La Matematica del Collasso Demografico
Ho da tempo fatto mio il pensiero che siamo tutti una cosa sola, ma l’idea che una qualsiasi comunità abbia come punto di riferimento Adolf Hitler, Donald Trump, Javier Milei o la Giorgia Nazionale e decida di procreare una generazione che si ispiri a loro, onestamente mi fa un po’ incazzare! 🙁
Toba60
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Ormai lo sanno tutti: facciamo sempre meno figli.
L’Italia ha uno dei tassi di fertilità più bassi del pianeta: 1,2 figli per donna contro i 2,1 necessari al ricambio generazionale.

Lo stesso trend si osserva in quasi tutti i Paesi sviluppati.
In altre parole, c’è una buona probabilità che la tua linea familiare si interrompa nel giro di una o due generazioni.
Conosciamo già le spiegazioni comuni: stipendi bassi, case costose, individualismo, emancipazione femminile, crisi morale.
Noi siamo qui per guardare la questione da una prospettiva diversa.
Qualunque sia la causa, il vero problema non è che non facciamo più figli.
È che c’è qualcuno che continua a farli.
Da una parte c’è la generazione in estinzione: istruita, urbana, con una carriera da costruire. Chiunque creda nella parità tra i sessi, nella libertà personale, nel diritto di ciascuno a scegliere se e quando avere figli. Brutte notizie: tu e io siamo probabilmente qui dentro.
Dall’altra, chi non si riconosce in questi valori. E che, però, fa più figli di tutti.
Pro-natalisti della Silicon Valley, comunità islamiche o ebrei ultra-ortodossi.
Oggi non proveremo “solo” a spiegare il collasso demografico.
Proveremo a capire chi ne uscirà vincitore.
Di chi è la colpa?
Iniziamo dalla domanda da un milione di dollari: perché facciamo meno figli?
Il dibattito pubblico si divide in due correnti di pensiero.
La prima sostiene che le cause siano prevalentemente economiche. Se le nuove generazioni hanno stipendi troppo bassi, lavori instabili e difficoltà ad acquistare una casa, difficilmente metteranno su famiglia.
Liscio come l’olio. Anche noi abbiamo sostenuto questa tesi.
Ma la seconda scuola di pensiero ribatte: se il problema fosse solo economico, perché anche le società più ricche del mondo – tipo la Svezia – fanno sempre meno figli?
Forse il problema non è economico. Forse è culturale.
Ok, culturalisti, un punto a favore per voi. Individualismo, carriera e libertà di scelta sono chiaramente parte della storia.
Comunque sia, entrambe le spiegazioni lasciano aperta una domanda cruciale: perché il collasso demografico non colpisce tutti allo stesso modo?

Nota: i dati provengono da fonti diverse (Eurostat, Ufficio centrale di statistica israeliano, registri comunitari Amish) e anni diversi — utili per mostrare l’ordine di grandezza del divario, non un confronto anno per anno perfettamente omogeneo.
Com’è possibile che gruppi sociali immersi nello stesso mondo moderno continuino ad avere due, tre, perfino cinque volte più figli della media?
La verità sul dibattito demografico risiede nella risposta a questa domanda.
Perché la frattura fondamentale non riguarda solo l’economia o la cultura.
Riguarda la religione.
Il paradosso della modernizzazione
La modernizzazione è bellissima: abbiamo il bagno in casa, possiamo vivere ottant’anni, mangiare le fragole anche a dicembre e così via.
Ma tutto questo ha un costo.
La modernizzazione crea un nuovo ambiente secolarizzato. All’interno di esso non opera più soltanto la selezione naturale, ma anche quella economico-culturale: gli individui “vincitori” hanno un’istruzione più elevata, più orizzonti di carriera, più libertà e prospettive di vita.
La scomparsa dei giovani. Le 10 mappe che spiegano il declino demografico dell’Italia (In Italiano)
C’è un problema: per ottenere o mantenere questi vantaggi, i “vincitori” devono tendenzialmente sacrificare la genitorialità: rimandarla, ridurla, o rinunciarvi del tutto.
Così, i vincitori della selezione economico-culturale diventano spesso i perdenti di quella biologica: conquistano il presente, ma rinunciano al futuro.
E viceversa.
Ci sono gruppi che rifiutano esplicitamente la secolarizzazione moderna. Quasi sempre, sono comunità religiose ortodosse: per loro tradizione, comunità e famiglia contano più della libertà di scelta individuale.
Eric Kaufmann è tra i primi ad aver studiato questo meccanismo:
Le donne religiose tendono ad avere più figli rispetto a quelle non religiose.. […] Nell’arco di più generazioni, questo processo può produrre profondi cambiamenti sociali e politici.
I religiosi erediteranno la terra? (2010)
La maggior parte di questi gruppi religiosi non lo fa consapevolmente. Semplicemente, la loro struttura valoriale è l’unica rimasta capace di prosperare demograficamente nell’era moderna.
Ma c’è anche chi questo meccanismo l’ha capito fino in fondo.
E non arriva dalle periferie del mondo. Arriva dal suo centro economico: la Silicon Valley.
Simone e Malcolm Collins sono una coppia di investitori che ha dato vita a un movimento pronatalista a cui guardano alcuni degli uomini più ricchi del pianeta.
Tra loro c’è anche il più ricco di tutti: Elon Musk (che ha ben tredici figli).

Perché potremmo essere tutti spacciati
Ricapitolando: alcuni gruppi religiosi resistono alla crisi demografica. In futuro, essi saranno molto più numerosi rispetto ai secolarizzati.
Qual è il problema? Dopotutto, la storia è fatta di cambiamenti e mescolanze.
Il punto, forse l’avrete capito, sta nel motivo per cui questi gruppi resistono.
Essi sono dotati di un anticorpo culturale.
E quest’ultimo consiste nel rifiuto di alcuni dei principi fondamentali della nostra civiltà: la libertà individuale, l’emancipazione delle donne e la separazione tra la sfera religiosa e quella pubblica.
Più cresceranno demograficamente, più aumenterà il peso di quei valori che oggi permettono loro di crescere.
A quel punto, chi potrebbe garantire che i secolarizzati restino maggioranza?
Si potrebbe rispondere con la tesi dell’assimilazione. Prima o poi, anche i gruppi più chiusi finiscono per aprirsi al mondo che li circonda. Generazione dopo generazione, i giovani vengono assorbiti dalla modernizzazione e dai suoi valori.
Tutto corretto.
Ma il punto è un altro, e riguarda la matematica.
Assimilare diecimila persone è molto più facile che assimilarne un milione.
Soprattutto se quel milione, alla generazione successiva, diventa il doppio.
O il triplo.
Il nostro futuro dipenderà da questo: l’assimilazione riuscirà a correre più veloce della crescita demografica?
Lazarus
Fonte: lazarusgd.substack.com & DeepWeb
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