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È ora di smascherare e confutare chi si spaccia per anti-stato e pacifista!

Il mondo intero (Chiesa in Testa) predica la pace, ma convive silenziosamente in un contesto intriso di guerre, (Sono 56 in questo momento) carestie e ingiustizie sociali, che fanno trapelare un tacito assenso ad uno stato di cose dove dai tempi di Papa Giovanni XXIII  più nessuno ha avuto voglia di esporsi in prima persona..

…il silenzio dei colpevoli 🙁

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Lev Tolstoj

È ora di smascherare e confutare chi si spaccia per anti-stato e pacifista!

A prima vista, si potrebbe essere tentati di distinguere coloro che si dichiarano anti-Stato e anti-guerra come due categorie diverse, ma sarebbe un errore di valutazione. Non vi è alcuna differenza tra le due, a prescindere dalla retorica proveniente dai diversi schieramenti di coloro che si professano tali, sia che si tratti di governo che di guerra. Vedete, lo Stato (compreso il governo) è guerra, e la guerra è lo Stato. Lo Stato non può sopravvivere e mantenere il potere senza la guerra, e la guerra non può esistere senza lo Stato.

Rochefoucauld ipocrisia

La guerra potrà anche essere diventata più «sofisticata» e psicologicamente manipolatoria, e potrà essere considerata meno disumana e spietata grazie alle armi e alla tecnologia avanzate, ma ogni guerra è massacro, omicidio e controllo sulle masse dei confusi e degli schiavizzati. Devono essere, per così dire, portati con sé, coccolati, protetti e fatti sentire al sicuro dai loro padroni; altrimenti, a quale scopo potrebbero servire quei padroni malvagi? Il sostegno della carne da macello umana è necessario affinché sia lo Stato che la guerra possano esistere e sopravvivere.

Andiamo subito al sodo: nessun politico al mondo può essere anti-Stato. Che supposizione assurda! Nessuno che sostenga i politici, che sono i rappresentanti dello Stato, può essere anti-Stato. Per quanto riguarda la cosiddetta “destra” e la “sinistra”, ovvero il sistema partitico tradizionale, dovrebbe essere ovvio che si tratta certamente di promotori del governo e dell’ordine pubblico, ma che dire di coloro che sostengono di essere diversi e contrari allo Stato? E che dire di coloro che ritengono che la guerra sia un male a meno che il governo non abbia una «dichiarazione formale di guerra»? Nessuno può essere contro la guerra se è a favore dello Stato. E che dire di tutti coloro che credono in una costituzione sancita dallo Stato e redatta dal governo; un documento normativo che viene applicato con mezzi violenti al fine di sostenere un sistema di governo statale centralizzato, basato esclusivamente su furto, restrizioni e regolamentazione?

A questo punto occorre fare una distinzione molto importante, ed è questa: la vera autodifesa non è guerra, e la guerra non è mai autodifesa. Questo vale sempre, sia che si tratti di un individuo o di una collettività. Non comprenderlo significa essere uno sciocco vittima del lavaggio del cervello, poiché l’autodifesa ha il solo scopo di impedire a un aggressore di fare del male a persone innocenti, e quando quell’aggressione attiva viene eliminata, ogni uso della forza dovrebbe cessare immediatamente.

Qualsiasi protrarsi della forza iniziale necessaria a fermare una minaccia reale non può essere giustificato una volta che tale minaccia è stata neutralizzata, e nessun danno arrecato a innocenti da parte dei difensori può mai essere giustificato. La guerra non è altro che un assalto continuo contro le persone che vivono in uno Stato o in un Paese, tutto basato sulla pura aggressione, sempre per mano di uno Stato politico o di un governo.

Allora, chi sono coloro che sono realmente antistatali e contro la guerra? Una cosa è certa: sono pochissimi, coloro che credono davvero nella libertà dell’individuo e detestano lo Stato; qualsiasi Stato. Sono veri uomini liberi, quindi sono legittimi anarchici non aggressivi. A mio avviso, ciò fa sì che tutti gli altri siano solo dei simulatori; coloro che riescono a trovare una scusa adatta alla loro causa per promuovere il sostegno allo Stato e alla guerra.

