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Edward Snwoden: Stiamo Assistendo all’Attacco dei Nostri Sistemi.

Parlare di servizi segreti e privacy per molti può’ apparire una questione che esula dai fatti che avvengono nel mondo, eppure ogni evento, che sia politico finanziario o sociale e’ strettamente legato da questo oscuro strumento nelle mani di governi paralleli che dettano i modi e tempi di sviluppo.

Se una persona ha sempre il cellulare in mano, vota per un partito politico invece che un altro, decide di guardare tutti i giorni il telegiornale, di fare due ore di coda per andare al mare con l’ultimo modello di macchina che c’è sul mercato, o accetta di buon grado lo sterminio di 5 milioni di Iracheni tra cui oltre 500,000 bambini, (E potrei andare avanti ore a menzionare ogni casistica) lo dobbiamo ai servizi segreti che attingono ogni informazione su di noi e da queste, le potenti lobby politico economico finanziarie, (Ma ce ne sono molte altre) possono con estrema facilita’ indurre ogni individuo a fare le scelte che loro vogliono.

Tutto questo e’ sviluppato attraverso un lavoro congiunto, strutturato su più’ livelli, per esempio, la reazione scomposta di gran parte dalla popolazione al fenomeno del CoronaVirus, e’ facilmente gestibile attraverso un capillare controllo di tutti i commenti e le reazioni che vengono tutte registrate, da questo poi gli organi di informazione mainstream possono facilmente manipolare il comportamento, attraverso una comunicazione e un linguaggio compatibile e sopratutto penetrante sotto l’aspetto ricettivo da parte delle masse, un po’ come insegnano agli allenatori di calcio, quando menzionano ripetutamente all’infinito la parola ”Importante”, la loro autonomia di pensiero e’ zero quando dicono questa frase, ma i professori di comunicazione glie lo hanno insegnato nella scuola calcio lo ripetono come i pappagalli. ”fa effetto”, non dimentichiamolo.

Io per esempio, sto scrivendo questo articolo e un computer quantico dall’altra parte del mondo sta registrando tutto quello che digito e correggo anche se non ho pubblicato ancora nulla, allo stesso modo se ho un televisore SMART (Tutti lo hanno attualmente) anche se e’ spento, vede e registra la mia voce e tutto quello che dico senza un mio esplicito consenso e non e’ nulla di strano, vi domanderete che cosa serve sapere a qualcuno di quello che dici’, se litighi con tua moglie o parli di politica o di sport, o ti masturbi davanti lo schermo.

Sappi che un miliardo di queste informazioni sono l’ l’imput per scatenare una guerra in Congo o in Venezuela, o proporre la figura adatta da inserire al vertice di un paese come l’Italia (E’ già avvenuto e avverrà’) la somma dei dati, conoscendo le inclinazioni di ognuno di noi, mette le basi per cambiare il sistema di riferimento e dare il via ad una comunicazione diversa e mirata a misura d’uomo, in sincronia con gli indirizzi economico e commerciali da proporre.

Il via ad un servizio da analogico a digitale e’ servito solo a questo.

Il sistema analogico per la Televisione era semplicemente il meglio che l’uomo potesse creare (E non costava nulla) per trasmettere immagini, (Mi fido di Tesla) ma sono riusciti a convincerci del contrario attraverso i mille inganni della televisione, che al grande pubblico comunica di definirsi composta da persone serie e professionali.

Per darvi un idea di quello che dico su quanto riguarda la segretezza e la fruibilità’ dei dati che noi ritentavamo persi, vi racconto un fatto a me accaduto, tempo fa stavo sistemando il mio computer e tra una cosa e l’altra inserisco il mio nome in un motore di ricerca statunitense sconosciuto, cosi tanto per vedere quello che veniva fuori, e mi appare un inserzione che feci oltre 20 anni fa su un newsgroup con tutti i dettagli e i commenti dell’epoca, devo confessarvi che mi sono trovato un po’ in imbarazzo a distanza di tempo, per quello che scrissi.

