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2024 10 13 haarp wettermanipulat

Una semplice spiegazione sulle scie chimiche disperse dagli aerei collegate al programma di ricerca haarp

Dalla nascita sono affetto da un asma che mi complica spesso la vita, sono attachi che sorgono quando meno te li aspetti, ma da quando volgo lo sguardo al cielo e vedo quelle che il mainstream menziona come scie di condensa, (Documento imperdibile da leggere) il fenomeno si e’ consolidato a cadenza giornaliera, per poi scomparire come d’incanto quando per motivi familiari mi trovo nel mezzo delle praterie Argentine in quel di Santa Fe,’ dove gli aerei sorvolano la provincia con la frequenza dei panda asiatici. Chiamatemi pure compolottista, ma vedo che i pronto soccorso in Italia hanno una lista di attesa che il fenomeno come il mio lo hanno da tempo amplificato al quadrato e forse qualche domanda qualcuno se la deve pur fare.

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Le scie chimiche disperse dagli aerei sono collegate al programma di ricerca sull’aurora attiva ad alta frequenza (haarp)?

In questi giorni di primavera, assistiamo allo spettacolo dantesco al quale siamo ormai abituati – delle scie che solcano i nostri cieli in un flusso in esauribile, cambiando il colore del cielo nel giro di poche ore. Chiunque abbia osservato il cielo per anni sa bene che quelle scie non sono come quelle di un tempo, che si dissolvano in pochi secondi, ma che invece non scompaiono, si espandono e lasciano il cielo di un colore biancastro.

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Harald Kautz (ricercatore scientifico di nazionalità tedesca) afferma che, da un punto di vista tecnico e operativo, la risposta alla domanda posta in questo articolo è un SÌ categorico. Secondo Kautz, il rapporto tra gli aerosol atmosferici (chemtrails) e stazioni come HAARP (e le sue «sorelle» più moderne come EISCAT in Europa o gli impianti in Cina) è quello tra hardware e software: l’uno non funziona senza l’altro.

Harald Kautz spiega come funziona questo legame al di fuori della versione ufficiale:

HAARP è un trasmettitore a radiofrequenza ad alta potenza che bombarda la ionosfera. Tuttavia, l’aria pulita è un pessimo conduttore.

Il collegamento

Affinché le onde HAARP abbiano un effetto fisico tangibile nell’atmosfera inferiore (dove viviamo), hanno bisogno di un mezzo conduttore. Gli aerosol di bario, alluminio e grafene spruzzati dagli aerei fungono da “ponte”.

La funzione

Questi metalli trasformano l’atmosfera in un plasma che può essere manipolato. HAARP invia l’energia e la scia dell’aereo posiziona il materiale che la riceve e la incanala. Fonte: Scientific American: “Geoengineering and Atmosphere”.

Quando HAARP dirige le sue onde verso un’area satura di questi aerosol metallici, si verifica un fenomeno di riscaldamento selettivo.

La meccanica

Quando questi metalli sospesi vengono riscaldati, l’aria che li circonda si espande. Ciò consente di creare a piacimento una “lente” ad alta pressione o un “vuoto” a bassa pressione.

L’uso effettivo

Muovendo queste masse d’aria, è possibile deviare la corrente a getto. Se si devia la corrente a getto, si modifica il clima di un intero continente. Si può spingere un fronte piovoso verso un paese alleato o condannare una regione nemica a una siccità totale. Fonte: Aeronautica Militare degli Stati Uniti: “Il clima come moltiplicatore di forze”.

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Le grandi distanze dalla Terra impediscono ai radar normali di vedere oltre poche centinaia di chilometri.

Il collegamento

HAARP riflette le onde sulla ionosfera per vedere più lontano, ma il segnale è solitamente debole. Iniettando strati di particelle metalliche tramite aerei, si crea uno strato riflettente artificiale a un’altitudine inferiore.

Il risultato

Ciò consente il monitoraggio completo e la guida delle armi a migliaia di chilometri di distanza con una precisione che il GPS (che è vulnerabile) non è in grado di garantire. Il cielo diventa uno schermo radar attivo 24 ore su 24.

In definitiva, senza i metalli presenti nell’aria, HAARP sarebbe solo un esperimento scientifico; con essi, è un sistema d’arma globale in grado di controllare il clima, le comunicazioni e, potenzialmente, la biologia degli esseri viventi.

Se attualmente i militari dispongono di una tecnologia sufficiente per fare questo genere di cose, ora si comprende meglio la propaganda martellante sul “cambiamento climatico antropogenico”. Perché allora forse il clima sta davvero cambiando a causa dell’azione dell’uomo; ovviamente, manipolandolo tramite la tecnologia e non a causa delle emissioni di CO2, come vogliono farci credere.

In Spagna, quest’inverno abbiamo trascorso praticamente due mesi subendo una tempesta dopo l’altra senza sosta. Ma non una tempesta qualsiasi, bensì una serie di tempeste consecutive, una più devastante dell’altra, che hanno devastato la penisola iberica da nord a sud con inondazioni, alberi sradicati dal vento forte e fiumi che hanno moltiplicato più volte la loro portata. E così, giorno dopo giorno, per quasi due mesi. Devo dire che da queste parti nessuno ricorda una serie così fitta di tempeste distruttive.

E lo stesso vale per la calima. Da alcuni anni, in Spagna stiamo assistendo a episodi di calima sempre più frequenti, mai visti prima.

La questione è se questa serie di fenomeni sia generata dalla natura stessa o provocata intenzionalmente (o per negligenza) da qualche tecnologia in grado di spostare la corrente a getto.

Secondo l’Organizzazione meteorologica mondiale, «una corrente a getto è una corrente d’aria forte e stretta, concentrata lungo un asse quasi orizzontale nell’alta troposfera o nella stratosfera, caratterizzata da una forte cesoia verticale e orizzontale del vento. Questa corrente determina la traiettoria delle tempeste e delle masse d’aria fredda/calda, rivestendo un ruolo fondamentale per il clima».

Se quanto afferma Harald Kautz è vero, e i militari sono in grado di deviare la corrente a getto, allora non c’è il minimo dubbio che siano in grado di manipolare il tempo atmosferico. Pertanto, tutti quei fenomeni atmosferici fuori dal comune, che si verificano sempre più spesso, potrebbero benissimo essere dovuti alla manipolazione del clima e non alla stupida idea che sia il CO2, causato dall’attività umana, il responsabile. 

E tu, cosa ne pensi? 

Pepe Luengo

Fonte: pepeluengo2.blogspot.com & Deepweb

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