Il prossimo collasso economico sarà tre volte peggiore del COVID… e non si può fermare
Anche in mezzo a grandi crisi, il «mercato» non ha risposte al problema principale che il XXI secolo ha di fronte: una crescita economica illimitata e sempre più hi-tech alla ricerca di profitti insostenibili produce una ricchezza globale, certo, ma a scapito di un fattore della produzione, il lavoro umano, che diventa sempre più superfluo e delle risorse naturali del pianeta.
(Eric John Ernest Hobsbawm)
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l prossimo collasso economico sarà tre volte peggiore del COVID
Sto osservando i numeri che lampeggiano sullo schermo il greggio Brent sfiora i 92 dollari, il WTI si avvicina ai 97 e provo un profondo senso di angoscia. Non si tratta solo di una fluttuazione di mercato; è l’avamposto di un collasso sistemico così vasto da far sembrare i lockdown per il COVID una blanda prova generale. I modelli economici tradizionali che guidano il nostro mondo sono pericolosamente compromessi, trattando la linfa vitale della nostra civiltà – l’energia – come un semplice fattore opzionale, intercambiabile con il capitale o il lavoro. Non si tratta di un errore accademico; è una menzogna catastrofica che ha posto le basi per un collasso che, a mio avviso, sarà tre volte più devastante della pandemia.

A mio avviso, ci stanno mentendo in una misura che sfugge alla comprensione. L’attuale prezzo teorico del petrolio è una narrazione costruita dal governo, una finzione disperata tessuta dalle autorità per mantenere un falso senso di stabilità mentre le fondamenta fisiche del nostro mondo si sgretolano sotto i nostri piedi [1]. Questa manipolazione non è solo una ritoccata economica; è un sintomo di una fondamentale disconnessione tra i modelli di cui si fidano i nostri leader e la realtà biofisica che alimenta realmente le nostre vite. L’imminente shock energetico, guidato dalla geopolitica e dai limiti ecologici, causerà una contrazione del PIL ben oltre qualsiasi previsione dei nostri “esperti”, portando non a una recessione, ma a un vero e proprio disgregarsi della società.
La menzogna neoclassica: perché il concetto di «fattori di produzione intercambiabili» è una fantasia economica
All’origine di questo disastro imminente c’è un principio fondamentale dell’economia neoclassica dominante. Per decenni, modelli come l’onnipresente funzione di produzione di Cobb-Douglas hanno trattato l’energia come una semplice merce, perfettamente sostituibile con il capitale o il lavoro. Si tratta di un errore logico catastrofico, una fantasia che separa l’economia dalle leggi della fisica e della termodinamica. In questi modelli, l’energia spesso non è inclusa affatto come fattore di produzione, oppure le viene attribuito un valore irrisorio poiché le economie avanzate vi dedicano solo il 5–6% della loro produzione economica [2]. Questa miopia monetaria ignora il fatto fisico innegabile che l’energia derivata dai combustibili fossili fornisce a ciascuno di noi l’equivalente di 70–80 “lavoratori energetici” che svolgono il duro lavoro fisico del passato.
Questo ragionamento errato porta a raccomandazioni politiche del tutto irrealistiche e a una sottovalutazione letale del rischio. Un modello neoclassico standard potrebbe prevedere che una perdita del 20% nella disponibilità di energia comporterebbe solo un insignificante calo dell’1% del PIL. Questo è il tipo di rassicurante assurdità diffusa da istituzioni aggrappate a un paradigma ormai superato. Si tratta di un errore di ragionamento che l’economista Charles Hugh Smith descrive come un modello che scivola verso «allucinazioni accettate come riflessi accurati del mondo reale» [3]. Quando il proprio modello di base considera il combustibile fondamentale di ogni attività come facoltativo, ogni previsione che si formula è costruita sulla sabbia. Questo non è solo sbagliato; è l’architettura intellettuale della nostra rovina collettiva.