I servizi di spionaggio sanno tutto delle persone comuni, se il signor Brusegan (Nome di fantasia) pensa che non ha nulla da nascondere, può’ anche dire la verità’, ma per chi controlla il personaggio in questione, conta molto sapere che il signor Brusegan non ha nulla da nascondere, l’ignara persona se lo sa’, dice che se ne frega……..ma e’ già fregato e lui non lo sa’.

I politici poi sono come uomini nudi alla luce del sole, intercettazioni telefoniche audio e tutto l’hi tech che li circonda, pensate che ci sono capi di governo che dall’alto della loro stupidita’ credono di essere al di sopra di ogni sospetto (Il fatto che non siamo predisposti a pensare probabilmente e’ l’unica giustificazione)

Avete mai visto come cambiano opinione politica da un giorno all’altro, e non solo in Italia?

Quando servono, li lasciano fare e quando la loro funzione fuoriesce dagli schemi prestabiliti, si mette mano agli scheletri che tutti hanno nell’armadio e si ristabiliscono le cose. (Anche la visita dell’amante incide)

Al termine di questa prefazione all’intervista di Edward Snowden vorrei tanto poter dare un consiglio su quello che sarebbe meglio fare, ma non posso farlo (Per quello che servirebbe) perché sono spiato come voi……..meglio ragionare con la vostra testa magari all’aria aperta

Lontano dal 5g o il Cellulare

Toba60 Sempre di corsa ma al Vostro Fianco

‘Se mi capita di cadere da una finestra, puoi essere sicuro che sono stato spinto’

Edward Snowden

In un’intervista der SPIEGEL, l’informatore Edward Snowden parla di come è riuscito a ingannare l’agenzia di intelligence più potente del mondo, della sua vita in Russia e del motivo per cui Internet deve essere reinventato.

Prenota una suite in un hotel di lusso a Mosca, invia il numero della stanza criptato a un numero di cellulare predeterminato e quindi attendi un messaggio di ritorno che indica un orario preciso: Incontrare Edward Snwoden è praticamente esattamente come i bambini immaginano il grande gioco dello spionaggio. Ma poi, lunedì, era lì, in piedi nella nostra stanza al primo piano dell’Hotel Metropol, pallido e dall’aspetto fanciullesco come lo era quando il mondo lo vide per la prima volta nel giugno 2013. Negli ultimi sei anni, ha vissuto in esilio russo. Gli Stati Uniti lo hanno considerato un nemico dello stato, proprio lì con Julian Assange, da quando ha rivelato, con l’aiuto dei giornalisti, l’intera portata del sistema di sorveglianza gestito dalla National Security Agency (NSA). Per un bel po ‘ di tempo, però, rimase in silenzio su come ha contrabbandato i segreti fuori dal paese e quali fossero le sue motivazioni personali.Ora, però, ha scritto un libro su di esso. Sarà pubblicato in tutto il mondo il 17 settembre con il titolo “Record permanente”. Prima della pubblicazione, Snowden ha trascorso più di due ore e mezza rispondendo pazientemente alle domande di DER SPIEGEL.

DER SPIEGEL: Mr. Snowden, hai sempre detto: “Io non sono la storia.” Ma ora hai scritto 432 pagine su di te. Perché?

Edward Snowden: Perché penso che sia più importante che mai spiegare i sistemi di sorveglianza di massa e manipolazione di massa al pubblico. E non posso spiegare come questi sistemi sono venuti ad essere senza spiegare il mio ruolo nell’aiutare a costruirli.

DER SPIEGEL: Non era altrettanto importante quattro o addirittura sei anni fa?

