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Argentina Terra Tutta da Scoprire

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L’argentina non e’ solo Calcio, ve lo dice un Tecnico Professionale che qui si e’ diplomato e che in questo paese ci viene sempre, da 18 anni a questa parte, anche per aver sposato una splendida ”Chica” del posto.

Chi decidesse di venire da queste parti, si deve totalmente dimenticare il concetto di spazio e tempo, venire a Buenos Aires per esempio e girare per la città’ significa, volendo attraversarla, percorrere una strada a 18 corsie, se intendi poi farne un giro completo, includendo anche i quartieri periferici e’ come partire da Venezia andare fino a Milano e passando per Bologna torni indietro, lo stesso discorso va fatto per girare il paese in lungo e largo, i treni dovete sapere, praticamente non esistono e se ci sono, evitate di prenderli, qualora voleste ricreare una consuetudine Europea. Considerato poi che il 80% circa di tutta la popolazione e’ concentrata nelle Grandi Citta’ vi ritroverete a dover viaggiare per ore, senza incontrare anima viva, se non quella di cavalli allo stato brado, Gauanaco e qualche isolato indigeno del luogo.

I panorami sono da mozzafiato devi solo stabilire dove andare, dalle montagne lungo la cordigliera della Ande, fino ai ghiacciai di Perito Moreno al sud, alle spiagge praticamente deserte dove lo spazio pare non aver mai fine, alla Pampa Humeda, ricca di un agricoltura, con estensioni a perdita d’occhio e’ cosa normale attraversare un estensione come il Lazio, dove si vedono immense coltivazioni di Agrumi di Soia e Grano, per non parlare degli allevamenti di bestiame che fanno da cornice a tutto il panorama.

Dovete sapere che il 51% dell’ intera popolazione e’ di origine Italiana e per capirlo, basta prendere in mano un elenco telefonico, in tutto e per tutto simile a quello Italiano, nei nomi.

L’accoglienza dei residenti, per chi visita il paese, vi lascerà’ attoniti, amano gli Italiani, li stimano e sentono profondamente le loro radici, al punto che in tutti questi anni mi sono fatto l’idea che si sentono quasi più’ italiani di noi, sono moltissimi quelli che hanno la doppia cittadinanza in questo paese.

Non e’ difficile, anzi molto probabile che viaggiando nei luoghi interni al paese e facendo conoscenza con qualcuno del luogo, vi sia impossibile alloggiare o mangiare pagando. perché’ vi verrà’ sicuramente chiesto di essere loro ospiti, un turismo di avventura sotto tutti i punti di vista.

Per approfondimenti, seguite Questa Rubrica Viaggi, tutti coloro che faranno la prenotazione da questo Magazine attraverso i Banner, avranno Gratuitamente un servizio informativo con consigli, suggerimenti, e tanto altro ancora riferito a questo meraviglioso Paese.

L’unica cosa che non potete domandare e’ chiedere informazioni sul Boca Junior, un hincha (Tifoso) del Colon Santa Fe’, come io sono, si troverebbe in serie difficoltà’, (Li Odio Apertamente) benché conosca bene il preparatore atletico della squadra, fu mio Professore agli esami di Preparazione Fisica, persona simpaticissima, di origine Italiana anche lui, naturalmente!

Il 51% di tutti i residenti in argentina tifano questa squadra, sappiatevi regolare quando parlate di calcio, qua’ e’ una cosa seria, anzi la più’ importante!

Se decidete di andare allo stadio per vedere una partita, due cose non dovete mai fare, andare dalla parte della squadra ospite, anche se e’ vuota, la vostra incolumità’ fisica non sarebbe garantita, in caso di vittoria degli ospiti e secondo, non andare in curva ultras, la partita, avrai la matematica certezza di non poterla vedere!!!

Toba60

Mail: karhums@aim.com

Video Panoramico dell’ Argentina Digita qui

Forma di governo Repubblica federale presidenziale
Superficie 2.780.400 Km²
Popolazione 42.000.000 abitanti) ab. (censimento 2010)
43.590.000 ab. (stime 2016)
Densità 15,5 ab/Km²
Capitale Buenos Aires (2.890.000 ab., 14.280.000 aggl. urb.)
Moneta Peso argentino
Indice di sviluppo umano 0,836 (40° posto)
Lingua Spagnolo (ufficiale), Italiano Lingue indigene
Speranza di vita M 74 anni, F 80 anni

Secondo Paese più esteso del Sudamerica l’Argentina occupa la parte meridionale del Continente assieme al Cile, con cui confina lungo le Ande. Il territorio è caratterizzato dall’estesa pianura della Pampa a nord e da un altopiano a sud (la Patagonia); circa il 30% della popolazione si concentra nell’area urbana di Buenos Aires, molte altre zone sono invece praticamente disabitate.

Vista l’ampiezza del Paese l’Argentina si può suddividere in 7 aree geografiche con caratteristiche differenti: il Nord-Ovest che comprende la sezione andina settentrionale ed i territori di transizione fra montagna e pianura; la Mesopotamia, area fertile umida del nord-est compresa fra i fiumi Paraná e Uruguay; il Gran Chaco, pianura subtropicale fra Ande e Paraná; il Cuyo, area pedemontana e montana delle Ande nella parte centro-occidentale della Nazione, dove si trovano alcune delle vette continentali più alte; le Sierras Pampeanas, una serie di catene montuose parallele alle Ande situate sempre nella zona centro-occidentale interna dell’Argentina; la Pampa, fertile pianura alluvionale che giunge fino all’Oceano Atlantico e corrisponde alla parte centro-orientale del Paese ed infine la Patagonia a sud, altopiano in gran parte arido, ma che presenta zone più montuose ai suoi margini.

Le montagne caratterizzano quasi tutta la parte del Paese a ridosso di Bolivia e Cile, le vette maggiori sono comprese fra i 6.000 e 7.000 metri, l’Aconcagua (6.962 m.), un centinaio di chilometri ad ovest di Mendoza, è la cima più alta del Paese e di tutto il Continente, seguono il Nevado Ojos del Salado (6.893 m.), ampio vulcano sul confine col Cile vicino al Deserto dell’Atacama ed il Monte Pissis (6.793 m.), non molto distante da quest’ultimo.

Ghiacciaio Perito Romeno

   L’Argentina è abbastanza ricca di acque nella sua parte settentrionale e centrale, dove hanno il loro tratto conclusivo alcuni dei fiumi più importanti del Continente, a partire da Paraná (4.880 Km in totale, di cui 1800 Km in Argentina) ed Uruguay (1.200 Km il tratto argentino, 1.840 Km in totale), che una volta unitisi formano il Rio de la Plata confluendo nell’Oceano Atlantico; il resto del Paese è più povero a livello idrografico oppure presenta corsi d’acqua più brevi, gli altri fiumi principali sono il Salado del Norte (1.200 Km) ed il Bermejo (1.200 Km), affluenti del Paraná, il Desaguadero (1.200 Km), fiume con una portata molto bassa ed affluente del Colorado (950 Km), che scorre fra Pampa e Patagonia.

   Nel Paese sono presenti diversi bacini lacustri, sia nella zona semi-arida del nord e nella Pampa, spesso di tipo salino o paludosi, che soprattutto in Patagonia, in gran parte di origine glaciale; il Mar Chiquita è il lago argentino più grande, è salino ed ha una superficie molto variabile a seconda delle stagioni fra 2.000 Km² e 6.000 Km²; seguono il Lago Buenos Aires (1.850 Km² in totale, 880 Km² la parte argentina), il Lago Argentino (1.466 Km²), il Lago Viedma (1.088 Km²), il Lago San Martin (1.013 Km², di cui 521 Km² in Argentina) ed il Colhué Huapi (810 Km²), tutti nella parte meridionale della Nazione.

   Lo sviluppo costiero dell’Argentina è di circa 5.500 chilometri, nella sua estremità meridionale troviamo l’Isla Grande de Tierra del Fuego (18.507 Km² la parte argentina, 47.992 Km² in totale) e l’Isola degli Stati (520 Km²), altri isolotti minori sono presenti nel Rio de la Plata.

   Il clima è in maggior parte temperato, ma il marcato sviluppo meridiano del Paese implica caratteristiche tropicali nella parte settentrionale e oceaniche fredde in Patagonia; le precipitazioni variano da zona a zona, sono più abbondanti generalmente nel nord e nelle Ande meridionali, più scarse in Patagonia e nel Cuyo, anche le temperature sono ovviamente molto variabili a seconda dell’area, a Buenos Aires si hanno di media 23-25° C nei mesi estivi e 11-13° C in quelli invernali.

Caminito

 L’Argentina è una federazione di 23 province ed una città autonoma, la capitale Buenos Aires; il tasso di urbanizzazione è del 91%, piuttosto elevato; la densità di popolamento è decisamente bassa, considerando oltretutto che provincia e distretto della capitale accolgono da soli circa il 45% degli abitanti su un’area che è del 12% dell’intero Paese, mentre diverse regioni hanno una densità di soli 2-3 abitanti per chilometro quadrato.

   La capitale Buenos Aires (2.890.000 ab., 14.280.000 aggl. urbano) è di gran lunga la città più importante del Paese ed una delle maggiori metropoli di tutta l’America, fanno parte della sua area urbana fra le altre La Plata (815.000 ab.) e Mar del Plata (620.000 ab.); superano il milione di abitanti anche Cordoba (1.330.000 ab., 1.595.000 aggl. urbano), Rosario (1.195.000 ab., 1.355.000 aggl. urbano) e Mendoza (1.010.000 ab.); San Miguel de Tucumán (549.000 ab., 920.000 aggl. urbano), Santa Fe (580.000 ab.) e Salta (570.000 ab.) gli altri centri principali.

L’Argentina è il Paese del Sudamerica con più alta percentuale di bianchi (97%), in gran parte di origine spagnola ed italiana, giunti qui in varie fasi di immigrazione, meticci, amerindi ed altri costituiscono il restante 3%, con la popolazione originaria di queste terre ridotta all’osso o completamente eliminata dai conquistatori europei a partire dal XVI secolo; buona parte degli abitanti è cattolica (71%), i protestanti sono il 15%, mentre l’11% non professa alcuna religione.

Bariloche

QUANDO ANDARE

Nell’emisfero australe le stagioni sono opposte all’emisfero boreale.

AUTUNNO

Da Ottobre a Dicembre, si anima di colori la Puna, La Pampa e le valli prendine, molto piacevole anche l’atmosfera di Buenos Aires.

INVERNO

Da Gennaio a Marzo, periodo ideale per visitare la Patagonia e la Terra del Fuoco, si può fare anche una crociera per l’Antartide.

Nel Nord le temperature molto calde rendono necessaria la siesta e tra mezzogiorno e le sei del pomeriggio non si vede nessuno per le strade ed anche i negozi, bar, ristoranti rispettano il riposo.

PRIMAVERA

Da Aprile a Giugno, ideale per il Nord dove il caldo e più sopportabile, Buenos Aires e anche il Sud dove neve e ghiaccio non sono ancora presenti.
 

ESTATE

Tra luglio e settembre, ideale per visitare le province del Nord-Est e del Nord-Ovest in quanto le piogge sono meno frequenti e la temperatura è più bassa.

Per chi si reca in Patagonia gli appassionati potranno sciare intorno a San Carlos de Bariloche,

immergersi nella bellezza dei boschi del Neuquen coperti di neve o andare con lo motoslitte ad Ushuaia.

La Peninsula Valdes  si popola di Otarie ed Elefanti Marini oltre ai simpatici pinguini.

Gelo e neve rendono impraticabile la Provincia di Santa Cruz e la Tierra del Fuego.

E’ consigliato, vista la vastità del territorio, programmare un viaggio almeno di una ventina di giorni.

Programmando bene gli spostamenti aerei e le tappe del viaggio, si può andare da Buenos Aires alle Cascate di Iguazu scendendo fino alla Terra de Fuego.

