Hanno mentito e la pagheranno cara e a coloro che gli hanno dato ascolto andrà peggio!
Gli eventi di cronaca attuali stanno mettendo in secondo piano un processo che si svolge nei Paesi Bassi legato al malaffare pandemico ché dovrebbe interessare fortemente la comunità mondiale.
Il crimine perpetrato a danno di miliardi di persone immersi nel sonno, paiono essere frutto di una congiura emanata dallo spirito santo per far comprendere alla gente che non ha imparato nulla dalla vita. Morti improvvise, Turbo Cancri e patologie che paiono fuoriuscite dal un cilindro e che le masse non si capacitano da dove escono fuori.
Nemmeno gli ospedali intasati all’inverosimile hanno messo in dubbio la narrativa che i governi hanno imbastito per dare a credere al molto intero che hanno sviluppato un programma sanitario pandemico in funzione di una salute che ha preso, non si sa come e perché, un viatico imprevisto! Gli effetti dei vaccini non erano progettati per essere immediati, ed hanno avuto un seguito che ora la gente esorcizza vivendo nella speranza che tutto era frutto di un incubo virtuale che una volta posto su una dimensione reale scompare d’incanto.
Non è così e non potrà mai esserlo, ed ora se ne pagano le conseguenze, i cui effetti nefasti delle morti che in ogni angolo di strada si manifestano a ritmo perpetuo, sono solo un inezia rispetto a quello che si celava dietro un progetto a cui pochi hanno creduto pur di fronte agli inequivocabili fatti di cronaca che venivano interpretati alla stregua di una fiction televisiva.
La scansione biometrica, la moneta digitale, lo sviluppo planetario di una tecnologia che monitorizza ogni nostro movimento, unito a investimenti miliardari per la realizzazione di Data Center che attraverso una capillare ramificazione è ora in grado di interferire con l’ausilio dell’intelligenza artificiale sulla vita di ognuno di noi.
A questo ha fatto seguito una miriade di guerre sparse qua e la per il mondo che senza la pseudo-pandemia mai avrebbero potuto essere realizzate, in virtù di una infrastruttura politica mondiale in grado di controllare e manipolare intere popolazioni in tempo reale.
Ognuno della sua vita è libero di fare quello che vuole, ma che alla luce di una realtà distopica come quella che viviamo la sola considerazione da fare è quella di prendere atto che ora siamo tutti sulla stessa barca, con la variabile che vede alcuni di noi in grado di nuotare ed altri che possono solo confidare nella divina provvidenza, perché il corso degli eventi ha già fatto per loro tutto quello che doveva fare.
Toba60
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Hanno mentito e la pagheranno cara


Ci avete chiesto la nostra fiducia. Ora rispondete di ciò che ci avete detto.
Condanno ogni governo, autorità sanitaria, ente regolatore, agenzia internazionale e funzionario pubblico che abbia consapevolmente fuorviato la popolazione riguardo al COVID-19. Nessun Paese, istituzione o ente dovrebbe essere esente da un’indagine approfondita.

Condanno l’arroganza che ha confuso la carica pubblica con il possesso della verità. Condanno la vigliaccheria che ha anteposto la reputazione istituzionale alla trasparenza onesta. E condanno ogni menzogna deliberata utilizzata per spaventare le persone e costringerle all’obbedienza o per proteggere chi detiene il potere dalle proprie responsabilità.
Ma l’accusa deve essere accurata. Un errore in buona fede, una conclusione incerta e un inganno deliberato sono cose diverse. È fondamentale stabilire chi sapeva cosa e quando. Laddove i funzionari abbiano consapevolmente ingannato l’opinione pubblica, dire “stavamo facendo del nostro meglio” è una scusa vergognosa.
Nel corso della mia carriera nel campo della medicina nutrizionale e ambientale, ho sempre considerato il mettere in discussione le cose come una responsabilità professionale. I pazienti meritano spiegazioni, prove scientifiche e rispetto. Meritano di sapere ciò che è accertato, ciò che rimane incerto e cosa potrebbe andare storto.
