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Cos’e’ La Psicologia Individuale

Adler afferma che ogni individuo, sin dalle prime fasi della sua esistenza, tende a compensare le sue insufficienze fisiche o maturate dall’ambiente, strutturando a suo sostegno una complessa risultante di opinioni e di modalita’ comportamentali. I vincoli essenziali che condizionano l’uomo nel corso della sua esistenza sono tre:

  • il primo e’ rappresentato dal substrato obiettivo e fisico del “pianeta Terra”, in cui siamo costretti a vivere
  • il secondo e’ identificabile con i rapporti sociali
  • il terzo deriva dalla suddivisione in due sessi dell’umanita’ e dalle conseguenti implicazioni di carattere fisiologico, affettivo e interpersonale.

Il pensiero psicologico adleriano si addentra in tre grandi filoni applicativi: la psicoterapia, la sociologia e la pedagogia.
L’esposizione dei concetti si vale, come e’ tipico di Alfred Adler, di uno stile limpido e fluido, assai vicino al linguaggio parlato.

Alfred Adler

ANTICIPAZIONI PSICOSOMATICHE La specifica formazione professionale di Adler, giunto alla psicologia del profondo e alla sociologia passando attraverso il filtro concreto della medicina generale, caratterizza scientificamente tutto il suo pensiero. Il tema psicosomatico fu affrontato da Adler con visione, per il suo tempo, da precursore. Troviamo negli scritti adleriani anticipate le correlazioni, aperte o segrete, alla cui individuazione la medicina psicosomatica e’ giunta solo nell’epoca attuale. Le caratteristiche di armonia e di efficienza o invece di minorazione e di sofferenza del corpo si propongono, oltre che ovviamente come fattori organici, come stimoli psicologici capaci di aprire soluzioni di compenso positivo o al contrario di generare un complesso d’inferiorita’ o ancora di favorire pressioni artificiose sull’ambiente.
Alcuni dei casi trattati nei trattati sulla psicosomatica entrano nel settore della sessuologia, che Adler affronta con l’attenzione clinica del medico e assieme con lo spirito aperto del sociologo.
E’ infatti convinzione dell’Autore che una buona funzionalita’ sessuale presupponga sempre un’armonica integrazione interpersonale e sia inoltre condizionata dal ruolo maschile e femminile nella societa’ e dalle caratteristiche generali del costume. L’INTERPRETAZIONE DEI PRIMI RICORDI La Psicologia Individuale inserisce d’abitudine l’interpretazione dei primi ricordi nella fase iniziale del trattamento, preliminare dunque al successivo approfondimento analitico. Essa intende sfruttare la spontaneita’ e la “non casualita’” delle rievocazioni, la cui scelta soggettiva segue un indirizzo finalistico a volte segreto. Invitato ad esporre i suoi ricordi piu’ antichi, il paziente seleziona personaggi e situazioni, luoghi e sentimenti, influenzato non solo dalla loro importanza presumibile in un dato periodo, ma anche da suo stile di vita attuale e dal suo “senso della vita” contingente. L’ANALISI DEI SOGNI Chi ha letto a fondo gli scritti adleriani ha avuto modo di comprendere che la sua interpretazione dei sogni, mai sopravvalutata e sempre centrata sul vissuto individuale, e’ assai piu’ difficile e complessa di quella tradizionale, perche’ respinge le formule gia’ incasellate. La Psicologia Individuale attribuisce ai sogni un ruolo finalistico e precollaudante, inquadrandoli come tentativi di saggiare lo stile di vita di fronte a situazioni ipotizzate. Ognuno di noi ne puo’ trarre infatti indicazioni attive d’incoraggiamento sulla via di un determinato fine ultimo perseguito o, al contrario, avvertimenti che inducono alla rinuncia o all’elusione.
L’interpretazione dei sogni e’ un compito assai impegnativo, da impostarsi su approfonditi confronti fra lo stile di vita passato e attuale del soggetto e il modo d’intendere la vita segnalato dalla struttura onirica.
L’analisi dei sogni suggerita dalla Psicologia Individuale, essenzialmente centrata sull’esperienza di vita del paziente, puo’ perfezionarsi appieno solo in una fase inoltrata del trattamento, anche se alcune intuizioni iniziali servono a volte da guida per successivi approfondimenti.

FIGURA MATERNA, NUCLEO FAMILIARE e RUOLO DELLA SCUOLA L’orientamento interpersonale e sociale del pensiero psicologico adleriano si riconferma pienamente nella ricerca delle modalita’ di strutturazione del significato della vita.
Adler comincia ad analizzare le prime influenze esercitate sul bambino dalla famiglia e soprattutto dalla figura materna, elaborando concetti di ampio respiro ambientale.
Riaffiora qui l’attenzione sempre accordata dalla Psicologia Individuale all’importanza del ruolo femminile nella collettivita’ umana e ne scaturisce l’auspicio sempre attuale di una posizione della donna evoluta e paritaria.
La ricerca prosegue, prendendo in considerazione gli stimoli offerti al bambino da tutta la costellazione familiare, con particolare riguardo, oltre che alla figura paterna, a quelle dei fratelli e delle sorelle, poco considerate dalle altre correnti della Psicologia del profondo. L’ambiente extrafamiliare fa sentire il suo peso sin dall’inizio mediante un condizionamento indiretto e poi drasticamente attraverso i primi rapporti interpersonali e soprattutto con la palestra collaudante e competitiva della scuola. Quest’ultima agisce in maniera duplice:

  • proponendo modelli e formulando giudizi
  • presentando il termine di confronto dei coetanei.