Cascate di Iguazu’

DOCUMENTI DI VIAGGIO

Passaporto in corso di validità
Non esistono restrizioni doganali per beni di uso personale ed è consentiva l’importazione di 2 litri di bevande alcoliche, 400 sigarette e 50 sigari.

Per guidare è richiesta la patente internazionale rilasciata da tutte le sedi ACI in Italia.
Per ottenere un permesso temporaneo alla guida, in caso non si avesse la patente internazionale, bisogna rivolgersi a Buenos Aires alla Direction General de Transito.




    



La pesca

Per la pesca sportiva è necessario:
– Permesso individuale rilasciato dal governo della provincia

– Non pescare un numero superiore di tre esemplari al giorno

– Rispettare le dimensioni minime delle prede

– Usare solamente canna, mulinello ed eventuali esche artificiali con ami da tre punte massimo.

Per la caccia si possono richiedere informazioni sulle norme vigenti presso i Parchi Nazionali e gli Uffici del Turismo delle province o ai numerosi club di caccia e pesca.

(Quello che e’ stabilito dal Governo in termini di legge vale …..praticamente 0, ad ogni angolo di strada ci sono venditori di canne da pesca artigianali esche e tutto il necessario, (Pescare sul rio parana’ significa farsi il pranzo e la cena in meno di mezz’ora senza passare in pescheria!

jujuy

LE REGOLE PER VIAGGIARE TRANQUILLI

La medicina continua sempre più ad occuparsi del settore turistico perché il campo dei viaggi è un fenomeno imponente da studiare e, soprattutto, in continua crescita.
È obbligo per noi dare informazioni affinché il viaggio si svolga nella più completa tranquillità senza per questo allarmare o scoraggiare il turista a visitare anche le aree più remote e, di conseguenza, più a rischio.
Evidenziamo qui di seguito alcune regole dettate dall’Organizzazione Mondiale della Sanità che possono aiutare il turista nella preparazione del viaggio:

1. informarsi bene sui luoghi meta del viaggio
2. informarsi sul proprio stato di salute
3. adeguare il viaggio al proprio stato di salute
4. procurarsi alcuni prodotti utili nelle piccole emergenze durante il viaggio
5. vaccinarsi secondo i consigli ricevuti e seguire altre pratiche di profilassi farmacologica se necessario
6. adottare misure di igiene personale, alimentare, ambientale
7. affrontare il viaggio con equilibrio, evitando gli eccessi. Non eccedere e non stressarsi con inutili tour de force: ne risentirebbe la riuscita del viaggio
8. durante il viaggio continuare a seguire le regole preventive e di profilassi senza abbassare la guardia al rientro di un viaggio effettuato in paesi considerati a rischio, eseguire i controlli clinici e diagnostici presso i centri medici specializzati. Da qualsiasi posto si rientri in situazione di malessere farsi immediatamente controllare.
9. Kit sanitario per far fronte a tutte le evenienze.
10. Analgesici o Antipiretici (tipo Aspirina);
11. Antimalarici (secondo la zona e la prescrizione del medico);
12. Antidiarroici (rixafamina);
13. Antiansia, Antistaminici (in compresse o sciroppo);
14. Pomate antinfiammatorie a base di cortisone, antimicotiche contro i funghi, antidolorifiche contro le punture degli insetti.
15. Sali reidratanti.

Inoltre per un primo soccorso si consiglia di portare:
Forbicine, lamette sterili, coltellino, rasoio, termometro, fascia a laccio emostatico (num 2) , cerotti varie dimensioni, benda orlata, garze sterili, confezione cotone piccola; acqua ossigenata e tintura di iodio, cotone emostatico, repellente cutaneo, e in viaggi particolarmente a rischio succhiaveleno, siringhe, siero antiserpente.

Sull’uso di medicinali in viaggio si ricorda:
1. Portare farmaci utili e adeguati alle zone visitate.
2. Se si utilizzano abitualmente medicine prepara una scorta adeguata per coprire il periodo di soggiorno.




    



3. Controllare le date di scadenza.
4. Mantienere il Kit protetto dagli agenti atmosferici (acqua , sbalzi di temperatura, luce forte, umidità).
5. Discutere con il tuo medico quanto e come utilizzare le medicine che si portano con se.

Non c’e bisogno di Presentazione


FESTE NAZIONALI ARGENTINE

GENNAIO
1 Gennaio – CapodannoFesta Nazionale del Chivo. Malargüe, Torneo Nazionale del calcio estivo “Copa de Oro”
Feste delle vendemmie nei dipartimenti.

FEBBRAIO
2 Febbraio
– Jujuy: Candelaria, festa religiosa con suggestiva e pittoresca processione.
2 Febbraio – Purmamarca-Jujuy, Festa della Pachamama.
Tunuyán, Festival Nazionale della Canzonetta.
Parco Generale San Martín, Americanto.
Feste delle vendemmie nei dipartimenti.
El Challao, Festività e processione della Vergine di Lourdes.
Provincia di Mendoza, Gran premio Internazionale di ciclismo Vuelta di Mendoza.
Festa Nazionale del teatro.
Piazza Italia, festival gastronomico italiano, festa in piazza.

MARZO
Date variabili – Provincia di Jujuy: Carnevale.
Momenti centrali della Festa Nazionale della Vendemmia.
Rivadavia, Sagra del Mosto.
Mendoza, nel periodo della vendemmia: corsa di cavalli  da disputarsi all’ippodromo.
Mendoza, Regata Internazionale del periodo della vendemmia.
Pigiatura dell’ Uva. Cabernet “delle regine”. Cantina Orfila Junín.
Lavalle, Sagra del melone e dell’anguria.
San Carlos, Sagra del pomodoro e della produzione.

APRILE
2 Aprile, festa del veterano e commemorazione dei caduti della guerra delle Malvinas.
Gara di corsa ad ostacoli. Club Ippico Mendoza.
Settimana della pesca sportiva in fiumi e bacini provinciali.
Capital Federal, Campionato nazionale di tiro.
Festa del canto.
Torneo internazionale di bowling.

MAGGIO
1 maggio, festa del lavoro.
25 maggio, anniversario della formazione del primo governo nazionale.

Capital Federal, Gran premio “vendemmia” dell’ automobilismo.
Capital Federal, Gran premio “Vendemmia” TC 2000.
Esposizione e Sagra del vitello di Mendoza
General Alvear, Fiera nazionale dell’allevamento del bestiame.

GIUGNO
20 giugno, festa della bandiera.
21 giugno – Ushuaia, Terra del Fuoco: Festa della notte più lunga dell’anno.

Apertura della stagione sciistica nei vari centri.
Capital Federal, Fiera dell’industria e dell’allevamento nell’area espositiva.

LUGLIO
9 luglio, festa dell’indipendenza.

Apertura della festa della Neve in diversi centri sciistici.
Capital Federal, Festa patronale di Santiago Apostolo.

AGOSTO
17 agosto, festa in onore del libertador generale Josè de San Martin
1 agosto – San Antonio de los Cobres, Salta: Fiesta de la Pachamama, festa “pagana”.

La Pachamama rappresenta la madre terra alla quale, con danze rituali, vengono fatte delle offerte per chiedere l’acqua in periodi di siccità.
Malargüe, Festa provinciale della neve.
Tunuyán, commemorazione del 17 agosto nell’area del Manzano Histórico.

SETTEMBRE
2a settimana di settembre – Salta: Fiesta del Milagro, festa religiosa durante la quale si venerano le sante immagini del signore e della Vergine del Miracolo.
Settimana dello studente e Farandola studentesca.
Incontro nazionale di scrittori. Luján de Cuyo.

OTTOBRE
12 ottobre, festa della razza (anniversario della scoperta dell’America).
Festival dei cori Cantapueblo in tutta la provincia.
Laguna del Rosario. Lavalle.
Festività della Virgen del Rosario.
Biblos. Fiera del libro a San Rafael.

NOVEMBRE
10 novembre – San Antonio de Areco, Provincia di Buenos Aires: Giorno della Tradizione.
Gran Mendoza, Festa provinciale dell’Acqua.
San Carlos, Festa Provinciale della Tradizione.
San Rafael, Festa Provinciale del Turismo.
Capital Federal, Festa Internazionale Aconcagua FIA.

DICEMBRE
Capital Federal, Incontro Nazionale di danza.
Las Heras, Luján e San Rafael, Campionati di Kayak e Rafting.

TANGO

Questa famosissima danza è nata più di un secolo fa  grazie all’incontro di varie etnie e diverse culture provenienti da tutto il mondo.

La parola “TANGO” era riferita ad un tipo di percussione usata dagli afro-americani intorno al 1820. Il ballo che, almeno in apparenza porta lo stesso nome, si diffuse sessant’anni dopo.

In origine gli strumenti musicali del Tango erano, infatti, il pianoforte, la chitarra e il flauto che, in combinazione con le diverse tradizioni musicali degli immigrati, produssero uno sviluppo della Milonga che si avvicinava al Tango, così come oggi lo conosciamo.
La musica era per gli immigrati la possibilità di dimenticarsi le difficoltà del presente e di sognare un futuro migliore.
Era molto suonato il BANDONEòN, una sorta di fisarmonica, amato dagli Italiani, ma originario della Germania.

Con l’introduzione dei particolari timbri musicali del bandoneòn il Tango venne a perdere la sua apparenza gioiosa per acquisire una sonorità più corposa e accorata che meglio andava a descrivere le emozioni che la canzone voleva esprimere.
La storia del tango continua ogni giorno nelle più piccole sale dei più sperduti villaggi così come sulle piste da ballo delle più importanti competizioni internazionali.

Balliamolo e diamoci la possibilità di essere sedotti una volta di più dal suo fascino.
Il tango è una danza per tutte le stagioni della vita e per tutti.
Ai giovani insegna come avvicinarsi alla seduzione ed alla sensualità, ai meno giovani permette di continuare a divertirsi ed amare la vita.

Il tango è un ballo basato sull’improvvisazione, caratterizzato dalla sua eleganza e passionalità.

Nel tango il passo base è il passo di una camminata e sta nella fantasia dei ballerini inventare un dialogo con il proprio partner.
La posizione di ballo è un abbraccio frontale asimmetrico in cui l’uomo con la destra cinge la schiena della propria ballerina e con la sinistra le tiene la mano, creando quindi una maggiore distanza tra la spalla sinistra dell’uomo e la destra della donna.
Poche regole semplici dettano i limiti dell’improvvisazione: l’uomo guida, la donna segue.
Fondamentalmente è l’uomo che chiede con un linguaggio puramente corporeo alla propria ballerina di spostarsi.
Il luogo dove si balla il tango argentino è chiamato “Milonga”.

Tra i grandi del Tango si annoverano cantanti e bandoneonisti.
Fra i cantanti vanno ricordati: Carlos Gardel, Roberto Goyenece (considerato il più grande cantante di tango), Susana Lago,etc.

Tra gli specialisti di bandoneon il leggendario Juan D’Arienzo, Astor Piazzolla, Annibal Troilo, Nestor Marconi, Daniel Cabrera, Dino Saluzzi, Osvaldo Pugliese ed altri.

GOLF

Da molti ritenuta erroneamente una disciplina statica, quindi adatta alle persone attempate, il golf è da considerarsi viceversa uno sport a tutti gli effetti, perfettamente personalizzabile a soggetti d’ogni età.

La sua grande componente atletica lo rende adatto ai giovani, mentre, per i suoi enormi benefici cardiovascolari, si rivela ideale anche per i giocatori più anziani.
Giocare a golf significa innanzi tutto eseguire un difficile movimento con la mazza (lo “swing”) che richiede grande coordinazione, flessibilità e forza per colpire e lanciare a grandi distanze e con la massima precisione, una piccola pallina.

