Il dissenso attivo e onesto non può esistere senza un intento concreto
I “like” sono lo strumento messo a disposizione del potere per trasformare dei lupi in teneri agnellini.
Toba60
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Il dissenso attivo e onesto non può esistere senza un intento concreto
«Coloro che professano di essere a favore della libertà eppure disprezzano l’agitazione sono persone che vogliono il raccolto senza arare il terreno; vogliono la pioggia senza tuoni e fulmini; vogliono l’oceano senza il fragore delle sue acque. La lotta può essere morale, oppure fisica, o entrambe le cose. Ma deve essere una lotta. Il potere non concede nulla senza una richiesta. Non l’ha mai fatto e non lo farà mai.”

Coloro che professano di essere a favore della libertà eppure disprezzano l’agitazione sono persone che vogliono il raccolto senza arare il terreno; vogliono la pioggia senza tuoni e fulmini; vogliono l’oceano senza il fragore delle sue acque. La lotta può essere morale, oppure fisica, o entrambe le cose. Ma deve essere una lotta. Il potere non concede nulla senza una richiesta. Non l’ha mai fatto e non lo farà mai.”
Frederick Douglass
Per cominciare, vorrei introdurre le mie osservazioni con una spiegazione del vero dissenso attraverso la disobbedienza alla falsa «autorità»; quell’«autorità» illegittima che costituisce il perno di tutti i sistemi di governo. Il rapporto padrone/schiavo, ormai di natura universale, può esistere solo quando le popolazioni – quella massa collettiva chiamata società – non solo consentono, ma esigono, psicologicamente e fisicamente, che i governi al potere occupino una posizione di dominio. Questa incredibile convinzione si basa sul fatto che l’atto di votare per un padrone sia in qualche modo indicativo del fatto che la gente comune creda di avere voce in capitolo sulla propria schiavitù. Questo ovviamente è ridicolo, ma è comunque creduto dalla maggior parte delle persone, a causa dell’estrema indottrinazione e propaganda subite per tutta la vita, strutturate appositamente dallo Stato stesso.
Ultimamente sento molta retorica cieca, soprattutto dagli ambienti «alternativi», secondo cui la gente si starebbe risvegliando e non accetterà più l’evidente tirannia che l’ha sopraffatta. Questo cosiddetto “risveglio” non potrebbe avvenire nel vuoto, poiché il comportamento tirannico della classe dirigente e politica è stato volontariamente accettato e permesso, mentre la popolazione continua a credere in questo sistema atroce e continua a tentare di cambiarlo semplicemente mettendo nuovi tiranni al potere. Il sistema stesso, che è il problema, non è stato modificato in alcun modo ed è ancora abbracciato dalla stragrande maggioranza.
Il cosiddetto «risveglio» è falso, perché privo di forza. Non esiste dissenso senza disobbedienza di massa e senza il rifiuto di ottemperare a qualsiasi ordine o mandato immorale del governo. Quando qualcuno afferma di essere insoddisfatto o stanco del governo, della guerra, dei furti e del controllo, ma lo fa in silenzio, da solo e senza conseguenze, ciò non significa nulla. Il silenzio, quindi, è la campana a morto della libertà; pertanto, senza una resistenza concreta, non c’è stato alcun dissenso. I burattini del governo comprendono appieno questa dinamica e, di fatto, alimentano la bestia dell’autocompiacimento alle orde voraci di presunti dissidenti, il tutto mentre proseguono la marcia verso un fine totalitario con poca o nessuna resistenza reale. Questo atteggiamento si basa sulla codardia e sull’indifferenza e tende a venire in primo piano a causa di una popolazione debole e dipendente.
Ciò che ne deriva è il rispetto acritico e l’adesione a una falsa «autorità», che è l’antitesi della verità e dell’onestà, nonché la fonte di energia dello Stato governante. Vedete, lo Stato totalitario non può esistere a meno che il popolo non solo lo permetta, ma lo esiga. Ogni voto espresso è l’essenza del dominio, la scelta di un padrone, poiché senza l’accettazione volontaria di quel dominio, esso non potrebbe mai prosperare né avere successo. Ogni dominio si basa sulla complicità tra i governati e i governanti, poiché senza questa collaborazione nessuna falsa “autorità”, nessun governo potrebbe sopravvivere, dato che il popolo supera di gran lunga coloro che scelgono di dominare su tutti gli altri.
