La stupidità delle masse e l’accettazione volontaria di un’autorità illegittima
Le masse non sono altro che dei singoli individui che si sono scordati di essere al mondo ed hanno delegato la propria esistenza al primo che capita. 🙁
Toba60
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La stupidità delle masse
«Gli “studenti bravi” aspettano che sia l’insegnante a dir loro cosa fare. Questa è la lezione più importante di tutte: dobbiamo aspettare che siano altre persone, più preparate di noi, a dare un senso alle nostre vite. È l’esperto a prendere tutte le decisioni importanti; solo io, l’insegnante, posso stabilire cosa devono studiare i miei ragazzi, o meglio, solo chi mi paga può prendere quelle decisioni, che io poi mi incarico di far rispettare».

John Taylor Gatto, Dumbing Us Down: Il programma nascosto della scuola dell’obbligo
Spesso mi viene chiesto perché “noi” ci troviamo in questo folle caos, perché tutto sta andando a rotoli, perché la moralità è una causa persa, perché c’è tanta divisione e tanto odio, perché c’è tanta violenza e tanta guerra, perché il globalismo è alle porte, perché, perché, perché?
Affinché i governanti possano governare, affinché pochi possano controllare i molti, la società nel suo insieme deve essere indotta a sentirsi subordinata a “leader” ed esperti selezionati, secondo la definizione data proprio da quei cosiddetti “leader” ed esperti; il che include il sistema di governo di autoritari tecnocratici che si atteggiano a “dei” tra gli uomini.
Ciò che è più importante dal punto di vista dello Stato è mantenere una netta separazione tra la plebe comune e i “padroni” della classe dirigente, in modo che la popolazione agisca all’unisono, generando un’ignoranza e un’indifferenza collettive così profonde da costituire un grave ostacolo al pensiero e all’azione indipendenti. Questa situazione deve essere instillata nelle persone fin dalla nascita, e il metodo utilizzato di generazione in generazione è stato il sistema scolastico “pubblico” (governativo) che ha abbandonato l’istruzione a favore della creazione di un’uniformità universale, appiattendo il gregge collettivo a tal punto da generare una sottoclasse sottomessa, obbediente, remissiva e dipendente di automi incapaci di pensare.
Il fondamento di questa idea di “formazione professionale” attraverso l’“istruzione” obbligatoria, da Socrate fino ad oggi, era ed è inteso esclusivamente a frenare ogni crescita intellettuale dell’uomo comune, creando così una società di lavoratori e schiavi ignoranti e dipendenti, asserviti al sistema di governo corrotto e fraudolento. Horace Mann riportò dalla Germania le idee del sistema scolastico prussiano e, a metà del XIX secolo, fondò la prima scuola pubblica finanziata con le tasse nel Massachusetts. Da lì il modello si diffuse in tutto il Nord-Est e, infine, in tutto il Paese. Quello fu l’inizio della fine della vera istruzione in America.
“Dumbing Us Down: Il programma nascosto della scuola dell’obbligo” (in inglese)
Per comprendere meglio l’intento e la portata di questo sistema orrendo, si può fare riferimento al testo “Principles of Secondary Education” di Alexander James Inglis del 1918; un “educatore” che ebbe un ruolo fondamentale nella promozione del “nuovo” sistema di “istruzione” secondaria americano. In questo libro, Inglis delineò i “Sei scopi dell’istruzione scolastica”. Essi sono, come indicato nel suo libro al Capitolo X, alle pagine 367, 375-384:
1) Funzione di adeguamento o adattamento, in cui le scuole devono instaurare abitudini fisse di reazione all’autorità.
2) Funzione di integrazione o di conformità, volta a sviluppare una visione comune, l’unità di pensiero e di comportamento.
3) La funzione diagnostica e direttiva, volta a classificare i bambini per inserirli nella struttura della classe.
4) La funzione differenziante: strategie di “divide et impera” volte a immobilizzare la struttura sociale.
5) La funzione selettiva, volta a garantire la conservazione delle razze “privilegiate”. (Darwin ed eugenetica)
6) La funzione propedeutica (formazione introduttiva), volta a preparare le classi superiori a gestire quelle inferiori.
Questa è l’essenza del sistema “scolastico” americano, in vigore fin dal XIX secolo. Vedete, questo piano volto a ottundere e distruggere l’intelletto, a creare una classe di schiavi lavoratori di livello inferiore e a eliminare l’individuo nella società a favore di una massa collettiva di seguaci dalla mente debole, non può realizzarsi dall’oggi al domani, ma deve essere un piano a lungo termine e generazionale. La decimazione graduale delle capacità di pensiero critico è indispensabile se i pochi intendono controllare i molti. Il sistema “scolastico” statunitense è il fulcro di questo sforzo volto a distruggere l’ingegno umano, l’individualità, la superiorità intellettuale e coloro che oserebbero mettere in discussione qualsiasi forma di “autorità”. Questa campagna ripugnante ha riscosso un enorme successo per la classe dirigente e i suoi politici malvagi al suo servizio.

