Il denaro nel calcio e la ribellione contro i piani di Infantino e Kushner per la FIFA oramai diventata un’organizzazione di stampo mafioso
Come pensare che lo sport non sia coinvolto nel marcio di un mondo che ha perso ogni nozione di causa, da anni le partite sono truccate e questo coinvolge la sfera della vita sportiva a ogni livello, abbiamo iniziato con il calcio scommesse che molti dei diretti interessati legati alle società hanno via via che passava il tempo scoperto che rendeva assai più di quanto il lavoro sul campo offriva loro e al gioco si sono via via affiancati pure i calciatori che si sono adeguati a una realtà che nel complesso fruttava loro una barca di soldi, ed eccoci alla dirittura finale dove il malaffare si trasforma in un qualcosa di legalizzato per cui non ci si di deve più preoccupare che le cose possano prendere una piega che possa ritorcersi contro.
Ora sono rimasti i nostalgici di uno sport che ha perso ogni sua funzione e vedrete che dopo una breve diatriba che fa valere tutti i suoi sacrosanti valori di un tempo passato, alla fine in massa chinerà la testa e il culo come è avvenuto in tutti questi anni su questioni ben più importanti, per dare seguito a una farsa che con l’immancabile Gooogle al comando seguirà il corso dovuto che non ammette alcuna deroga.
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Il denaro nel calcio
Questo piatto è talmente cattivo che non si riesce proprio a finirlo. Eppure ci si aspetta che lo mangiamo.
Pensate a cose che fanno venire la nausea. La FIFA è un’organizzazione simile alla mafia, priva di trasparenza, che governa il calcio mondiale.

Aggiungete a questi anche l’incredibile presidente Gianni Infantino, che sta gradualmente salendo al potere ed è il beniamino del regime autoritario.
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump con la sua relazione vergognosa e sotto gli occhi di tutti, il premio per la pace e tutto il resto. E poi i soldi. Un sacco di soldi. Chissà se questo miscuglio sporco reggerà?
Insoddisfatto del bottino ottenuto dalla Coppa del Mondo maschile appena conclusa, macchiato dalle vendite eccessivamente elevate dei biglietti e dai resi provenienti dal mercato dell’usato, Infantino si è orientato verso un’altra iniziativa.
Questo piano, tenuto in gran parte segreto alla maggior parte dei membri dello staff organizzativo della FIFA e praticamente a tutti, prevedeva, secondo quanto affermato da alti funzionari,la costituzione di una società privata con l’obiettivo di generare profitti per sostenere il calcio mondiale. Nel comunicato stampa del 29 luglio, viene descritta la costituzione di FIFA Forward Enterprise (FFE), una controllata della FIFA volta a unificare le «operazioni commerciali e di eventi» dell’organizzazione.
Una volta costituita, questa organizzazione disporrà di un portafoglio di entrate che, oltre alla gestione effettiva della Coppa del Mondo e dei tornei per club, comprenderà i diritti mediatici, le sponsorizzazioni, le licenze, la vendita dei biglietti e i pacchetti di ospitalità che dispone
L’approvazione di questa iniziativa sarebbe stata agevolata mediante generose tangenti a tutte le 211 Federazioni affiliate alla FIFA: a ciascuna federazione sarebbero stati erogati, su base volontaria, 20 milioni di dollari USA a titolo di «finanziamento eccezionale e urgente per progetti specifici nell’ambito del nuovo Programma FIFA Fast Forward (FFFP)»; per il periodo 2027-2030 sarebbero stati stanziati fondi prospettici pari a 20 milioni di dollari USA per ogni federazione; tale importo sarebbe stato aumentato di 2 milioni di dollari USA per il periodo 2031-2034 e portato fino a 24 milioni di dollari USA per il periodo 2025-2038.
Si afferma che la FIFA raccoglierà circa 4,2 miliardi di dollari USA attraverso una sua controllata per finanziare la FFFP e che ciò avverrà “sulla base di una valutazione iniziale del capitale proprio pari a 20 miliardi di dollari USA, mediante un’attenta selezione di investitori a lungo termine che acquisiranno quote di minoranza non di controllo nella FFE”.
A questo punto, le menti più scettiche nutrono forti perplessità, poiché la FIFA offre di fatto una quota del 20% agli investitori privati nella nuova entità. La FIFA non sembra dare molta importanza alla questione e afferma che i ricavi netti derivanti dalla società controllata “saranno reinvestiti nel numero di visitatori a livello mondiale”.
Nel comunicato stampa si precisa che Thrive Eternal è stata scelta come holding di capitale che guiderà il gruppo di investitori di FFE e che Greg Maffei, ex presidente e amministratore delegato di Liberty Media e attuale amministratore delegato di BANN Ventures, ricoprirà il ruolo di “consulente commerciale chiave” e facilitatore nella fase successiva alla costituzione della joint venture.

