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Cannabis: Se Legalizzata Big Pharma Perde 4 Miliardi di Dollari L’Anno

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Ci sono sermpe opinioni e idee molto controverse sull’ uso della Cannabis, e’ normale tutto questo, ci sono sempre delle speculazioni sulla questione, che spesso porta a confondere le idee di chi cerca di capire meglio le cose.

Pensiamo per esempio al 5G, qualora non ve ne siate accorti, verificate ogni tanto che tipo di connessione avete e a cadenza periodica, avrete modo di vedere che a tratti appare la dicitura 5G, tutto questo e’ rendere operativo un qualcosa che e’ accertato in via definitiva, come un fattore ad alto rischio cancerogeno, (Come se le frequenze legali al momento, non fossero immuni dalle stesse problematiche) in ambito legislativo nessuno si e’ posto il problema, ne’ tantomeno l’opinione pubblica ha mai fatto valere una qualche forma di protesta sulla questione, presa come e’, dalle mille manifestazioni sui diritti Gay delle Lesbiche o dei valori Gender, nel frattempo tra l’indifferenza generale della popolazione, 1000 nuovi casi di Cancro si verificano ogni giorno nella sola Italia.

Mi ha rubato l’attenzione, quando in una fase molto critica della politica Italiana, il ministro dell’ interno Matteo Salvini ha preso posizione sulla questione Cannabis, ritenendola pericolosa per la salute, e’ come se in prossimita di una guerra mondiale le due superpotenze contrastanti si ponessero il problema di come la gente dei rispettivi paesi si deve comportare prima di Tirare il Water di Casa.

Non voglio entrare nello specifico, lascio a voi ogni considerazione, e traete le vostre conslusioni, al termine di qusto resoconto ben fatto, da parte della Redazione di Cannabisterapeutica.

Toba60

Se la cannabis terapeutica fosse legalizzata in tutti gli Stati Uniti (ad oggi lo è in 29 su 50 Stati più il distretto federale di Washington D.C.)

per condizioni come il dolore cronico, l’ansia e le crisi epilettiche, potrebbe togliere più di 4 miliardi di dollari l’anno all’industria farmaceutica americana.
La stima arriva da uno studio pubblicato nel maggio 2017 da New Frontier Data, fornitore di dati ed analisi alle imprese del cannabis business americano. “Ogni possibilità di alternative che potrebbero portare a ridurre l’uso di farmaci potrebbe rappresentare un punto di discussione convincente da un punto di vista pubblico”, ha dichiarato John Kagia, vice presidente esecutivo del settore analisi per l’azienda.

La base del lavoro di analisi è uno studio del 2016 dell’Università della Georgia che ha tracciato la spesa medica negli stati che legalizzavano la cannabis dal punto di vista medico. Secondo studi precedenti, dal 2010 al 2013 le prescrizioni sono diminuite per i farmaci in cui la cannabis medica potrebbe essere un’alternativa, con un risparmio annuo pari a 165,2 milioni di dollari solo per il 2013. Un rapporto di follow-updegli stessi ricercatori ha dimostrato che se la cannabis medica fosse legale a livello nazionale, i contribuenti potrebbero risparmiare 1,1 miliardi di dollari ogni anno sulle prescrizioni.

Kagia ha estrapolato la ricerca applicando il declino medio delle prescrizioni dell’11% alla spesa farmaceutica annuale per le più comuni condizioni per le quali viene prescritta la cannabis. Sono arrivati alle nove condizioni seguenti per esaminare nel loro studio: dolore cronico, disturbo da stress post-traumatico, disturbi del sonno, ansia, epilessia, dolore neuropatico, nausea e vomito indotta da chemioterapia, sindrome di Tourette e glaucoma.

New Frontier ha poi riesaminato i rapporti di ricerca di mercato per ogni condizione e ha calcolato la spesa farmaceutica entro il 2019, calcolando i costi totali che sono passati da 40 miliardi di dollari nel 2016 a più di 44 miliardi di dollari nel 2019. Stando all’ipotesi che la cannabis potrebbe sostituire l’11% del totale delle prescrizioni, il valore sarebbe di 18,5 miliardi di dollari: 4,41 miliardi di dollari nel 2016, 4,55 miliardi nel 2017, 4,7 miliardi nel 2018 e 4,86 miliardi nel 2019, secondo New Frontier.

Sembrano cifre enormi, ma è solo una parte del mercato farmaceutico statunitense, con una spesa per farmaci prescritta di 425 miliardi di dollari nel 2015. Ma per alcune aziende, che si occupano di alcune terapie, l’effetto potrebbe essere più pronunciato.

New Frontier fa l’esempio di Pfizer Inc, che ha farmaci per condizioni come ansia, epilessia, glaucoma, depressione e crisi epilettiche. Pfizer, con sede a New York, che ha venduto 52,8 miliardi di dollari di farmaci nel 2016, potrebbe subire perdite per mezzo miliardo di dollari l’anno, secondo le stime di New Frontier.

“È ragionevole supporre che la marijuana medica abbia un effetto sulle vendite farmaceutiche, ma la stima precisa è difficile da immaginare”, ha affermato Robert Mikos, professore di diritto presso la Vanderbilt University Law School commentando lo studio su The Cannabist, sottolineando che: “Penso che ci siano aziende farmaceutiche preoccupate per l’impatto che la cannabis potrebbe avere sulle loro vendite”.

Dall’altra parte iniziano ad esserci anche le prime aziende farmaceutiche che iniziano a fare ricerca e finanziare studi con derivati della cannabis. La matematica di New Frontier potrebbe aver sbagliato qualche calcolo, ma ha evidenziato una tendenza che diventerà realtà negli anni a venire. “Se i dati sono accurati – ha concluso Mikos – suggeriscono che c’è una parte significativa della popolazione che potrebbe beneficiare della legalizzazione della cannabis medica”.

Redazione di cannabisterapeutica.info

Fonte: https://veritaglobale.altervista.org

Cannabis
Proprietà terapeutiche e altri utilizzi

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