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Dio è proprio un gran furbacchione!

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Dio è proprio birichino!

Tutti sanno, per forza di cose, che circa 3500 anni fa ha donato una terra speciale al popolo ebraico. I documenti firmati sono andati perduti, ma naturalmente sono indiscutibili. Nell’eccellente film di Axel Corti «Welcome in Vienna», l’ex rifugiato ebreo, tornato a casa a Vienna, si trova di fronte agli ex inquilini dei suoi genitori scomparsi durante la guerra. Gli fanno notare che l’acquisto dell’immobile è stato concluso in modo perfetto e legale, con il documento conservato presso il catasto di Vienna… purtroppo ridotto in polvere alcuni mesi fa… La trama è un po’ grossolana, ma ci sta, no?

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Dio ha aggiunto alla sua gentile provocazione una sorpresa. Il popolo che rivendica questo diritto proviene dall’Europa centrale e si è convertito all’ebraismo… 1300 anni fa. Capace di tutto, gli basterebbe evidenziare come con un evidenziatore lo spazio assegnato (renderebbe un servizio perché gli israeliani hanno la massima difficoltà a esprimersi su un confine che delimiti il loro bene e dono di Dio) per un mese, in rosa per esempio. Inoltre, inciderebbe sulle montagne del pianeta una mappa con la sua firma e la conferma di questa realtà fattuale.

Se ciò non bastasse, tutti i cani e i gatti della Terra avrebbero per 40 giorni il dono della parola e proclamerebbero all’umanità che questa terra promessa… lo è! Invece lascia che i poveri israeliani debbano convincere il mondo a colpi di bombe, massacri, perfidie e attentati terroristici, guerre, manipolazione e propaganda… Estenuante! Peggio ancora, ha instillato in molti una particolare patologia: il cortocircuito sionista.

Personaggi come Michel Onfray, André Bercoff e centinaia di migliaia di altri tengono discorsi ragionevoli su mille argomenti, dimostrano una certa moralità, un’integrità funzionale… e poi tutto crolla. Uno è vincolato, l’altro asservito, ma che cosa li prende a rifiutarsi di vedere, a costringersi a mentire? Il rapporto, massimo, dei morti del 7 ottobre viene rapportato alla popolazione ebraica di Israele (ma in tutta franchezza la popolazione araba di Israele è allineata, essendo la sua condizione così equivalente…) e poi calcolato sulla popolazione francese. Buona idea.

Il sistematismo istintivo di questi comportamenti è desolante e ripugnante, ma soprattutto danneggia terribilmente la causa che vorrebbero difendere. Se non fosse per le sofferenze inaudite inflitte a tanti innocenti e per il crimine contro la realtà che ciò comporta, sarebbe ridicolo. Questo lato pavloviano, «Israele» «cot cot cot», «Israele» «cot cot cot», «Israele» «cot cot cot»… stanca.

Per questo mi rivolgo direttamente a te, Dio. Dacci la forza di accettare con serenità l’evidente verità su questa terra di Palestina, affinché possiamo sradicare capre, beduini e arabi che la occupano sfacciatamente.

Grazie in anticipo.

Olivier Field

Fonte: reseauinternational.net

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