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Il sionismo, una piaga che non osa dire il proprio nome e gode di un consenso inimmaginabile

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Il sionismo, una piaga che non osa dire il proprio nome

Quando il fanatismo si impadronisce degli uomini e si insinua persino nella loro religione

Una parte dell’umanità, divisa in due, auspica l’Armageddon per dare vita a un mondo nuovo; per alcuni si tratta del piano divino, per altri è il modo per far venire il Messia (ovvero l’Anticristo). Qui non siamo più nel campo della semplice spiritualità o della fede, ma in quello del fanatismo. In questi movimenti pronti a tutto pur di imporre la propria visione.

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Recentemente, nel mio articolo Il sacrificio dei bambini: un crimine di guerra, e non solo, ho riportato brevemente il punto di vista dello studioso Pascal Lottaz. Quest’ultimo ha tracciato un primo bilancio su ciò che sta accadendo attualmente negli Stati Uniti all’interno dell’esercito. Nel video qui sopra, Pascal Lottaz fa il punto sulla questione della presenza di fondamentalisti nell’esercito americano. Fanatici che non esitano a provocare il caos totale per scatenare l’Armageddon.

Ma qual è la fonte di questo fanatismo, vi chiederete forse? La risposta è: il sionismo ebraico e il sionismo cristiano. La loro mentalità e i loro obiettivi, da quanto capisco, sono molto vicini a quelli dei terroristi sunniti e wahhabiti. Gli iraniani, cioè i persiani, che sono sciiti, sono molto lontani da tutto questo. Ma è proprio a loro che Israele e gli americani hanno dichiarato guerra.

Vorrei anche condividere con voi una cosa che ho notato di recente. Non si tratta propriamente di una digressione, ma piuttosto di un punto che ho collegato a un altro guardando questo video ; un’intervista in cui Scott Ritter ha detto qualcosa di sfuggita, ma che ha attirato la mia attenzione:

Ho approfondito la questione e ho chiesto a Grok di aiutarmi a capire se Putin avesse davvero detto questo. Risposta (di Putin): «Vorrei richiamare la vostra attenzione sul fatto che quasi due milioni di persone provenienti dall’ex Unione Sovietica e dalla Federazione Russa risiedono in Israele. Oggi è quasi un paese di lingua russa. E, senza alcun dubbio, ne teniamo sempre conto nella storia contemporanea della Russia.»1 Questo è ciò che ha detto Putin il 20 giugno 2025, durante la sessione plenaria del Forum economico internazionale di San Pietroburgo (SPIEF)

Scott Ritter lo parafrasava, ma il succo era quello. Me lo sono già chiesto: chi sussurra all’orecchio dei politici, sia in Francia che nel resto del mondo? È difficile non pensare all’organizzazione dei Lubavitch, presente in ogni angolo del globo. Visto su X, un video in cui si vedeva J.D. Vance camminare in un corridoio accompagnato da un uomo. Secondo Grok, si trattava di J.D. Vance che parlava con un membro dei Lubavitch. Il video è scomparso da X, ma l’ho ritrovato su Instagram.2 Viene da chiedersi perché, se questi contatti sono irrilevanti, tutte le prove che dimostrano che hanno effettivamente luogo vengano censurate.

Putin, che fa arrabbiare molti in Russia, a causa della sua debolezza,3 nei confronti dell’Ucraina. Si tratterebbe davvero di una strategia? O di qualcos’altro? Ci si può permettere di pensare ai Lubavitch?

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I «cappelli neri» e i fondamentalisti cristiani (sionisti de facto) auspicano l’Armageddon

Un altro punto, sollevato di recente in un intervento di Gilbert Doctorow su Glenn Diesen.

