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Il Virus del Totalitarismo nel Nostro Mondo e nelle Nostre Menti

Cosa sta succedendo nel mondo, si stanno sgretolando giorno dopo giorno tutti i principi che nei secoli si erano consolidati con tanta fatica, di chi e’ la colpa di tutto questo ……

C. G. Jung

Guardati allo specchio e avrai il solo interlocutore attendibile che ti può’ dare una riposta precisa.

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Il Virus del Totalitarismo

Dovrebbe attirare la nostra attenzione il fatto che ogni persona o gruppo di persone che hanno scoperto ciò che i nativi americani chiamano la malattia wetiko la considerano all’unanimità l’argomento più importante, è stato chiamato “l’argomento degli argomenti” – da comprendere nel nostro mondo di oggi.

La psicosi wetiko che può essere concepita come un virus della mente, è alla radice di ogni crisi che affrontiamo il cambiamento climatico (e la nostra mancanza di risposta e confusione intorno al problema), la minaccia della guerra nucleare, l’ingiustizia sociale, il malaffare politico, la minaccia del fascismo, la corruzione finanziaria, la guerra senza fine, ecc.

Chiamato con molti nomi diversi nel corso della storia, lo spirito del wetiko rende ogni altra questione secondaria, perché il wetiko è l’ombrello che contiene, sussume, informa e sottende ogni forma di distruzione di sé e degli altri che la nostra specie sta attuando nel nostro mondo su ogni scala. Se non veniamo a patti con ciò che il wetiko ci sta rivelando, tuttavia, nient’altro avrà importanza, poiché non ci sarà più alcuna specie umana.

Il grande medico dell’anima C. G. Jung seguiva totalmente il wetiko (solo che non aveva il nome indigeno), riferendosi ad esso come “la psicosi totalitaria”. Essendo che le forze totalitarie si stanno insinuando in tutto il mondo, è molto opportuno fare luce su questa psicosi totalitaria che è alla base di questo processo nel mondo.

Una forma di cecità psichica, il wetiko è una malattia psico-spirituale che lavora attraverso i punti ciechi dell’inconscio e le tendenze proiettive della mente in modo da ipnotizzarci attraverso il potere creativo della nostra mente di modellare la realtà. Questo virus mentale ha potere su di noi solo nella misura in cui non viene visto, tuttavia, il che significa che il modo per guarirlo è vedere come opera, sia nel mondo che all’interno della nostra mente.

Non vincolato dalle leggi convenzionali dello spazio e del tempo tridimensionale, il wetiko non è locale. È una malattia interiore dell’anima che si rivela attraverso la tela del mondo esterno.

Il wetiko ha la capacità magica di estendersi nel mondo e di configurare apparentemente gli eventi esterni in modo da esprimersi e darsi forma materiale vivente. In altre parole, il wetiko non si limita a recitare se stesso all’interno della nostra mente, ma attraverso l’influenza del nostro inconscio e delle sue reazioni, riesce a recitare se stesso in grande, in forma corposa, nel mondo.

Questo per dire che ciò che accade nel mondo – proprio come un sogno – è un riflesso di un processo che avviene nel profondo della psiche. Attraverso questa capacità magica di esprimersi attraverso il mezzo del mondo esterno, il wetiko si nasconde e si rivela allo stesso tempo, a seconda del nostro punto di vista e livello di consapevolezza.

Possiamo capire meglio le operazioni psicologiche segrete del wetiko riflettendo su come questo virus mentale lavora all’interno della psiche individuale, e riconoscere come questo processo interiore si rispecchia e si manifesta nel mondo.

Quando qualcuno è preso dal virus mentale wetiko, è come se un potere alieno invadente gradualmente sussumesse tutte le parti sane del corpo politico e requisisse la funzione esecutiva della psiche in modo da soddisfare la propria agenda, che è il motivo per cui la persona presa in consegna spesso agisce in modi che sono diametralmente opposti ai suoi propri interessi.

In un colpo di stato psichico, il virus wetiko può usurpare e soppiantare una persona, che diventa il suo burattino e la sua marionetta. Una volta che il virus wetiko diventa sufficientemente radicato all’interno della psiche umana, la prima direttiva che coordina il comportamento di una persona proviene dalla malattia, poiché è ora al posto di guida.

Man mano che il wetiko colonizza la psiche – centralizzando il potere e il controllo nel processo – alla fine incorpora un regime apparentemente autonomo che stabilisce una brutale egemonia sulle parti sane della personalità e diventa un’autocrazia parassitaria all’interno del grande corpo politico della psiche. Una volta ottenuta una sovranità sufficiente, il wetiko forma qualcosa di simile a un regime totalitario – quello che Jung chiama “un governo ombra dell’Io” – all’interno della psiche che poi detta legge all’Io. Ecco perché Jung, quando si riferisce al wetiko, lo chiama “psicosi totalitaria”.