Tali obblighi assumono maggiore rilevanza in caso di emergenza.
La falsa certezza riguardo alla “vaccinazione” e alla trasmissione
Qualsiasi affermazione categorica secondo cui la vaccinazione garantisse che una persona non potesse né contrarre né trasmettere il COVID-19 era indifendibile. Inizialmente i vaccini hanno ridotto il rischio di infezione, ma tale protezione era incompleta e variava nel tempo e a seconda delle varianti. Lo stesso resoconto pubblicato dal CDC riconosceva che le persone vaccinate potevano contrarre l’infezione e trasmettere il virus. La protezione contro la malattia grave era un beneficio a sé stante; non ha mai giustificato la promessa di una barriera impenetrabile contro l’infezione.
Quella distinzione ha assunto un’importanza enorme quando i governi e i datori di lavoro hanno imposto la vaccinazione come condizione per partecipare alla vita quotidiana.
Se si giustificava una restrizione sostenendo che avrebbe impedito la trasmissione, si aveva il dovere nei confronti del pubblico di valutare costantemente se tale giustificazione fosse ancora valida. Si aveva il dovere di fornire le prove, i limiti e i criteri per la revoca della restrizione.
Uno slogan non può sostenere un peso del genere. E nemmeno una conferenza stampa.
La scorrettezza di considerare la sicurezza come un valore assoluto
Non si deve mai permettere che il termine “sicuro” significhi “incapace di causare gravi danni”.
Il sistema di sorveglianza australiano ha identificato la miocardite, la pericardite e la sindrome da trombosi con trombocitopenia come veri e propri segnali di sicurezza relativi al vaccino. Il suo rapporto del 2021 ha registrato tredici decessi valutati come probabilmente collegati causalmente alla vaccinazione. Si trattava di esiti rari, ma reali. Le segnalazioni di decessi dopo la vaccinazione non erano tutte dovute alla vaccinazione; allo stesso modo, i decessi confermati come correlati al vaccino non potevano essere onestamente liquidati come immaginari.
Ogni persona a cui viene chiesto di acconsentire a un intervento medico ha diritto a una spiegazione chiara dei relativi benefici e rischi, compreso il modo in cui questi variano in base all’età, al sesso, al prodotto e alle circostanze.
Chiunque abbia consapevolmente nascosto un rischio rilevante al fine di aumentare l’adesione al trattamento ha tradito il consenso informato.
E chiunque abbia considerato una persona ferita come un ostacolo alla propria campagna elettorale ha tradito la vocazione umana della medicina.
L’incapacità di parlare con sincerità della trasmissione
Le prime linee guida dell’OMS ponevano l’accento sulle goccioline e sul contatto. L’aggiornamento del luglio 2020 ha riconosciuto la possibilità di una trasmissione tramite aerosol in ambienti chiusi affollati e scarsamente ventilati, pur sottolineando il persistere di incertezze. È opportuno analizzare questa cronologia: con quale rapidità le autorità hanno riconosciuto le prove, le hanno comunicate e hanno modificato le misure di protezione concrete?

Cambiare opinione può essere una scelta responsabile. Fingere che le opinioni espresse in precedenza fossero inattaccabili non lo è.
Se un’istituzione commette un errore, dovrebbe ammetterlo chiaramente. Le persone non dovrebbero essere costrette a setacciare le linee guida di ieri per constatare che la certezza di oggi ha sostituito quella di ieri.
L’abuso del motto “seguire la scienza”
La scienza non prende decisioni politiche. Sono le persone a farlo.
Le decisioni relative alla chiusura delle scuole, alle restrizioni alle attività commerciali, all’isolamento, ai controlli alle frontiere e alle condizioni di lavoro hanno comportato valutazioni su danni, diritti e risorse in conflitto tra loro. I funzionari devono rispondere personalmente di tali valutazioni.
