La follia premeditata e inscenata della guerra
La guerra è l’esaltazione della follia a uso e consumo delle masse che si adoperano con cieca obbedienza alla sua esecuzione affinché si sviluppi al meglio questa formalità.
Toba60
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La follia premeditata e inscenata della guerra
«Un problema fondamentale dell’idea secondo cui le guerre sono necessarie per combattere il male è che non c’è nulla di più malvagio della guerra stessa. La guerra provoca più sofferenza e morte di qualsiasi cosa possa essere combattuta con la guerra.»
David Swanson (War Is A Lie)
La prima questione di grande importanza e che va compresa con onestà è che non esiste una guerra “difensiva”. Ne consegue quindi che nessuna guerra può mai essere contro il male, dato che la guerra è l’epitome del male. L’autodifesa effettivamente giustificata da parte di qualsiasi individuo o gruppo di individui, indipendentemente dalle dimensioni e dalla portata della massa, è legittima solo per sedare una minaccia, ma qualsiasi guerra condotta da Stati o nazioni è una guerra contro tutti e, pertanto, non è difensiva, bensì un’aggressione offensiva contro innocenti. Se la guerra nazionale potesse mai essere accettata come legittima, allora i singoli governanti e politici che cercano di scatenare una guerra combatterebbero solo tra di loro, invece di uccidere innocenti e usare i figli altrui come carne da macello per i loro sforzi bellicisti e di ricerca del potere.
Le guerre si basano sempre su menzogne e inganni. La guerra nasce da motivazioni politiche, dal punto di vista del complesso militare-industriale, dalla ricerca del profitto e dalle aspirazioni di potere e controllo. Non c’è nulla di spontaneo nella guerra e in chi la persegue. Tutte le guerre sono evitabili; nessuna guerra si basa sulla benevolenza. Non ci sono eroi né «patrioti» in guerra; le guerre non vengono mai «vinte», ma sempre perse per quanto riguarda le masse; inoltre, le guerre sono sempre pianificate in anticipo (così come durante e dopo) e messe in scena per realizzare scopi nefandi. Tutte le guerre sono atroci e malvagie perché vengono condotte esclusivamente per denaro, potere e controllo delle persone, della finanza e del posizionamento geopolitico.
La vile e immorale depravazione della guerra è il risultato di accordi segreti tra i principali attori, a prescindere dalla falsa pretesa del bene contro il male o dalla ridicola nozione di “nemico” dello Stato. Poiché la collusione è sempre presente, il risultato è una follia orchestrata. I cosiddetti problemi della guerra, e quindi i cosiddetti “vantaggi” della guerra, sono strutturati intenzionalmente per ottenere determinati risultati che avvantaggiano solo il governo ombra dei super ricchi, la classe dirigente e le sue pedine politiche, nonché i vertici bancari e aziendali. Una gerarchia per lo più segreta controlla l’intero sistema, che è ampiamente compartimentato, in modo che questa società segreta del potere sia sempre protetta e al riparo da ogni responsabilità.

Le guerre, in gran parte certamente, hanno permesso un’enorme concentrazione di ricchezza nelle mani di una minuscola minoranza, pari a meno dell’1% della popolazione. Ciò non è dovuto al “capitalismo”, come alcuni vorrebbero far credere, poiché il fulcro del vero capitalismo è il libero mercato, che non esiste. Gli Stati Uniti, pur mostrando molti aspetti del socialismo e del comunismo (lasciamo perdere le democrazie e le repubbliche, poiché sono solo trampolini di lancio verso il totalitarismo), sono in realtà più che altro uno Stato fascista guerrafondaio. Credo che ciò sia fuori discussione in questo momento storico. Ma ciò non dovrebbe sorprendere, poiché attualmente viviamo in un sistema fascista internazionale coordinato, determinato a diventare lo Stato fascista per eccellenza: un mondo governato da una ristretta élite di potentissimi, per lo più oligarchi nascosti che perseguono un dominio tecnocratico internazionale.
L’opinione corrente sceglie erroneamente di considerare la parola “fascista” come una mera “arma linguistica” destinata a essere usata contro qualsiasi avversario, politico o di altro tipo. Questo modo di pensare, sebbene conveniente per chi cerca di emarginare questo termine descrittivo realistico, è a mio avviso errato. Il fascismo si fonda sull’idea di un regime autoritario fortemente coercitivo, ed è esattamente ciò che abbiamo oggi in questo Paese e in tutto il mondo. Inoltre, il fascismo, nella sua essenza, è la perpetuazione della guerra eterna, e sostiene l’impossibilità di qualsiasi pace duratura. Questa è l’essenza stessa dell’impero statunitense.
