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Una speranza e un obiettivo di lavoro: la visione di Mauro Scardovelli

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di Federico Giovannini

Questo articolo è dedicato a chiunque sia pronto e disponibile a fare un lavoro importante su sé stesso. Chi ritiene che solo negli altri ci sia il marcio e il mondo vada cambiato lasciando sé stessi immutati come una statua di marmo può serenamente saltarlo a piè pari, senza inutili perdite di tempo.

Quante volte affrontando i temi dibattuti sul nostro sito ci siamo chiesti: ok ma cosa possiamo fare di concreto?

Quante volte ci siamo detti (me compreso) quando uscirà questa verità/denuncia/documentario/articolo cambierà tutto? E poi invece il mondo continua regolarmente a camminare a passi decisi verso l’autoannientamento.

Mauro Scardovelli, costituzionalista e psicoterapeuta, offre una visione d’ insieme dove finalmente i conti cominciano a quadrare, dove inizia ad apparire un senso in quello che stiamo vivendo e all’inutilità di proiettare continuamente fuori di noi i problemi della società senza assumerci minimamente vere responsabilità, ovvero senza considerare che se veramente vogliamo cambiare qualcosa inevitabilmente non si può che cominciare da noi stessi ;perché come sanno bene i veri educatori un esempio vale più di mille parole.

Il neoliberismo per Scardovelli è il male del secolo, e fin qui niente di nuovo per alcuni: la vera innovazione è il ricercare le caratteristiche di questa corruzione dentro di noi, in modo da poter pian piano formare una collettività di individui che vivano e si relazionino con gli altri in maniera sana e non psicopatica. La società e il modello economico attuale non sono altro che la proiezione del nostro inconscio, siamo noi insomma che abbiamo creato il neoliberismo e che lo alimentiamo tutti i giorni nel momento in cui nutriamo il nostro ego.

L’ideologia dell’autore, fruibile attraverso un’enormità di materiale disponibile a tutti su youtube in maniera completamente gratuita, è fondamentalmente quella di smettere di giudicare (gli altri e sé stessi) e porre il proprio io al servizio dell’anima e non dell’ego.

Quante volte (il sottoscritto compreso) ci facciamo prendere la mano e la verità passa in secondo piano rispetto alla nostra ragione? Io ho ragione e tu no! Quante volte assistiamo su questo sito a continui battibecchi dove la verità è in realtà la scusa per competere e schiacciare l’ego dell’altro e per avere ragione cosi da vezzeggiare il nostro lato narcisista? Quanto siamo veramente “migliori” del mondo là fuori? Solo perché non crediamo che l’11 settembre l’abbia ordito Bin Laden o perché siamo più smart e non ci facciamo infinocchiare dalla propaganda dei vaccini allora veramente siamo fatti di pasta così diversa dagli “addormentati” (come spesso definiamo chi abbocca alla propaganda imperante dei media)?

Amici, sono tanti anni che frequento Luogocomune e indubbiamente abbiamo fatto tanta strada insieme con l’aiuto di quello che in tanti consideriamo un mentore, che ha l’indiscusso pregio di saper focalizzare la sua attenzione su un argomento senza farsi fuorviare dalla propaganda e dalle sovrastrutture che ci hanno inculcato, ma non basta. Non possiamo pensare che gli inganni, le mafie, le storture stiano solo lì fuori. Che gli altri siano gli unici “cattivi” di questo teatro che è il mondo e che se tutti la pensassero come noi allora tutto andrebbe bene. Probabilmente andrebbe meglio, ma non è assolutamente sufficiente cosi come non è sufficiente studiare la propaganda che non è altro che lo strumento che hanno le élites per sottometterci.

Essere disposti a cambiare vuol dire essere disposti a lasciar andare una parte di noi stessi, a porre il nostro io non in meccanici e scontati cliché ma al servizio degli altri, non per sottometterli, per farci sentire più “fichi”, ma per elevarci insieme. Per farlo bisogna tentare di usare, con amorevolezza e comprensione, le parole giuste, al momento giusto e nell’estremo rispetto delle convinzioni dell’altro che, come insegna Mauro Scardovelli, non sono solo delle idee ma dei chiodi su cui si regge l’identità di una persona, la sua idea di sé, la sua appartenenza, le sue emozioni e che pertanto incontra enormi difficoltà nel modificare le proprie idee, il proprio “arredo mentale”.

Questo breve video spiega bene questi ultimi concetti: accusare l’altro di non capire niente e di essere “addormentato” non porta a niente se non ad una chiusura ancora maggiore verso la comprensione del mondo.

Mi auguro che questa introduzione riesca ad incuriosirvi anche solo un po’ riguardo alle tematiche affrontate da questo autore che ci insegna che nella società della deresponsabilizzazione e del narcisismo non è proprio possibile essere esenti da problematiche egoiche e nevrotiche: mettersi al servizio della nostra anima e non del nostro ego è la soluzione per cambiare finalmente il pianeta.

Il mito della caverna di Platone e l’attaccamento alle proprie idee

La visione di Mauro Scardovelli

Il canale youtube (sempre per incuriosirvi magari guardate qualche argomento che vi interessa partendo dalle playlist)

L’università fondata dall’autore

Fonte https://www.luogocomune.net

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