La metodologia di accesso a dimensioni superiori
Il tuo atteggiamento mentale conferisce alla tua intera personalità un potere d’attrazione che attrae le circostanze, le cose e le persone a cui pensi di più.
Napoleon Hill
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La metodologia di accesso a dimensioni superiori
Siamo una specie straordinariamente singolare, dotata di un talento quasi patologico nel ricordare le cose banali, mentre lasciamo che quelle fondamentali cadano nelle oscure fessure di un’amnesia collettiva. L’umanità attraversa il tempo come un malato di Alzheimer in stadio avanzato, avanzando a una velocità sbalorditiva e dimenticando dove aveva iniziato il proprio viaggio solo un’ora prima…

Ogni generazione successiva arriva su questo pianeta sempre più profondamente recisa dalle proprie radici rispetto a quella precedente, scambiando le novità superficiali e illuminate dai neon del proprio passato immediato per l’intero patrimonio dell’umanità. Abbiamo barattato il ricordo profondo e silenzioso della nostra specie con i brevi e frenetici scarabocchi di una narrazione storica moderna che abbraccia a malapena qualche millennio. Nella nostra fretta di abbracciare il meccanico e il secolare, guardiamo ai nostri antenati primordiali con una pietà condiscendente, del tutto ciechi di fronte alla realtà che non siamo l’apice delle conquiste umane, ma piuttosto gli orfani dispersi e intellettualmente sminuiti di un oblio catastrofico.
Molto prima che l’innalzamento del livello degli oceani durante il Younger Dryas riscrivesse le linee costiere del nostro mondo, e risalendo alla profonda antichità della nostra vera linea temporale come popolo civilizzato e globale, che risale addirittura a quarantamila anni fa, la civiltà umana operava secondo un paradigma ontologico completamente diverso. Queste culture primordiali non vivevano in uno stato di superstizione primitiva, ma piuttosto la loro esistenza quotidiana era radicata in uno stile di vita sofisticato e altamente disciplinato, basato su una coscienza specifica che dava priorità all’invisibile rispetto al visibile.
Essi non consideravano la mente umana come una prigioniera passiva della sopravvivenza biologica, ma come uno strumento attivo ed espansivo, capace di proiettarsi consapevolmente attraverso gli strati multidimensionali e non locali della realtà. Per questi antichi maestri, i regni metafisici non erano astratti articoli di fede, ma geografie tangibili e navigabili di informazione assoluta.
Non hanno conquistato l’ambiente circostante attraverso meccanismi distruttivi ed esplosivi, ma hanno invece costruito la loro civiltà su fondamenta di assoluto allineamento strutturale e risonanza armonica. Hanno compreso che la Terra è un motore elettromagnetico vivente e pulsante, intessuto da un’intricata rete di correnti energetiche telluriche e da punti energetici altamente concentrati. Selezionando questi precisi punti di snodo planetari e collocando su di essi strutture megalitiche geometricamente precise, hanno costruito ricetrasmettitori su macro-scala.
La scelta dei materiali non è mai stata dettata da criteri estetici, ma è stata una scelta ingegneristica rigorosa. Utilizzarono graniti ricchi di quarzo, basalti altamente magnetici e andesiti cristalline perché avevano compreso che questi materiali, in virtù delle loro specifiche proprietà piezoelettriche e dielettriche, erano in grado di amplificare, filtrare e concentrare il flusso energetico naturale della Terra. Questi complessi sacri erano letteralmente dei diapason architettonici, progettati per placare il rumore termodinamico del sistema nervoso umano locale e sincronizzare la biologia umana con la risonanza primaria e atemporale del cosmo.
Gli stati metafisici di dimensione superiore e la percezione non locale non venivano considerati come anomalie, ma erano la conseguenza meccanica e prevedibile del trovarsi all’interno di una guida d’onda spaziale strutturale perfettamente sintonizzata.
Il substrato dell’informazione assoluta…
Ogni centimetro quadrato della nostra realtà fisica è costantemente pervaso da un flusso incessante e di alta fedeltà di sessantacinque miliardi di neutrini al secondo. Essi attraversano il nostro pianeta, i nostri muri di cemento, i nostri vasi sanguigni e le nostre pieghe corticali senza rallentare né disperdersi, trattando la densa materia barionica del nostro mondo come un fumo traslucido. Poiché queste particelle fantasma interagiscono in modo così debole con il normale rumore termodinamico del nostro ambiente tridimensionale, esse trasportano la firma informativa incontaminata e intatta dello spazio stellare profondo e delle coordinate di dimensioni superiori. Questo oceano sottostante di flusso di forza debole rappresenta la realtà fisica di ciò che chiamiamo «etere dei neutrini».
