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Gustavo Rol e l’onestà intellettuale per un Giudizio su di Lui

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Ho sempre avuto una grande ammirazione per Gustavo Rol e’ un personaggio che si presta a mille conflitti di sorta in quanto si scontra con le due principali concezioni della vita, spirito e materia.

Inutile girarci attorno, chi lo ammira, odia dal profondo del suo cuore chi non lo considera come un medium trascendente e viceversa.

E’ sufficiente entrare dentro un social legato a lui e menzionarlo come un prestigiatore per scatenare il finimondo, io stesso per aver una volta essere stato frainteso sulla questione, ho dovuto rassegnarmi all’idea di non poter esprimere la mia opinione, senza che mi sia stato prenotato per conto terzi, un posto li dove non batte il sole, a due metri di profondità’.

E’ bene pero’ lasciar perdere le frivole questioni terrene e considerare le cose in un ottica che esula dalle inflazionate biografie che hanno sempre una voce di parte su ogni questione e che già di per se non hanno alcun valore oggettivo di fronte ad un fenomeno che affonda le sue radici agli albori dell’umanità’ senziente.

Già i testi Veda e la concezione Buddista della vita, aveva un chiaro orientamento su tutto ciò’ che Gustavo Rol nella sua semplicità’ aveva espresso attraverso il suo pensiero e le sue azioni.

Egli ha reificato la fantasia con la realtà’ e l’ha trasformata, i principi sono gli stessi della magia, solo che l’immagine di lui che si e’ venuta a creare attraverso le testimonianze degli amici, non ha nulla a che vedere con questo.

Se sia vero o falso non sta a me giudicare, non ne ho la facoltà’ e nessuno in questo ambito lo potrà’ mai fare.

Tutti danno per scontato che Gesù moltiplicò i pani, e’ scritto nelle scritture e se uno crede nella Bibbia non c’è verso di fargli cambiare idea, cosi e’, e cosi sarà’ per sempre nei secoli dei secoli a venire.

Rol passava attraverso i muri, bene, chi lo ha visto e’ alla stregua di chi ha osservato una miriade di canarini che fuoriescono dal cilindro di un prestigiatore, entrambi i presenti possono chiaramente testimoniare dell’evento e nessuno può’ essere tacciato di essere falso.

Il problema e’ come ciò’ può’ essere avvenuto e da li subentra la questione su cosa può’ aver inciso sull’evento, la magia terrena o un qualcosa che si pone al di fuori della realtà oggettiva?

Rimane una questione in sospeso, ed e’ il principio dello spirito e della materia e qui entrano in gioco molte variabili e nessuna di queste ha i titoli per rivendicare il diritto di essere assoluta, in un ottica come quella che lega la percezione fisica da quella trascendente.

E’ una linea di demarcazione che non lascia spazio a considerazioni razionali legate alla concezione della vita’ cosi come la interpretiamo comunemente tutti i giorni.

Paramahansa Yogananda per esempio era lo specchio di Rol in tutto quello che ha fatto, solo che mentre il primo lo ha manifestato in chiave mistica religiosa, il secondo attraverso un ben diverso approccio legato alle sue origini socio culturali.

La differenza e’ che mentre lo Yogi indiano era manifesto, il secondo no, tutto era concentrato in gran parte attraverso una ristretta cerchia di persone e da qui il logico rifiuto da parte di gran parte degli scettici a riguardo

In un mondo materiale Rol interagiva con persone che dalla realtà attingeva per ogni suo giudizio.

Yogananda invece si e’ sempre rivolto a persone alla ricerca di un qualcosa che trascende il mondo fisico e da qui l’impatto sulle persone e’ stato diverso, in quanto ognuno era parte ed essenza dello spirito che Rol chiamava intelligente.

Paramahansa Yogananda

Per far tesoro del suo insegnamento si rende necessario un distacco totale da quello che egli ha rappresentato e l immagine che se è dato e far proprio l’insegnamento recondito dato dal concetto di vita, spirito e materia, che in ambito scientifico e’ espresso attraverso i principi della fisica quantistica.

Smitizzare il ruolo dato a Rol e’ il primo passo per una sua conoscenza, ma prima ancora si rende necessario un approccio diverso su tutto quello che lui ha manifestato ………..

altrimenti si continuerà a dire che ha fatto uscire un Coniglio dal Cilindro e questo non lo rende un soggetto particolarmente interessante.

