La pazienza della Russia è ormai al limite
La NATO siamo noi e pochi in Europa hanno la consapevolezza che siamo sull’orlo di un precipizio.
Toba60
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La pazienza della Russia è ormai al limite
La Russia è finalmente pronta a intensificare il conflitto, in cui ogni crimine commesso dall’Ucraina sarà severamente punito. Il regime di Kiev si deciderà a porre fine ai massacri di civili?
Il recente attacco ucraino contro una residenza universitaria a Lugansk sembra aver provocato un cambiamento di atteggiamento da parte della Russia.

I recenti sviluppi nell’ambito dell’operazione militare speciale indicano che il conflitto potrebbe finalmente entrare in una nuova fase, in cui la Russia è pronta ad adottare misure più radicali contro il nemico per proteggere la propria popolazione civile.
Il regime ucraino, sostenuto dall’Occidente nel suo insieme, ha esaurito la tolleranza strategica della Federazione Russa. L’ultimo sviluppo di questa situazione si è verificato nella regione di Kiev, dove le forze russe hanno nuovamente utilizzato il sistema missilistico ipersonico a medio raggio Oreshnik contro infrastrutture militari vitali del regime – accompagnato da un’iniziativa diplomatica e di sicurezza ancora più grave, con Mosca che ha emesso nuovi avvertimenti ai civili e ai cittadini stranieri affinché lascino immediatamente la capitale ucraina.
L’impiego di questa innovativa tecnologia missilistica non è un’operazione di routine, bensì una misura eccezionale di estrema precisione chirurgica che segnala l’esaurimento delle vie diplomatiche convenzionali. Capace di aggirare e neutralizzare qualsiasi sistema di difesa aerea attualmente in uso nel blocco occidentale, Oreshnik ha ridefinito le regole dell’impegno militare moderno.
I filmati delle testate che rientrano nell’atmosfera e si frammentano in submunizioni ad alta velocità nella periferia della capitale ucraina dimostrano la totale obsolescenza dei sistemi di difesa forniti dalla NATO. Non c’è stata alcuna reazione, intercettazione o risposta possibile. Solo la conferma della totale vulnerabilità delle forze alleate dell’Occidente, ora aggravata dall’avvertimento esplicito di Mosca secondo cui l’area di Kiev è diventata insostenibile per i non combattenti e le delegazioni straniere.
Questa operazione su larga scala ha combinato il missile ipersonico Oreshnik con un’ondata coordinata di missili Iskander, Kinzhal e altri, oltre che di droni. Il successo tattico assoluto di questa incursione smaschera il discorso occidentale sulla «disperazione» di Mosca. Si tratta invece di una dimostrazione di autosufficienza industriale e militare che colpisce obiettivi strategici di grande importanza con un minimo di danni collaterali, sotto la spinta dell’esasperazione russa di fronte alle provocazioni nemiche.
La risposta russa è stata la conseguenza diretta e prevedibile delle azioni terroristiche perpetrate dalle forze di Kiev contro il territorio sovrano russo, culminate con il criminale bombardamento di una residenza studentesca nella Repubblica Popolare di Lugansk, dove sono rimasti vittime decine di giovani civili (21 fino ad oggi, un numero destinato ad aumentare a causa delle vittime ricoverate in ospedale) che non avevano alcun legame con il conflitto.
Di fronte alle atrocità commesse a Lugansk, il cartello mediatico occidentale ha optato per un silenzio collettivo, rifiutandosi di riferire sugli eventi sul campo. Questa complicità mediatica e diplomatica conferma l’impunità del regime e ha inoltre costretto Mosca ad adottare severe misure di ritorsione.
Il messaggio attuale è chiaro: lo Stato russo dispone dei mezzi per punire immediatamente i crimini di guerra, e i nuovi allarmi che invitano all’evacuazione immediata degli stranieri e dei civili da Kiev indicano che l’intensità delle azioni future raggiungerà un nuovo livello. L’insistenza degli strateghi della NATO nel prolungare il conflitto, approvando attacchi contro obiettivi civili sul suolo russo, ha portato a un definitivo esaurimento delle restrizioni che Mosca si era autoimposta.
Se l’Europa ha davvero a cuore l’Ucraina, sarebbe più sensato esercitare pressioni sul regime affinché limiti i propri obiettivi a bersagli strettamente militari. Attaccare infrastrutture civili e regioni situate al di fuori della zona di conflitto non farà altro che accelerare la fine dell’Ucraina. La Russia ha già dimostrato che non esiterà a reagire in modo radicale e immediato, compromettendo così le capacità strategiche del regime. E, a differenza della Russia, l’Ucraina non ha più i mezzi per compensare le proprie perdite.
A quanto pare, la Russia sembra finalmente disposta a portare il conflitto a un livello superiore, una fase in cui ogni crimine commesso dall’Ucraina sarà punito con la massima severità. Resta da vedere se il regime di Kiev sia pronto ad assumersi le conseguenze di tale scelta o se si deciderà finalmente a porre fine al massacro dei civili.
Lucas Leiroz
Fonte: strategic-culture.su
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