Il paesaggio interno della psiche wetikoized si rispecchia nel mondo esterno attraverso le forze totalitarie con il corrispondente “governo ombra” che ne deriva – con la sempre crescente centralizzazione del potere e del controllo – che si è infiltrato nella nostra democrazia e si sta insidiosamente estendendo in tutto il mondo.

Sia all’interno della nostra psiche che nella nostra presunta democrazia, ci è permessa la nostra apparente libertà, ma solo finché non minaccia la sovranità e il dominio del potere arconico “dominante”. Espressione della sua propensione a voler usurpare la funzione esecutiva di qualsiasi sistema vivente che abita, la parola “arconte” (il termine gnostico per wetiko) significa etimologicamente “dominatore”.

A meno che non siamo persi nella negazione, è chiaro che stiamo vivendo in un momento in cui le forze totalitarie (anche se nella sua forma meno familiare di “totalitarismo morbido”) sono riemerse nel panorama politico. Per citare Henry A. Wallace, vicepresidente sotto Franklin Delano Roosevelt, “Il fascismo è una malattia mondiale” (notare la somiglianza con le parole dello psicologo William James, “Il male è una malattia”).

C’è qualcosa nella metafora della malattia che si adatta così precisamente a ciò che sta realmente accadendo nel nostro mondo che indica che non è una semplice metafora. I media mainstream hanno persino usato il termine “Virus dell’autoritarismo” per indicare la tendenza al totalitarismo che sta accadendo sia negli Stati Uniti che nel mondo.

In una nazione e in un mondo che tende al totalitarismo, diventa sempre più difficile discernere la verità dalla finzione. La malattia del totalitarismo può fiorire solo quando il confine tra fatto e finzione fa perdere alla gente la capacità di percepire la realtà.

Il collasso della distinzione tra verità e menzogna lubrifica i pattini per un’occupazione totalitaria della coscienza. Un regime totalitario non è solo una situazione esterna, ma può avere luogo solo se ha un corrispondente referente interno nella psiche. Uno stato totalitario dipende dal fatto che, psicologicamente parlando, le persone siano costrette a mentire a se stesse, il che invariabilmente si traduce nel diventare inautentici, fuori dall’integrità con la loro stessa anima – e quindi, disconnessi dal loro vero potere creativo.

La “più grande minaccia del fascismo per gli Stati Uniti”, per citare ancora Wallace, si manifesterà “all’interno degli stessi Stati Uniti”. In altre parole, la più grande minaccia alla nostra democrazia non verrà da forze esterne, ma da forze originate all’interno del nostro stesso corpo politico. Questo è un riflesso speculare di come la più grande minaccia della malattia wetiko – la psicosi totalitaria che ci minaccia tutti – non viene dall’esterno, ma nasce all’interno della nostra psiche. “La psicosi totalitaria”, scrive Jung, “ci costringe a prestare attenzione alla psiche e alla nostra abissale incoscienza di essa”.

Se non ci rendiamo conto che la nostra attuale crisi mondiale – con la sua tendenza al totalitarismo – ha le sue radici all’interno ed è l’espressione di un processo in corso nel profondo della psiche umana (vale a dire, in ognuno di noi), saremo condannati a offrirci inconsapevolmente nelle sue mani sinistre. Come in un sogno ricorrente, il nostro incubo totalitario si amplificherà all’infinito in forme sempre più terrificanti, finché non riceveremo il messaggio che ci sta offrendo liberamente.

Dobbiamo riconoscere che le forze totalitarie che emergono nel nostro mondo stanno riflettendo – e sia letteralmente che simbolicamente rivelando componenti d’ombra della nostra psiche, mentre allo stesso tempo, in un processo non lineare e acausale che avviene sia atemporalmente (fuori dal tempo) che nel tempo (lineare), sono informate e influenzate dallo stesso processo psicologico interno che stanno riflettendo. Questo significa rendersi conto che l’interno e l’esterno sono simultaneamente coesistenti e reciprocamente co-evocanti l’uno con l’altro.

Riconoscere questa correlazione e qualità riflessiva istantanea tra i mondi esterni e interni apparentemente disparati apre un percorso dentro di noi che espande la nostra coscienza e ci aiuta a svegliarci alla natura onirica della realtà. Questa realizzazione sblocca in noi poteri “creativi” (in contrasto con quelli “distruttivi”) prima inimmaginabili che non sapevamo di avere. Questo è il processo stesso che dissipa la presa del wetiko su di noi, mettendo nelle nostre mani gli strumenti che generano creatività di cui abbiamo bisogno per iniziare a smantellare la psicosi totalitaria nel nostro mondo.

Il nostro mondo dipende da questo.

Paul Levy

Fonte: awakeninthedream.com

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