Questo fatto è evidente, e molti altri osservatori lo hanno sottolineato. Non mi ero espresso in merito prima d’ora, ma ora non ho altra scelta che farlo. Putin è dalla parte di Israele; su questo non c’è alcun dubbio (il grassetto è mio). E la sua giustificazione non regge alla ragione. La giustificazione era: «Oh, ci sono due milioni di russofoni titolari di passaporto che vivono in Israele, e non possiamo tollerare che subiscano un torto». Ebbene, amici miei, quelli non sono amici. Ne sono amici di Mosca nemmeno i residenti israeliani i titolari di passaporto israeliano che hanno la doppia cittadinanza e possiedono anche un passaporto russo. 4 E chiunque affermi il contrario non parla sul serio, compreso il presidente della Russia. Sono nemici. Fonte (pp. 5-6)

Non è curioso notare una tale vicinanza, da entrambe le parti, a un’organizzazione religiosa i cui membri sono convinti che sarà proprio grazie al caos che arriverà il loro messia? Russia, Iran, Israele, Stati Uniti… qui abbiamo a che fare con un gioco a più livelli e mi sembra che i Lubavitch non siano estranei a tutto questo. Tanto più che si vedono pochissimo sulla scena. Beh, lo so, ho molta fantasia, ma comunque. Vedere ciò che c’è da vedere, questo è il mio motto. Resta la Cina. Ci sono certamente dei centri Chabad laggiù, ma, a priori, nessuno dei membri eminenti di questa organizzazione ha incontrato alti dignitari cinesi. Ipotesi che è stata confermata da Grok5

Vedi qui una mappa con le sedi degli emissari di Chabad. Nel suo libro Comprendre l’empire Loubavitch – Une dynastie royale et messianiquePierre Hillard ha elencato le multinazionali che sostengono l’organizzazione Chabad. Inoltre, per chi volesse approfondire l’argomento, eccolo su GPTV6 in un’intervista di 2 ore e 30 minuti sul tema: I Lubavitch controllano il corso del mondo?

Secondo il sito The Canadian Jewish News: «Il movimento Chabad possiede una delle più vaste reti mondiali di centri di assistenza sociale al servizio della vita ebraica. Secondo recenti statistiche, si contano circa 3.500 case e centri Chabad in tutto il mondo: sinagoghe, centri comunitari, sedi educative e istituzioni di assistenza sociale, presenti in oltre 100 paesi e territori. » E, sempre secondo lo stesso sito: « il movimento Chabad continua a crescere in modo esponenziale. » Come viene finanziato tutto questo? Ebbene, da Wikipedia apprendiamo che: « Le attività di un centro Chabad sono interamente finanziate dalla comunità locale. I centri Chabad non ricevono alcun finanziamento dalla sede centrale di Lubavitch. Per il loro funzionamento quotidiano, gli emissari locali si occupano personalmente della raccolta fondi. »7Per l’anno 2023, ci informa Pierre Hillard, il Jewish Communal Fund8 ha raccolto quasi un miliardo di dollari versati da centinaia di istituzioni ebraiche. 9 Domanda: a cosa serve tutto questo denaro?

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Tabella che elenca le multinazionali che sostengono l’organizzazione Chabad, pubblicata nel libro: Comprendere l’impero Lubavitch, di Pierre Hillard.

Quindi, proprio mentre sto scrivendo questo articolo…

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Clicca sull’immagine per vedere il video • Come potete vedere, il loro Messia è in ritardo.

Oppure ascoltate cosa ne pensa il colonnello in pensione Lawrence Wilkerson (video di un minuto).

E pensare che per decenni hanno fomentato l’odio tra cristiani e musulmani.10 Che il terrorismo islamico sia nato nei centri di ricerca delle agenzie statunitensi e, più precisamente, in quelli della CIA. Che l’11 settembre sia stato un attacco sotto falsa bandiera:

Come si suol dire, «se vuoi controllare la dissidenza, devi guidarla». Attingendo alle prove fornite dall’FBI, dalla CIA, dalla NSA, dai servizi di intelligence delle forze armate statunitensi, dalle agenzie di intelligence straniere, dalle forze dell’ordine locali11 e da investigatori indipendenti,  Missing Links va dove nessun altro video sull’11 settembre ha osato andare. L’impatto negativo di Israele sull’America e su altri paesi: l’11 settembre, l’attacco alla USS Liberty, il furto di segreti di Stato, il controllo della politica del nostro governo in Medio Oriente e molto altro ancora. ». Guarda il video

Me lo ripeto: fate le vostre ricerche, curiosate, scavate a fondo, andate proprio dove non vogliono che andiate, perché è lì che si trovano le risposte.

