toba60

l’Ultima Terrificante Cospirazione Della Globalità

E’ ora di dire le cose come stanno, e’ inutile girarci attorno, quello che dico sicuramente può’ urtare la suscettibilità’ delle persone, ma affrontare le questioni voltando la testa da un altra parte non e’ la cosa giusta da fare.

E’ chiaro ed evidente che nessuno tra coloro tengono le redini del comando hanno mai avuto l’intenzione di porre fine ad ogni ingiustizia sociale, economica, politica e istituzionale, inutile pensare che qualcuno di loro si presti ad una qualsiasi possibile soluzione.

Quando vedo negozianti, operai, albergatori, ristoratori e tutte quelle categorie (praticamente tutte) che stanno subendo le conseguenze dettate delle ristrettezze legislative, lamentarsi per le inadempienze dello stato, non hanno ancora consapevolezza che la direzione intrapresa, è quella di chi il dramma lo deve creare e non risolvere.

Non devono risarcire i cittadini e non devono tutelare gli anziani, non devono ristrutturare il paese e non devono risolvere il problema pandemico, e non …..devo andare ancora avanti?

Nulla di tutto quello sarebbe giusto fare e’ mai stato messo in atto e mai verrà’ fatto, a cominciare da una legislatura adeguata per non parlare del diritto ad una moneta sovrana di proprietà’ del popolo e non di una ristretta cerchia di persone.

Non serve più’ il voto, ne una maggioranza al governo e non e’ sufficiente nemmeno la sola onesta’, che da sola serve poco di fronte ad un quadro generale che non lascia spazio ai sentimenti.

E’ lecito piangere, ma e’ quello che vogliono, e’ legittimo arrabbiarsi e questo fa il loro gioco, e’ normale deprimersi e’ questo il loro scopo, e’ consuetudine implorare aiuto, e’ ciò’ che desiderano più’ di ogni altra cosa perché e’ quello l’obbiettivo, e’ spontaneo criticare con odio, e’ la sola cosa che li tiene in vita.

Le collettività mondiale non ha ancora capito che gli obbiettivi non sono più’ gli stessi, anzi, non lo sono mai stati, solo che ora hanno creato la condizione ideale per tenere tutto per se’.

La soluzione?

Sta a te decidere cosa fare, ma non chiederlo a loro

Toba60

P.S.

Il testo in Inglese allegato all’articolo e’ antecedente alla pandemia mondiale, ed aveva anticipato esattamente ogni evento ora sotto gli occhi di tutti, lascio a voi ogni considerazione e’ inutile lamentarsi adesso, se tutto va male la colpa non e’ solo loro.

“IL GRANDE RESET”

‘ULTIMA TERRIFICANTE COSPIRAZIONE DELLA GLOBALITÀ – COVID 19 L’ APOCALISSE BIBLICA PERPRETATA NEI TRE SECOLI DAI “NERI ROTHSCHILD”

Da quando ha fatto il suo ingresso sulla scena mondiale, COVID-19 2019 ha strappato il copione esistente su come governare i paesi, vivere con gli altri e prendere parte all’economia globale in modo drammatico.

Professor Klaus Schwab e CEO e fondatore del barometro mensile e Thierry Malleret esplora queste interruzioni nel loro nuovo libro, COVID-19: The Great Reset

The Great Reset», ordinato dal World Economic Forum (WEF), il club esclusivo che ogni anno riunisce a Davos, in Svizzera, i supermiliardari e i leader politici del mondo per tracciare gli scenari futuri e come affrontarli.

Il rapporto è firmato da Klaus Schwab, 82 anni, da sempre grande regista del club di Davos, e da un suo collaboratore: Thierry Malleret direttore del Global Risk Network, che opera all’interno del WEF.

Questa nuova bibbia dei supermiliardari non cela affatto il cinismo, ma usa un linguaggio chiaro, perfino spietato: «Molti si chiedono quando torneremo alla normalità.

La risposta è concisa: mai.

Ci sarà per sempre un’epoca di ‘prima del Coronavirus’ e ‘dopo il Coronavirus’.

Il peggio della pandemia deve ancora venire». Ancora: «Affronteremo le sue ricadute per anni e molte cose cambieranno per sempre.

Ha provocato sconvolgimento economici di proporzioni monumentali, e continuerà a farlo. Nessuna azienda sarà in grado di evitare l’impatto dei cambiamenti futuri.

