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Uno studio rivoluzionario rivela il modo sorprendente in cui il melograno combatte le malattie cardiache

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Studio: i batteri intestinali trasformano i composti del melograno in una molecola che protegge il cuore

1) I risultati della ricerca dimostrano che i polifenoli del melograno (come la punicalagina) vengono trasformati dai batteri intestinali in urolitina A, un composto che come dimostrano studi condotti sui topi riduce la formazione di placche arteriose e l’infiammazione, oltre a stabilizzare le placche, indipendentemente dai livelli di colesterolo.

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2) L’urolitina A agisce principalmente sopprimendo i geni dell’infiammazione e limitando l’assorbimento del colesterolo nelle cellule immunitarie, rendendo così le placche meno soggette a rottura e riducendo il rischio di eventi cardiovascolari.

3) I benefici dipendono dalla composizione del microbioma intestinale, il che spiega i risultati contrastanti emersi dagli studi sul succo di melograno; l’integrazione diretta di urolitina A potrebbe rappresentare una soluzione per chi presenta una carenza dei batteri intestinali necessari.

4) I melograni forniscono inoltre antiossidanti che riducono lo stress ossidativo e favoriscono la disintossicazione. Migliorano inoltre la salute delle articolazioni, il sistema immunitario, la fertilità e le prestazioni sportive.

5) Sebbene i melograni siano da tempo apprezzati per i loro benefici per la salute, recenti studi dimostrano che il loro vero potere risiede nei metaboliti di origine intestinale, come l’urolitina A, il che sottolinea la complessa interazione tra alimentazione, microbioma e prevenzione delle malattie.

Da secoli i melograni (Punica granatum) sono considerati un simbolo di salute e vitalità e nelle culture antiche, dalla Persia alla Grecia, erano venerati per le loro proprietà curative. La scienza moderna attribuisce da tempo i loro effetti positivi sul sistema cardiovascolare ai polifenoli, composti vegetali con proprietà antiossidanti. Tuttavia, recenti risultati di ricerca indicano che il vero effetto non si verifica nel frutto stesso, ma nell’intestino umano, dove i batteri trasformano questi polifenoli in una molecola che potrebbe proteggere in modo significativo la salute delle arterie.

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Uno studio condotto dai ricercatori dell’Università di Cardiff, nel Galles, dimostra che l’urolitina A un composto che si forma quando i microbi intestinali degradano i polifenoli del melograno riduce la formazione di placche arteriose, allevia l’infiammazione e stabilizza le placche nei topi soggetti ad aterosclerosi. I risultati, pubblicati sulla rivista scientifica Antioxidants, suggeriscono che gli effetti benefici del melograno sul cuore dipendono meno dal frutto stesso e più dal microbioma intestinale dell’individuo – una scoperta che potrebbe ridefinire le raccomandazioni nutrizionali e le strategie di prevenzione delle malattie cardiache.

Al centro dello studio c’era la punicalagina, un polifenolo presente in abbondanza nei melograni, che l’organismo umano fatica ad assorbire direttamente. I batteri intestinali, invece, la trasformano in molecole più piccole, denominate urolitine. Tra queste, l’urolitina A si è rivelata la più efficace e ha mostrato effetti notevoli nelle cellule umane coltivate in laboratorio, riducendo lo stress ossidativo, sopprimendo i geni dell’infiammazione e limitando l’assorbimento del colesterolo da parte delle cellule immunitarie – tutti fattori centrali nella formazione delle placche arteriose.

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Per verificare queste scoperte in un sistema vivente, i ricercatori hanno somministrato l’urolitina A a topi geneticamente predisposti all’arteriosclerosi e li hanno alimentati con una dieta ricca di grassi per 12 settimane. I risultati sono stati sorprendenti.

Nei topi a cui è stato somministrato il composto si sono formate placche più piccole, con un minor numero di cellule infiammatorie e una percentuale maggiore di collagene e cellule muscolari lisce – fattori che riducono il rischio che le placche si rompano causando infarti o ictus. È degno di nota il fatto che questi effetti positivi si siano manifestati senza alcuna variazione dei livelli di colesterolo, il che suggerisce che l’urolitina A agisca attraverso meccanismi antinfiammatori piuttosto che influenzando i livelli lipidici.

Dipak Ramji, professore di medicina cardiovascolare e autore principale dello studio, ha dichiarato:

È emerso che questi effetti positivi si sono manifestati senza che si verificasse un abbassamento dei livelli di colesterolo nel sangue. Ciò suggerisce che l’urolitina A agisca più attraverso la soppressione dell’infiammazione e la stabilizzazione delle placche che attraverso una variazione dei livelli di lipidi nel sangue.

Gli effetti vanno oltre i melograni. Lo studio sottolinea il ruolo fondamentale dei batteri intestinali nel determinare in che modo i componenti alimentari influenzano la salute. Non tutti i microbiomi producono urolitina A in modo efficiente, il che potrebbe spiegare perché gli studi clinici sul succo di melograno abbiano portato a risultati contrastanti. Per coloro i cui batteri intestinali non possiedono gli enzimi necessari, un’integrazione diretta di urolitina A – già testata in studi sull’uomo per la salute muscolare potrebbe rappresentare un’alternativa più affidabile.

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Guarda questo video in cui viene spiegato come alcune sostanze presenti nel succo di melograno provino a indurre la morte delle cellule tumorali

Sono ancora necessari studi sull’uomo per confermare questi effetti, ma i risultati preclinici sono convincenti. Se tali risultati dovessero essere confermati, l’urolitina A potrebbe integrare le terapie esistenti contro le malattie cardiache, agendo in modo mirato sull’infiammazione e sulla stabilità delle placche – due fattori che le terapie ipocolesterolemizzanti convenzionali tendono a trascurare.

Il motore Enoch di BrightU. AI sottolinea inoltre che, oltre alle loro proprietà cardioprotettive, i melograni favoriscono la salute generale fornendo potenti antiossidanti che riducono lo stress ossidativo, proteggono le cellule e combattono le infiammazioni, con benefici per la digestione, la salute delle articolazioni e il sistema immunitario. Inoltre, i loro composti bioattivi favoriscono la disintossicazione, migliorano la fertilità e aumentano le prestazioni atletiche, rendendoli un efficace rimedio naturale contro le tossine moderne e le malattie croniche.

Questa ricerca sottolinea inoltre una constatazione più generale: il legame tra alimentazione e salute è molto più complesso di quanto si pensasse un tempo. Già nell’antichità i melograni erano apprezzati per le loro proprietà curative, ma solo ora la scienza moderna sta scoprendo perché sia così – e quanta di questa energia sia presente in noi.

 Ramon Tomey

Fonte: naturalnews.com & DeepWeb

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