Snowden: Quattro anni fa, Barack Obama era presidente. Quattro anni fa, Boris Johnson non c’era e l’AfD (il partito populista tedesco Alternative per la Germania) era ancora una specie di scherzo. Ma ora, nel 2019, nessuno ride. Quando si guarda in giro per il mondo, quando si guarda alla crescente fazioni della società, quando si vede questa nuova ondata di autoritarismo che attraversa molti paesi: ovunque le classi politiche e commerciali si stanno rendendo conto che possono usare la tecnologia per influenzare il mondo su una nuova scala che non era precedentemente disponibile. Stiamo vedendo i nostri sistemi sotto attacco.

DER SPIEGEL: Quali sistemi?

Snowden: Il sistema politico, il sistema giuridico, il sistema sociale. E abbiamo la propensione a pensare che se ci liberiamo delle persone che non ci piacciono, il problema è risolto. Noi diciamo: “Oh, è Donald Trump. Oh, sono Boris Johnson. Oh, sono i russi” Ma Donald Trump non è il problema. Donald Trump è il prodotto del problema.

DER SPIEGEL: Un errore di sistema.

Snowden: Sì. Ed è per questo che sto scrivendo questo libro ora.

DER SPIEGEL: Si scrive che si voleva dire la verità. Qual è stata la più grande bugia che la gente ha detto su di te?

Snowden: Oh, Dio, ce n’è un miliardo di quelli. Il più grande è stato

…DER SPIEGEL: che sei una spia russa?

Snowden: Nemmeno quella, ma che era il mio piano per finire in Russia. Anche l’NSA ammette che la Russia non era la mia destinazione prevista. Ma la gente lo ripete perché è colpa per associazione. Fa parte di questa tipica guerra, che sta succedendo in questo momento. I fatti non contano. Quello che sai è meno importante di quello che provi. È corrosivo per la democrazia. Non possiamo essere sempre più d’accordo sulle cose. Se non riesci nemmeno a riconoscere ciò che sta accadendo, come puoi avere una discussione sul perché sta accadendo?

DER SPIEGEL: Mentre scrivi, hai scoperto delle verità su di te che non ti piacevano?

Snowden: La cosa più poco lusinghiera è rendermi conto di quanto fossi ingenuo e credulone e di come questo potesse trasformarmi in uno strumento di sistemi che usassero le mie abilità per un atto di danno globale. La classe di cui faccio parte, la comunità tecnologica globale, è stata apolitica per più tempo. Abbiamo questa storia di pensiero: “Faremo il mondo migliore”.

DER SPIEGEL: Era questa la tua motivazione quando sei entrato nel mondo dello spionaggio?

Snowden: Entrare nel mondo dello spionaggio suona così grande. Ho appena visto un enorme panorama di opportunità perché il governo nel suo blitz di spesa dopo l’11 settembre era disperato nell’assumere chiunque avesse competenze tecniche di alto livello e un’autorizzazione. E mi è capitato di avere entrambi. Era strano essere solo un bambino ed essere portato nel quartier generale della CIA, messo a capo dell’intera rete dell’area metropolitana di Washington.

DER SPIEGEL: Non era anche affascinante poter invadere praticamente la vita di tutti attraverso l’hacking sponsorizzato dallo stato?

Snowden: Devi ricordare, all’inizio non sapevo nemmeno che la sorveglianza di massa fosse una cosa perché lavoravo per la CIA, che è un’organizzazione di intelligence umana. Ma quando sono stato rimandato al quartier generale della NSA e la mia ultima posizione per lavorare direttamente con uno strumento di sorveglianza di massa, c’era un ragazzo che doveva insegnarmi. E a volte girava sulla sua sedia, mostrandomi i nudi della moglie del bersaglio che sta guardando. E lui: “Bonus!

“DER SPIEGEL: C’è stata una svolta per te?

