo dei compagni. Potrebbero essere dei canali di comunicazione, che ci ricollegano a una rete ecologica più ampia a cui la nostra biologia è ancora legata.

Questa ricerca non sostiene che i cani siano in grado di curare o guarire dal cancro.

Ma questo mette in luce qualcosa di più profondo:

I risultati in termini di salute possono dipendere non solo da ciò che assumiamo, ma anche dal nostro stile di vita.

E, più precisamente, dalle relazioni che, nel corso del tempo, influenzano silenziosamente il nostro comportamento, la nostra biologia e il nostro ambiente.

GreenMedInfo Research Group

www.greenmedinfo.com & DeepWeb

Referenze

1. Preissner R, Yang Z, Preissner S, Thöne-Reineke C. Contact with dogs is associated with improved survival in cancer patients.Scientific Reports (2026)

2. Kramer CK, Mehmood S, Suen RS. Dog ownership and survival: a systematic review and meta-analysis. Circulation: Cardiovascular Quality and Outcomes (2019)

3. Handlin L et al. Short-term interaction between dogs and their owners: effects on oxytocin and cortisol. Anthrozoös (2011)

4. Song SJ et al. Cohabiting family members share microbiota with one another and with their dogs. eLife (2013)

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