Il tema scolastico offre l’opportunita’ ad Adler di esporre appassionatamente la sua dottrina pedagogica, una delle applicazioni piu’ vitali e sempre attualissime della Psicologia Individuale.
Lo schema di “scuola sociale” qui auspicato tende a formare individui adulti disposti, piu’ che a competere fra loro, ad operare per la collettivita’ svolgendo il compito piu’ congeniale alle loro attitudini e quindi assieme etico e gratificante. I rapporti tra individuo, famiglia e ambiente sono particolarmente delicati e contraddittori nella fase dell’adolescenza, in cui, come sottolinea Adler, i ragazzi tendono soprattutto a dimostrare che non sono piu’ bambini.
L’aggressivita’ del giovane, rivoluzionaria a tutti i livelli, non e’ comunque priva di ambivalenze. Egli, infatti, aspira ad inserirsi e ad affermarsi nell’ambiente, ma non e’ ancora del tutto sicuro delle sue forze mal collaudate e manifesta percio’ sporadici e prolungati ripiegamenti regressivi verso l’infanzia e la protezione familiare. IL SENSO DELLA VITA: LAVORO E CRIMINALITA’ Il problema dell’occupazione assume un grande rilievo nei programmi preventivi e terapeutici dell’individualpsicologia.
E’ appunto il senso della vita maturato durante lo sviluppo psichico ad influire in modo positivo o negativo sulle scelte professionali.
Osserviamo cosi’ l’incanalamento in valide attivita’ di lavoro di individui che, gia’ durante l’infanzia, avevano strutturato mete di inserimento sociale attivo prefigurandosi anche nelle fantasie un compito capace di fare di farli apprezzare dai loro simili. Per contro i bambini viziati tendono a poi ad avviarsi verso una posizione astensionistica o sterilmente polemica, gli ipercompetitivi verso la conquista di un potere in vario modo prevaricante, gli insicuri frustrati verso la ricerca di una continua protezione a sua volta generatrice d’angoscia.
Secondo la Psicologia Individuale i criminali sono abitualmente, con le eccezioni gia’ ricordate, persone geneticamente non diverse dai loro simili, che hanno pero’ maturato, per particolari esperienze di educazione e di vita, una resistenza alla cooperazione e alla compartecipazione emotiva interpersonale.
Da quest’analisi derivano corollari operativi che mirano soprattutto alla prevenzione pedagogica precoce della disponibilita’ al crimine. In tale fase e’ certo piu’ facile prevenire la criminalita’ potenziale, illustrando i vantaggi concreti e le gratificazioni emotive che derivano da un’armonica e aperta integrazione interpersonale.
L’indirizzo adleriano in criminologia conserva anche oggi tutta la sua validita’ ed e’ facilmente adattabile, per la duttilita’ naturale della dottrina, alle nuove forme di delinquenza e alle loro precoci manifestazioni.

RAPPORTO FRA I DUE SESSI E PROBLEMI DI COPPIA Adler analizza i rapporti amorosi essenzialmente come una forma di relazione interpersonale e ne subordina la validita’ al livello del sentimento sociale in chi li esplica.
L’addestramento all’armonia interpersonale in ogni circostanza della vita, ad esempio nel lavoro e nell’amicizia, e’ dunque una premessa indispensabile per una serena integrazione affettiva e sessuale di una coppia. Per quanto riguarda l’educazione sessuale, si deve oggi prendere atto che la disponibilita’ dei bambini a ricevere informazioni in questo settore e’ assai piu’ precoce. Risulta pero’ ancora attualissimo il modello psicopedagogico proposto da Adler, un modello che non si esaurisce nell’insegnamento meccanicistico di determinati fatti biologici e istintuali, ma elabora la preparazione a piu’ complessi e sfumati problemi di rapporto umano. Non si deve dimenticare che nell’amore, ora come in ogni tempo, s’inseriscono, infatti, esigenze assai diverse:

  • la ricerca del piacere
  • la competizione fondata sull’orgoglio
  • il bisogno fondamentale di una compartecipazione affettiva
  • il modo soggettivo di vivere il ruolo del proprio sesso nella societa’.

Gli anni trascorsi dall’epoca in cui si collocano gli scritti di Adler hanno visto la struttura sociale ed il costume modificarsi radicalmente, ma una lettura approfondita consente, comunque, di comprendere l’apertura e l’adattabilita’ del pensiero adleriano anche a situazioni diverse.

Francesco Parenti

Fonte: http://www.psicologia-psicoterapia.it

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