Snowden: No, è successo nel corso degli anni. Ma ricordo un momento specifico: nella mia ultima posizione ero un analista delle infrastrutture. Ci sono fondamentalmente due forme di analisti di sorveglianza di massa presso l’NSA. Ci sono analisti di persona, tutto quello che fanno è leggere il traffico di Facebook delle persone, le loro chat, i loro messaggi. Gli analisti dell’infrastruttura vengono spesso utilizzati per controhacking. Stiamo cercando di vedere cosa ci hanno fatto gli altri, senza avere nomi o numeri. Invece di monitorare le persone, stai monitorando i dispositivi.

DER SPIEGEL: Come un computer pubblico?

Snowden: Vorremmo, per esempio, tracciare un computer in una libreria e accendere la fotocamera per guardare effettivamente gli utenti. E si sarebbe registrare e memorizzare il file video di distanza nel caso in cui finisce per essere interessante più tardi. Abbiamo un sacco di foto al naso alto dei cybercafé iracheni. Quindi in qualche modo mi sono imbattuto in una registrazione di questo tizio che era un ingegnere da qualche parte nel sud-est asiatico ed era stato a fare domanda per un lavoro in qualche università che era sospettato di essere imparentato con un programma nucleare o un attacco informatico. Non me lo ricordo nemmeno perché c’è sempre qualche giustificazione. E quest’uomo aveva il suo bambino in grembo, che era innocentemente sbattere sulla tastiera.

DER SPIEGEL: È stato allora che hai avuto un di coscienza?

Snowden: Sapevo che stavo usando strumenti di sorveglianza di massa. Ma era stato tutto molto astratto. E improvvisamente si vede una persona che ti guarda attraverso lo schermo. Non sanno che ti stanno guardando, ovviamente. Ma ti rendi conto che, mentre la gente legge, le stiamo leggendo. E questi sistemi erano arrivati a questo punto senza che nessuno lo sapesse. Mi ci è voluto un’eternità per sviluppare un senso di scetticismo. Ma una volta che ha iniziato a poco a poco, ha continuato a svilupparsi perché sei più consapevole. Stai cercando più contraddizioni in ciò che i tuoi datori di lavoro ti dicono e cosa fanno realmente.

DER SPIEGEL: Ti sei ammalato gravemente e sei caduto in depressione. Hai mai avuto pensieri suicidi?

Snowden: No! Questo è importante per la cronaca. Non sono ora, né mai stato suicida. Ho un’obiezione filosofica all’idea del suicidio, e se mi capita di cadere da una finestra, puoi essere sicuro di essere stato spinto.

DER SPIEGEL: Quando hai iniziato a raccogliere le informazioni che in seguito sarebbero state conosciute come i file di Snowden, stavi lavorando alle Hawaii per l'”Office of Information Sharing”. Sembra uno scherzo.

Snowden: Ero l’unico dipendente di questo ufficio. Sono finito su quella sedia per caso. Dopo il mio spavento per la salute, stavo cercando di prendermela comoda, ricostruire la mia relazione, riparare tutta quella roba. Mi ha dato il mandato di avere accesso a tutto. E per pura possibilità, ero collocato tra un importante team di ingegneri di sistemi Windows. Sapevano che avevo esperienza come amministratore di sistema e ingegnere. E loro sono come: Oh, ci può aiutare sul lato. Così ho avuto un accesso ridicolo. È stato un accesso incredibile. L’NSA non si è mai resa conto di quanto sarei stato bravo in quel lavoro di condivisione delle informazioni.

DER SPIEGEL: Era in un ufficio sotterraneo, giusto?

Snowden: Sì, era che nel “tunnel”. C’è questa lunga strada che attraversa il centro di Oahu. E c’è solo questo piccolo parcheggio che si spegne a sinistra davanti a una massiccia base aerea, che è una struttura chiusa dell’NSA. E dal parcheggio si passa attraverso un lungo tunnel in una collina, su cui crescono ananas.

DER SPIEGEL: Come hai contrabbandato i file fuori da questo complesso?