Significa anche fare lunghe camminate di 4 e più ore, su meravigliosi percorsi che permettono al giocatore di riscoprire un più intimo contatto con la natura, ricevendo un benefico effetto per la salute e per la mente.
Il golf è uno sport individuale, ma spesso è giocato in compagnia. E’ quindi un’attività molto socializzante che permette di conoscere nuove persone e nuovi amici con cui coltivare rapporti interpersonali.


Scopo del gioco è lanciare, colpendola con degli attrezzi che si definiscono “mazze”,  (a seconda delle loro caratteristiche e dunque del loro impiego) e che nel linguaggio comune si chiamano bastoni, una pallina lungo il percorso erboso caratterizzato da diverse difficoltà o ostacoli fino a quando la pallina non viene spinta nella buca che si trova al termine del percorso.

Un campo da golf è composto da 18 buche di diverse lunghezze che variano tra i 50 ed i 600 metri circa l’una.
Si distinguono in “par 3” (dai 50 ai 200 metri circa), “par 4” (dai 200 ai 400 metri circa) e “par 5” (tra i 400 ed i 600 metri circa), ossia buche idealmente da completare in 3, 4 e 5 colpi.
Di solito, in un percorso di 18 buche “par 72” si trovano dieci “par 4”, quattro “par 3” e quattro “par 5” distribuiti equamente sulle prime nove e le seconde nove buche.



É da tempo che il golf è uno sport molto tradizionale in Argentina. Si tratta, inoltre, di uno degli sport con un tasso elevato di crescita negli ultimi anni.

In effetti dal 1995 al 2004 la quantità di golfisti professionali è aumentata del 50%.
Sono sorti molti campi da golf in questi ultimi anni e oggigiorno ne esistono all’incirca 280 in tutto il paese, dall’estremo nord, a Jujuy, fino all’estremo sud, ad Ushuaia.

Soltanto per avere un’idea del valore storico del golf  in Argentina, il “Campeonato Abierto Local”, nella sua 103° edizione è una delle più antiche gare nazionali al mondo.

Roberto de Vicenzo, José Jurado, Vicente Fernández, Eduardo Romero, Ángel Cabrera, Andrés Romero e José Cóceres sono soltanto alcuni dei più rinomati golfisti argentini famosi nel mondo degli sport. Di fatto sono proprio loro a spargere il seme di questo sport facendo sì che la sua importanza continui a crescere.

L’Argentina possiede campi da golf in tutte le sue regioni, ciò permette di avere una vasta scelta di panorami e attrazioni turistiche che fanno da complemento alla sua pratica.

Luoghi da non perdere e che possiedono incredibili campi da golf sono : Buenos Aires e dintorni (dove si trova la maggior parte dei campi), le principali città della Costa Atlantica, la città di Córdoba e la regione Patagonica. Al Nord, sul Litorale e nel Cuyo, le città di Salta, Tucumán, Santa Fe e Mendoza contano su  campi da golf che vale veramente la pena  visitare.


Esistono campi da golf tradizionali come ad esempio lo Jockey Club, l’Olivos Golf Club e il Hurlingham nati alla fine del secolo XIX e inizio del secolo XX, ma anche campi da golf moderni, ad esempio il Pilar Golf Club e il Buenos Aires Golf Club.

Anche sul lato litorale dell’Argentina, come a Rosario, provincia di Santa Fè, troviamo il  campo da golf del Rosario Golf Club, il più importante della regione, che offre una buona alternativa al turismo locale prevalentemente dedito alla pesca sportiva.

A Mendoza possiamo andare al  Club de Campo Mendoza e al Golf Club Andino. La regione offre la possibilità di praticare questo sport in luoghi meravigliosi circondati da paesaggi incredibili. A San Rafael, per esempio,si può trovare un’azienda vinicola con campo da golf.



Nel NordOvest nel mezzo del bellissimo paesaggio pieno di colori di Salta, a soli 5 minuti dalla città funziona un campo da golf istituito 50 anni fa, il Salta Polo Club, mentre aTucumán si possono trovare i campi tradizionali consigliati per il bellissimo paesaggio circostante:  El Siambón Country Club e Las Hortensias Golf Club, a Villa Nougués, costruiti in mezzo alle colline.

La regione di Cordoba è la zona golfistica più tradizionale, dove funzionano più di 25 campi da golf, vicino alla capitale della regione. Una bellissima zona per potersi rilassare in un paesaggio naturale di smagliante bellezza.

Nella terra patagonica la pratica del golf è una di quelle che più si sono sviluppate negli ultimi tempi.
La Patagonia si presenta con magnifici panorami per lo sviluppo di questo sport.
Alcuni impianti sono collocati in splendidi paesaggi pre-cordigliera, con nel mezzo magnifici specchi d’acqua, altri con una folta vegetazione, attorniati da boschi e con i meravigliosi prati dove è possibile alleviare lo stress.
Qui ci si può iscrivere ai club, campi da golf o luoghi destinati a questa attività, con le tradizionali 18 buche o con la possibilità di coprire il numero regolamentare effettuando un doppio percorso da 9 buche.

Nella Tierra del Fuego e ad Ushuaia, nella zona più australe del mondo, c’è un campo da golf di 9 buche.

I campi più rinomati della regione Patagonica, zeppo di parchi nazionali, si trovano nella zona nord, ad esempio vicino a San Carlos de Bariloche. I campi da golf di Llao Llao e Arelauquen offrono circuiti di ottimo livello, incorniciati da un paesaggio mozzafiato: montagne, laghi e alberi millenari. Vicino al complesso turistico Chapelco, a San Martin de los Andes, funziona il Chapelco Golf Club, il primo campo da golf del Sudamerica progettato da Jack Nicklaus e da Jack Nicklaus II.



Le Regole

Il golf è uno sport disciplinato da numerose regole, apparentemente complicate: dovendo prevedere varie situazioni di gioco (su cui influiscono morfologia dei campi, situazioni ambientali, vantaggi assegnati ai giocatori, i cosiddetti “handicap”, materiali a disposizione, tipi di competizione), le regole del golf sono aggiornate e pubblicate con cadenza quadriennale a cura di enti preposti.
L’importanza di conoscere le regole per un giocatore di golf è massima: si tratta probabilmente dell’unico sport in cui ognuno è arbitro di sé stesso, e quindi onestà e rispetto devono far parte del bagaglio di ogni golfista. Inoltre esistono procedure da seguire per non incorrere in penalità o semplicemente per sfruttare a proprio favore determinate situazioni.
Ma non è stato sempre così, anzi è molto probabile che i golfisti per almeno 300 anni abbiano giocato praticamente senza regole scritte, tanto semplice era il “loro” gioco, che si distingueva da altri di “mazze/bastoni e palle” solo per il fatto di doversi concludere con la palla infilata dentro una buca.
L’introduzione delle regole scritte portò un minimo di ordine ma di certo tali regole furono mutuate da altre tra cui con ogni probabilità vi furono quelle di un gioco Francese detto “Jeu de Mail”.
Si ritiene comunemente che il golf sia originario della Scozia da dove si è poi diffuso nelle isole britanniche e da lì nel resto del mondo, tuttavia alcuni appassionati e storici citano l’esistenza di documenti scritti la cui evidenza, incontrovertibile testimonia la pratica di un gioco chiamato “golf” in Olanda già dal 1297.
È difficile in ogni caso dirimere la diatriba che si protrae da secoli, quel che è certo è che il gioco praticato dagli Olandesi risulta ben documentato sia da editti cittadini, che concedevano terreni per percorsi di “colf”, sia da sentenze di tribunali che punirono con ammende i golfisti ante litteram che causarono danni e disturbarono la quiete arrivando a giocare entro le mura delle città.
Quest’attività atletica fece parte del programma olimpico nel 1900 e 1904.

PESCA SPORTIVA

L’attività della pesca sportiva in Argentina è in continuo sviluppo sommando varianti allo sport come ad esempio il catch and release  (pesca e restituzione), rimanendo comunque la pesca con la mosca l’attività più sviluppata in questo paese.

Nella pesca sportiva, il pescatore si cimenta in sfide appassionanti, dure a differenza da quanto avviene in altri sport, non con altri uomini,  ma con i pesci: nella maggior parte delle discipline sportive, due o più atleti si misurano in concorrenza tra loro per ottenere un risultato vittorioso sull’avversario, ma se noi escludiamo le gare di pesca dove gli equipaggi o i singoli mettono a confronto la propria preparazione tecnica, la pesca vede come avversario il pesce.  
Questo piccolo particolare viene spesso dimenticato e soprattutto i pescatori alle prime armi, vedono come proprio avversario l’equipaggio che sta pescando nelle loro vicinanze o il più accreditato pescatore del porto, che va battuto a tutti i costi per dimostrare di essere più bravi.

La pesca sportiva non si differenzia da quella professionale soltanto per l e attrezzature o per la non commercializzazione del pescato, ma si differenzia perché è uno sport (anche se non nel senso classico della parola) e così va vista e vissuta.
La pesca sportiva è una filosofia di vita che deve avere come fine un buon rapporto con il mare e soprattutto con i suoi abitanti.
Chi comincia a pescare è portato ad esercitare qualsiasi sotterfugio possibile per riuscire ad ingannare qualche pesce, qualche volta questo può contribuire ad affinare l’astuzia e la tecnica, ma qualche volta può portare ad una mentalità sbagliata che potrebbe creare un’immagine totalmente falsata della pesca sportiva.
La preparazione delle attrezzature, lo studio e le prove dei nodi, la ricerca dell’ esca più adatta, scoprire nuove secche e tutto quello che contorna una giornata di pesca, devono diventare dei rituali, che portano oltre alla ricerca della preda, a godere di una giornata di mare che potrebbe essere unica ed indimenticabile.

L’Argentina possiede oltre quaranta specie di gran valore sportivo, alcune di loro note per la combattività, la bellezza e la misura. Le specie sono distribuite in un ambito geografico molto esteso, con panorami diversi, contrastanti e di pregiato valore ecologico. Sono questi segni che qualificano l’Argentina in un vero paradiso per la pesca sportiva.

I fiumi e i laghi patagonici sono l’ambiente adeguato per la crescita di varie specie di salmonidi introdotte all’inizio del ventesimo secolo e in seguito adattate e sviluppate lungo tutta la cordigliera dal sud fino al nord di Jujuy. I fiumi che formano il bacino Parano – platense sono la culla di quelle specie più pregiate per la pesca sportiva, alcune ricercatissime come ad esempio il dorado e il surubí, il pejerrey e tararira, propie delle acque bonaerensi (Buenos Aires) ai quali si sommano le specie della costa atlantica. I monti centrali contengono importanti quantità di salmonidi attraendo la più importante concentrazione d’appassionati di pesca con la mosca di tutto il paese e, nella puna cuyana è possibile pescare trote a quattromila metri d’altezza in bellissimi paesaggi contrastanti.

Nord
Questa regione, composta dalle provincie di Jujuy, Salta, Catamarca, La Rioja, Tucuman e Santiago del Estero, presenta caratteristiche biogeografiche diverse che danno origine a bellissimi luoghi con ecosistemi contrastanti. É possibile pescare trota e dorado negli impareggiabili ruscelli a più di 4000 metri sul livello del mare, nelle valli d’alta quota, circondate di montagne con cime di 5.500 mtr. delle nevi eterne.

Cuyo

In queste regioni spiccano i fiumi Diamante, Atuel, Tunuyán, Mendoza e San Juan, dai mutevoli volumi d’acqua, per la scarsa vegetazione delimitante. In queste zone gli amanti della pesca con la mosca troveranno ben 4.000 km di fiumi e ruscelli, circondati da un panorama mozzafiato e innumerevoli specie di salmonidi. Molti di questi fiumi sono stati deviati per produrre energia elettrica e per l’agricoltura.

