Ecco com’è davvero la realtà
Einstein disse che se la meccanica quantistica è corretta, l’universo è folle. Ebbene, Einstein aveva ragione. L’universo è folle. Daniel Greenberger
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Ecco com’è davvero la realtà
In allegato sotto trovate un’immagine della realtà non filtrata dal cervello umano… una rappresentazione digitale simulata delle forze e degli elementi fondamentali, visibili e invisibili, dell’Universo fisico, vista attraverso la lente di un «visore telescopico multidimensionale».

Ho trascorso anni a scrutare il meccanismo che è il cervello umano, sia come fisico che come persona infinitamente affascinata dalla coscienza e una verità risulta inevitabile.
Ciò che percepiamo come realtà non è tanto uno specchio dell’Universo, quanto piuttosto una proiezione accuratamente selezionata e modellata dal cervello.
I nostri neuroni non si limitano a registrare passivamente… ma interpretano, filtrano e ricostruiscono.
Ogni immagine, suono e sensazione è un segnale elaborato, una traduzione di un substrato quantistico e fisico di straordinaria ricchezza in qualcosa che il nostro apparato cognitivo è in grado di gestire.
A livello quantistico, la realtà è un mare probabilistico di possibilità.
I fotoni, gli elettroni e i campi non esistono come entità solide e distinte, ma come eccitazioni di modelli sottostanti, che oscillano tra diverse potenzialità.
Il cervello, incredibilmente, riduce questa nebbia probabilistica a un’unica narrazione, trasformando le infinite possibilità dell’Universo in percezioni coerenti su cui possiamo agire.
Semplifica, approssima e, così facendo, ci protegge dalla complessità sbalorditiva di ciò che esiste realmente.
Non vediamo mai le funzioni d’onda sottostanti, gli intrecci che attraversano lo spazio, le potenzialità sovrapposte degli eventi prima dell’osservazione.
Vediamo solo ciò che è utile dal punto di vista evolutivo: abbastanza nitido da permetterci di individuare un predatore, abbastanza piacevole da favorire la sopravvivenza, abbastanza comprensibile da consentirci di costruire società.
La lunghezza d’onda della felicità: una storia di fisica quantistica, cambi di frequenza e rinascite personali (in italiano)
La neuroscienza ci fornisce ulteriori informazioni su questo processo di filtraggio.
I percorsi sensoriali, dalla retina alla corteccia, sono strutturati in modo da accentuare il contrasto, i motivi e la salienza.
L’ippocampo e la corteccia prefrontale non si limitano a registrare… ma contestualizzano, selezionano e sopprimono.
Gran parte di ciò che chiamiamo «attenzione» è letteralmente esclusione, una massiccia soppressione di flussi di dati che altrimenti ci sommergerebbero.
Le frequenze impercettibili, i campi deboli, il leggero ronzio dell’Universo di fondo: tutto questo viene reso invisibile.
Persino lo scorrere del tempo stesso viene filtrato…
La nostra percezione del passato, del presente e del futuro è una narrazione emergente che si compone delle dinamiche neurali, una storia continua che si sovrappone a un substrato fondamentalmente atemporale.
Eppure, c’è un significato più profondo in tutto questo.
L’atto stesso di filtrare non è solo una forma di protezione; in realtà, è la creazione stessa.

A mio avviso, la coscienza è un fenomeno partecipativo.
La rete di neuroni del cervello interagisce con campi e potenzialità, selezionando quali aspetti della realtà si concretizzano nella nostra esperienza.
È al tempo stesso un organo fisico e un’antenna quantistica, che funge da tramite tra la struttura informativa grezza dell’Universo e la narrazione personale del sé.
In questo senso, la realtà così come la percepiamo è al tempo stesso profondamente vera e profondamente incompleta, un’ombra dell’intricato tessuto multidimensionale che sta alla base dell’esistenza.
È incredibile tutto ciò che il cervello riesce a filtrare.
Le interconnessioni tra le menti, le sottigliezze dell’entanglement quantistico intessute nella materia, il vasto oceano di potenzialità che avrebbero potuto realizzarsi ma non lo hanno fatto: tutto ciò viene silenziosamente eliminato per dare vita a una coscienza gestibile e coerente.
Viviamo in un universo ben orchestrato, plasmato non da un capriccio ma da una necessità evolutiva, che tuttavia lascia intravedere sprazzi di straordinarietà.
Momenti di intuizione, creatività o trascendenza in cui il filtro si assottiglia e gli strati nascosti della realtà sfiorano la nostra coscienza.
In fin dei conti, il nostro cervello è al tempo stesso custode e editore, che dà forma all’esperienza partendo dal caos, ma è anche il guardiano di un universo ben più ricco di quanto i nostri sensi da soli potrebbero mai rivelare.
La sfida, per chi di noi si occupa di esplorare la coscienza e la realtà quantistica, è quella di imparare a sbirciare oltre il velo, a percepire le strutture e le energie che si celano dietro ciò che ci è familiare, e ad ampliare i confini di ciò che significa davvero essere testimoni dell’Universo.
E vi dirò una cosa: sappiamo già come…
Shaun Higgins
Fonte: consciousphysics.substack.com & DeepWeb
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