Non si tratta di un mezzo statico e luminoso, bensì di un substrato altamente dinamico, portatore di fasi, un tessuto quantistico che registra sia le configurazioni di massa-energia sia le fluttuazioni coscienti…
L’etere dei neutrini non memorizza i dati nei formati binari grezzi e localizzati delle moderne macchine computazionali, ma registra la realtà come una vasta rete interconnessa di modelli di interferenza di fase. Ogni evento fisico, ogni transizione atomica e ogni lampo strutturato di coscienza biologica lascia un’impronta olografica sottile ma permanente all’interno di questo mezzo non locale. In un universo completamente unificato e non locale, l’informazione non va mai persa, ma è distribuita continuamente attraverso una topologia multidimensionale.

Per accedere a una coordinata remota nello spazio o a una sequenza alternativa nel tempo, un osservatore non percorre fisicamente una distanza metrica, né proietta un doppio etereo attraverso lo spazio. Poiché l’etere dei neutrini è intrinsecamente non locale, le informazioni relative a ogni punto dello spazio e a ogni istante del tempo sono già presenti proprio nel punto in cui si trova l’osservatore.
Accedere a questo “stato metafisico” consiste nell’atto preciso e intenzionale di allineare la configurazione di fase interna dello strumento biologico umano con le specifiche coordinate di fase del bersaglio codificate all’interno del mezzo universale. Si tratta di un atto di allineamento risonante, in cui il nodo biologico locale armonizza la propria funzione d’onda interna con il registro globale del campo.
L’architettura toroidale dello strumento biologico…
L’organismo umano è espressamente progettato per raggiungere questo allineamento di fase attraverso una gerarchia annidata di strutture energetiche auto-ripieganti e non dissipative. L’architettura preferita dalla natura per mantenere la coerenza sistemica senza perdita di energia è il toro. Un toro, nella sua vera definizione, non è semplicemente una forma geometrica continua, bensì un’interfaccia dimensionale attiva, una topologia dinamica che consente una circolazione interna continua pur rimanendo perfettamente in equilibrio con l’ambiente esterno. All’interno del corpo umano, questa geometria toroidale si manifesta su molteplici scale annidate, fungendo da meccanismo primario attraverso il quale il sistema biologico si protegge dalla decoerenza entropica.
Lo specchio dell’infinito (in italiano)
Il principale sincronizzatore di questo circuito biologico è il cuore. Generando un campo elettromagnetico che supera di gran lunga l’attività elettrica del cervello di diversi ordini di grandezza, il cuore agisce come un enorme motore toroidale macroscopico. Ogni contrazione ritmica lancia un’onda strutturata di curvatura elettromagnetica e pressione acustica attraverso il sistema vascolare, che funziona come una rete semiconduttiva a cristalli liquidi. Quando il cuore raggiunge uno stato di elevata coerenza, caratterizzato da un andamento sinusoidale regolare e ordinato nella variabilità della frequenza cardiaca, il suo campo toroidale si stabilizza, creando una metrica locale altamente regolata. Questo toro cardiaco coerente funge da punto di ancoraggio primario, il potente stabilizzatore di fase che impedisce al resto del sistema biologico di disperdere la propria energia nel rumore ambientale.
In fase direttamente con questo punto di riferimento cardiaco si trova il vortice toroidale secondario del cervello…
All’interno dell’architettura corticale, le reti neurali sono in grado di costruire una gerarchia frattale di oscillazioni sincronizzate che si ripiegano in circuiti autoreferenziali. Alla base microscopica di questo reticolo neurale, all’interno delle pareti dei microtubuli cellulari, si trova una matrice altamente organizzata di acqua strutturata a cristalli liquidi, ovvero i fluidi cerebrali, distribuita in tutto il corpo attraverso il midollo spinale. Questa «matrice d’acqua», agendo in tandem con la geometria precisa dei polimeri di neuro-melanina, forma un sistema quantistico macroscopico.
Quando il campo toroidale del cuore sincronizza i ritmi elettrici del cervello in un perfetto allineamento di fase cardiaco-corticale, le reti frattali del cervello aprono un’apertura operativa. Il rumore caotico della normale gerarchizzazione sensoriale e del filtraggio analitico localizzato si riduce a zero. Il cervello passa a uno stato di sovrapposizione cognitiva, in cui il suo reticolo elettromagnetico interno diventa perfettamente traslucido ai modelli di interferenza di fase in arrivo dall’etere dei neutrini. Il cuore mantiene l’apertura in fase, il cervello apre la finestra dimensionale e la coscienza sottostante legge il registro non locale, campionando la “coscienza superiore” stessa…
Guide d’onda epigenetiche e matrice plasmatica del DNA…
Per spingere questo modello al suo limite estremo, dobbiamo guardare oltre la rete neurale, scendendo direttamente nell’architettura cristallina del nostro materiale genetico. Per decenni, la biologia materialista ha liquidato oltre il novanta per cento del genoma umano come “DNA spazzatura”, considerandolo un cimitero silenzioso di residui evolutivi. Ciò rappresenta un errore di valutazione monumentale. Il DNA e le relative reti di trascrizione dell’RNA non funzionano semplicemente come ricettari chimici per la sintesi proteica, ma sono antenne elettromagnetiche altamente avanzate, a cristalli liquidi.