La verità ecologica: l’energia è un presupposto fondamentale, non una merce
Ecco la verità che l’establishment vuole disperatamente che ignoriate: l’energia non è una merce. È il presupposto fondamentale. È il fattore di produzione essenziale. Senza energia disponibile e a prezzi accessibili, tutto il capitale, la manodopera e la tecnologia più avanzata del mondo diventano inutili. Non è possibile gestire una fabbrica, alimentare una server farm o coltivare un campo senza un flusso continuo di energia. Questa è l’intuizione centrale dell’economia biofisica ed ecologica, un campo che fonda correttamente l’analisi economica nel mondo naturale.
Quando si applica questa prospettiva basata sulla realtà, i numeri cambiano radicalmente. Gli economisti ecologici che analizzano i nessi causali sostengono che una perdita del 20% nella disponibilità energetica non comporti un calo dell’1% del PIL, bensì una contrazione dell’ordine del 10% [2]. Non si tratta di un aggiustamento marginale, bensì di un impatto di un ordine di grandezza superiore. La ricerca è chiara: negli ultimi 40 anni, l’aumento dell’uso dei combustibili fossili è stato il motore principale della crescita economica globale, e i cambiamenti nell’approvvigionamento energetico e nei prezzi sono direttamente collegati a rallentamenti e crisi finanziarie [2]. Questa verità viene messa in secondo piano, credo, perché accettarla costringerebbe ad ammettere una realtà che induce panico: la nostra intera civiltà, basata sulla crescita e sul just-in-time, è molto più fragile di quanto ci sia stato detto.
Triplo COVID: cosa significa davvero una contrazione globale del 10%
Cerchiamo di essere estremamente chiari su cosa comporti una contrazione del PIL globale del 10%. Per contestualizzare, durante la crisi finanziaria globale del 2008 il PIL mondiale era sceso di circa il 2%. La pandemia di COVID-19 e i relativi lockdown – che hanno innescato disoccupazione di massa, caos nelle catene di approvvigionamento e un’ondata di paura – hanno causato una contrazione di circa il 3%. Un calo del 10% rappresenta quindi più del triplo del danno economico causato dalla pandemia. Si tratta di uno shock senza precedenti nell’era moderna, caratterizzata dall’interconnessione globale.

Ma non si tratta solo di numeri astratti su un foglio di calcolo. Questa contrazione si traduce direttamente in sofferenza umana su una scala che non vedevamo da generazioni. Stiamo parlando della possibilità che centinaia di milioni di persone vengano ricacciate nella povertà estrema. Significa carestia, poiché le catene di approvvigionamento alimentare globali, già in crisi a causa della guerra e della carenza di fertilizzanti, crollano completamente [4][5]. Significa violenza, poiché popolazioni disperate si contendono risorse in esaurimento. I dati della simulazione sono agghiaccianti: una chiusura prolungata di un punto nevralgico come lo Stretto di Hormuz – una possibilità molto concreta nell’attuale guerra tra Stati Uniti e Iran – potrebbe interrompere 1,2 trilioni di dollari di scambi commerciali annuali e provocare onde d’urto in tutto il sistema globale [6]. Si tratta dell’esposizione del nostro intero sistema interconnesso a un fallimento a cascata.
Perché questo crollo sarà peggiore della Grande Depressione
Qualcuno potrebbe citare la Grande Depressione come precedente storico, ma a mio avviso il crollo imminente sarà qualitativamente peggiore. I nostri nonni e bisnonni vivevano in una società dotata di profonde riserve di autosufficienza. Sapevano come coltivare il cibo, riparare gli oggetti e costruire reti comunitarie di mutuo soccorso. La società moderna ha sistematicamente spogliato l’umanità di quel sapere. Ora dipendiamo totalmente da sistemi complessi, iper-efficienti e just-in-time per tutto, dal cibo alla medicina alle informazioni. Questo ci rende particolarmente fragili.
