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Riflessioni di un Fisico Sull’Evoluzione della Ricerca Scentifica

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Ho sempre avuto un occhio di riguardo per chi lavora nel mondo della scienza e dedicare uno spazio all’Ing. Santo Armenia, un ricercatore Italiano conosciuto in rete, e’ stato per me, oltre che gratificante, anche agevole, grazie alla sua disponibilità nel venirmi incontro per la stesura del testo.

Ing Sante Armenia

E’ con grande piacere che ho messo a conoscenza di tutti voi le sue ricerche estremamente rivoluzionarie, che gli addetti ai lavori spero abbiano modo di apprezzare, ma anche chi non ha dimestichezza con la scienza, avrà’ l’opportunità’ di fare esperienza di una persona che ha dedicato tutta la sua vita allo studio di una materia che non finisce mai di stupire e che alla luce delle nuove ricerche, pare essere ancora tutta da scoprire.

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Riflessioni storiche della fisica, da Archimede a Galilei, Newton, Einstein sino ai giorni nostri.

L’autore di questa relazione ci tiene a precisare, per onesta’ intellettuale, che i suoi studi non costituiscono assolutamente nessuna nuova teoria fisica, ma sono soltanto la dimostrazione della presenza millenaria, specialmente, degli ultimi tre secoli, di errori presenti in principi e leggi vigenti della Fisica.

Archimede

Prima Parte

La confutazione della teoria della relatività generale di Einstein.

Tale teoria di Einstein si fonda sul presupposto della vigenza del
principio di Galilei sulla caduta libera dei gravi: tutti i corpi sono
soggetti alla stessa accelerazione di gravità.

La Comunità Scientifica dimostra la vigenza di tale principio di Galilei,
dopo aver accertato l’equivalenza numerica tra la massa inerziale e la
massa gravitazionale, con l’esperienza del fisico Lorànd Eotvos, oggi
con la precisione vigente di  3 x 10^(-14)


Io dimostro la non vigenza del principio di Galilei secondo due
modalità:

1° I corpi di prova cadono separatamente uno alla volta;

2° i corpi di prova cadono in contemporanea.

1° modalità

I corpi di prova cadono separatamente uno alla volta.

Io osservo che la Comunità Scientifica, quando applica la legge di
gravità di Newton (il peso è proporzionale al prodotto delle masse dei
due corpi, terra e corpo di prova, nonché inversamente proporzionale
al quadrato della distanza tra di due corpi),
commette l’errore di
conteggiare due volte la massa del corpo di prova (una prima volta in esso stesso quando è in cielo per la caduta libera; la seconda volta
nella terra ove non è più): tale massa del copro di prova, invece,
necessariamente deve essere detratta da quella della terra, essendo
in cielo.

Nei calcoli analitici eseguiti evidenzio che tale errore, entro il campo di
precisione vigente di 3 x 10^(-14, si fa sentire quando la massa del corpo
di prova supera i 1,5 x 10^9. Kg; superato questo valore, tutti i corpi non
sono più soggetti alla stessa accelerazione di gravità.

Galileo Galilei

2° modalità

I corpi di prova cadono in contemporanea.

Premetto che questa modalità, di caduta contemporanea dei corpi di
prova, la Comunità Scientifica non l’ha per nulla presa in
considerazione
e quindi non l’ha dimostrata; eppure, invece, è proprio
questa modalità a cui Einstein si rifà nel suo esperimento mentale di
caduta libera dell’ascensore al quale è stato tranciato il cavo.
Per i calcoli analitici rimando al libro pdf.
In questa sede, è sufficiente una semplice osservazione.

A causa della mutua attrazione reciproca dei corpi di prova con la
terra, quando i due corpi non hanno la stessa massa, mancando la
simmetria, è lapalissiano che i due corpi di prova, mai e poi mai,
possono essere soggetti alla stessa accelerazione di gravità.

Avendo dimostrato la non vigenza del principio di Galilei sulla caduta
libera dei gravi, ne consegue, a cascata, anche per questa 2°
modalità, la confutazione della teoria della relatività generale di
Einstein.

Isaac Newton

Seconda Parte


La forma dei corpi solidi.

Ritengo che questo studio è una specifica scoperta scientifica, perché
questo “aspetto – fenomeno”, da Archimede ad oggi, non è mai stato
preso in considerazione
. Anzi, l’inosservanza di Newton, di
conseguenza, costituisce l’originario errore al quale nel corso dei
secoli, man mano si sono aggiunti gli altri fino ai giorni nostri, a partire
dal 20 maggio 2019, da ultimo con la nuova definizione del Kg massa.
Questo studio è di valenza storica e scientifica.