C’è però un fattore fondamentale e inquietante di cui il comunicato non fa menzione: il nome dietro a Thrive Eternal è quello di Joshua Kushner, fratello di Jared Kushner, genero del presidente degli Stati Uniti Trump. Non ci sarà forse un’impresa sfarzosa e redditizia a cui la famiglia non metta le mani?
Si trattava di un calcolo che in seguito si rivelò errato; si pensava infatti che la maggioranza delle 211 federazioni affiliate avrebbe appoggiato questo piano vantaggioso. Tuttavia, l’indignazione si diffuse rapidamente. L’Unione delle Federazioni Europee di Calcio (UEFA), con le sue 55 federazioni affiliate, nel suo comunicato del 30 luglio assunse un ruolo di primo piano.
«Respingiamo all’unanimità e in modo categorico la proposta della FIFA di cedere i diritti di proprietà relativi alla Coppa del Mondo e alle altre competizioni FIFA a investitori privati.»
La Coppa del Mondo, essendo “una delle più grandi eredità sportive del calcio”, non poteva essere considerata “un prodotto di investimento”.
«È stato costruito nel corso delle generazioni dai giocatori, dalle nazionali e dai tifosi di ogni continente. Nessuna sua parte dovrebbe mai essere ceduta a investitori privati.»
Inoltre, la proposta «è stata elaborata in segreto ed è stata portata sull’orlo dell’approvazione senza che vi fosse una consultazione significativa con i responsabili della gestione del gioco».
Il mistero dell’economia del calcio: calcio, denaro e società (In cinese)
La UEFA espone chiaramente una filosofia calcistica che sembra in contrasto con la realtà economica che determina il mercato internazionale dei giocatori e delle società.
«Nel momento in cui gli investitori stranieri acquisiranno una quota di proprietà nelle competizioni FIFA, il calcio cambierà per sempre. Il rendimento commerciale diventerà un obbligo permanente.»
Sebbene ciò sia vero quando si tratta di partite della nazionale, il mondo dei club – che comprende anche la Premier League inglese, il mercato più redditizio – pullula di “investitori esterni” alla ricerca di rendimenti e profitti.
«Il futuro del calcio non può essere determinato dalle aspettative di coloro il cui obiettivo principale è massimizzare i profitti.»
Questo riflette la sensibilità ormai perduta delle società calcistiche di paese, con i loro fedeli tifosi, il loro sostegno costante e i loro premi modesti.
Per quanto ci fossero incongruenze dal punto di vista della logica e della visione, la minaccia della UEFA era davvero grave:
«A seguito dell’incontro odierno, fintantoché tali proposte rimarranno in vigore, nessuna nazionale della UEFA parteciperà alle competizioni della FIFA; tuttavia, la situazione potrebbe cambiare qualora tali proposte venissero completamente abbandonate e venissero fornite garanzie vincolanti che la FIFA non aprirà mai più la propria gestione o le proprie competizioni alla proprietà privata.»
Anche la Concacaf (Confederazione delle Federazioni calcistiche del Nord, Centro America e dei Caraibi), con le sue 41 federazioni affiliate, ha preso parte alla competizione.
L’organizzazione, venuta a conoscenza della proposta denominata “iniziativa FIFA Forward”, che prevede la vendita di quote della Coppa del Mondo FIFA a investitori privati, nel suo comunicato del 30 luglio, “ha espresso profonda preoccupazione per le irregolarità relative alla proposta, per i tempi ristretti fissati in modo artificiale e per la mancanza di qualsiasi esame o approvazione da parte degli organi direttivi competenti della FIFA”.
L’organizzazione che ha respinto la proposta ha incaricato i membri del Consiglio della FIFA di incontrare la FIFA per valutare “come le attuali risorse della FIFA possano essere utilizzate per creare un fondo FIFA Forward destinato allo sviluppo del calcio nella regione” e ha dato istruzioni a Infantino di “garantire che ogni questione segua le procedure amministrative appropriate attraverso il personale e il Consiglio della FIFA”.

In questo modo, ha ribadito che «il futuro del calcio e il suo bene più prezioso deve rimanere nelle mani della nostra famiglia calcistica».
Anche dalla Confederazione Asiatica di Calcio (AFC) è giunto un simile mormorio di malcontento, a dimostrazione del fatto che tutte e tre le organizzazioni calcistiche mondiali sono in rivolta.
«L’AFC è solidale con l’UEFA e la CONCACAF nell’esprimere le proprie serie preoccupazioni riguardo alla proposta della FIFA di destinare investimenti specifici alle competizioni di punta e al processo decisionale relativo alla FFE.»
Tenuto conto delle circostanze attuali,
«Sembra che la FFE proposta non sia in grado di garantire in modo realistico l’ampio consenso e l’unità necessari per andare avanti.»