Córdoba

Di particolare interesse in questa regione, la laguna di Mar Chiquita è un ecosistema lentico di acque interne, il più importante del paese, con una superficie aprossimativa di 2.000 km2 sebbene, in certe occasioni possa raggiungere i 5.000 km2. Questa regione offre agli amanti della pesca l’incontro con Sperlani d’argento, cefali, pesci gatto, traíre, carpe e caracidi fra altre specie.



Patagonia

La Patagonia presenta innumerevoli laghi dalle acque trasparenti, unificati da turbinosi fiumi che, attraversando tutta la regione conformano 18 bacini con foce nella costa atlantica. Questa regione è famosa per la pregiata qualità dei suoi salmonidi introdotti all’inizio del secolo passato e sviluppati velocemente in oltre un 90% delle acque patagoniche.


Litoral

Litoral del Paraná e Río de la Plata

La rete formata dal bacino idrografico parano-platense è la terza a livello mondiale e la seconda nell’America Latina dopo l’Amazonas.

I principali fiumi sono: Iguazú, Paraná, Uruguay, Paraguay, Bermejo, Pilcomayo e Corrientes, corsi importanti di acqua che sboccano finalmente nel grande Rio de la Plata, largo 200 km nella sua foce. Molti di questi fiumi conformano enormi reti d’acqua stagnata come i pantani del nord di Formosa, i bacini d’ acqua piovana del Parana Medio ed Inferiore, nonché le paludi dell’Ibera, con 12.000 km è il sistema acquifero più esteso del paese. Questa geografia concepisce una fauna selvaggia e variata, inserita in un ambiente propizio per la sopravvivenza di ogni specie che vi abita. Molti di questi pesci si sono sviluppati fino  a raggiungere misure importanti, dal carattere combattente  tendendo a sviluppare forme adatte al proprio habitat.

Litoral maritimo

L’oceano Atlantico lambisce la vasta costa dell’Argentina, con una struttura contrastante di fenomeni geografici. Conta inoltre su di una gran piattaforma continentale di 960.000 km, prolungamento delle terre emergenti che non superano i 200 mt. Questa si allunga su tutto il litorale atlantico dalla foce del Rio de la Plata fino a Tierra del Fuego. Davanti alle coste di Buenos Aires è larga 180 km. Prolungandosi verso il sud fino alle isole Malvinas prima di scendere ad acque profonde, all’incirca 900 km dalla costa. Questa condizione naturale ha favorito lo sviluppo d’innumerevoli specie marine, ampiamente commercializzate perciò la zona è denominata La Pampa Marina. Molte di queste specie sono pregiate anche per la pesca sportiva soprattutto quelle che si trovano vicino alla costa e per questo motivo sono rintracciabili a pochi metri di profondità.


Buenos Aires


Lagune della Pampa
Le lagune della grande pianura della Pampa, situate nella maggior parte nella provincia di Buenos Aires, al sud di Santa Fe e Cordoba condividono con la regione litorale fluviale specie della ittiofauna neotropicale o brasilica, essendo il bacino del fiume Salado, territorio di una vasta quantità di specchi d’acque e considerato il  braccio fluviale più a sud del Rio de la Plata. Questa regione ha delle caratteristiche ecologiche e funzionali, nella quale si praticano particolari stili di pesca che meritano un capitolo a parte.  I fiumi di pianura sono meandrosi, e nelle epoche di pioggia provocano grandi piene alimentando enormi quantità di lagune seminate in tutta l’area pampeana nelle quali si sviluppa un gran numero di specie ittiche. TIPI DI PESCA

In Argentina si praticano diversi tipi di pesca, secondo la regione, delle specie e delle normative di ogni zona. Nelle varie regioni si sta sconsigliando fortemente la pesca con esca viva perché è considerata una pratica aggressiva. D’altra parte, alcuni ricercatori affermano la possibilità della diffusione di malattie attraverso l’uso di esca viva. Per questo motivo si consiglia l’uso d’esche artificiali. Bisogna mettere in risalto che nella Patagonia è proibita la pesca con esca viva in quasi tutto il suo territorio ed esistono forti divieti per la modalità trolling.

Pesca con la Mosca o Fly Fishing
É una tecnica che sta guadagnando sempre più fanatici per il suo carattere sportivo e il livello di difficoltà di questo sport. Diversamente da altre tecniche, la pesca con la mosca esige un maggior impegno fisico da parte del pescatore e uno studio minuzioso della zona, dei fattori climatici e di tante altre variabili fondamentali al momento di scegliere l’esca. Gli attrezzi adoperati sono ricercati ed esigono il dominio di tecniche complesse di lancio. Bisogna risaltare che la pesca con  la mosca trattasi della  la miglior opzione per la pratica del catch and release, la più consigliabile per il medioambiente.

La Pesca con il cucchiaino o Trolling
Il trolling consiste nel trascinare,ad un’apprezzabile distanza, un esca per mezzo di una barca a remi o un motoscafo. L’esca utilizzata per questa pratica è chiamata Caiman, sebbene certe volte si usino determinate classi di mosca o cucchiai per acque dolci, mentre che nel mare si utilizzano altre cose.

Spinning
È una tecnica di pesca effettuata lanciando e recuperando delle esche particolari ad una certa velocità per attrarre il pesce. In certi casi, secondo la mossa, colore e forma dell’esca si può simulare un animale ferito. Si utilizzano attrezzi leggeri: Canne flessibili provviste di reel frontale, caricati con nylon abbastanza fine da ottenere tiri precisi e a grandi distanze. PESCA AL DORADO



Dorado
Il suo nome scientifico è Salminus Maxillosus, conosciuto volgarmente come DORADO dalla maggior parte dei pescatori, a seconda della zona si può anche chiamare PIRA YU che vuol dire pesce giallo o anche MONA per i salti acrobatici che fa quando lo si pesca.

Per descriverlo si può dire che ha una stazza robusta abbastanza lungo, grande testa e bocca grande con doppia fila di denti conici. Con una pinna sul dorso circa alla metà del corpo
Il colore cambia considerevolmente a seconda che viva in acque chiare o torbide.
Può variare dal giallo brillante al giallo scuro tendente all’arancione.
Il Dorado è un pesce migratore e durante la sua vita deve percorrere grandi distanze per la riproduzione ed il compimento del suo ciclo biologico.
Già dalla nascita è un predatore nato, fin dai primi momenti di vita mangia insetti acquatici per poi passare a piccoli pesci fino ad arrivare oltre ai pesci di ogni tipo, a rane, ontre, anatre etc..
Altra sua caratteristica è che ha bisogno di molto ossigeno perciò preferisce zone di forte corrente dove trova la forza per cacciare le sue prede.
E’ un nuotatore formidabile e sa come affrontare la corrente, quando viene pescato affronta la corrente dibattendosi fino a trovare il momento buono per cambiare direzione improvvisamente mettendo in difficoltà il pescatore.
Chi decide di pescare il Dorado, deve considerare la forza e l’astuzia di questo animale e formare bene la sua squadra per poter usare più sistemi di pesca come la mosca, lo spining, il trolling etc..
Nel caso della pesca a mosca, è meglio poter contare su una squadra di 7 o 8 persone capace di catturare un’esemplare di grandi dimensioni.
Inoltre dipende molto da dove si va a pescare, in certe zone si catturaro esemplari dai 2 ai 5 Kg, in altre si possono catturare esemplari di oltre 15Kg, per questo è importante avere dei compagi forti.
Contrariamente se siamo in una zona dove i pesci sono più piccoli una squadra di 5 o sei persona non ci permetterà pescare molto.
E’ importante anche valutare come posizionare la squadra perchè il Dorado aspetta in profondità il momento migliore per attaccare in superficie,
Per la pesca a Spining la canna da utilizzare dovrebbe essere da 15libre a 20 libre con doppio filo.

Caccia


Argentina, Paradiso dei cacciatori

Il territorio Argentino rappresenta una sfida per il cacciatore, soprattutto se dilettante, per la vastità delle “pampas” e per la quantità di fauna presente.

Ma è anche un territorio dove il cacciatore Europeo riesce a familiarizzare subito.

Qui non esiste un “tetto” massimo di animali che si possano portare via, ma esiste un numero massimo di cartucce da sparare.
Si possono cacciare anitre e pernici (di diversa varietà) ed anche lepre, nella caccia grossa
il Puma, bufali ed antilopi neri.
In tutti casi la vostra caccia sarà accompagnata da nostri addetti che hanno una grande esperienza in materia.
Gli alloggi possono essere sia Hotel 4 stelle oppure case signorili di campagna, a preferenza dei nostri clienti.
Per esempio, offriamo nella provincia di Santiago dell’ Estero, alloggio in casa di campagna fino 8 persone con le stanze climatizzate, stanza da pranzo, sala relax, TV satellitare ,tavoli da ping pong, piscina.


Caccia minore – Tiro al volo


La nostra area per cacciare si trova in Santiago del Estero, nord est argentino, vero paradiso per il cacciatore sportivo, con una grande zona boschiva dove si trovano numerosissime colombe di tre specie diverse. La caccia alla colomba è permessa durante tutto il anno, e non esiste una quantità massima di uccelli da abbattere.
Altro animale da caccia piccola è la Pernice. Si caccia con l’ausilio dei cani.
In questa zona esiste: La Pernice a volo veloce, la Pernice a volo irregolare e la Frondosa copettona che pesa fino a 800 grammi e si nasconde nell’erba.
Durante la caccia della Pernice, troveremo le Lepri, che rappresentano così una gradevole alternativa da cacciare, per chiudere una giornata eccezionale.

Altra possibilità la caccia all’ Anatra nei piccoli laghi.
Esistono i Cappucini e le Goline (piccole “gole”) dal volo svelto, agile e veloce, le Anatre da granoturco.

 

Specie Tempi Quantità per cacciatore
Colombe Tutto l´anno Senza limite 
 Pernice comune 4 maggio al 18 agosto 10 per giorno
Pernice montana 4 maggio al 18 agosto 5 per giorno
Copettona 4 maggio al 18 agosto 5 per giorno

Dal 4 maggio fino 18 agosto, è stagione Invernale con temperature tra i
3 / 4 gradi sotto lo zero al mattino molto presto. Nel pomeriggio le temperature salgono anche fino a 22°
Piove di rado perché è la stagione più secca.
 



Caccia maggiore

Animali autoctoni:
 

NOME SPECIFICHE
PUMA Felino
CAPRIOLETTO In lingua “Guazuncho o corzuela”
non pesa più di 50 chili
MAIALE DEL BOSCO CON COLLANA Maiale selvaggio, con forti denti
MAIALE CON LE LABBRA Maiale selvaggio, nero
TAPIRO Roditore, di color rossastro vive in zone paludose, e pesa circa 50 Chilogrammi


Animali allogeni:

Cervo Rosso

Cervo indiano

Antilopi neri

Bufalo dell´ India

Maiale del bosco

Agnello quattro corna

Capretto selvaggio

Caccia Minore

La Martineta con le ali colorate il cui nome scientifico è Rhynchotus Rufescens, è un uccello che si trova nel sud Brasile,in Paraguay, Uruguay, Bolivia e nel nord e nel centro dell’Argentina.
Fa parte della grande famiglia Tinamidae, la testa di colore nero e le ali rosse.Se ne riconoscono quattro sottospecie, che sorprendono per la loro diversità nel colore del piumaggio.

ANATRA SELVATICA

In Argentina ci sono più di 20 specie di anatre selvatiche, la caccia è possibile per 14 di loro. A differenza di ciò che accade nel Nord del mondo, queste anatre non sono gli uccelli migratori. Vivono tutto l’anno in queste vaste zone, e si spostano a seconda delle condizioni dei corsi d’acqua e la disponibilità di cibo.