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Chiusura e credulità

La chiusura mentale scettica è difficile da scardinare almeno quanto false credenze, convinzioni e retaggi comuni. Sentirsi in dovere di provare con religiosa presunzione che nulla esiste al di fuori della propria comprensione, non è di fatto meno ottuso del manifestare altre tendenze intransigenti e faziose. lo scettico patologico pensa principalmente ad impostare un’antitesi partendo dal presupposto che tutto si compia esclusivamente entro i confini della conoscenza, non considerando che quest’ultima è in costante espansione. D’altra parte, la realtà è noiosa e la magia dà un certo brio, per tanto, colti dal fascino dei fenomeni paranormali, per molti è facile colorare aneddoti ed episodi, più o meno consapevolmente, credere ad ogni vicenda bizzarra e nutrirsi di materiale spazzatura, attinto senza criterio dal mondo della parapsicologia e dell’esoterismo. Due mondi a confronto quindi, uno severo, cinico e pragmatico e un’altro magico, aperto al mondo, ma sprovveduto. Tali estremità esistono ma non comunicano, e ciò che lasciano, se pur con discreto esito mediatico, ha poco valore.

Gustavo Rol, perchè sospendere il giudizio sul grande medium

Prendendo ad esempio uno dei più grandi medium del ‘900, Gustavo Rol, pare che l’argomento abbia suscitato grande interesse soprattutto per il mondo scettico, impegnato a sgretolarne la figura in ogni occasione, dando spesso l’impressione che Rol rappresenti più un’idiosincrasia, che un argomento di sana discussione. Orde di prestigiatori e mentalisti, spesso a digiuno di vere letture sull’argomento, affrontano il tema in modo superficiale, come se bastasse una diceria decontestualizzata, per farsi un’opinione sul medium torinese, o peggio riportare a proprio modo storie e aneddoti, alimentando il diffondersi di falsi storici, credenze o il proliferarsi di argomentazioni scettiche appiccicaticce.

cross training gear

Coloro che hanno conosciuto Rol sono oggi concordi che il suo obiettivo fosse regalare momenti e messaggi intrisi di valore, e che Gustavo fosse custode e portatore di una grande energia. Alcuni dei suoi “esperimenti“, come egli stesso li definiva, sono oggi riconosciuti dai prestigiatori come numeri attinti da un repertorio illusionistico. Ed ecco che a causa di informazioni decontestualizzate e prese di posizione, quei giochi di prestigio rendono Rol, agli occhi dello scettico, unicamente un prestigiatore, senza considerare che essere un illusionista non esclude alcun tipo di facoltà medianica. Non vedrei infatti nulla di strano se Rol si fosse cimentato all’occorrenza con giochi di prestigio, ma soprattutto non spetta a nessuno decidere se i mezzi coi quali diversificava i suoi esperimenti fossero coerenti col suo obiettivo.

Per screditare Rol si è detto tutto, compreso che non volle mai incontrare un prestigiatore. Diversamente da quanto si dice, ricevette invece Tony Binarelli, Alexander, Carlo Buffa di Perrero e Giuseppe Vercelli, ma questa non vuole essere un’analisi sulle vicende ed è inutile spingersi oltre. Domanda: esiste un solo scettico che abbia potuto assistere assiduamente agli esperimenti di Rol, verificarne con metodo la veridicità e riportarne i risultati? Purtroppo no. Nessuno scettico infatti, ebbe mai occasione di studiare davvero i fenomeni prodotti dal medium, e gli studi postumi sugli esperimenti di Rol furono eseguiti su campioni delle sue frequentazioni. Esistono infatti libri di grande interesse, scritti da personaggi autorevoli del mondo scettico, ma non particolarmente attendibili poichè la raccolta dei dati non è mai stata diretta. La verità è che su Rol non vi è alcuno studio e al contrario di casi come Eusapia Palladino, Margery Crandon, Daniel Home, Florence Cook ed altri medium del secolo scorso, su cui la comunità scientifica ha potuto esprimersi, di Rol nessuno ha potuto mai confermare capacità paranormali, nè sbugiardare alcunchè. Sospendere il giudizio diventa spesso necessario, specie quando i dati delle indagini hanno la caratteristica di non essere più incrementabili (dopo la morte di un personaggio ad esempio, o per essere casi troppo datati). Un circuito chiuso di dati e fonti può dar vita a sole opinioni, non può certo chiudere un caso.

Fonte: https://www.magoleo.com

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