All’interno della FIFA si sono verificati degli sconvolgimenti. Il consulente senior di Infantino responsabile della strategia globale e della governance, Carlos Cordeiro, ha ritenuto l’intera vicenda inaccettabilee ha rassegnato le dimissioni.
L’offerta era «un pessimo accordo per il calcio» e «avrebbe ipotecato il futuro del calcio». «Era diventata la questione determinante per il futuro della FIFA».
Sono state sollevate le seguenti domande: «Perché questo accordo? Perché proprio ora? Che tipo di controllo è previsto? Chi ne trae vantaggio?»
L’estrema bruttezza del piano ha suscitato scalpore persino negli ambienti politici americani e ha lasciato sbalorditi alcuni membri del Congresso degli Stati Uniti. I democratici della Commissione Giustizia della Camera dei Rappresentanti hanno rilasciato sui social media la seguente dichiarazione:
«La FIFA, l’organizzazione di corruzione e estorsione preferita da Donald Trump nel mondo dello sport, sta ora stringendo una partnership diretta con la famiglia Trump!»
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«Il falso Premio per la Pace e l’enorme contratto di locazione stipulato con la Trump Tower» non erano bastati; ora Infantino stava compiendo una tripla corruzione, «concludendo un accordo da miliardi di dollari con il fratello di Jared Kushner e vendendo le sue quote di proprietà della Coppa del Mondo a investitori privati».
Persino il primo ministro britannico Andy Burnham, con tono sarcastico, ha affermato che il piano di Infantino era «una proposta inconcepibile».
«Il fatto stesso che una cosa del genere possa essere messa in discussione dimostra, a mio avviso, che [il presidente della] FIFA non è la persona giusta per guidare l’organizzazione.»
Quando giunse il 1° agosto, la proposta era stata ritirata in fretta da Infantino e quindi archiviata.
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Non si trattava affatto di un risultato scontato. Nonostante le accuse mosse dalle principali federazioni calcistiche, le piccole federazioni affiliate, alla ricerca di finanziamenti, avrebbero potuto trarre vantaggio dagli aiuti promessi.
Rogers Byamukama, della Federazione calcistica dell’Uganda, aveva giustamente affermato nel programma Newsday del BBC World Service che «il calcio è un’impresa molto costosa, soprattutto nel continente africano, dove le risorse scarseggiano» aveva dichiarato. La FIFA era un importante finanziatore di progetti di infrastrutture e programmi di base, grazie ai proventi derivanti dai Mondiali e dalle sponsorizzazioni.
«Dal mio punto di vista, qualsiasi strada che porti a maggiori risorse è positiva, perché tali risorse verranno distribuite e destinate in particolare alle federazioni del continente africano, il che favorirà la crescita.»
La UEFA può anche avere il diritto di esprimere la propria opinione in merito, ma i suoi membri non dipendevano in misura così marcata dai finanziamenti della FIFA.

La UEFA, esprimendo chiaramente la propria soddisfazione per il ritiro della proposta, ha dichiarato che, insieme alle federazioni e alle altre conferenze, “esaminerà come si sia giunti a questa situazione e elaborerà un piano per evitare che si ripeta”.
Infantino non aveva mantenuto la parola data in materia di trasparenza ed era stato indicato come responsabile di un «accordo scorretto, segreto e poco trasparente».
Inoltre, non avendo sfruttato al meglio le riserve superiori a 5 miliardi di dollari USA, non aveva investito a sufficienza nel settore.
«La UEFA inizierà immediatamente a collaborare con i propri partner e le parti interessate in tutto il mondo per proporre un nuovo metodo di distribuzione delle risorse attraverso l’attuale Programma di Sviluppo della FIFA.»
Anche la Concacaf ha affermato che l’azione di Infantino «costituisce un atto unilaterale e gravemente scorretto di gestione e leadership, che si inserisce nel contesto di una serie di passi falsi e comportamenti analoghi».
«È indispensabile fare un bilancio approfondito di questo mandato presidenziale.» Tuttavia, nei paesi più poveri i problemi di finanziamento delle iniziative calcistiche non sono stati risolti e la questione del ruolo che il capitale straniero potrà svolgere in questo ambito rimane ancora senza risposta.
Quando nel 2016 Infantino si era candidato alla presidenza della FIFA, era stato uno dei primi a sottolineare la necessità di trasparenza nei confronti delle federazioni affiliate all’organizzazione.
«Negli ultimi 15 anni trascorsi alla UEFA ho vissuto questa esperienza. Nella vita della FIFA dovrete svolgere un ruolo ogni giorno.»
Il denaro della FIFA era il denaro dei paesi membri.
«Questi soldi non sono del presidente della FIFA. Sono i vostri soldi.»
È evidente quanto facilmente queste parole vengano dimenticate.
Binoy Kampmark
Fonte: globalresearch.ca & DeepWeb
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