L’identità digitale come strumento per rendere tollerabile lo spopolamento del pianeta
Se la verità fa male, potete immaginare alle falsità che si sostituiscono ogni giorno a loro. 🙁
Toba60
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L’identità digitale come strumento di mitigazione demografica
Con il pretesto di proteggere i minori dai “pericoli” che i social network rappresentano per loro, si sta sviluppando a livello globale un movimento politico molto allarmante. Si tratta di creare un’infrastruttura di identità digitale, che diventerà un requisito indispensabile per accedere a Internet, ai social network, ai servizi sanitari, alle transazioni finanziarie, ai viaggi e a una lunghissima serie di altre cose.

Sono sempre più numerosi i paesi che intendono introdurre la verifica dell’età per l’accesso a determinati contenuti su Internet e per proteggere i minori. Se questa misura dovesse essere attuata (e lo sarà, non ho il minimo dubbio), significherà doversi identificare ogni volta che utilizzeremo Internet e qualsiasi servizio già digitalizzato. Ciò, che sembra una soluzione pragmatica per proteggere i minori, creerà gradualmente un’intera infrastruttura che verrà utilizzata per uno scopo ben più perverso rispetto a quello originario: un nuovo livello di sorveglianza e controllo assoluto su tutti i nostri movimenti.
È evidente che l’identità digitale rappresenti una vera e propria minaccia alla libertà, ma ciò che preoccupa davvero è chi avrà il controllo di una tale schifezza. Ovviamente, sarà il governo.
La storia ha dimostrato, in tutti i modi possibili, che l’informazione è potere. Pertanto, l’identità digitale non è un semplice atto amministrativo, bensì una delle infrastrutture di controllo più potenti della storia e uno strumento per l’acquisizione di ogni tipo di dato a livello globale, poiché i dati rappresentano un’informazione di inestimabile valore al giorno d’oggi.
È evidente che i governi di tutto il mondo stanno collaborando strettamente con le grandi aziende tecnologiche, le quali stanno sviluppando modelli di governance digitale a livello globale e dando attuazione all’Agenda 2030 delle Nazioni Unite.
Ma l’identificazione digitale, oltre a esercitare un controllo totale su ciascuno di noi, ha uno scopo ancora più perverso e oscuro: l’eliminazione silenziosa di una parte della popolazione che non interessa più.
Da tempo sentiamo dire, dalla bocca degli “esperti”, che il nostro sistema ha i giorni contati e che prima o poi crollerà. Secondo i loro calcoli, se non si interviene per porvi rimedio, il sistema crollerà tra il 2030 e il 2040. Assicurano che ciò accadrà perché entro il 2030 tutta la generazione del “baby boom” sarà già in pensione. Ciò significa che oltre 1.000 milioni di persone in tutto il mondo percepiranno una pensione, riceveranno più assistenza sanitaria rispetto al resto della popolazione e richiederanno una grande quantità di servizi sociali. A questo punto, sostengono che non ci siano né infrastrutture né fondi sufficienti per sostenere tale spesa, e che una valanga del genere di anziani, che genera molti costi senza produrre nulla, possa travolgere il sistema.
Ovviamente, quella storia secondo cui non ci sono soldi per sostenere questa spesa è una stronzata colossale, dato che nel mondo ci sono soldi a bizzeffe (si creano dal nulla), ricchezza, mezzi, risorse e tecnologia sufficienti per mantenere la popolazione anziana che, tra l’altro, non dimentichiamo, ha già pagato a più che sufficienza la propria pensione, la propria assistenza sanitaria e i propri servizi sociali, visto che ha destinato metà di quanto ha guadagnato durante tutta la sua vita lavorativa al pagamento delle tasse.
Di fronte a tale minaccia, i padroni del mondo, e quindi del sistema, hanno elaborato un piano di mitigazione demografica silenziosa. Ovviamente, il piano non mira a eliminare le persone con un colpo di spugna ciò non avrebbe nulla di silenzioso bensì a escluderle gradualmente dalla società, accelerando così la mortalità naturale di tutti coloro che sono considerati economicamente non sostenibili. Sembra assurdo, vero? Ma in effetti lo è: ridurre il numero di persone che il sistema non può o non vuole sostenere è proprio questo.
E ora una domanda scomoda: i “vaccini” contro il Covid-19, somministrati a oltre 6.000 milioni di persone, potrebbero far parte di quel piano? Lo dico perché, a seguito della somministrazione dei vaccini, si è registrato un aumento allarmante dei cosiddetti “tumori a crescita rapida” e delle malattie cardiovascolari (esistono numerosi rapporti che lo confermano).
Temo fortemente che quel piano di contenimento demografico non sia un’iniziativa per il futuro, ma che sia già in atto. Si tratta di mettere i bastoni tra le ruote alla vita quotidiana degli anziani, ricorrendo a tecnologie che non comprendono, affinché siano loro stessi ad abbandonare e a gettare la spugna.

Gli anziani sono abituati a interagire con le persone, non con le macchine. Prima sono stati i bancomat a sostituire gli impiegati di banca. Poi sono arrivati gli acquisti online, le casse automatiche nei supermercati e gli appuntamenti medici tramite app. Ogni cambiamento presentato come progresso ha progressivamente eliminato il contatto umano e gli anziani, non riuscendo più ad adattarsi a queste “novità”, finiscono per rinunciare.
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D’altra parte, i prodotti essenziali per gli anziani hanno subito un aumento sproporzionatamente più rapido rispetto al resto. Alimenti, medicinali, assistenza sanitaria, assicurazioni, beni di prima necessità, ecc.: ogni giorno diventano sempre più inaccessibili per gli anziani che vivono con una misera pensione.
Sebbene la maggior parte delle persone non se ne renda conto, la verità è che ciò che chiamiamo progresso ha messo a punto tutta una serie di sistemi, senza alcuna alternativa possibile, affinché gli anziani si sentano disorientati e si arrendano. E ci è riuscito, perché gli anziani non sono più redditizi: se non consumano quanto quando erano giovani e non generano dati (nell’attuale modello di business, se non generi dati non interessi), il sistema non ti vuole, poiché hai smesso di essere rilevante, punto e basta.
Per quanto possa sembrare difficile da credere, ciascuno di questi cambiamenti ha un effetto collaterale probabilmente intenzionale: isolare coloro che non vogliono o non riescono ad adattarsi alla tecnologia come unico mezzo di interazione con la società.
D’altra parte, affidare le nostre vite alla tecnologia digitale è la più grande follia che l’umanità abbia mai commesso nel corso della sua storia, e ne pagherà le conseguenze a caro prezzo. La gente non si rende conto che oggi, senza Internet, nulla funzionerebbe e torneremmo all’età della pietra (metaforicamente parlando). E, ovviamente, il problema è che non sapremmo più sopravvivere nell’età della pietra.
Riassumendo. L’accesso ai servizi di base, così complicato, frustrante ed estenuante per una persona anziana, si è trasformato in un’arma silenziosa mascherata da tecnologia e progresso. E ha un obiettivo macabro: eliminare a poco a poco gli anziani, relegandoli ai margini di una società ogni giorno più stupida, crudele e disumana.
Pepe Luengo
Fonte: pepeluengo2.blogspot.com

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