toba60

Metodo Ajax e Barcellona la Palla non Entra Mai per Caso

Views: 1062

Stiamo parlando di due società’ straordinarie che rappresentano a livello mondiale il meglio in assoluto e non solo per quanto riguarda i risultati ottenuti ma per un organizzazione che non e’ vincolata dal solo supporto economico, ma sopratutto organizzativo.

Per dare un esempio di quello che sto per dire, pochi sanno che il fenomeno Barcellona nato nei primi anni del secolo in corso e’ partito da un gruppo di Manager Statunitensi che di calcio sapevano unicamente che la palla era rotonda, uno solo di loro aveva un esperienza sportiva presso una lega di Baseball Statunitense.

La loro capacita’ innovativa e’ stata quella di pensare come squadra delegando ad ognuno le sue resposabilita’, non isolando nessuno di fronte alle difficoltà’, vincono tutti e perdono tutti.

Nessuno dei vertici si e’ mai intromesso nel ruolo di chi gestisce la squadra a ciascuno il loro ruolo e tutto il palinsesto societario e’ stato gestito alla stregua di un organizzazione dove nulla deve essere lasciato al caso.

Ho visto in prima persona tutte le strutture sportive e mi sono subito innamorato di questo club e di questa citta’, che vive letteralmente di calcio, tutto ruota attorno il club e si respira un aria inebriante e vincente che coinvolge tutto l’ambiente.

Quando visitai la citta’ volli omologare qui il mio titolo professionale Fifa acquisito in Argentina per poter allenare in Europa dove vigono le norme Uefa e devo dire che la loro disponibilità’ ed efficienza nel sbrigare tutte le procedure, fu veramente ammirevole, un allenatore da queste parti gode di privilegi che credo nessun altro paese al mondo offre.

Il Motivo per cui Societa’ come la Juventus o il Paris Sant German per fare un esempio, pur avendo giocatori straordinari non riescono negli anni ad avere una continuità’ di risultati a livello internazionale come il Barcellona o l’Ajax,e’ tutta racchiusa in ciò’ che con il calcio non ha nulla a che fare.

I soldi non bastano, e’ il coinvolgimento emotivo di una squadra e tutta la città’ che fanno la differenza, in campo e fuori.

E’ doveroso tra l’altro far notare che l’Ajax a livello giovanile non e’ che abbia vinto poi tantissimi campionati o titoli in confronto alla prima squadra e questo perché’ l’inserimento in una categoria, considera l’età’ biologica e non cronologica, ecco spiegato il motivo per cui giungono alla prima squadra già pronti per essere competitivi pur essendo giovanissimi, senza scompensi di natura fisica e psicologica.

Io che il calcio praticamente non l’ho mai giocato, mi sono sempre domandato quanto sia stupida la logica secondo cui esonerano un allenatore delle giovanili perché non vincono un campionato o la squadra va male, e’ un insulto alle leggi della natura.

I servizi pubblicati sono stati sviluppati da due autori, pertanto l’articolo e’ suddiviso in due parti che sono complementari tra loro.

Quello che leggete e’ un po un anticipazione di uno studio da me scritto sul calcio Europeo e Sudamericano che feci anni fa a Buenos Aires, prossimamente verrà’ rifinito e tradotto in italiano per essere pubblicato e che sono convinto sorprenderà’ non poco gli addetti ai lavori o anche i semplici appassionati seduti in poltrona.

Buona Lettura a Tutti Voi

Toba60

Prima Parte

L’Ajax uno Stile di Gioco e di Vita

 “Un calcio dominante, tattico, veloce. Costantemente all’attacco. E’ il nostro credo da sempre. Ma qui all’Ajax non è un concetto vuoto. Insegniamo a come mettere sulla difensiva gli avversari e per farlo bene servono intelligenza e un elevato livello d’istruzione calcistica

Ajax Campionato 2019-2020

Se entri a fare parte dell’Ajax significa che hai talento, perché la selezione iniziale è enorme. A quel punto a fare la differenza è il carattere. Chi ne è sprovvisto, si perde. Abbiamo un cartello affisso qui fuori. C’è scritto: “La tua partita dura un’ora e mezza la settimana, i tuoi allenamenti dieci ore. Cos’è più importante?” Chi non capisce, non arriva. Abbiamo quindici formazioni giovanili, tutte composte da una ventina di giocatori. I più piccoli hanno 7 anni. Per ognuna di esse c’è un trainer, un vice, il tecnico dei portieri. A questi si aggiungono i tecnici specializzati su determinati ruoli, i preparatori atletici, lo staff medico, lo psicologo”.

Coppa Campioni 1971/72: AJAX – Chi e ‘Quel ragazzino sulla destra a fianco della Coppa?