Snowden: C’è un limite a quali dettagli posso andare, perché un giorno potrei essere in tribunale. Non che sia davvero importante, perché se mai sarò in un’aula di tribunale, passerò il resto della mia vita in prigione.

DER SPIEGEL: Si scrive che a volte contrabbandato schede di memoria SD all’interno di un cubo di Rubik.

Snowden: La parte più importante del cubo di Rubik era in realtà non come un dispositivo di occultamento, ma un dispositivo di distrazione. Ho dovuto tirare fuori le cose da quell’edificio molte volte. Ho davvero dato i cubi di Rubik a tutti nel mio ufficio come regali e guardie mi ha visto andare e venire con questo cubo di Rubik tutto il tempo. Quindi ero il cubo di Rubik. E quando sono uscito dal tunnel con il mio contrabbando e ho visto una delle guardie annoiate, a volte gli ho buttato il cubo. E lui: “Oh, amico, avevo una di queste cose quando ero bambino, ma sai, non avrei mai potuto risolverlo. Così ho appena tirato fuori gli adesivi. Questo era esattamente quello che avevo fatto – ma per motivi diversi.

DER SPIEGEL: Hai anche messo le schede SD in bocca.

Snowden: Quando lo fai per la prima volta, stai solo andando giù per il corridoio e cercando di non scuotere. E poi, mentre lo fai più volte, ti rendi conto che funziona. Ti rendi conto che un metal detector non rileverà una scheda SD perché ha meno metallo in esso rispetto alle staffe sui tuoi jeans.

DER SPIEGEL: Hai letto accuse contro ex informatori per imparare dai loro errori. Cosa hai scoperto?

Snowden: Era cercare di determinare dove fossero i punti di massimo pericolo, dove vengono effettuati gli arresti, dove e come vengono eseguite le ricerche. Pensavo che sarebbero state trappole per uomini, dove possono chiuderti lì dentro o all’uscita del tunnel. Poi, una notte, sto uscendo dal parcheggio, e c’è un veicolo della polizia dell’NSA dietro di me. Quindi sono proprio come: Oh mio Dio, guidare con attenzione! Ma se ne stavano andando per la fine della loro giornata e non mi davano fastidio.

DER SPIEGEL: Come hai fatto a far fronte alla prospettiva di essere trattato come un traditore?

Snowden: Devi avere la certezza di fare quello che stai facendo per le giuste ragioni. Non basta credere in qualcosa. Se vuoi davvero che le cose cambino, devi essere in grado di correre un rischio.

DER SPIEGEL: Cosa hai fatto il tuo ultimo giorno alle Hawaii prima di fuggire a Hong Kong per incontrare i giornalisti?

Snowden: Era fondamentalmente tutto affari e tristezza e cercando di venire a patti con come non commettere un errore. Scrivere una nota per Lindsay …

DER SPIEGEL: … che era la tua ragazza al momento, ed è ora tua moglie. Che tipo di biglietto?

Snowden: Solo per dire che devo andare via per lavoro perché non potevo dirle quello che stavo facendo.

Chelsea Manning

DER SPIEGEL: Perché non potevi?

Snowden: Se l’avessi detto a Lindsay, o alla mia famiglia, e non chiamassero immediatamente l’FBI, il governo poteva dire di essere un membro di una cospirazione secondo le leggi degli Stati Uniti

.DER SPIEGEL: Non hai mai detto a Lindsay dei tuoi dubbi e pensieri in modo che potesse capire un po ‘di più su quello che stava succedendo con te?

Snowden: Penso che potesse vedere un cambiamento nel mio umore. Ma ho dovuto stare attento. Se ami qualcuno, non gli dici cose che potrebbero metterle in prigione.

DER SPIEGEL: Ti aspetti di tornare nel tuo paese in un giorno?