Dal testo integrale di Benito Mussolini e Giovanni Gentile: “La dottrina del fascismo”
«Il fascismo, proprio perché considera e osserva il futuro e lo sviluppo dell’umanità al di là delle considerazioni politiche del momento, non crede né nella possibilità né nell’utilità di una pace perpetua. Rifiuta quindi la dottrina del pacifismo — frutto di una rinuncia alla lotta e di un atto di codardia di fronte al sacrificio. Solo la guerra porta al massimo livello di tensione tutta l’energia umana e imprime il sigillo della nobiltà sui popoli che hanno il coraggio di affrontarla. Tutte le altre prove sono surrogati, che non mettono mai realmente gli uomini nella posizione in cui devono prendere la grande decisione: l’alternativa tra la vita e la morte…”
«Il fondamento del fascismo è la concezione dello Stato, il suo carattere, il suo dovere e il suo fine. Il fascismo concepisce lo Stato come un assoluto, rispetto al quale tutti gli individui o i gruppi sono relativi e possono essere concepiti solo nella loro relazione con lo Stato. La concezione dello Stato liberale non è quella di una forza direttrice, che guidi l’operato e lo sviluppo, sia materiale che spirituale, di un corpo collettivo, ma semplicemente di una forza limitata alla funzione di registrare i risultati: lo Stato fascista, invece, è esso stesso cosciente e possiede una propria volontà e una propria personalità per questo può essere definito lo Stato «etico»…»
«…Lo Stato fascista organizza la nazione, ma lascia all’individuo un margine di libertà “sufficiente”; quest’ultimo è privato di ogni libertà inutile e potenzialmente dannosa, ma conserva quella essenziale; il potere decisionale in materia non può spettare all’individuo, ma solo allo Stato…»«…Lo Stato fascista organizza la nazione, ma lascia all’individuo un margine di libertà “sufficiente”; quest’ultimo è privato di ogni libertà inutile e potenzialmente dannosa, ma conserva quella essenziale; il potere decisionale in materia non può spettare all’individuo, ma solo allo Stato…»

Il testo sopra riportato fa parte di The Internet Modern History Sourcebook.
La follia premeditata e inscenata della guerra, di ogni guerra, comprese la Prima e la Seconda Guerra Mondiale, è il pilastro dell’ideologia americana. Il culto delle forze armate e di tutti coloro che uccidono per ordine superiore è più che evidente in questo Paese, come chiunque abbia occhi per vedere può constatare. Il vero «patriottismo», che consiste nell’opporsi allo Stato e al suo attacco alla libertà, anziché sostenerlo, è completamente assente, poiché la venerazione per il governo e le forze armate è dilagante ancora oggi; come nel motto «Amo il mio Paese, nel bene e nel male».
Gli Stati Uniti sono stati in guerra guerre di aggressione e massacri per quasi il 100% della loro esistenza, e tutte queste guerre erano state pianificate in anticipo e miravano ad arricchire i ricchi a spese di nemici inesistenti, sfruttando e mettendo in pericolo la popolazione nazionale. Tutte erano e sono stratagemmi ripugnanti, basati su menzogne detestabili. L’attuale “guerra” tra Ucraina e Russia, la finta “guerra” in Medio Oriente che coinvolge gli Stati Uniti, Israele e l’Iran, così come ogni altro coinvolgimento degli Stati Uniti in “guerre” e conflitti in tutto il mondo, sono puri inganni inventati di sana pianta.
La guerra è una menzogna
Il sostegno spudorato da parte di un popolo debole nei confronti dello Stato o della nazione, dei suoi scagnozzi nell’esercito e delle sue azioni, indipendentemente dalla natura atroce di tali azioni, getta le basi per una società asservita; più precisamente, una società ridotta in schiavitù. Una società che ha accettato il dominio in questo caso, per essere più chiari, il dominio fascista ha abbandonato ogni aspetto dell’individualità a favore di un gregge collettivo di pecore, in attesa semplicemente di essere macellate. Senza l’individuo, la libertà è impossibile e il controllo autoritario totalizzante è imminente.
La guerra perpetua significa schiavitù perpetua. Ogni guerra è pianificata e strutturata al solo scopo di rafforzare lo Stato, a spese del popolo, con conseguenze letali. Viviamo in un Paese che vive e respira una guerra aggressiva costante. La responsabilità di questa follia ricade su tutti coloro che sostengono e partecipano al sistema di governo di questo Paese.
Come ho già detto in passato: «Al diavolo la presunta “élite” al potere, al diavolo questo governo odioso e chiunque voglia rubarci la libertà, le nostre famiglie e le nostre stesse vite!»
«Siamo, in altre parole, uno Stato che controlla tutte le forze che agiscono in natura. Controlliamo le forze politiche, controlliamo le forze morali, controlliamo le forze economiche; pertanto siamo un vero e proprio Stato corporativo. Noi rappresentiamo un nuovo principio nel mondo, rappresentiamo l’antitesi assoluta, categorica e definitiva al mondo della democrazia, della plutocrazia, della massoneria, al mondo che ancora si attiene ai principi fondamentali stabiliti nel 1789.»
(Discorso di Mussolini davanti al nuovo Direttorio Nazionale del Partito, 7 aprile 1926, in Discorsi del 1926, Milano, Alpes, 1927, p. 120).
Gary D. Barnett
Fonte: garydbarnett.substack.com & DeepWeb