Questo esercizio di dominio, attuato attraverso un danno intellettuale intenzionale inflitto dalla società, ha portato all’ottusità e all’accettazione volontaria e di massa di una falsa “autorità” da parte della quasi totalità di questa popolazione. Questa è la base della conquista del popolo da parte di uno Stato malvagio, narcisista e dispotico. Senza la sottomissione delle masse al potere, nulla di ciò che sta accadendo oggi avrebbe mai potuto verificarsi; pertanto, assumetevi la responsabilità e dite no al governo a ogni livello.
Come ho ripetuto più e più volte, e per decenni, nessun uomo ha alcun diritto di governare su un altro uomo. Pertanto, nessuno ha il diritto di trasferire il potere a terzi (politici) per delegare il governo su altri. Ecco perché ogni forma di voto è riprovevole e il governo, indipendentemente dalla sua natura, è completamente illegittimo, immorale e assolutamente sbagliato. La legge naturale è l’unica legge legittima dell’uomo, ed è insita nell’umanità. Essa richiede solo che non si faccia del male a un altro, che non si danneggi o si rubi la proprietà altrui, che non si violi la proprietà altrui, né si leda o si ostacoli la libertà di qualsiasi altro uomo. È proprio così semplice.
Principi dell’istruzione secondaria (in inglese)
Ogni “autorità” può solo ricorrere alla forza e alla violenza, e rappresenta quindi un’inaccettabile atrocità umana. La libertà e l’autorità non possono coesistere, poiché sono opposti polari. Ecco perché la libertà non è mai esistita quando è in vigore un governo, indipendentemente da qualsiasi documento governativo privo di valore, costituzione, legge arbitraria al di fuori del diritto naturale, legislazione errata, comandamento, regolamento o mandato. Affermare di essere liberi sotto qualsiasi regime governativo è il massimo dell’ignoranza e dell’apatia, e mette chiaramente a nudo la debolezza e la stupidità della mente dello schiavo inconsapevole.
Chiunque creda nell’autorità di uno su un altro è un’anima perduta, che ha ceduto a un cancro della mente. In parole povere, si tratterebbe di un ritardato. Il potere, qualsiasi forma di potere, si basa interamente su un rapporto padrone/schiavo, in cui uno esercita un potere coercitivo e una violenza empia su un altro; pertanto, votare a favore del potere per trasferire illegittimamente un diritto che non si possiede – sostenendo che il proprio cosiddetto “rappresentante” possa usare la forza per controllare un altro – è un male palese e evidente. Non c’è alcuna scusa per cui qualcuno possa abbassarsi a questo livello di malvagità. Se trovi queste parole offensive, cresci e comprendi che sei responsabile di te stesso e non hai alcun diritto su nessun altro sulla terra.
Se vuoi la vera libertà, abbatti ogni forma di governo e di autorità, abbatti ogni sistema di dominio e adotta le misure necessarie per eliminare qualsiasi minaccia di forza o di dominio da parte di qualsiasi altro essere umano. La libertà è l’assenza di forza, violenza e dominio, e non è mai esistita in nessun contesto basato sul governo. Se questo sistema sopravviverà, tu non sopravviverai!
«Seguire ciecamente l’autorità equivale a rinnegare l’intelligenza. [Ciò] può aiutarci temporaneamente a nascondere le nostre difficoltà e i nostri problemi; ma evitare un problema non fa altro che intensificarlo e, nel farlo, si rinuncia alla conoscenza di sé e alla libertà.
Jiddu Krishnamurti
Gary D. Barnett
Fonte: garydbarnett.substack.com & DeepWeb



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