Snowden: Sembra sempre più probabile che un giorno sarò in grado di tornare indietro. Non vedi le stesse accuse contro di me nel 2019 che hai fatto nel 2013. Tutte le affermazioni su questo tremendo danno alla sicurezza nazionale sono cadute. Allo stesso tempo, i benefici pubblici di quanto è accaduto nel 2013 sono diventati sempre più chiari.

DER SPIEGEL: Descrivi il tuo arrivo a Mosca come una passeggiata nel parco. Dici che ti sei rifiutato di collaborare con l’agenzia di intelligence russa FSB e ti hanno lasciato andare. A noi sembra incisivo.

Snowden: Penso che ciò che spiega il fatto che il governo russo non mi ha appeso le caviglie e mi ha battuto con uno shock spinto fino a quando sono usciti i segreti era perché tutti nel mondo lo prestavano attenzione. E non sapevano cosa fare. Solo che non sapevano come gestirlo. Penso che la loro risposta sia stata: “Aspettiamo e vediamo”.

DER SPIEGEL: Hai amici russi?

Snowden: Cerco di mantenere una distanza tra me e la società russa, e questo è completamente intenzionale. Vivo la mia vita con la comunità di lingua inglese. Sono il presidente della Freedom of the Press Foundation. E, sai, sono un gatto al coperto. Non importa dove mi trovo — Mosca, Berlino, New York — finché ho uno schermo da esaminare.

DER SPIEGEL: Quindi non c’è vita esterna?

Snowden: Certo che c’è. Incontrerò amici in città e andro’ a mangiare a cena. Vado in giro nel parco con Lindsay. Io guido la metropolitana. Io cavalco i taxi. E condanno regolarmente i diritti umani del governo russo e il loro rifiuto di elezioni libere ed eque. Ma non sto scattando selfie davanti al Cremlino, perché il governo degli Stati Uniti lo userebbe per attaccarmi e screditare tutto il lavoro che faccio.

DER SPIEGEL: L’informatore di WikiLeaks, Chelsea Manning, ha subito una lunga pena detentiva ed è tornato in prigione in questo momento. Il fondatore di WikiLeaks, Julian Assange, è stato imprigionato ed è in attesa di essere estradato negli Stati Uniti. Sei il prossimo?

Snowden: Spero di no. Ma guarda, se avessi voluto vivere una vita sicura, sarei ancora seduto alle Hawaii in paradiso con la donna che amo collezionare un enorme stipendio per fare quasi nessun lavoro. Ma cosa rende una vita? Non è solo chi pensiamo di essere, ma anche le scelte che facciamo. Se non posso tornare a casa nel mio paese, saprò almeno che l’ho reso migliore. E qualunque cosa succeda, è qualcosa con cui posso convivere.

DER SPIEGEL: Le autorità occidentali accusano regolarmente il governo russo di essere uno dei più grandi disgregatori nel mondo digitale. Hanno ragione?

Snowden: La Russia è responsabile di un sacco di attività negative nel mondo, si può dire che giusto ed equo. La Russia ha interferito con le elezioni? Quasi certamente. Ma gli Stati Uniti interferiscono nelle elezioni? Naturalmente,. Lo fanno da 50 anni. Qualsiasi paese più grande dell’Islanda interferirà in ogni elezione cruciale, e lo negheranno ogni volta, perché questo è ciò che fanno i servizi di intelligence. Questo è esplicitamente il motivo per cui si creano operazioni segrete e divisioni di influenza, e il loro scopo come strumento di potere nazionale è quello di chiedere: Come possiamo influenzare il mondo in una direzione che migliori la nostra posizione rispetto a tutti gli altri paesi?

DER SPIEGEL: Chiedete l’abolizione dei servizi di intelligence?

Snowden: Penso che uno dei maggiori problemi nel mondo dell’intelligence sia il rifiuto di separare l’azione segreta, la propaganda e l’influenza dall’intelligenza. Abbiamo bisogno di intelligenza. L’intelligence riduce la probabilità di guerra. Il problema è quando questi servizi diventano un’istituzione propria che non risponde ai desideri dei legislatori, dei responsabili politici e del pubblico, ma in realtà la plasma e la dirige. Diranno sempre: Guarda, se sai questo o quello, la gente morirà. Ma non è quasi mai vero.

