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Come finirà il M5S

Conosciamo la storia recente, ma, riassumendo, veniamo da un ventennio di Sogno Europeo™, di cui molti hanno compreso le finalità principali:
1) creare un unico potere centrale nelle mani del grande capitale, e 2) suicidare¹ la cultura europea.
Quelli che hanno capito la direzione hanno anche capito chi ne sono i pusher locali, cioè il PD sopra a tutti, insieme a tutta la galassia di sinistri e, dopo la sua fine politica con il golpe del 2011, Berlusconi. La disperazione è un’ottima base per tentare il rimedio estremo, e in questa situazione il M5S si era posto come forza di rottura che poteva rappresentare l’estrema speranza, così un elettorato molto eterogeneo è confluito verso il moVimento.

Giunto ad essere primo partito, il M5S, composto da persone che nulla avevano a che fare con la politica, si è scontrato con lo Stato preesistente, nella forma di strutture consolidate, leggi, meccanismi, accordi, burocrazia (il deep State), la rete di interessi, legami ed equilibri tra gruppi di pressione, e chi più ne ha ne metta: la scena è stata un po’ come vedere la gita della sQuola che si scontra con la jungla, armata solo di temperini e penne a sfera.

l loro cavallo di battaglia, il reddito di cittadinanza, cioè soldi a pioggia – che è sempre un efficace richiamo per le crocette dei QI sotto 85 – ad oggi ha un paio di grossi problemi:

1) si è visto che non è proprio che ti piovono soldi addosso dallo Stato solo perché sei bello; ma soprattutto

2) è cosa fatta.

Su tutto il resto non c’è un bel niente che si possa cambiare dalla sera alla mattina.
Risultato: da che erano il primo partito si ritrovano dimezzati; fare qualcosa è molto più complicato del previsto, anche perché loro stessi non sanno esattamente che cosa fare. Intanto, però, con una base elettorale così disomogenea, qualsiasi parola o azione fa saltare una parte dell’elettorato, per cui, andando a casaccio abbastanza a lungo, lo si perde integralmente.
Stimo – e potrò sbagliare – che l’elettorato che ancora gli rimane sia composto da coloro che ancora sperano di vedersi piovere soldi addosso aggratis, e a cui per il resto non interessa niente di niente. Un bel tesoretto di voti che però, a questo punto, non serve a un fico secco.
Che fare ora?

Ciò che temo – e qui, quindi, esprimo la mia profezia, che poi verificheremo – è che:
1) questi nuovi onorevoli, che non avevano mai visto prima né lavoro né stipendio, si toglieranno il problema del limite dei 2 mandati, così da poter fare carriera politica;
2) essendo gente senza idee né progetti, faranno ciò che fanno quelli senza idee né progetti, come l’ex-PCI dopo la caduta del Muro: si venderanno al miglior offerente.
E il miglior offerente sul mercato è lo stesso che controlla il PD, e che avrà già da tempo calcolato che PD + M5S = 40% dell’elettorato, cioè ce n’è abbastanza per rimettere le mani sul potere in Italia e finire di succhiare tutto lasciando solo la buccia, come con la Grecia.

Naturalmente, nel corso di questo processo, i voti al M5S andranno ancora a calare – anche perché, insieme al PD al servizio dei potentati stranieri, il reddito di sonnolenza sarà annientato – e stimo che saranno del tutto scomparsi entro qualche anno, ma non voglio spingermi troppo avanti perché diventa troppo facile supporre che ci saranno colpi di scena ora imprevedibili e altri eventi al contorno.

Solo una cosa sono curioso di vedere, in uscita da tutto ciò che già abbiamo visto e vedremo: reggerà il cuore del buon Beppe?

Fonte: http://laformadelgregge.blogspot.com/

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