ZONE DI CACCIA

Victoria, Entre Ríos Province

Situato sul fiume Paraná, 230 miglia a nord ovest della Città di Buenos Aires, questo è uno dei luoghi preferiti per cacciatori di anatre. vegetazione naturale nelle vicine isole. Qui si possono facilmente trovare otto diversi tipi di anatre (White fronte Tree Anatre, brasiliano Teal, Rosy Fatturato Aythya ferina, Brown Pintail, bahaman Pintail, inanellati grigio verde, chiazzato Teal e Silver Teal
I cacciatori possono pernottare in ranch, a soli venti minuti dal molo.
Dove prenderanno un veloce motoscafo che li porterà nelle zone migliori per poter cacciare minimo cinque diverse specie di anatra.

PEHUAJO
BUENOS AIRES

Questa zona è a ovest di Buenos Aires, e viene raggiunto in 4 ore di macchina in confortevoli furgoni.
I più comuni tipi di anatre selvatiche qui sono: Brown Pintail, chiazzato Teal, Silver Teal, bahaman Pintail, Red Shoveler, Cinnamon Teal meridionale, Widgeon, bianco fronte Tree Duck e naturalmente la grande Rosy Fatturato Aythya ferina.

POLO

Il Polo ha trovato l’ambiente adatto nelle grandi distese di terra dei Gauchos, oggi il più antico gioco a cavallo, dove i cavalieri si disputano una palla di legno con l’aiuto di una mazza, è diventato il simbolo della borghesia Argentina.

Arrivò con gli inglesi verso la fine del XIX secolo, e si diffuse tra i proprietari terrieri, per di più di origine europea.
Il primo Club risale infatti al 1888 e viene chiamato Hurlingham Club. Ad oggi i Club di Polo sono più di 250 sparsi per il paese.
In Buenos Aires nel quartiere Palermo ci sono i terreni più famosi per la pratica del Polo le “Canchas”, con capacità di 30.000 persone in un ambiente gradevole e molto curato.

Quest’attività atletica era nel programma olimpico, la nazionale britannica ne detiene il titolo olimpico del 1908 e 1920 e la nazionale argentina detiene quello del 1924 e 1936.
Si narra che questo sport equestre sia la naturale evoluzione dell’esercitazioni che la cavalleria inglese faceva per l’addestramento al combattimento da cavallo durante le loro campagne militari, si può notare infatti, il gesto che un giocatore compie facendo ruotare la mazza dall’alto verso il basso per colpire la palla, è analogo al fendente che si vibra con una sciabola da cavalleria.


Da sempre considerato lo sport di re, principi, duchi e ufficiali, il Polo ricorda le giostre medievali e come allora i cavalieri si trovano l’uno contro l’altro mettendo a dura prova il loro equilibrio. Forza e virilità sono le doti fondamentali per partecipare a questo gioco equestre tra più antichi del mondo, a questa sfida fra cavalieri, che in sella ai loro cavalli lanciati al galoppo sfiorano addirittura i 70 chilometri orari.
Non si conosce l’anno esatto di nascita di questo sport, ma è nel 522 a.C. che questo gioco approda in India grazie al re persiano Dario. La palla utilizzata era fatta di foglie di salice e la stecca era chiamata chaugan. In seguito la palla venne fabbricata in legno, identificato con il termine tibetano pulu (palla). E’ da questa parola che deriva il nome odierno polo.
Questo sport si sviluppa successivamente in tutto l’oriente e in Cina ed è tenuto in grande considerazione, addirittura, per poter accedere alle cariche pubbliche più importanti era necessario essere abili giocatori di polo. Nel 1862, a Calcutta, fu fondato il primo circolo, tuttora in attività. Sbarca in Occidente, e più precisamente in Inghilterra, molto più tardi, nel 1869 e poi si propagherà, in Spagna, in Germania, poi, anche grazie agli equipaggi della Royal Navy, il gioco sbarca a Malta nel 1874 dove venne fondato il Malta Polo Club, in Argentina nel 1877, in Sud Africa nel 1885, e in Nuova Zelanda nel 1888. Solo nel 1924 arriverà in Italia sull’isola di Brioni (oggi appartenente alla Croazia) in cui viene fondato il primo circolo italiano.


Le Regole

La gara si disputa fra due squadre composte da quattro giocatori in sella a cavalli e muniti di mazze.
Il terreno di gioco è lungo 275 metri e largo 180 e di solito è chiuso da un recinto basso; le porte sono costituite da due pali di vimini flessibii alti 3 m: si rompono in caso di impatto con le zampe del cavallo, posti ad una distanza di 7,30 metri l’uno dall’altro, mentre la palla, di legno di salice o in plastica dura, ha un diametro compreso tra i 78 e i 90 millimetri e pesa da 120 a 135 grammi. La mazza (fatta di canna di bambù) è denominata stecca e la sua lunghezza dipende, tra l’altro, dall’altezza dei cavalli (chiamati pony nel gioco del polo), che sono molto veloci e scattanti. La coda del pony viene sempre legata durante la partita per evitare che rimanga impigliata nella mazza.
Nelle squadre ai numeri sulle maglie corrisponde una posizione in campo: il numero 1 è l’attaccante più avanzato, il 2 la seconda punta, il 3 è il regista e il 4 è il difensore.
Una partita è divisa in tempi detti chukker o chukka. La durata e il numero di chukker in una partita è variabile: a seconda dei regolamenti, un chukker dura dai 7 ai 7 minuti e mezzo, e ne vengono giocati da quattro a otto in una partita. Tra un tempo e l’altro è previsto un intervallo di 3 minuti per abbeverare i cavalli e concedergli un riposo. Gli arbitri sono tre, due scendono in campo a cavallo, e l’altro fuori su una torretta interviene solo in caso di loro disaccordo.
Nel polo non esiste il fuorigioco, ma qualsiasi giocatore tagli la strada a un altro, colpisca deliberatamente il cavallo avversario, proceda a zig-zag o impugni erroneamente la mazza, commette fallo.

San Lorenzo Santa Fe’




GLOSSARIO DEL POLO

CHUKKER (o chukka)
E’ periodo di gioco in cui viene divisa una partita. In Italia una partita ha la durata di quattro chukker: ma in alcuni Paese la durata di una partita varia da quattro a otto chukker. In Argentina invece le partite più importanti si giocano sulla distanza di otto chukker. Ogni chukker ha la durata di 7 minuti effettivi.

GROOM
E’ il personaggio chiave di ogni buon giocatore di Polo: è infatti colui che allena ed accudisce i cavalli. I più quotati sono quelli argentini.

HANDICAP
Rappresenta l’unità di misura che apprezza l’abilità di un giocatore e si valuta attraverso una scala che va da -2 a 10. Possedere un handicap 10 significa avere conseguito la perfezione in questo sport e solamente una decina di giocatori al mondo possono vantare un simile livello. La somma degli handicap dei quattro giocatori costituisce l’handicap della squadra. Qualora due squadre si incontrino in una partita ad handicap, la quadra più debole viene agevolata con alcuni goal di vantaggio, secondo i parametri di una tabella internazionale.

OPEN
E’ un torneo che nella definizione del punteggio non tiene conto delle differenze di handicap.
PENALTY
E’ la punizione conseguente ad un fallo dell’avversario. Esistono tre tipi principali di penalty: da 30, da 40 e da 60 yards. E’ inoltre previsto il penalty gola che viene comminato quando un fallo, molto pericoloso, è avvenuto nei pressi della porta; la squadra che ha subito tale fallo beneficia di un goal.

REFEREE
E’ il giudice arbitro di una partita di Polo. Egli osserva la partita da una torretta posta lateralmente rispetto al centro del campo di gara ed interviene in caso di disaccordo fra i giudici in campo; controlla inoltre l’operato dei cronometristi e segnapunti.

RIDE OFF
E’ la base della manovra difensiva; consistente nell’affiancare il giocatore che ha la palla e spingerlo lateralmente per fargli perdere il colpo e quindi l’iniziativa del gioco.

THROW-IN
Letteralmente “getta dentro”, è l’atto con cui l’arbitro fa iniziare il gioco gettando la palla in mezzo agli otto cavalieri schierati. Il throw-in viene effettuato all’inizio di ogni partita e ad ogni ripresa del gioco, dopo le interruzioni, e ogni qualvolta la palla finisca fuori dal campo di gioco.

UMPIRES
Sono i due arbitri a cavallo che seguono la sviluppo del gioco in campo gara.



TORNEI POLO MASTERS

Per l’ “Hurlingham Polo Open”, che si svolge in Argentina, vengono assegnati 140 punti ai giocatori vincitori del torneo, 70 punti ai finalisti e 50 punti ai semifinalisti.
Per il “Tortugas C.C. Open”, che si svolge in Argentina, vengono assegnati 140 punti ai giocatori vincitori del torneo, 70 punti ai finalisti e 50 punti ai semifinalisti.
Per il “Queen’s Cup”, che si svolge in Inghilterra, vengono assegnati 120 punti ai giocatori vincitori del torneo, 60 punti ai finalisti e 40 punti ai semifinalisti.
Per il “CV Whitney Cup”, che si svolge negli Stati Uniti, vengono assegnati 100 punti ai giocatori vincitori del torneo, 60 punti ai finalisti e 40 punti ai semifinalisti.
Per il “USPA Gold Cup”, che si svolge negli Stati Uniti, vengono assegnati 100 punti ai giocatori vincitori del torneo, 50 punti ai finalisti e 30 punti ai semifinalisti.
Per il “Prince of Wales Trophy”, che si svolge in Inghilterra, vengono assegnati 100 punti ai giocatori vincitori del torneo, 50 punti ai finalisti e 30 punti ai semifinalisti.


TORNEI WPT CUP

Per il “Cámara de Diputados Cup”, che si svolge in Argentina, vengono assegnati 90 punti ai giocatori vincitori del torneo, 45 punti ai finalisti e 30 punti ai semifinalisti.
Per il “Sotogrande Gold Cup”, che si svolge in Spagna, vengono assegnati 90 punti ai giocatori vincitori del torneo, 45 punti ai finalisti e 30 punti ai semifinalisti.
Per il “Pacific Coast Open”, che si svolge negli Stati Uniti, vengono assegnati 80 punti ai giocatori vincitori del torneo, 40 punti ai finalisti e 20 punti ai semifinalisti.
Per il “Jockey Club Open”, che si svolge in Argentina, vengono assegnati 70 punti ai giocatori vincitori del torneo, 35 punti ai finalisti e 20 punti ai semifinalisti.
Per il “Deauville Gold Cup”, che si svolge in Francia, vengono assegnati 70 punti ai giocatori vincitori del torneo, 35 punti ai finalisti e 20 punti ai semifinalisti.
Per il “Warwickshire Cup”, che si svolge in Inghilterra, vengono assegnati 60 punti ai giocatori vincitori del torneo, 30 punti ai finalisti e 15 punti ai semifinalisti.
Per il “Hall of Fame”, che si svolge negli Stati Uniti, vengono assegnati 60 punti ai giocatori vincitori del torneo, 30 punti ai finalisti e 15 punti ai semifinalisti.
Per il “Cartier on Snow”, che si svolge in Svizzera, vengono assegnati 60 punti ai giocatori vincitori del torneo, 30 punti ai finalisti e 15 punti ai semifinalisti.