Marguerite Rothe

Fonte: substack.com/@margueriterothe & DeepWeb

Riferimenti

1 Sono stato fortunato questa volta, perché mi chiedo se oggi il sistema mi avrebbe dato una risposta; mi spiego meglio: stamattina (16 marzo) ho chiesto a Grok di spiegarmi il contenuto di un video, come faceva di solito. Ebbene, questa mattina, ecco la risposta che ho ricevuto: «Ciao! Grazie per il link. Ti aiuterò come meglio posso. Innanzitutto, non posso visualizzare o trascrivere direttamente il video (i miei strumenti mi forniscono solo il testo del post e le risposte, non il contenuto audio/video dei media su X). È una chiara limitazione tecnica: non ho accesso al flusso video stesso.» Chi ha paura dell’IA, ha semplicemente paura dei tizi che la programmano, che la comandano. L’IA è uno strumento. Con un martello si possono piantare chiodi, ma si può anche spaccare il cranio a una persona e ucciderla. Ecco.

2 Traduzione del commento al video pubblicato su Instagram: «Resoconto di una serata: Mendy Ungar, giornalista haredi, in compagnia di J.D. Vance, candidato repubblicano alla vicepresidenza, durante una serata organizzata dall’associazione Tzedek. “Angolo yiddish”»

3 Video che mostra il passaggio in questione.

4 Il suo ragionamento vale anche per tutti gli altri paesi. Anche in Francia abbiamo questo problema.

5 Risposta di Grok (il grassetto è mio): «Conclusione: No, non esiste alcuna traccia pubblica di un simile incontro ufficiale. Ecco cosa dimostrano concretamente fonti attendibili (i siti Chabad.org, Lubavitch.com, articoli di stampa ebraici e cinesi, archivi dal 2000 ad oggi):

Chabad intrattiene rapporti concreti e cordiali con le autorità locali cinesi (polizia, servizi di protocollo municipale, uffici per gli affari religiosi o esteri a Pechino e Shanghai).

Esempi: autorizzazioni per i centri, sicurezza degli eventi, questioni relative alla kasherut (un articolo del 2003 parla di «Chinese Government Goes Kosher», in cui il rabbino Shimon Freundlich è stato invitato a una cerimonia ufficiale in onore di un ospite israeliano sotto la presidenza di Hu Jintao, non di Xi).

Alcuni funzionari cinesi (dignitari locali o di medio livello) hanno partecipato a eventi come la riapertura di una sinagoga a Shanghai nel 2010, insieme al rabbino Shalom Greenberg.

Alcuni presidenti israeliani (Moshe Katsav, Shimon Peres) hanno visitato la Cina e hanno partecipato a eventi con Chabad, talvolta alla presenza di funzionari cinesi, ma mai con Xi Jinping né ai vertici del potere centrale durante il suo mandato (dal 2013).

Rien sur Xi Jinping lui-même : aucune rencontre, réception officielle, photo, communiqué de presse, ni annonce Chabad. Xi rencontre régulièrement des délégations étrangères (business, diplomates, leaders religieux d’autres confessions parfois), mais pas de trace pour une délégation Chabad-Loubavitch.

«Se l’evento si fosse svolto a livello ufficiale e pubblico, Chabad lo avrebbe quasi certamente messo in risalto (come fa per altri capi di Stato), e i media statali cinesi o internazionali ne avrebbero dato notizia.»

6 Si noti che non sono un fan di questo canale, ma capisco che Pierre Hillard, di cui i media parlano pochissimo, vi intervenga.

7 Ipotesi: forse è il contrario, ovvero sono i centri Chabad a contribuire finanziariamente, in un modo o nell’altro, al fondo internazionale (Jewish Communal Fund)?

8 Un’organizzazione che si occupa di raccogliere donazioni (New York).

9 Cfr. in Capire l’impero Lubavitch – Una dinastia reale e messianica, p. 228

10 Senza dimenticare quella tra giovani e anziani, destra e sinistra, sostenitori dei vaccini e no-vax, donne e uomini, ecc. Il «divide et impera» è il loro cavallo di battaglia, ed è una strategia antica.

11 Coloro che non sono corrotti.

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