O tutti si adatteranno all’Agenda del Great Reset, o non sopravviveranno. Milioni di aziende rischiano di scomparire, soprattutto quelle di dimensioni piccole. Soltanto poche saranno abbastanza forti da sopportare il disastro».

Grazie alla blogger francese, Virginie Février, che ha fatto una sintesi del rapporto citando i passaggi più incisivi, è possibile capire che cosa Schwab e Malleret intendono per grande riassetto: «Alcuni industriali e alcuni quadri superiori rischiano di confondere il reset con un reinizio.

Ma non sarà un reinizio, non può succedere.

Le misure di distanziamento sociale e fisico rischiano di persistere ben al di là della scomparsa della pandemia. E questo servirà per giustificare la decisione di numerose aziende nei più svariati settori di accelerare l’automatizzazione. Non è affatto sicuro che la crisi del Covid-19 faccia pendere la bilancia a favore del lavoro contro il capitale. Politicamente e socialmente sarebbe possibile, ma il dato tecnologico cambia tutto».

Così, ecco qualche squarcio illuminante sui cambiamenti attesi per il futuro: «Fino all’86% dei posti di lavoro nella ristorazione, il 75% dei posti di lavoro nel commercio al dettaglio e il 59% dei posti di lavoro nei giochi e divertimenti potrebbero essere automatizzati entro il 2035. Fino al 75% dei ristoranti indipendenti potrebbero non sopravvivere al confinamento e alle misure di distanziamento sociale ulteriori. Nessuna industria o azienda sarà risparmiata».

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Le ricadute sul modo di governare l’economia investiranno tutti i paesi, costringendo i governi a prenderne atto, fermo restando un principio cardine per il club di Davos: «La governance mondiale è al cuore di tutte le altre questioni».

È facile prevedere che una frase simile scatenerà i cosiddetti «complottisti», che da anni vedono nel World economic forum il fautore di un Nuovo ordine mondiale, dove a comandare saranno, più di oggi, le élites del potere finanziario.

Ma il rapporto di Schwab e Malleret se ne infischia dei complottisti, e va giù piatto: «La tirannia della crescita del PIL finirà. La fiscalità aumenterà. Come nel passato, la logica sociale e la giustificazione politica alla base degli aumenti delle imposte saranno basati sulla narrativa dei ‘paesi in guerra’ (ma questa volta contro un nemico invisibile)». Risultato: la classe media sarà spolpata, mentre aumenteranno i redditi di cittadinanza.

Confermando quanto è già accaduto con i primi lockdown, il rapporto del WEF vede lo statalismo in crescita: «Il controllo pubblico delle aziende private aumenterà. Le aziende non aderiranno a queste misure perché le considerano ‘buone’, ma piuttosto perché il prezzo da pagare per non sottomettersi sarà troppo alto in termini di collera dei militanti». Quali militanti?

Ovvio: i giovani che, come Greta Thunberg, scendono in piazza per il clima, o quelli che lo fanno per i diritti sessuali. È su di loro che i supermiliardari di Davos contano per fare passare la loro nuova dottrina: «L’attivismo dei giovani aumenta nel mondo, essendo rivoluzionato dalle reti sociali che accentuano la mobilitazione a un livello che sarebbe stato impossibile precedentemente.

Assume diverse forme, dalla partecipazione politica non istituzionale alle manifestazioni e proteste e affronta questioni diverse, come il cambiamento climatico, le riforme economiche, la parità dei sessi e i diritti LGBT.

La nuova generazione è fermamente all’avanguardia del cambiamento sociale. Non ci sono dubbi che sarà il catalizzatore del cambiamento sociale e una fonte di slancio critico per il Great Reset».

Gli unici ostacoli, conclude il rapporto, saranno il sovranismo e la religione, «un miscuglio tossico», che è così descritto: «Con il lockdown, il nostro attaccamento ai prossimi si è potenziato con un sentimento rinnovato di apprezzamento per tutti noi che amiamo: la famiglia e gli amici.

Ma il lato non considerato, è lo scaturire di sentimenti patriottici e nazionalistici, sempre più forti, con considerazioni religiose ed etniche preoccupanti.

Virginie Février

Fonte: adriaticus-confidential.blogspot.com

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