La democrazia in azione: i trucchi sporchi dell’UE per cancellare la tua privacy
Non ho piu parole per eprimere tutto il mio disappunto dopo che sotto gli occhi della gente si sta cosumando un deliberato genocidio di matrice sociale che non è per nulla diverso da quello perpetrato a piu riprese nei secoli, si vara una normativa sulla pricacy per combattere la pedofilia dopo che oltre 3 milioni di file relativi al caso Epstein sono stati deliberatamente posti sotto silenzio per non turbare i diretti interesati piu propensi a preoccuparsi di chi i danni li subisce onde evitare accuratamente chi questi li perpetua.
Che vengano da noi, che di file pedopornografici possiamo fornirglieli su scala industriale senza scomodare con le loro leggi il Parlamento Europeo, considerato il fatto che il mercato del porno minorire di questi tempi considerata la situazione attuale (Da essi stessi gestita) verrà pure quotata in borsa da tanto che frutta ai diretti interessati (I file Epstein li nomina uno per uno) che si improvvisano di punto in bianco attraverso i loro intermediari Made in EU alla stragua di madre Teresa di Calcutta.
Sono letterelamente schifato da tanta arroganza ma la cosa che più mi riempie di rabbia è la totale indifferenza di chi pancia all’aria di crogiola sotto i sole e si defila attraverso la classica zona comfort che li porta a ripetersi come un mantra che tanto non possono fare nulla …..
mentre loro si!
toba60
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I trucchi sporchi dell’UE per cancellare la tua privacy
Il Parlamento europeo mentre una massa inerme ed addomesticata si sta godendo le vacanze, ha votato sulla questione del “controllo delle chat”, ovvero la normativa che autorizza i giganti della tecnologia a monitorare i messaggi privati, presumibilmente per contrastare una “epidemia” di materiale pedopornografico.

La normativa è stata soprannominata “chat control” dai suoi critici, a causa delle sue implicazioni in materia di privacy, in particolare per quanto riguarda le comunicazioni con crittografia end-to-end. Il Parlamento europeo è pronto a votare nuovamente questa settimana su una controversa normativa che consentirebbe alle aziende tecnologiche di analizzare le comunicazioni online alla ricerca di materiale pedopornografico.
Quel voto, che tecnicamente riguardava la proroga di una misura temporanea scaduta all’inizio di aprile, si è tenuto ieri.
La maggioranza dei deputati al Parlamento europeo ha votato “no”.
La mozione è stata comunque approvata.
Si è trattato del secondo voto su questa questione, che era stata precedentemente respinta a larga maggioranza a marzo (311 contrari, 228 favorevoli, 92 assenti). Ma chi detiene il potere è davvero determinato a far approvare questa legge, quindi questa volta ha messo in campo tutte le risorse a sua disposizione.
Here is Czech MEP Markéta Gregorová explaining the situation
La votazione è stata indetta con la “procedura d’urgenza” e alcuni sostengono che ciò costituisca una violazione del regolamento, poiché tale procedura non è generalmente consentita per questioni oggetto di una seconda o terza votazione; tuttavia, non sono riuscito a trovare questa norma nel regolamento del Parlamento europeo.
La votazione è stata indetta l’ultimo giorno prima della pausa estiva, quando molti eurodeputati erano già assenti.
La concessione della “procedura d’urgenza” comporta il superamento della fase di discussione, degli emendamenti e – cosa fondamentale – richiede una maggioranza assoluta (361 voti) contraria, altrimenti la proposta sarà approvata:
Questa “procedura d’urgenza” prescinde dalle discussioni preliminari in commissione, durante le quali verrebbero spesso presentati emendamenti, e prevede che il regolamento sia approvato a meno che una maggioranza assoluta di 361 eurodeputati non voti contro.
Il numero degli assenti ha reso praticamente impossibile la bocciatura del disegno di legge.
Il “Chat Control” resterà in vigore almeno fino ad aprile del 2028. Questa è la “democrazia” dell’Unione Europea in azione.
Kit Knightly
Fonte: off-guardian.org
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