Si potrebbe descrivere come uno stato di dissonanza cognitiva di massa, oppure come il risultato di una paura costante della verità che porta a una pigrizia abietta, all’apatia, a un falso “patriottismo” che non è altro che adorazione dello Stato, o semplicemente al desiderio di non allontanarsi mai dalla cosiddetta “copertina di sicurezza” mal concepita rappresentata dall’accettazione collettiva. In ogni caso, è sintomo di un popolo patetico e in declino che ha ceduto la propria anima a un regime autoritario.
Non posso elencare qui ogni aspetto di questa cricca dominante e prepotente, poiché è mostruosa, e lo è stata fin dall’inizio. Ma per brevità, basti considerare solo questi ultimi sei anni, a partire dall’operazione sotto falsa bandiera chiamata pandemia “covid”. Si è trattato di una messinscena completamente finta, pensata per testare la reazione delle masse, consolidando certamente il fatto che la maggior parte di questa sfortunata popolazione si sarebbe piegata e avrebbe baciato gli stivali dei propri padroni. Sarebbero stati pronti per la prossima ondata di tirannia e avrebbero accettato il dominio tecnocratico.

Da quel periodo di lockdown, di abbandono di familiari e amici, di accettazione di iniezioni letali e velenose, di obbligo di mascherina, di isolamento, di chiusura di attività commerciali e di posti di lavoro, e di totale obbedienza a un governo illegittimo, le cose hanno continuato a peggiorare in modo vertiginoso. Com’è possibile? Come hanno potuto peggiorare le cose se c’è stato anche solo un accenno di un vero “risveglio”? Come ha potuto un’intera società continuare ad accettare questo sistema di governo malvagio e atroce dopo un evento così traumatico e devastante? Come hanno potuto continuare l’obbedienza e la sottomissione ai mandati dello Stato di fronte alle menzogne del “covid”?
Ebbene, eccoci qui oggi nel mondo più pericoloso della storia, e poco o nulla è cambiato; nemmeno dopo il complotto carcerario del «Covid» che ha danneggiato tutti. Siamo consumati da guerre incessanti, dal fraudolento fiasco iraniano, da omicidi, assassinii e perversioni. Il genocidio totale è stato accettato da quasi tutti negli Stati Uniti per quanto riguarda il massacro di un intero popolo da parte dell’Israele sionista, il tutto pagato da voi, da tutti voi, e compiuto in vostro nome.
Ora, la globalizzazione di ogni cosa è in atto, il dominio tecnocratico si profila all’orizzonte, la digitalizzazione della vita è ormai imminente, sono state messe in moto carenze create intenzionalmente di beni e servizi essenziali, si stanno verificando sprechi alimentari e la distruzione dell’agricoltura, la carestia in gran parte del mondo sembra probabile, abbondano le carenze di petrolio ed energia, i viaggi e ogni forma di mobilità sono minacciati, l’iperinflazione è evidente, è in corso il totale deprezzamento del dollaro, la presa di potere biometrica è già a buon punto, il tutto mentre la rete di controllo tecnocratico onnicomprensiva continua a stringersi attorno a noi.
Mi sembra che se mai ci fosse stato un «risveglio», sarebbe già avvenuto, e sarebbe stato uno sforzo incredibilmente imponente da parte di gran parte di questa popolazione. Se a questo punto, dopo tutto quello che è successo, non si è verificata alcuna forma di dissenso di massa che potesse tradursi in azione, e se in realtà non c’è mai stata alcuna forza di alcun tipo, perché qualcuno dovrebbe pensare che accadrà ora o anche in futuro? Cosa deve succedere affinché questa patetica popolazione si ribelli e dica basta, il tutto sostenuto da pressioni concrete e da una forza efficace?
Disobbedire a ogni singola legge immorale ovvero alla maggior parte di quelle che non sono direttamente legate alla legge naturale e al principio di non aggressione – è il dovere assoluto di ogni individuo che scelga di essere libero. Il dissenso non significa essere insoddisfatti: il dissenso è un atto da compiere con ogni mezzo necessario per correggere ogni ingiustizia.
Non credere a nulla di ciò che dice lo Stato, non fidarti di nulla dello Stato e metti in discussione assolutamente tutto.
«L’unica cosa che vale la pena globalizzare è il dissenso.»
Arundhati Roy
Gary D. Barnet
Fonte: garydbarnett.substack.com
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