Estancia Argentina



CHALLENGE CUP

Per il “Gold Cup (Ellerstina)”, che si svolge in Argentina, vengono assegnati 60 punti ai giocatori vincitori del torneo, 30 punti ai finalisti e 15 punti ai semifinalisti.
Per il “Gstaad Polo Open”, che si svolge in Svizzera, vengono assegnati 60 punti ai giocatori vincitori del torneo, 30 punti ai finalisti e 15 punti ai semifinalisti.
Per il “Sotogrande Silver Cup”, che si svolge in Spagna, vengono assegnati 50 punti ai giocatori vincitori del torneo, 25 punti ai finalisti e 10 ai semifinalisti.
Per l’ “Argentine Republic Cup”, che si svolge in Argentina, vengono assegnati 50 punti ai giocatori vincitori del torneo, 25 punti ai finalisti e 10 ai semifinalisti.
Per il “French Open”, che si svolge in Francia, vengono assegnati 50 punti ai giocatori vincitori del torneo, 25 punti ai finalisti e 10 ai semifinalisti.
Per l’ ”Indian Empire Shield Trophy”, che si svolge in Inghilterra, vengono assegnati 40 punti ai giocatori vincitori del torneo, 20 punti ai finalisti e 10 ai semifinalisti.
Per il “Mercedes-Benz Cup”, che si svolge negli Stati Uniti, vengono assegnati 40 punti ai giocatori vincitori del torneo, 20 punti ai finalisti e 10 ai semifinalisti.
Per il “Paris Open”, che si svolge in Francia, vengono assegnati 40 punti ai giocatori vincitori del torneo, 20 punti ai finalisti e 10 ai semifinalisti.
Per lo “Swiss Open”, che si svolge in Svizzera, vengono assegnati 40 punti ai giocatori vincitori del torneo, 20 punti ai finalisti e 10 ai semifinalisti.
Per l’ “Intern. Polo Cup S. Tropez”, che si svolge in Francia, vengono assegnati 40 punti ai giocatori vincitori del torneo, 20 punti ai finalisti e 10 ai semifinalisti.
Per l’ “Indian Open”, che si svolge in India, vengono assegnati 40 punti ai giocatori vincitori del torneo, 20 punti ai finalisti e 10 ai semifinalisti.


SNOW POLO TOUR

Per il torneo di “St. Moritz”, in Svizzera, vengono assegnati 150 punti ai giocatori vincitori del torneo, 80 punti ai finalisti e 40 ai semifinalisti.
Per l’ “Imperia Snow Polo Cup”, che si svolge in Russia, vengono assegnati 100 punti ai giocatori vincitori del torneo, 50 punti ai finalisti e 25 ai semifinalisti.
Per il “Las Leñas”, che si svolge in Argentina, vengono assegnati 100 punti ai giocatori vincitori del torneo, 50 punti ai finalisti e 25 ai semifinalisti.
Per il torneo di “Aspen”, che si svolge negli Stati Uniti, vengono assegnati 100 punti ai giocatori vincitori del torneo, 50 punti ai finalisti e 25 ai semifinalisti

ARGENTINA A CAVALLO

RAZZA CRIOLLA BOVINA

Con il termine cavallo creolo si indica  una razza equina diffusa in tutta l’America del Sud, l’America Centrale e quella del Nord, anche se in ogni paese del continente questi animali hanno sviluppato caratteristiche diverse.  Il cavallo creolo è la razza tipica argentina ed ogni anno aumenta il numero di chi li alleva, per utilizzarli nel duro lavoro dei campi o per il tempo libero.

Alcune ricerche  comprovano che nella preistoria, durante il pleistocene, esistevano cavalli autoctoni in quasi tutta l’America ed il territorio che corrisponde all’Argentina fu particolarmente ricco di questi “paleocaballos”; ma tali animali si estinsero ed  i cavalli attuali ricomparirono  nel territorio americano con l’arrivo degli europei.

Il cavallo creolo è discendente del cavallo iberico portato in America dai conquistatori spagnoli. E’ un miscuglio genetico di cavalli a sangue caldo derivante dal cavallo berbero del nord Africa, dal cavallo della Valle del Guadalquivir in Andalusia ed altri che  possiamo raggruppare nei cosiddetti cavalli da lavoro chiamati “cavallini” o “ronzini.” Già in America, alcuni di essi scapparono dalle tenute e dalle missioni religiose o furono rubati dagli indios. Liberi nelle praterie, formarono grandi branchi; esposti ad un ambiente selvaggio, la selezione naturale e l’endogamia  conferirono loro caratteristiche genetiche proprie.

Questi cavalli o baguales selvatici in seguito furono considerati “demaniali”, cioè possesso della corona spagnola, benché nella pratica fossero utilizzabili da qualunque persona abilitata, come i contadini liberi – poi chiamati gauchos – che fecero dei cavalli uno dei loro principali mezzi di sussistenza ed un simbolo di prestigio, (straccio è uno dei nomi dati al cavallo).

I cavalli creoli svolsero un ruolo fondamentale nella guerra dell’indipendenza argentina, la cavalleria nazionale fu formata in gran parte da esemplari di questa razza; una delle ragioni principali fu perché fino a quel momento l’arrivo di altre razze dall’Europa era molto ridotto.

Ma attorno al 1816 la popolarità del cavallo creolo cominciò a diminuire e la razza fu  lasciata da parte. Furono fatti incroci con razze straniere nella convizione che ciò lo avrebbe migliorato. Sembrava che questi nobili cavalli fossero condannati all’estinzione, ma comparve un gruppo di possidenti  terrieri amanti delle caratteristiche  del cavallo creolo che mantenne i suoi animali senza incroci, con i tratti acquisiti attraverso 400 anni di selezione naturale. Con Emilio Solanet in testa, si fondò l’Associazione di Allevatori di Cavalli Creoli, che recuperò la razza e si dedicò a questi cavalli versatili, economici, rustici e docili.

I suoi due esemplari più famosi, Mancia e Gatto, percorsero il Continente Americano da Buenos Aires a New York, guidati da Aimé F. Tschiffelly, battendo record di distanza ed altezza.

Nascita della razza

Il Creolo fu incrociato frequentemente con il Purosangue durante il secolo XIX, finchè gli Argentini non crearono il registro del Creolo nel 1918.

Storia

La razza risale al 1535, quando 100 riproduttori Andalusi  furono importati a Buenos Aires. La rivolta degli indios del 1540 forzò gli spagnoli ad abbandonare Buenos Aires e quasi 45 cavalli furono liberati nel bosco. Il Creolo potè vivere e riprodursi come un cavallo selvaggio e la sua popolazione raggiunse i 12,000 esemplari fino a quando Buenos Aires riprese il controllo nell’anno 1580.

Caratteristiche

La testa è eretta e solitamente con profilo concavo. Il dorso è forte e corto. La struttura ossea è solida. I piedi sono sonanti. Il crine e la coda sono folti.

Temperamento

Molto disponibile. Di temperamento docile

LA CUCINA ARGENTINA


I tratti distintivi della cucina argentina in relazione ad altri paesi dell’America latina, sono i piatti tipici della dieta mediterranea. La cucina argentina tradizionale è fondata essenzialmente sulla carne e subito dopo sulla farina di frumento. La varietà di prodotti alimentari disponibili è amplificata dai diversi influssi culturali; principalmente italiani e spagnoli.


LA STORIA

Quando Don Pedro de Mendoya arriva al Rio della Plata nel 1536 e fonda per la prima volta la citta’ di Buenos Aires, incontra solo tribù di indios nomadi che si spostano nella pampa cacciando, pescando e coltivando il mais. Gli animali autoctoni sono la vizcacha, il guanaco il nandù, le pernici, che gli indios mangiano quasi sempre crudi. Nella zona del nordest del territorio argentino vivevano invece degli indios che erano entrati in contatto con la civilizzazione incaica e avevano usi differenti, sapevano coltivare la terra, avevano imparato a costruire terrazze per la coltivazione e sistemi complessi di irrigazione, cucinavano in pentole e usavano il cucchiaio, i loro principali ingredienti erano il mais, la patata e la carne del lama.
Quando gli spagnoli introducono il loro bestiame, che si moltiplica liberamente nell’immensa pampa, gli indios della zona centrale e della Patagonia imparano rapidamente a domare i cavalli, che gli facilitano la caccia non solo dei nandù, ma anche delle vacche e delle pecore. Il cibo base della cucina argentina è la carne. Solo a partire dal secolo XX che gli immigranti europei hanno cominciato a coltivare frutta e verdura in abbondanza in “quintas” intorno alle grandi citta, con grandi difficoltà di reperimento di manodopera.

Mendoza Argentina



DOVE SI MANGIAVA
Buenos Aires che fu fondata due volte, prima 1536 e poi 1580. aveva già una taverna durante la prima formazione. Lo stesso dopo la seconda fondazione si installò definitivamente nel locale di e Vergara. Nella Buenos Aires antica c’erano molti bar, case di gioco e cioccolaterie, ma pochi ristoranti. La gente pranzava e mangiava nelle case perchè godevano di ottimo servizio; le strade non erano sicure.
I bar piu’ famosi furono il “Almacen del Rey” (Magazzino del Re), aperto nel 1769 nella Recova, il “Café de los Catalanes” (Bar dei Catalani), 1799, il “Café de Marcos” (Bar dei Marcos), 1801, a Bolivar e Alsina, famoso per le riunioni di cospiratori, rivoluzionari e patrioti, e il piu’ famoso di tutti, il “Café de la Comedia” (Bar della Commedia), del francese Raymond (da tutti chiamato Ramon) Aignasse.
Fu Aignasse il primo a dar vita ad una scuola di cucina a Buenos Aires.e sempre lui ad offrire il primo servizio catering.
Tra il 1817 e il 1841 l’hotel più importante di Buenos Aires fu l’Hotel de Faunch di fronte alla Plaza Mayor.

Las pulperias

La “pulperia” era un magazzino, una taverna, una casa da gioco, tutto in uno e in mezzo alla campagna. Chiamata anche “il club del gaucho”; era il punto di incontro dei paesani e dei viaggiatori. Ci si fermava alla pulperia per comprar tabacco, erba per il mate, zucchero, sapone, biscotti etc…e se questa si trovava vicino alla città, si poteva anche comprare pane.
Inoltre al banco, sempre protetto da una griglia di ferro, si poteva bere la caña (distillato della canna da zucchero), vino Carlon (un vino rosso portato dalla Spagna), sangria (vino Carlon con acqua e zucchero), aranciata aspra (succo d’arancia con zucchero e acqua fresca o gin).
I proprietari erano quasi sempre catalani o andalusi e più avanti italiani, e i clienti quasi sempre uomini. Le pulperias spesso erano anche la posta, la banca nonché la sala da ballo ed il campo sportivo. In Buenos Aires le più famose furono La Blanqueada ne quartiere di Belgrano, El Caballito, che diede origine al nome del quartiere, Las Tres Argollas, El Cañon, La Roldanita, La Buena Estrella.

Recoleta Cementerio



REGIONI GASTRONOMICHE
L’Argentina si divide in quattro regioni con diversa tradizione gastronomica:
la zona del nordest e’ influenzata dai guaraní. Questi indios basavano la loro alimentazione sulla manioca, la zucca, frutta come la papaya, il formaggio ed il pescato dei fiumi Paranà e Uruguay. Gli aborigeni di questa zona conoscevano le proprietà medicinali di tutte le piante della foresta.

la zona centrale e’ il regno delle pernici, dei nandú, delle vizchaca e dopo l’arrivo degli spagnoli degli arrosti. Gli spagnoli introdussero il bestiame, il grano, il bollito, le empanadas, i dolci.
Piu’ tardi arrivarono gli inglesi, i tedeschi e infine gli italiani con la pasta, la pizza e i ragu’.

la zona della Patagonia di influenza araucana, é la zona del pehuen del guanaco e dopo la colonizzazione anche del cavallo e delle pecore. Zona di frutti di mare per la sua lunga costa atlantica.
L’arrivo di tedeschi della zona di Bariloche introdusse marmellate di frutta locale e fragole. Arrivarono anche i Gesuiti che si misero a coltivare mele nella Valle del Rio Negro.



