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Notre-Dame è l’11 Settembre Europeo. Magaldi: Farò i Nomi

«Ringrazio il “fratello” Ken Follett per aver alzato un’eccellente palla, che non mancherò di schiacciare». Così Gioele Magaldi commenta le clamorose dichiarazioni dell’autore de “I pilastri della Terra”, che alla televisione inglese – ospite del programma “Good Morning Britain” – ha lanciato il pesante sospetto che il rogo di Notre-Dame sia stato di origine dolosa. «Qui sta succedendo qualcosa d’altro», ha detto Follett, mentre l’incendio era ancora in corso. «Sono inorridito», ha aggiunto, di fronte allo spettacolo della guglia gotica avvolta dalle fiamme: «È come se qualcuno fosse morto». Chiaro il riferimento simbolico al rogo del 18 marzo 1314, a Parigi, in cui fu arso vivo Jacques de Molay, ultimo gran maestro dei Templari. «Forse il grosso pubblico non sa che Notre-Dame è un simbolo per la massoneria, per il cristianesimo e anche per il neo-templarismo cristiano», afferma Gioele Magaldi, presidente del Movimento Roosevelt ed esponente del circuito massonico progressista internazionale, di cui – spiega – fa parte lo stesso Ken Follett. «Tanti neo-templari sono indignati, per quello che si ritiene un clamoroso atto, spregevole e cinico, rispetto a questo luogo così importante per la sensibilità spirituale di molti».

Maledizione di Jacques de Molay

Magaldi annuncia rivelazioni esplosive: si prepara a fare nomi e cognomi di quelli che, a suo parere, sono gli ispiratori della distruzione della cattedrale parigina: «Una vicenda davvero vergognosa, che potremmo definire l’11 Settembre franco-europeo». Naturalmente – aggiunge Magaldi, in web-streaming su YouTube il 22 aprile con Fabio Frabetti di “Border Nights” – «oggi, un 11 Settembre non poteva più presentarsi con le caratteristiche dell’11 Settembre newyorchese del 2001, né con le caratteristiche degli attentati (che obbediscono alla stessa logica) avvenuti sempre a Parigi, uno dei quali a pochi passi dall’allora presidente François Hollande».

Incendio a Notre Dame

Oggi, sempre secondo Magaldi, «mostrare ulteriormente la vulnerabilità degli apparati di sicurezza e di intelligence francesi sarebbe stato un boomerang». Ma non è detto che questa storia di Notre-Dame «non si trasformi in un autogoal per i suoi ideatori». Per Magaldi, il rogo della cattedrale parigina «è una strana vicenda, che avviene con una stranissima coincidenza: era in corso in Libia l’attacco di forze notoriamente supportate da ambienti che fanno capo al governo francese, e c’è senz’altro anche un collegamento di senso tra quello che è accaduto nello Sri Lanka: non per caso vengono colpiti alcuni tipi di strutture».

In Italia, il primo a mettere in relazione il rogo di Notre-Dame con i Templari è stato l’avvocato Paolo Franceschetti, autore di indagini importanti sui misteri italiani e sui delitti rituali contornati da simbologie massoniche. «Notre-Dame – ha spiegato, sempre a “Border Nights” – è il più importante santuario del templarismo, dedicato al divino femminile». Nella sua ricostruzione, Franceschetti sottolinea la vocazione anche inevitabilmente politica del templarismo: i cavalieri del Tempio erano il cuore di un network internazionale che voleva unire i popoli europei, abbattendo le frontiere.

Dare fuoco oggi a Notre-Dame, richiamando il tragico rogo di Jacques de Molay, equivale a una dichiarazione di guerra contro chi sognò gli Stati Uniti d’Europa? Spiegazioni che probabilmente non tarderanno ad arrivare da Gioele Magaldi, che è l’autore del bestseller “Massoni”, pubblicato da Chiarelettere nel 2014: il saggio svela il ruolo occulto, nella gestione del potere mondiale, di 36 superlogge sovranazionali, alcune delle quali – di segno neoaristocratico e reazionario – avrebbero orchestrato la strategia della tensione condotta a livello mondiale a partire proprio dall’attentato alle Torri Gemelle.

Dopo New York, Parigi? In Europa, sostiene Magaldi, «i governi sono subordinati a gruppi di potere privati, oligarchici, che utilizzano i loro frontman, nelle cancellerie e nelle presidenze, per seguire delle politiche che non rappresentano nemmeno i rispettivi interessi nazionali». In altre parole «c’è una regia sovranazionale che sfrutta i governi nazionali per perseguire fini inconfessabili e opachi». Una logica alla quale non sfugge l’Eliseo: Magaldi definisce “massone reazionario” lo stesso Emmanuel Macron, già dirigente finanziario dei Rothschild. Un finto progressista, in realtà “cavallo di Troia” della peggiore oligarchia post-democratica: ormai la pensano così anche i francesi, come dimostra la rivolta dei Gilet Gialli contro le misure di austerity. Ma perché bruciare la cattedrale “templare”? «All’amministrazione Macron e ai suoi danti causa (apolidi e sovranazionali, oltre che francesi) serviva come il pane un evento come quello accaduto a Notre-Dame», afferma Magaldi. Che annuncia: «Nelle prossime ore chiarirò per bene – con nomi, cognomi e circostanze – quello che so o credo di sapere, sulla base di fonti precise e autorevoli».

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