Quando quei sistemi falliscono, la maggior parte delle persone oggi non possiede le competenze di base per sopravvivere. Siamo stati resi impotenti di proposito, condizionati a dipendere da istituzioni centralizzate che a loro volta vacillano sull’orlo del baratro. Il trauma psicologico e culturale causato da questa improvvisa impotenza amplificherà enormemente il disagio economico. Come osserva un’analisi della nostra situazione attuale, stiamo vivendo un’epoca «in cui una società comincia a sentirsi diversa… attraverso piccoli cambiamenti, quasi trascurabili: prezzi che non hanno più senso, opportunità che sembrano più difficili da raggiungere, istituzioni che rispondono più lentamente di un tempo» [7]. Questo disfacimento al rallentatore sta per accelerare trasformandosi in una caduta libera. A differenza della base agraria degli anni ’30, non abbiamo alcuna posizione di ripiego.
Conclusione: non lasciatevi ingannare dalle menzogne e preparatevi ad affrontare la realtà
I media mainstream e i loro economisti keynesiani accreditati vi stanno mentendo. Lo fanno o per profonda ignoranza, intrappolati nei loro modelli ormai superati, oppure nell’ambito di un piano deliberato volto a prevenire il panico e mantenere il controllo fino all’ultimo momento possibile. Alcuni, ne sono convinto, vedono l’imminente riduzione della popolazione come una «soluzione» alle molteplici crisi. Non aspettate che siano loro a dirvi la verità. I tempi di ripresa dal crollo energetico che si profila all’orizzonte non si misurano in trimestri, ma in anni, forse decenni.
Il tuo compito ora è smascherare le menzogne e prepararti alla realtà. Ciò significa abbracciare un’autosufficienza radicale. Inizia assicurandoti una scorta di cibo con semi autoctoni e imparando a coltivare il tuo sostentamento [8]. Decentralizza le tue finanze con denaro onesto: oro e argento fisici, che non presentano alcun rischio di controparte e non possono essere svalutati da governi in bancarotta. Costruisci una rete di comunità locale. Rifiuta le narrazioni ufficiali e cerca informazioni non censurate su piattaforme come Brighteon.social – Toba60.com o attraverso motori di ricerca come BrightAnswers.ai che non sono programmati per ignorare la realtà biofisica.
Il crollo è alle porte. Si basa su una menzogna riguardo al vero funzionamento del nostro mondo. Ma la tua sopravvivenza non deve necessariamente seguire lo stesso destino. Rifiuta la dipendenza che ti hanno inculcato. Preparati, crea legami e diventa resiliente. Nel disfacimento che sta per arrivare, quella conoscenza e quelle relazioni saranno l’unica vera ricchezza rimasta.
Mike Adams
Fonte: substack.com/@healthranger
Referenze
1) The Coming Oil Collision: Why Paper Prices Are a Dangerous Illusion. – NaturalNews.com. Mike Adams. April 15, 2026.
2) Energy and the Wealth of Nations: An Introduction to Biophysical Economics. – Charles A.S. Hall and Kent Klitgaard.
3) Insane Financial Imbalances And Social Revolution. – ZeroHedge.com. Charles Hugh Smith. December 22, 2025.
4) Warning From the Heartland: Historic Drought And Unexpected Fertilizer Shortages Could Mean Massive Crop Losses. – ActivistPost.com. April 6, 2026.
5) The Food Supply Chain Is Breaking… Again. – ZeroHedge.com. John Rubino. March 30, 2026.
6) Simulation: Extended Strait of Hormuz Closure Could Affect $1.2 Trillion in Global Trade. – NaturalNews.com. March 24, 2026.
7) Beyond Recession: Economic Collapse and the Architecture of Control. – ActivistPost.com. April 10, 2026.
8) Seeds of Survival: Securing food independence in an uncertain world. – NaturalNews.com. April 11, 2026.
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