PROTAGONISTA DELLA CUCINA: LA CARNE

Bistecca churrasco o bife (tipica bistecca grossa con o senza l’osso), escalope (scaloppa rosolata con farina di frumento), milanesa (“cotoletta”), albóndigas (polpette di manzo cotto), chorizos (salsiccie grosse, solitamente a base di carne bovina o suina, si fanno arrosto e si mangiano nel panino chiamato choripán), morcillas, Longaniza.
Per l’estensione territoriale, i suoi climi, i pascoli, la qualità degli animali, i metodi di allevamento e ingrasso, l’eccellente status sanitario e lo stretto controllo della qualità di tutti i processi di conservazione fanno si che la carne argentina meriti il riconoscimento mondiale.
La produzione di carne argentina si realizza sotto sistemi di controllo estensivi dove gli animali pascolano in campi naturali e di altissima qualità. Questa forma di produzione, che si basa sul “libero allevamento” degli animali all’aria aperta, da alla carne argentina qualità riconosciute in tutto il mondo per il suo minore tenore di grassi e colesterolo.
Il suo sapore è considerato unico proprio per il fatto che gli animali vengono allevati “in campo aperto” ed alimentati esclusivamente a pascolo naturale.
Sostenuta dalla qualità dei prodotti e delle carni nasce la tradizione dell’Asado, dove ogni cuoco ha i suoi segreti e i suoi metodi di preparazione: “Asado” sinonimo di riunione, amicizia, festeggiamento, famiglia, domenica, propone diverse varianti, tra queste l’asado alla griglia o in cuoio (tipico della campagna), alla piastra o al forno (tipico cittadino); se è in cuoio occorre valutare differenti variabili, dal luogo adeguato di preparazione, come attizzare il fuoco di legna o di carbone vegetale, valutare distanzia tra la griglia e le braci ed evitare che queste producano fiamme (temperatura forte all’inizio e moderata dopo), etc.
Come accompagnamento non può mancare il “chimichurri” (deformazione della frase in inglese ‘give me the curry’), condimento fondamentale, composto da cipolla, aglio, pomodori, prezzemolo finemente tritati e mescolati con dell’olio e aceto.
Indubbiamente la Carne Bovina è il piatto forte della cucina Argentina, proveniente principalmente dalla Pampa e dal Nord. Si può dire, giustamente, che sia la migliore al mondo.
Si può cucinare in diversi modi:

Asado Churrasco



ASADO CON ACHURAS
L’asado (arrosto) è un piatto tipico argentino fatto con carne di manzo cotta alla brace.
Consiste nell’infilzare l’animale aperto e pulito su una croce di ferro e conficcarla nel terreno vicino al fuoco di legna. La carne cuocerà per molte ore mentre l’Asador taglierà le parti cotte per servirle. Per la preparazione può essere utilizzato il taglio reale da brodo, che una volta cotto alla griglia risulta molto saporito.
Tipici dell’asado sono inoltre le interiora (entrañas o achuras), le salcicce chiamate chorizos (salsiccie grosse, solitamente a base di carne bovina o suina: si fanno arrosto e si mangiano nel panino chiamato choripán) e le salciccie di sangue dette morcillas, bistecca churrasco o bife (tipica bistecca grossa con o senza l’osso), scaloppa escalope rosolata con farina di frumento, cottoleta (“milanesa”), “albóndigas” (polpette di manzo cotto), agnellino, ditto chiporro e chivito, è un arrosto “in croce” sulla brace In generale l’asado sudamericano è l’equivalente della nostra grigliata mista che può essere accompagnato da verdure e salse.
Condimento dell’asado è il chimichurri (pron. it.: “cimiciurri”), salsa fredda, è una miscela a base de olio, aceto, aglio, cipolla, peperoni, origano, basilico e limone che si applica a fine cottura empanadas (torte riempite e cotte al forno o fritatte),locro (Pietanza a base di mais o fagioli e carne, con varie preparazioni; alcune ricette risalgono al periodo coloniale spagnolo).

Asado Tipico Argentino



PARILLA
Grigliata di carne, con diversi tipi di tagli utilizzati, alcuni anche completamente sconosciuti in Europa. Si stendono sulla griglia, dopo una abbondante salatura, larghe strisce di Vacio, di Matambre ( muscoli addominali), Costilla(costine). Si aggiungono Anchura (frattaglie), Chinchulin (intestino tenue), Tripa Gorda (intestino crasso), Chorizo (salciccia) e Morcilla (salsiccia di sangue).
Nella Parilla si possono anche aggiungere Lomo (filetto), Bife de chorizo (bistecca), il Bife Ancho (sottofiletto). Sulla Parilla possiamo mettere anche una fetta di provolone da far dorare che si chiama Provoleta.
Chi si occupa della parilla è il Parillero che tradizionalmente è un uomo, a lui spetta cuocere e servire la carne. La carne può essere chiesta:
Ben Cocida –> Ben cotta
Al Punto –> Cottura Media
Jugosa –> Al sangue

PACETO
Carne stufata che spesso accompagna piatti di pasta.

CUERO
Preparazione tipica dei Gaucho, si prepara in campagna in occasioni speciali. La bestia viene pulita e riavvolta nella propria pelle e seppellita in una fossa scaldata precedentemente con braci sopra la quale viene acceso un nuovo fuoco, così la carne cuoce nel proprio grasso.

CURANTO
Carne a pezzetti, verdure e ortaggi avvolti in larghe foglie di Pangue che si mettono a cuocere in una fossa preriscaldata. Piatto di origine Cilena.

EMPANADA
Involtino di pasta cotto al forno o fritto con diversi tipi di ripieno, carne, formaggio, uova, olive, cipolla etc.

Empanada Argentina



HUNITA CRIOLLA O TAMAL
Piatto andino, cipolle e pomodori fritti ai quali si aggiungono mail, fecola sale e zucchero diluendo il tutto con latte, si cuoce fino a quando è consistente da poter essere servita.

LOCRO
Stufato di carne e pollo o salciccie con mais e cipolle.

Spaghetti, tortellini, pizza sono presenti in tutti i ristoranti del paese.


CARNE BOVINA: DENOMINAZIONE DEI DIFFERENTI TAGLI

Il nome delle carni si devono all’ubicazione nel corpo dell’animale: quelle del quarto anteriore sono più economiche, quelle del quarto posteriore sono più care.

Aguja: di grana grossa e tipo fibroso, di caratteristiche secche. Può prepararsi alla griglia, alla piastra, lessa e stufata.

Asado: saporita. Ideale da preparare alla griglia, arrosto al forno o alla piastra. Si accompagna con insalate fresche.

Bifes anchos: di grana e fibra fini, teneri e di buon sapore; da cucinare alla piastra, alla griglia, al forno o in casseruola e, snocciolato un pezzo, ideali come roast beef.

Bifes angostos: di grana e fibra fini, teneri e di buon sapore; da cucinare alla griglia o fritti in padella. Si accompagnano con verdure saltate con burro o insalate a piacere.

Bola de lomo: di tessuto fibroso e caratteristiche secche. Ideale per preparare milanesi, scaloppine, involtini e bifes alla creola.

Carnaza de cola: relativamente fibrosa, da preparare fritta o lessa.

Carnaza de paleta: di grana grossa e tipo fibroso, sugosa. Da preparare al forno, alla piastra o in casseruola, ideale per carbonada.

Cuadril: di tessuto e grana fine, sugosa. È indicata per tutti i tipi di cottura.

Falda y pecho: di tipo fibroso e grana grosso, secca. Ideale per bolliti e locros.

Lomo: di tessuto e grana fine, molto tenera e saporita. Ideale alla griglia, in casseruola ed al forno.

Peceto: tessuto e grana fine, secco. Ideale da preparare arrosto, stufato, lesso e per milanesi.

Vacío: di tipo fibroso e grana grosso, sugoso. Ideale da preparare arrosto alla griglia, al forno, ripiena o lessa.

Tango Argentino




IL MIRTILLO

I blueberries o mirtilli fanno parte della categoria denominata commercialmente BERRIES, insieme alla fragola, lampone, e mora.
Il suo frutto è una bacca di colore nero-azzurrato, di un gradevole sapore agrodolce. Ha la pelle (pericarpio) ricoperta di una caratteristica cerosità chiamata pruína, molto importante dal punto di vista commerciale, poiché proprio questa cerosità, unita allo spessore dell’epidermide, permette un trattamento post-raccolta più semplice che per altri berries, e prolunga il periodo di conservabilità.
La pianta impiega tra i 2 ed i 3 anni per dare i suoi primi frutti. Il periodo di sviluppo del frutto è di 90 giorni dalla fioritura fino a maturazione.

Come si consuma?
È un prodotto facile da consumare e preparare: non deve essere pelato, né tagliato, né privato dei semi.
Si consumano freschi, per colazione, pranzo e cena o a condimento piatti freddi e caldi, come torte, gelati, salse. Il suo consumo in Argentina incrementa di anno ad anno, coincidentemente con la tendenza verso alimenti “light”, naturali e nutritivi: una “cestilla” da 170 gr di mirtilli apporta solo 41 calorie, alto livello vitaminico (Vitamina A e C) e minerale (ricchi in Potassio, Ferro e Calcio).

Dulce de leche


DOLCI

Come dolci il più famoso è il Dulce de leche, ottenuta dalla cottura lenta di latte e zucchero assomiglia alle nostre caramelle mou.
A fine pasto può accompagnare una porzione di Flan Casero (creme caramel) o una Ensalada de Fruta ( macedonia), Dulce de Membrillo(Composta di mele cotogne )Dulce de Batata (Composta di patata dolce).

La mano de Dios

Alfajor sono biscotti di farina di mais ripieni di dulce de leche.


MATE

Infusione di erba Mate In spagnolo si chiama Mate (chimarrão in portoghese) l’infusione preparata con le foglie di erba Mate (yerba Mate spagnolo ed erva Mate in portoghese), “hierba Mate” o semplicemente “yerba”, una pianta originaria del Sud America.
Seguendo lo stesso procedimento del tè, la yerba Mate è essiccata, tagliata e sminuzzata. Tradizionalmente questa infusione si beve calda con una cannuccia di metallo (o, raramente, di canna) denominata bombilla.
Bere il “Mate”, in Argentina, non si limita al semplice atto del bere quell’infuso, ma vi è una vera e propria simbologia nazionale, di amicizia e comunione. Il nome Mate deriva da matì, che nella lingua quechua (lingua indigena) significa bicchiere o recipiente per bere. In origine era una bevanda degli indigeni Guaranì, da sempre fedele compagna del Gaucho che col tempo venne sempre più usata dalla popolazione fino a diventare la bevanda più consumata in Argentina.
E’ un infuso simile al tè, preparato con foglie e ramoscelli secchi di una pianta tropicale perenne, chiamata “Yerba mate” che cresce in zone con temperature alte e di elevata umidità. Il mate è un’importante fonte di vitamine e minerali, è uno stimolante del sistema nervoso, diuretico, digestivo e addirittura antireumatico.
I recipienti usati per bere il mate danno origine a tante varietà di artigianato nazionale. Si tratta di bicchieri di zucca, di legno o di canna rivestiti di argento o cuoio con iscrizioni intagliate e decorazioni pittoresche. Altrettanto si può dire delle cannucce con le quali si beve l’infuso, possono trovarsi d’argento, d’argento e oro, ecc. Il composto viene così collocato in un piccolo recipiente, denominato esso stesso Mate o porongo, che appunto contiene l’infusione.
La tradizione della preparazione del mate è stata appresa dai colonizzatori spagnoli e portoghesi dagli indios guaraníes. Con il passare del tempo fu adottata come bibita tradizionale dei gaucho in Argentina, Paraguay, Uruguay e Rio Grande del Sud (nel sud del Brasile) e lungo tutta la cordigliera delle Ande. Attualmente il Mate si conferma un infuso molto popolare nei paesi menzionati, soprattutto in Uruguay, dove è bevuto quotidianamente da gran parte della popolazione.



