La nuova aristocrazia: come la paura del futuro che appartiene a pochi sta trasformando milioni di giovani in spietati gladiatori digitali
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La Nuova Aristocrazia
Dalla Blackpill a OnlyFans: come la paura del futuro sta trasformando milioni di giovani in spietati gladiatori digitali

Siamo tutti in pericolo.
Il pericolo non riguarda le guerre, le crisi e nemmeno l’intelligenza artificiale. O meglio, riguarda tutte queste cose insieme.
Una nuova corsa all’oro si sta silenziosamente insinuando nelle nostre vite.
Milioni di persone, perlopiù giovani uomini, partecipano ogni giorno a una gigantesca competizione per status, aspetto fisico e successo economico, alimentata da una convinzione semplice: il futuro appartiene a pochi.
Questo significa una cosa sola: qualcuno resterà inevitabilmente escluso.
Potrebbero essere i vostri figli. Potreste essere voi.
Il problema non è che questa convinzione sia vera: è che milioni di persone stanno iniziando a comportarsi come se lo fosse.
Forse anche voi.
Lo capisco. Se siete giovani, probabilmente avete già la sensazione di entrare in un mondo di stipendi bassi, case irraggiungibili, competizione permanente e isolamento sociale online.
Se avete qualche decennio in più, scorgerete gli stessi sintomi nei vostri figli.
Fortunatamente, però, avete un vantaggio: state leggendo Lazarus.
Ricostruiremo il meccanismo che ha portato milioni di persone a smettere di credere nel futuro.
Perché riconoscere un meccanismo è il primo passo per non diventarne un ingranaggio.
Cosa sta succedendo (e perché dovremmo preoccuparcene)
Karl Mannheim sosteneva che per comprendere una civiltà non basta osservare i suoi governi o la sua economia.
Bisogna osservare le nuove generazioni, perché è lì che prendono forma i movimenti culturali destinati a dominare il futuro.
Oggi possiamo aggiungere un tassello.
Dobbiamo osservare i giovani non solo per ciò che fanno nel presente, ma per come immaginano il proprio futuro.
Ogni generazione cresce all’interno di un determinato regime di futuro. Definiamo due tipi di regime:
- Regime dell’abbondanza.
- Regime della scarsità.

Possiamo spingerci ad affermare che il destino di una civiltà dipenda in larga parte dal livello di vitalità, di determinazione e di ottimismo dei suoi giovani.
Questo livello sarà alto nel regime dell’abbondanza; basso o assente in quello della scarsità.
Se credo che il futuro riserverà a tutti (o quasi) un facile accesso al lavoro, alla casa, alle relazioni e alla famiglia, agirò con serenità, senza percepire gli altri come concorrenti diretti. Dopotutto, c’è posto anche per me.
In caso contrario, tutto cambia.
Se per ogni minima soddisfazione — un lavoro ben retribuito, una casa, una relazione stabile, una famiglia — devo competere con milioni di altre persone, allora gli altri smettono di essere miei pari. Diventano ostacoli.
Sarà quindi la paura a guidarmi: non voglio restare escluso dal futuro. Non voglio che la mia vita vada sprecata.
E allora, l’unica soluzione diventa migliorare me stesso in modo ossessivo. Più ricco. Più forte. Più bello. Più produttivo. Più competitivo.
Voglio essere sicuro di avere una sedia prima che la musica finisca.
La nostra tesi è semplice. Come all’alba del Novecento, stiamo attraversando una fase di transizione storica.
Un inesorabile passaggio dal regime dell’abbondanza a quello della scarsità.
Il declino dell’Occidente?
Sempre più giovani adottano strategie di selezione concrete per assicurarsi un posto nell’aristocrazia del futuro.
Biohacking. Looksmaxxing. Blackpill (qui l’articolo). Doping. Hustle culture. Criptovalute. Trading. OnlyFans. Intelligenza artificiale.
Per quanto diversi, questi fenomeni rispondono tutti alla stessa domanda:
come posso restare assicurarmi un futuro vantaggio economico, relazionale e sociale rispetto agli altri?
In questa visione, il futuro non apparterrà più a tutti. Apparterrà a una minoranza selezionata.
Una nuova aristocrazia. Non fondata sul sangue, come nell’Ancien Régime, ma sulla genetica, sulla performance, sul capitale economico, sull’intelligenza o, semplicemente, sulla fortuna.
C’è poi un’altra risposta al regime di scarsità: l’abbandono totale della competizione.
Qui nascono fenomeni come hikikomori, isolamento online permanente, doomerismo e le varie forme di rinuncia al futuro.
Sia l’iper-competizione che l’abbandono sono due facce della stessa medaglia.
Entrambe rappresentano un sintomo del rischio di declino della civiltà occidentale.
Nessuna civiltà può sopravvivere a lungo quando le nuove generazioni smettono di percepire il futuro come un bene condiviso e iniziano a viverlo come una risorsa scarsa.
Che fare?
Non possiamo risolvere il problema con un articolo.
Tuttavia, chi ci legge può fare qualcosa di importante: rifiutare la narrazione della nuova aristocrazia.
Se siete arrivati fin qui, probabilmente avete già intuito dove conduce questo ragionamento.
No, non è totalmente vero che il futuro sia aperto solo a pochi.
Il pessimismo collettivo è una profezia auto-avverante: quando milioni di persone iniziano a comportarsi come se il futuro appartenesse a una minoranza, finiranno per consegnarglielo davvero.
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Le cause strutturali del malessere esistono realmente: accumulazione di capitale, competizione globale, crisi abitativa, ambienti digitali alienanti, calo demografico e concentrazione delle opportunità.
Ma proprio per questo la soluzione non può ridursi a una guerra di tutti contro tutti.
Credo ci siate già arrivati da soli.
Se le cause sono collettive, anche la risposta dovrà esserlo.
È da questa consapevolezza che dovrà nascere una nuova logica dell’abbondanza.
Lazarus
Fonte: lazarusgd.substack.com/ & DeepWeb
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