DER SPIEGEL: Qual è la soluzione?

Snowden: Dobbiamo fermare la raccolta di sfusi. Se stai guardando tutti nel mondo tutto il tempo nel caso in cui diventino pericolosi, questo è davvero problematico, perché cambia il carattere della società.

DER SPIEGEL: Internet è rotto?

Snowden: Oh, no. Funziona fin troppo bene – ma per le persone sbagliate.

DER SPIEGEL: È possibile reinventare Internet, come ha suggerito il pioniere di Internet Tim Berners-Lee?

Snowden: Rispetto molto Tim Berners-Lee. Sta spingendo per un ri-decentralizzazione di internet. L’idea è che possiamo fare un internet che è più individualmente di proprietà senza dover essere incredibilmente difficile da mantenere e amministrare.

DER SPIEGEL: Come potrebbe funzionare?

Snowden: Cosa abbiamo oggi? Abbiamo Facebook, Google, grandi data center in tutto il mondo, e questi ragazzi stanno amministrando da remoto i computer. Invii le tue richieste a Google. Quando stai cercando il modo giusto, chiedi a Google Maps. Google elabora la richiesta e ti invia i risultati. È lo stesso con il riconoscimento vocale, Siri, Alexa e il resto. Ma oggi, i telefoni sono enormemente più capaci di prima. Le richieste sono sempre più risolvibili senza fare affidamento sul cloud. E come questo accade, possiamo iniziare a spostare tutte queste funzionalità ai bordi perché, dopo tutto, perché Google ha bisogno di sapere dove stai andando? Non è necessario sapere che per un’applicazione mappe per funzionare, anche se affermano di farlo.

DER SPIEGEL: Ma le persone sembrano accontentarsi dell’utilizzo di Facebook, Google Maps e Siri?

Snowden: Guarda il telefono su questo tavolo.Potresti dirmi cosa sta facendo mentre lo schermo è spento?

DER SPIEGEL: Non proprio.

Snowden: Beh, posso dirvi con una certa autorità che questo telefono sta comunicando centinaia o migliaia di volte al minuto. Sta contattando una rete pubblicitaria, analizzando il tuo comportamento, monitorando la tua posizione e così via. Il problema centrale è che sta accadendo in modo invisibilmente. Supponiamo che si potrebbe semplicemente colpire un’icona e tutta l’attività nascosta si fermerebbe, lo faresti?

DER SPIEGEL: Certo.

Snowden: Ma in questo momento, questa non è un’opzione che ci viene resa disponibile. Dicono solo: scorri verso il basso in questa finestra, fai clic su “Accetto” e la tua vita sta migliorando. E se nessun altro lo sfiderà, lo farò il mio dannato io, perché la cosa principale in questo momento è la visibilità di questa predazione.

DER SPIEGEL: Qual è stato il momento più difficile per te negli ultimi sei anni?

Snowden: Lasciando Lindsay. Perché è il vero crimine di cui sono colpevole. Sono probabilmente il peggior ragazzo della storia degli Stati Uniti.

DER SPIEGEL: Come ex spia, sai come disinformare e interrompere. Perché dovremmo credere a tutto quello che scrivi nel tuo libro?

Snowden: Non dovresti. E ‘stato un libro molto difficile da scrivere, e penso di essere stato troppo onesto. In realtà, la lezione che dovresti prendere da essa è: Domanda me, dubito di me, essere scettico. Ma poi essere scettici anche delle persone che sono effettivamente al comando.

DER SPIEGEL: Signor Snowden, grazie mille per questa intervista.

Von Martin Knobbe und Jörg Schindler

Fonte: Der Spiegel

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