La stessa risposta del governo del Regno Unito all’inchiesta sul COVID riconosce di non aver preso sufficientemente sul serio le ripercussioni sui bambini e sulle persone vulnerabili, di non aver comunicato in modo chiaro e di non aver tradotto i pareri scientifici in politiche trasparenti e coerenti. Si tratta di gravi mancanze da parte del governo.
Il virus dell’idiozia. (In italiano)
Ogni paese dovrebbe porsi le stesse domande. Quali alternative sono state prese in considerazione? Quali danni sono stati previsti? Quali prove hanno giustificato il mantenimento di una misura? Chi ha contestato l’opinione prevalente? È stato ascoltato?
“Seguire la scienza” non deve mai diventare un modo comodo per dire: abbiamo esercitato il potere, ma la colpa ricade su qualcun altro.
Il disprezzo per le domande del pubblico
La gente aveva il diritto di chiedere informazioni sui danni da vaccino, sui cambiamenti nelle raccomandazioni, sugli obblighi, sulle cure, sui conflitti di interesse e sulle origini del virus.
Una domanda non diventa disinformazione solo perché mette in imbarazzo un ministro. Un medico non diventa disonesto solo perché mette in discussione una politica. Allo stesso modo, un’affermazione non diventa vera solo perché sfida l’autorità.
Il criterio deve essere basato su prove concrete e applicato in modo coerente.
Laddove i funzionari abbiano esercitato pressioni sulle istituzioni affinché soffocassero un dibattito legittimo, tali azioni meritano un’indagine indipendente. Laddove le sanzioni professionali abbiano punito un dissenso responsabile e fondato su prove, tali casi meritano di essere riesaminati.
La fiducia dei cittadini non può sopravvivere a un sistema che esige che i propri critici siano sottoposti a scrutinio, mentre si oppone a essere sottoposto a scrutinio a sua volta.

La commissione d’inchiesta australiana sul COVID ha avvertito che una comunicazione inefficace può causare una perdita irreversibile di fiducia. Le autorità dovrebbero riflettere sul proprio contributo a tale danno prima di accusare l’opinione pubblica di diventare diffidente.
Apri i registri
Chiedo che i contratti pertinenti, i verbali delle consulenze, i casi di conflitto di interessi, le valutazioni di sicurezza e le comunicazioni siano conservati ed esaminati, garantendo la tutela legale dei dati personali.
Voglio che delle indagini indipendenti siano in grado di stabilire cosa si sapeva, cosa è stato omesso, cosa è stato esagerato e cosa era consapevolmente falso.
Chiedo un trattamento equo e un sostegno concreto per le persone che hanno subito danni a seguito di interventi medici.
Laddove le prove dimostrino l’esistenza di una condotta professionale scorretta, dovrebbero esserci conseguenze professionali. Laddove dimostrino l’esistenza di corruzione, frode o altro reato penale, dovrebbe seguire un procedimento penale nel rispetto delle garanzie processuali.
Un’indagine che formula raccomandazioni senza fornire risposte in merito a comportamenti scorretti comprovati è inadeguata.
Non si può pretendere fiducia e poi rifiutarsi di assumersi le proprie responsabilità.
A ogni autorità che ha mentito consapevolmente: avete abusato della posizione che vi era stata affidata per proteggere gli altri. A ogni funzionario che ha nascosto le incertezze perché l’onestà avrebbe potuto complicare l’adempimento delle norme: avete trattato i cittadini come strumenti della politica. A ogni istituzione che ha tutelato la propria reputazione a scapito delle persone colpite: avete deluso le persone che avreste dovuto servire.
Risparmiateci i discorsi altisonanti sulle “difficoltà di comunicazione” laddove i fatti dimostrano che si è trattato di un inganno. Risparmiateci le autocompiacimenti laddove i dati dimostrano che si è trattato di un danno evitabile.
L’opinione pubblica ha diritto alla verità, comprese quelle scomode che riguardano fallimenti, benefici, danni e incertezze.
Nessun titolo è uno scudo. Nessuna emergenza esonera dalla responsabilità.
Professor Ian Brighthope
Fonte: ianbrighthope.substack.com & DeepWeb
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