PER LA VALENZA STORICA

Proprio prescindendo dalla legge di attrazione gravitazionale
universale di Newton, fino ad oggi applicata in modo errato, con i miei
esperimenti in acqua “bilancia naturale”, io oggi ho fatto una triplice scoperta scientifica epocale:

Video “Archimede esperimenti” Digita Qui

a) il principio teorico del galleggiamento dei corpi, come riportato da
Archimede e da Stevino-Galilei, nel caso di equilibrio tra il peso del
corpo e la spinta di Archimede, è nelle loro due versioni in contrasto
reciproco, in quanto Archimede nella sua proposizione III prevede una
sola posizione di equilibrio stabile con il corpo al di sotto del pelo
libero dell’acqua,
mentre Stevino e Galilei teorizzano una sola
posizione di equilibrio indifferente a qualsiasi profondità;

b) sempre nel caso di equilibrio tra il peso del corpo e la spinta di
Archimede, una delle infinite posizioni al di sotto del pelo libero, è
posizione di equilibrio stabile
e non come erroneamente ritenuto da
Galilei – Stevino, fino ad oggi, unica posizione di equilibrio indifferente;
c) il peso del corpo varia al cambiare della sua posizione.

Per la Valenza Scientifica

Da Archimede fino a Stevino e Galilei (Newton escluso),
erroneamente, si riteneva il peso “gravezza” di un corpo costante
“immutabile”
(per ragion sufficiente o per conoscenza istintiva).
Pertanto tutti i predecessori di Newton avevano concluso che:

  • materia e gravezza (peso) dei corpi erano proporzionali;
  • la forma dei corpi non influenzava la loro gravezza.
    Dopo, Newton, in forza della sua legge di attrazione gravitazionale,
    per cui il peso dei corpi, invece, è variabile, erroneamente, ha
    continuato a confermare le conclusioni di tutti i suoi predecessori,

    ribadendo che:
    1 – peso e massa sono proporzionali;
    2 – la forma dei corpi non influenza il loro peso.

    Da Newton in poi, fino a oggi, oramai, sappiamo che il peso di un
    corpo, per essere la forza di attrazione gravitazionale della terra nei
    confronti del corpo considerato, varia al mutare della distanza del
    centro di massa
    (centro di gravità) del corpo dalla superficie terrestre o da un piano di riferimento.
    Pertanto tutti i corpi, escluso quelli di forma geometrica regolare
    (sfera; cilindro equilatero o retto; poliedri regolari, esempio il cubo), al variare della loro posizione, anche se posti sullo stesso punto della superficie terrestre o da un piano di riferimento, hanno un peso variabile: la distanza del centro di massa varia con la posizione
Albert Eistein

Questa è la mia scoperta scientifica “La forma dei corpi solidi”.
Newton, il Padre della legge di attrazione gravitazionale universale e del calcolo infinitesimale, invece, come ho già evidenziato, erroneamente ha affermato che peso e massa di un corpo sono proporzionali ed inoltre che il peso non dipende dalla forma del corpo stesso. Dopo di lui, fino a oggi, escluso me, nessuno ha riscontrato questo errore.
Anzi, circa 40 anni fa, la Comunità Scientifica ha commesso un altro
errore. Mentre prima con le bilance (a bracci uguali, digitale e
analogica) si misurava il peso dei corpi (misure, comunque, gravate
dall’errore di non considerare gli effetti della mia scoperta scientifica
“La forma dei corpi solidi”) dopo, erroneamente, ha ritenuto di
misurarne la massa.


Ed ancora, “dulcis in fundo”, mentre prima fino al 20 maggio 2019, il
Kg massa (1 Kg) era la massa del campione
(cilindro equilatero, solo
casualmente di forma regolare; prima ancora, all’inizio, ai tempi della
rivoluzione francese, 1 Kg era 1 litro d’acqua “di qualsiasi forma”) di
platino-iridio conservato a Sévres, ora dopo il 20 maggio 2019 (con la
nuova definizione), il campione di riferimento di 1 Kg può essere di
qualsiasi forma e di qualsiasi sostanza. In questo modo due campioni
di 1 Kg massa, realizzati da Istituti Abilitati, di forma diversa o di
sostanza diversa, posti su una bilancia (che non misura massa ma
peso) non daranno la stessa misura.

Nonostante il progresso tecnologico e scientifico, come millenni or
sono, ancora, si confonde e si scambia il peso del corpo con la sua
massa, commettendo errori su errori sempre più gravi.


La mia scoperta scientifica “La forma dei corpi solidi”, ancora una
volta, ha anche conseguenze per la teoria della relatività generale di
Einstein: vediamo perché
.

Per il 2° principio della dinamica, se a corpi aventi la stessa massa,
quale che sia la loro forma, applichiamo la stessa forza essi subiscono la stessa accelerazione. Pertanto concludo che la forma
dei corpi non influenza gli effetti inerziali.

Proprio per questo, ne consegue che gli effetti inerziali non sono
equivalenti a quelli gravitazionali, pertanto a cascata, in forza della
mia scoperta scientifica “La forma dei corpi solidi”, ancora una volta è
confutata la teoria della relatività generale di Einstein.

Articolo pubblicato su Concessione dell’Ing. Santo Armenia

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