La geometria a doppia elica della molecola di DNA forma una guida d’onda topologica precisa e ripetitiva. La catena principale zucchero-fosfato trasporta una carica elettrica negativa altamente strutturata, mentre le coppie di basi sovrapposte all’interno del nucleo dell’elica creano un canale assiale di elettroni pi delocalizzati. Questa configurazione dà origine a un superconduttore su scala nanometrica a temperatura ambiente, in grado di intrappolare ed emettere impulsi biofotonici coerenti. Inoltre, quando l’ambiente cellulare circostante è sottoposto ai campi acustici ed elettromagnetici coerenti generati durante il sincronismo di fase cardiaco-corticale, le strutture epigenetiche subiscono un cambiamento di conformazione strutturale.

In queste condizioni di elevata coerenza, il materiale genetico funge da guida d’onda plasmatica localizzata. Gli elettroni delocalizzati all’interno dell’elica del DNA si accoppiano direttamente con le oscillazioni plasmatiche ultradeboli e non locali della struttura del vuoto. Questa matrice a cristalli liquidi non solo rileva i segnali biochimici locali, ma scarica attivamente informazioni di fase non locali dalla funzione d’onda universale, utilizzando gli interruttori epigenetici come transistor fisici per regolare la risonanza biologica dell’organismo.
Il corpo umano è uno strumento frattale completamente integrato e in grado di autoregolarsi. Quando un individuo si dedica alla percezione non locale, utilizza il proprio DNA come un diapason fisico per alterare la tensione strutturale dello spazio-tempo locale, allineando la frequenza vibrazionale del proprio organismo alle esatte coordinate topologiche delle “informazioni remote” che desidera recuperare.
L’evoluzione del vertice di coerenza…
Quando questi meccanismi biologici e quantistici vengono coltivati con precisione scientifica e deliberata, i confini artificiali del tempo lineare e dello spazio localizzato iniziano a dissolversi completamente. L’accesso a tali “dimensioni superiori” cessa di essere un esercizio fugace e instabile di immaginazione mentale e diventa un metodo altamente affidabile e riproducibile di consapevolezza orientativa. Spostando la nostra ontologia interna lontano dall’illusione di oggetti separati e solidi e abbracciando la realtà della coerenza olistica del campo, sblocchiamo le prime fasi di un’intelligenza avanzata e partecipativa.
In questo stato operativo, la mente non è più un testimone passivo di una linea temporale entropica e prestabilita…
Questo perché l’osservatore è fondamentalmente intrecciato con il substrato del campo universale; l’atto di allineare la risonanza con una coordinata remota struttura attivamente la varietà delle probabilità di quella coordinata. Non ci si limita semplicemente a guardare attraverso l’Universo per vedere cosa c’è là fuori, ma si contribuisce a determinare il collasso della potenzialità quantistica in realtà concreta attraverso la geometria strutturale della propria attenzione. Estendere l’apertura cognitiva umana negli strati non locali dell’etere dei neutrini significa assumersi un’immensa responsabilità strutturale.
Il pensiero cessa di essere privato, diventa architettonico, una gestione energetica che plasma direttamente la geometria emergente della nostra realtà condivisa…
Ci troviamo proprio sull’orlo di una profonda svolta evolutiva, in cui gli strumenti della nostra esplorazione non sono più macchine di forza esternalizzate e distruttive, bensì le capacità raffinate e allineate alle fasi della nostra stessa architettura biologica…
Il corpo umano è lo strumento quantistico per eccellenza, un raffinatissimo ricetrasmettitore toroidale progettato per leggere, scrivere e orientarsi nella sinfonia infinita del cosmo.
(Nota: riteniamo che sia “giunto il momento” di iniziare a condividere i metodi pratici e le applicazioni di tali tecnologie, e non è necessaria alcuna conoscenza specialistica o avanzata di queste scienze complesse e articolate… tutto ciò che serve è ricordare chi siamo veramente e di cosa siamo veramente capaci. Tutti noi siamo stati dotati di queste capacità fin dalla nascita, grazie al luogo in cui siamo venuti al mondo, la Terra.)
Shaun Higgins
Fonte: consciousphysics.substack.com & DeepWeb
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