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Huawei contrattacca

Huawei, dopo essere stato attaccato dagli Stati Uniti per così tanto tempo, ha deciso di contrattaccare. La campagna in corso da parte dell’amministrazione Trump per escludere il gigante cinese dai mercati globali del 5G per motivi di sicurezza nazionale ne influenzava l’attività. Approfittando dei circa 100000 visitatori, Huawei portava la guerra nella prima fiera dei cellulari, MWC Barcelona. Così al MWC di Barcellona, il governo degli Stati Uniti e Huawei Technologies Co si scontravano in quella che sembrava una lotta “senza esclusione di colpi”. A metà della conferenza del 26 febbraio, le parti si scatenavano. Robert Strayer, che guida la politica della sicurezza informatica del dipartimento di Stato degli Stati Uniti, dichiarava che i funzionari nordamericani hanno “notevoli preoccupazioni” sulle spie di Stato. Chiamando dirigenti e governi del Mobile World Congress (MWC) in Spagna ad evitare Huawei come una piaga quando costruisce nuove reti, Strayer aveva detto: “La legge cinese richiede a queste aziende di sostenere e assistere il vasto apparato di sicurezza di Pechino”. Tuttavia, non è chiaro quale impatto abbia avuto la delegazione statunitense, con la maggior parte dei massimi dirigenti del mondo rimasti neutrali.

Fin dal 2012, Huawei e ZTE Corp sono stati oggetti di un’indagine che ne esaminava le apparecchiature che rappresenterebbero una minaccia agli interessi degli Stati Uniti. Da allora, gli Stati Uniti avvertivano i propri alleati contro l’utilizzo della tecnologia Huawei per infrastrutture critiche, in particolare i membri del cosiddetto Five Eyes, un gruppo di cinque Paesi anglofoni: Stati Uniti, Canada, Nuova Zelanda, Australia, Gran Bretagna. Nel frattempo, il presidente di Huawei Guo Ping si dedicava alla più audace difesa contro le accuse degli Stati Uniti, dicendo all’auditorium che gli Stati Uniti non avevano assolutamente “alcuna prova” per sostenere le loro affermazioni. Guo indicava la legge federale degli Stati Uniti che obbliga le società tecnologiche statunitensi a fornire ai funzionari delle forze dell’ordine i dati richiesti memorizzati sui server, anche se si trovano su un territorio straniero. Diamine, Guo Ping si è persino divertito dell’ipocrisia degli Stati Uniti quando strappò risate e applausi dal pubblico, chiedendo: “Prisma, prisma sul muro,chi è il più affidabile di tutti? È una domanda molto importante e se non rispondi a questo, puoi chiedere a Edward Snowden”. Il Signor Guo, ovviamente, si riferiva a Snowden, ex-contrattista della National Security Agency (NSA) che diffuse documenti che rivelavano l’uso da parte della NSA di apparecchiature di telecomunicazione prodotte negli Stati Uniti per spiare, il PRISM, denunciato da Snowden nel 2013, nome in codice per un programma con cui l’NSA raccoglie comunicazioni via Internet da varie società statunitensi. I documenti esibiti da Snowden indicano che PRISM è “la fonte numero uno dell’intelligence grezza utilizzata nei rapporti analitici NSA” e rappresenta il 91% del traffico Internet della NSA acquisito secondo l’autorità della sezione 702 della FISA. Nonostante la negazione dell’NSA, gli alleati dell’UE si arrabbiarono per lo scandalo delle intercettazioni della NSA, nel 2013, tra cui l’intercettazione del telefono della cancelliere Angela Merkel. Ma la parte migliore dell’attacco di Huawei arrivava con un articolo sul Financial Times. Il Signor Guo rivela finalmente i veri motivi per cui gli statunitensi continuano ad accusare i cinesi di rubare tecnologia e violare le sanzioni commerciali. Fin dal 2012, un rapporto prodotto dall’House Intelligence Committee etichettava Huawei come minaccia agli Stati Uniti. Guo crede che la ragione prima sino i documenti top secret della US National Security Agency diffusi da Edward Snowden nel 2013. Costituita nel 1952, la NSA monitora le comunicazioni elettroniche, come e-mail e telefonate, per scopi di intelligence e controspionaggio. Le rivelazioni di Snowden svelavano come i capi della NSA cerchino di “raccogliere tutto”.

Cosa significa “raccogliere tutto”? Significa semplicemente raccogliere tutte le comunicazioni elettroniche inviate o le telefonate fatte da chiunque nel mondo, ogni giorno. I documenti trapelati dimostravano anche che l’NSA mantiene “partnership aziendali” con alcune società statunitensi di tecnologia e telecomunicazioni che le consentono di “accedere a cavi, interruttori e/o router in fibra ottica ad alta capacità in tutto il mondo”. Il problema sorge quando l’NSA affronta Huawei. Operando in più di 170 Paesi e guadagnando la metà delle entrate all’estero, ma con sede in Cina, il produttore cinese di apparecchiature per le telecomunicazioni non riferisce, e tanto meno si conforma, alle richieste dell’NSA. E se l’NSA vuole modificare router o switch per poter origliare, è improbabile che la compagnia cinese collabori. Questo è il motivo per cui l’NSA cercava di hackerare i server di Huawei, ma senza riuscirci. “Molti dei nostri obiettivi comunicano su prodotti Huawei. Vogliamo essere sicuri di sapere come sfruttare questi prodotti”, Guo così citava un documento dell’NSA del 2010. Quindi, il successo di Huawei è diventato un ostacolo a ché l’NSA “raccolga tutto”, ostacolando gli sforzi dell’agenzia statunitense per spiare chiunque voglia, quando vuole.
Il rifiuto di Huawei di collaborare è una delle vere ragioni che hanno portato alla guerra internazionale degli Stati Uniti contro il gigante cinese delle telecomunicazioni, affermava il top executive di Huawei. Guo voleva che il mondo sapesse che le leggi statunitensi, incluso il recente CLOUD Act, “autorizzano il governo degli Stati Uniti a costringere le compagnie di telecomunicazioni ad assistere” la sorveglianza globale degli Stati Uniti, col pretesto del controspionaggio o del controterrorismo. La seconda ragione ha a che fare col 5G e i suoi benefici economici e sociali, secondo Guo. Huawei, dopo aver investito molto nella ricerca 5G negli ultimi 10 anni, posizionava l’azienda a circa un anno in avanti rispetto ai concorrenti. In sostanza, i Paesi che si preparano all’aggiornamento 5G nei prossimi mesi dovrebbero eventualmente parlare con Huawei, in un modo o nell’altro. La wireless di quinta generazione, o 5G, è la più recente tecnologia Internet mobile progettata per aumentare notevolmente velocità e reattività delle reti wireless. Col 5G, i dati trasmessi attraverso connessioni a banda larga wireless potranno viaggiare fino a 20 Gbps secondo alcune stime, diventando la spina dorsale delle città future e persino delle auto senza conducente. Il malvagio piano degli Stati Uniti, secondo l’executive di Huawei, è quindi mantenere la società fuori dalle attività delle reti 5G del mondo, presentando la soluzione cinese come minaccia alla sicurezza. In tal modo, gli Stati Uniti possono mantenere la propria capacità di spiare chiunque vogliano e allo stesso tempo fermare lo sviluppo di Huawei, essendo gli Stati Uniti rimasti indietro e poter recuperare in un secondo momento.

Fonte http://aurorasito.altervista.org

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