In paesi come l’Argentina, incluso nella sua capitale Buenos Aires, bere il mate è un rito quotidiano in quasi tutte le famiglie e, in alcuni casi, anche negli uffici dove è molto comune vedere professionisti lavorare davanti ai loro computer con una tazza di Mate. Bere il Mate per gli argentini è un “rituale” così diffuso come per gli italiani bere una buona tazza di caffè. In Argentina si offre Mate agli ospiti.
Il Mate lo si può bere amaro o dolce, l’aggiunta dell’acqua all’infusione è detta “cebar Mate”.

Un’altra maniera di preparare il Mate è detto Mate cocido. In questo caso la yerba mate si utilizza allo stesso modo del té e si serve in una tazza. Per questa ragione sono in vendita bustine di yerba mate simili a quelle del té. In Paraguay e nelle province del nord-est dell’Argentina si chiama tereré (parola di origine guaraní) il Mate servito in acqua fredda. A volte si aggiuge limone e si raffredda con cubetti di ghiaccio. Sulle Ande è noto per gli effetti benefici contro il soroche, il mal di montagna.

L’erba Mate rappresenta un’ottima tisana depurativa, rilassante ed antiossidante. Per quanto riguarda la birra la produzione è nazionale e come prodotti si ha la Quilmes o la Cristal. Ottimi prodotti nelle provincie di Mendoza, San Juan e La Rioja per quanto riguarda i vini.


I CLASSICI

DOLCE DI LATTE
Se non esistesse, molti dei dolci argentini non verrebbe preparato.
Tutti gli argentini che viaggiano se lo portano in valigia, dopo un po’ se ne sente la mancanza. Gli stranieri subito non lo comprendono, perché troppo dolce, ma anche loro dopo non riescono più a farne a meno.
Le sue origini non hanno dati certi, ma sono una sorta di leggenda.
Si dice che nell’anno 1829, Juan Manuel si trovava a Cañuelas, Provincia di Buenos Aires, quando ricevette la visita del Generale Juan Lavalle, che non era precisamente un suo amico.
Rosas era uscito dall’accampamento, e Lavalle, molto stanco, si mise a riposare nella cuccetta di Rosas, e si addomentò. All’inserviente che stava preparando la “lechada” (latte e zucchero per il mate), non piacque per nulla che l’avversario del suo padrone si allungasse nel suo letto. Uscì correndo per avvisare e dimenticò il latte sul fuoco, che continuò a cuocere lentamente sulle braci. Quando Rosas tornò, lasciò dormire Lavalle e l’inserviente tornò in cucina. La sua lechada era diventata marrone, ma era buonissima. Era nato il dolce di latte. Questo accadde il 17 luglio 1829.


MAZAMORRA CON LATTE
La mazamorra è il dolce rurale che si è imposto molto rapidamente in tutto il paese. A Buenos Aires era venduta dai neri liberati dalla schiavitù nei baracconi della Recova in Plaza Mayor. Si dice che erano loro ad avere la mazamorra migliore perchè la trasportavano a cavallo per venderla, e durante il tragitto si agitava nei contenitori e diventava piu’ buona. Si usava inoltre prepararla in candeggina e mescolarla con un bastoncino di pianta da fichi. Nel nord, a Corrientes e a Misiones la chiamano caguiyi e a Santiago del Estero api. BIZCOCHOS DE GRASA Sono i biscottini che accompagnano tradizionalmente il mate.


LA CARBONADA
La carbonada è uno stufato di carne con zucca, cipolla , pomodoro, mais, patate. Si possono anche aggiungere pesche, pere e frutta secca


CHIMICHURRI
Il chimichurri è la salsa per eccellenza dell’arrosto, e si fa con aglio, prezzemolo, aceto e salamoia.

Puma Argentino


FORMAGGI

I migliori formaggi argentini
Goya: formaggio di pasta semidura, originario della provincia di Corrientes, di sapore piccante e leggermente salato, che si usa grattuggiato.
Chubut, Huemul e Mar del Pata: sono di pasta semidura, salati e molto simili ai formaggi olandesi. Il Huemul è uno dei migliori formaggi argentini.
Tafí: tipo Cantal, pasta dura, matura ai piedi delle colline Calchaquies nella provincia di Tucúman.
A Tafì si dice che questo formaggio si fa con il latte profumato con l’erba della regione.
Cafayate: formaggio a pasta semidura di ottimo sapore, originario della provincia di Salta.
Atuel: formaggio per dessert, tipo Port Salut.
Tandil: formaggio di pasta spessa.
Salteño: formaggio condito con ajì ( peperoncino giallo).
Quesillo: formaggio di capra che accompagna l’arrope (sciroppo ottenuto dalla riduzione di mosto d’uva) a pasta elastica.
Provoleta: Provolone grigliato che si mangia con l’arrosto dopo averlo coperto con olio di oliva e averlo spolverato con pepe e origano, si fa arrostire per qualche secondo da entrambi i lati.

Obelisco Buenos Aires


EMPANADAS

Dopo l’arrosto, le empanadas sono sicuramente il piatto più tipico dell’Argentina, menù obbligatorio di tutte le feste. La ricetta delle empanadas venne della Spagna, portata dagli andalusi che furono in contatto con gli arabi per tanti secoli. L’uso di mettere del ripieno dentro al pane o a una pasta simile e’ comune a molte culture, ma in Argentina e’ diventato un piatto con propria cittadinanza. Ogni provincia ha la sua ricetta , si puo’ anche dire che ogni famiglia ha un sua ricetta segreta che si tramanda di madre in figlia.
Le empanadas del nordest hanno sempre delle patate nel ripieno (a Jujuy addirittura ci aggiungono i piselli), e nella zona dove si produce vino ci mettono uvetta passa, nelle regioni di fiume hanno olive, quelle di Tucuman sono piu’ piccole e possono essere di gallina bollita in brodo con molte verdure, quelle di Catamarca sono piccanti e quelle di Cordoba piu’ dolciastre e grandi, quelle di San Juan sono molto condite e quelle di Mendoza hanno piu’ cipolla che carne. In Patagonia, dove le cipolle arrivarono molto piu’ tardi, si fanno con carne di maiale, di lepre o con gamberi, a Corrientes e Santiago si possono mangiare anche con carne di vizcacha (animale simile alla lepre).
Nel nordest la farina della pasta si mescola normalmente con farina di manioca.

Consigli per una empanada perfetta:
– quando si prepara la pasta e si aggiunge il grasso sciolto tiepido alla farina,la pasta va lavorata rapidamente fino a formare una palla e lasciarla riposare coprendola con un panno;
– il ripieno preparato precedentemente deve essere freddo quando si riempie la pasta per far rimanere le empanadas più sugose;
– più cipolla si aggiunge più rimangono umide. Le uova sode e le olive devono essere aggiunte al ripieno solo quando è freddo, per evitare che si sfaldino;
– una volta preparate e prima di metterle al forno, coprirle con un panno fino a che giungano gli invitati; la empanada migliore è quella che si mangia appena fatta;
– spennellatele con uovo sbattuto prima di metterle al forno in una teglia imburrata perchè non attacchino;
– il forno deve essere molto caldo.


EMPANADAS DOLCI
Per il ripieno di queste empanadas si usano mela sbucciata e grattugiata con un po’ di zucchero, cannella in polvere e uvette bagnate nel rum.


VINI

“El vino, de todas las bebidas la más amable,
ya se deba a Noé que plantó la viña, ya a
Baco que exprimió el jugo de la uva, data
desde la infancia del mundo.”


Brillat Savarin
(nel suo libro “Fisiología del gusto”)


Dall’estensione della regione vinicola dei grandi fiumi delle province di San Juan e Mendoza, bagnati dalle acque del disgelo estivo dalla vicina Cordigliera delle Ande, si produco vini di rinomato corpo. La produzione di vini da uve, Cabernet, Malbec, Semillòn e Lambrusco, importate nel 1885 dagl’immigrati francesi ed italiani constano oggi a più di 320 mila ettari di estensione. Tra i vini rossi prodotti con successo ritroviamo essenze di Merlot, Malbec (Bordeaux), Barbera, Bonarda, Pinot Noir della Borgogna e la Syrah, tra i bianchi il Pinot Blanc, Chardonnay della Borgogna, Chenin della Loira, Sauvignon e Semillòn di Bordeaux. Eccellente è la produzione di rossi plurivitigno, come il classico Cabernet-Sauvignon con il Malbec e il monovitigno tipo Borgogna, tuttavia la tendenza attuale si orienta verso la produzione di vini monovarietali.
I vini argentini sono caratterizzati da una maggiore gradazione alcolica ed una minore acidità rispetto a quelli europei, l’Argentina in quanto produttore vinicolo è preceduta solo da Italia, Francia e Spagna. Chi apprezza la buona tavola non può non accompagnarla con un buon vino: questi due elementi rappresentano il matrimonio perfetto della gastronomia.
Scegliere il vino appropriato per ogni piatto è un compito difficile, anch per i grandi conoscitori del vino: vi è quantità enorme di libri che dettano regole al riguardo, ma queste, spesso, si contraddicono le une con le altre; benché oggi tutte questi norme si seguono con minor rigore, è importante seguire qualche criterio di selezione.


La regola classica consiglia che con le carni bianche ed il pesce si abbinano i vini bianchi e con le carni rosse e le pietanze ricche e sostanziose, i vini rossi: ciò che attualmente è il pensiero comune, è che debbano integrarsi sapori con i colori, e cioè, che nessun sapore, del vino o del cibo, deve coprire l’altro. Sapori delicati devono essere accompagnati da un vino di uguali caratteristiche e così equilibrare l’incontro: nessuno compete ed i due sapori risaltano allo stesso modo.



L’ORDINE DEI VINI
Una regola generale stabilisce che a tavola si servano:
• Vini secchi prima dei dolci.
• Vini bianchi prima dei vini rossi.
• Vini leggeri prima di quelli di corpo.
• I vini secondo i cibi
• Vini bianchi per i piatti freddi, antipasti caldi con pesce, gallina o altri uccelli in salse chiare.
• Vini rossi per la portata principale di carne rossa o bianca con salse scure.
• Per il dolce è possibile servire spumante, champagne o servire vino liquoroso tipo marsala.
• I vini bianchi devono essere portati al tavolo dentro in ghiaccio affinché conservino il freddo.
• Non stappare il vino fino al momento in cui viene servito.
• Raffreddare i vini bianchi, molto se sono regolari, poco se hanno profumo o bouquet intenso.
• I vini che serviti chambré (temperatura ambiente) devono essere stappati per lo meno un’ora prima di berli.

Mantenerli nello stesso posto nel quale saranno serviti.


DESCRIZIONE GENERALE VINI ARGENTINI

ROSSI
Tipo Borgogna: sono i più densi e di maggiore corpo. La sua bottiglia è riconoscibile perché non ha spalle. Si accompagnano a carni rosse, cacciagione (pernici, lepri) e stufati di carne.
Bordeaux: anche chiamati vini rosati. Sono più leggeri e si presentano in bottiglie di collo corto e con spalle. Si adeguano perfettamente a volatili, frattaglie, stufati leggeri e verdure in salsa.
Italiano: il loro caratteristico sapore, intenso e aromatico, li rende ideali per accompagnare paste, formaggi e stufati.

Asado Argentino

BIANCHI
Più leggeri dei vini rossi e, pertanto, si servono con cibi più leggeri: insaccati, pesce, frutti di mare. Sono suddivisi in:
Chablis: vengono imbottigliati in bottiglie senza spalle né collo.
Bordeaux: si denominano Sauternes e la bottiglia ha collo alto e senza spalle.
Reno e Mosela: sono di sapore leggero e secco. Si imbottigliano in bottiglie alte e di colore verde.
Champagne: si consuma con cibi importanti e finezze come caviale e salmone. Le tipologie vanno dai più secchi Extra brut, Brut, Extra sec, Sec, Demisec, fino al Dolce. Quest’ ultimo è servito con i dolci, ma puo’ essere abbinato anche a piatti di portata.
Malaga e Moscatos: per accompagnare dolci, pandispagna e pasticceria.

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