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Byoblu ha chiuso e la collettività è in festa: il neoliberismo è servito

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Merged

Byoblu ha chiuso e la collettività è in festa

Come di consueto ad una certa ora mi sintonizzavo sul canale di Byoblù, detto tra noi, non è che sono un masochista che si prodiga nelle ore serali dopo ore ed ore davanti al computer online a indagare su tutti i fatti di cronaca attraverso quelle che chiamano fonti di informazioni alternative, ma sapere che dall’altro capo del televisore c’è chi in qualche modo condivide con me questo interesse mi faceva sentire meno solo e con quel briciolo di speranza che non guasta mai e solo chi vive in prima persona questo mondo parallelo può capire.

Lo staff di Byoblu web (1)

Sulle motivazioni che hanno indotto Byoblu a chiudere si potrebbe scomodare una intera generazione di sociologi la quale sarebbe indotta a considerare l’unico dato di fatto (Economico) che oggettivamente ha inciso la dirigenza ad operare questa decisione, sulla questione intendo porre all’attenzione del pubblico il lato nascosto che la dice lunga su come la società in cui viviamo abbia trasformato un evento di cronaca in una fiction che come di consueto altera la questione dando in pasto all’opinione pubblica una commovente percezione della realtà. (Senza Soldi non vai da nessuna parte)

Byoblù è stata chiusa per una deliberata volontà popolare della gente la quale non intendeva fuoriuscire da quella classica zona comfort che si è ramificata fino a piantare radici ovunque posi lo sguardo, è l’espressione di uno stato di cose che trascende i principi etici e morali sbandierati ai quattro venti sui social e che permeano la società in cui viviamo alla perenne ricerca di una perpetua giustificazione legata ad ogni propria incongruenza dettata dalla consolidata vigliaccheria dettata dal venir meno dei propri convincimenti venuti meno.

E’ la cultura dei social che sancisce il proprio successo sulla base dei like ricevuti e che ricreano per filo e per segno quello di una società incapace di affrontare in prima persona una qualsiasi iniziativa che non sia mediata da uno strumento digitale diventato vera e propria estensione della propria coscienza, in balia di algoritmi che circolano a comando e che hanno fatto perdere di vista la linea di demarcazione tra il dire ed il fare delegando alla realtà virtuale ogni iniziativa pur di non compromettere una privacy delegata da tempo ad una intelligenza artificiale senz’anima.

Viviamo in un contesto dove nessuno è capace di rinunciare ad un acquisto al supermercato o presso un qualsiasi punto vendita la domenica per concedere quella dignità perduta in chi lavora 7 giorni la settimana, in nome di un progresso consumistico impulsivo che trasforma un atto dovuto in pura eresia all’ennesima potenza.

Siamo schiavi di un sentire collettivo che demonizza chiunque non la pensa come te e che pontifica coloro che assecondano le emozioni di chi ha perso la facoltà di intraprendere una qualsiasi iniziativa delegando ogni incombenza del caso per conto terzi.

Byoblu ha fatto suo uno slogan dove la collettività ha convertito in stile Orwelliano il significato in qualcosa che possa in qualche maniera coinvolgerli e che ripeteva in continuazione il classico motto “Armiamoci e Partite”, caro Claudio Messora tu sei stato la vittima predestinata a fungere da esempio a tutti coloro che intendono cambiare il corso degli eventi e che neanche la più conclamata verità potrà mai scardinare senza una coscienza collettiva che ha da tempo perso ogni nozione di causa in balia di eventi che seguono una direttiva priva di ogni logica che non sia quella che porta nella direzione di un eterno vuoto etico e morale.

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Capisco benissimo cosa abbia voluto dire per Byoblù prendere questa decisione, lo sconforto di chi ci ha messo anima e corpo nel portare avanti un progetto che aveva dell’incredibile, con tutte le difficolta indicibili dettate da un sistema che non favorisce la libera informazione e che può disporre di capitali illimitati per stroncare sul nascere ogni ingerenza mediatica, ma quello che più rattrista è la mancata percezione della gente che ancora non ha ben compreso quanto il corso degli eventi ha un suo seguito nel momento in cui si rende essa stessa responsabile e partecipe di un qualcosa che riguarda tutti e non solo coloro che si espongono in prima persona.

Non va dimenticato che la presenza televisiva dei molti personaggi di spicco in ogni ambito del sapere consentiva al grande pubblico di poterli conoscere, ed ampliare quella conoscenza da tempo occultata dai media di regime privi di ogni senso critico inibito sul nascere dalle direttive impartite loro.

Non sono volutamente entrato nei dettagli tecnici relativi alla loro chiusura in quanto non li conosco, ma desidero porre alla vostra attenzione quanto sia importante considerare il bene collettivo come un qualcosa che va intrapreso attraverso quel senso di responsabilità che vede i diretti interessati posti di fronte a tutte quelle incombenze che siano economiche o relazionali per nulla diverse da quelle di chi deve affrontare la vita di tutti i giorni.

Non è Byoblu che ha fallito, ma la società intera che ha perso una grande occasione ed ora naviga a vista senza alcun punto di riferimento.

Toba60

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