Ci sono gli ovvi assassini e sostenitori della guerra, come i neoconservatori, i repubblicani, i democratici, gli indipendenti, tutti i politici e tutti coloro che applaudono la bandiera e sostengono lo Stato-nazione e le sue forze armate. Tra questi rientrano anche quei simulatori più nascosti, i “libertari”. Sì, proprio coloro che definiscono se stessi e le proprie organizzazioni come antistatali e pacifiste, ma che continuano a sostenere lo Stato, la sua politica e i suoi politici, e venerano le sue costituzioni che consentono la guerra e la carneficina purché una manciata di bugiardi e imbroglioni chiamati «rappresentanti» voti per dichiarare guerra. Ma ormai non provano nemmeno più a farlo. Ovviamente, la gente accetta ogni guerra e, di fronte alla brutale tirannia e al bellicismo, non chiede altro che giorni festivi per riposarsi e fare grigliate, un cellulare e un assegno di assistenza sociale ogni mese.

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Ah, i libertari; quei tipi amanti della libertà che si aggrappano allo Stato come se fosse un dio, purché esso si autocontrolli, limiti autonomamente tutto il proprio potere e faccia solo del bene agli umili servi, proteggendoli da qualsiasi minaccia alla loro libertà. Sì, sostengono davvero questa posizione ridicola e credono fermamente che un governo (lo Stato) possa essere limitato proprio da quelle stesse prostitute che si sono vendute allo Stato per ottenere potere sul proletariato.

Sono presenti a ogni elezione, si candidano a queste elezioni, saltano sul carrozzone del politico del momento, che si tratti di Trump, DeSantis, Gabbard, Ramaswamy, RFK Jr. o di qualsiasi altro opportunista politico in cerca dello status di re ufficiale; e tutti quanti sostengono la guerra. Il recente genocidio perpetrato dall’Israele sionista ha messo a nudo la verità su questi simulatori, poiché la scelta di schierarsi è stata immediata. La lobby israeliana ha ovviamente avuto la meglio, consolidando il sostegno politico alla sua campagna di pulizia etnica.

“Anti-Stato” significa essere contro lo Stato, qualsiasi Stato, e contro ogni forma di governo. “Anti-guerra” significa essere contro la guerra, punto e basta. Non ci sono vie di mezzo, non può esserci alcun compromesso se si vuole mantenere e sostenere l’integrità. «Anti» significa contro o assolutamente opposto. Non significa accettazione solo a volte o quando conviene. Coloro che si dichiarano anti-Stato, anti-governo o anti-guerra non possono contraddire la propria posizione senza diventare palesi ipocriti partecipando alla promozione di qualsiasi politico, Stato, governo o guerra.

Si tratta di un’eresia completa e totale, ma è praticata da quasi tutti coloro che si definiscono «libertari». Immagino che la logica sia perduta per coloro che non riescono a capire che stanno mentendo quando affermano di essere contro qualcosa e a favore di essa contemporaneamente. Almeno la sinistra e la destra ammettono di essere di parte (a volte) e mentono apertamente, imbrogliano, si contraddicono e sono ipocrite senza scusarsi. L’onestà non è forse rinfrescante?

Non esistono governi giusti. Non esistono guerre giuste. Non ci sono sostenitori della libertà che ricoprano alcun ruolo all’interno di uno Stato o di un governo. Non ci sono sostenitori della libertà che conducano alcuna guerra. Come ho ripetuto più volte a proposito della guerra:

«Non esiste una guerra giusta, non esiste una guerra buona, e nessuna guerra può portare la pace. Tutte le guerre sono manifestazioni malvagie di potere e controllo evocate nelle menti degli abominevoli psicopatici che governano le nazioni e dei loro partner fascisti al governo, i quali, per procura, riempiono di paura le menti degli sprovveduti, affinché le continue atrocità volte a consolidare il dominio possano sopravvivere a ogni obiezione morale e a ogni barlume di sanità mentale. La guerra non porta altro che dolore, terrore, sofferenza, tortura, mutilazioni e morte; è la maledizione più malvagia che affligga l’umanità.»

Gary D. Barnett

Fonte: garydbarnett.substack.com

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