Frank De Boer

Queste queste sono le parole di Frank De Boer quando capo allenatori (guida la prima squadra e supervisiona le squadre di livello giovanile superiore), l’ex bandiera dell’Amsterdam arena, che ci fa capire in poche parole quale è il significato E cosa vuol dire giocare nell’Ajax. L’Ajax, società nata ad Amsterdam nel 1934,  è una delle più importanti  realtà del Calcio Olandese, dove molti campioni come  Patrick Kluivert, Clarence Seedorf, Marco Van Basten,  Jhoan Cruijff, Wesley Sneijder, Frank Rijkard, Zlatan Ibrahimovic hanno iniziato la loro carriera, molti di Loro arrivati giovanissimi a vestire la maglia bianco-rossa del club Olandese. Per decenni l’Ajax è stato uno dei club più prestigiosi e vincenti in Europa,(3 coppe dei campioni, coppa delle coppe, supercoppa)  in grado di allestire squadre di altissimo livello e produrre giocatori di altissima caratura a livello internazionale.

Purtroppo, la globalizzazione e il basso profilo del calcio Olandese hanno messo in ginocchio rispetto ai club d’elite di Inghilterra, Spagna, Italia e Germania, che oggi dominano il calcio. L’Ajax non riesce più ad essere competitiva come un tempo. Ma in termini di strutture e produzione di talenti a livello giovanile, l’Ajax è ancora un punto di riferimento a livello mondiale, al pari dei migliori. Si può dire che oggi il settore giovanile dell’Ajax  sia diventata un’industria. Produce giocatori, li forma fino a livello professionistico per poi venderli nel mercato d’elite. 
‘’Tutte le idee moderne  sullo sviluppo dei giovani giocatori partono dall’Ajax.Sono loro i padri fondatori.’’ (Huw Jennigs- responsabile settore giovanile Fulham)

I CRITERI DI SELEZIONE

Il settore giovanile è conosciuto come  ‘’De Toekmost’’ (il futuro) ,  inizia tutto con un processo  di scouting, che porta piccoli giocatori a partire dai 6-7 anni, i criteri per le selezioni, durante le prove tecniche, non sono i goal segnati o quanto veloce corrono, ma quanto di divertono nel fare ciò che fanno, gli osservatori, giustamente a mio parere, prestano attenzione a quanto desiderio hanno i bambini di essere li a giocare, questo è il primo criterio. Gli osservatori cercano i bambini prevalentemente nei Paesi Bassi o addirittura ad Amsterdam, obiettivo principale quindi valorizzare talenti locali, preparano una relazione per l’allenatore della categoria di appartenenza, l’allenatore a sua volta organizza una giornata di allenamento alla quale assistono tutti gli allenatori del settore giovanile. Se il feedback  è per tutti positivo, il ragazzo viene chiamato per un periodo di prova, in questo periodo vengono incamerati e computerizzati tutti i dati riguardanti il ragazzo stesso e successivamente analizzati perla decisione finale. Nella scelta prevalgono gli aspetti meno allenabili, cioè l’intelligenza tattica (visione di gioco) e la personalità. Per quanto riguarda la tecnica, molto si può fare tra gli 8 e i 12 anni. Un altro punto fondamentale per loro è la velocità, in particolare nei primi 10 metri con e senza palla. Ci sono circa  200  giocatori nel settore giovanile, dai 7 ai 19 anni, quasi 30 di loro vengono scartati ogni anno, dicendo semplicemente che non sono abbastanza abili e nuovi giocatori li sostituiscono. Ogni singolo giocatore è misurato su un certo numero di aspetti del proprio gioco e gli è chiesto di raggiungere un minimo standard se sceglie di restare nel ‘’sistema’’ La prima volta che gli standard non vengono rispettati , il sistema è abbastanza tollerante, la seconda volta vengono chiamati i genitori e viene fornita una guida speciale durante gli allenamenti  per riportare il giocatore a rispettare i limiti del sistema di valutazione. Non esiste una terza opportunità.

Un esempio: quando i giocatori si allenano, il loro battito cardiaco viene monitorato, assieme ad altri parametri fisici. In questo modo non possono terminare l’allenamento dicendo di essere più di quello che sono realmente, perché le statistiche mediche raccolte dal monitoraggio sarebbero pronte a smentirli. Niente compassione, il settore giovanile viene gestito per quello che è un business, i giocatori sono il  capitale, che serve a sostenere economicamente il settore giovanile, il club e tutto ciò che fa parte della società Ajax. Sono allenati alla battaglia, esortati a comportamenti rigorosi ed educati. Essere un membro dell’Ajax che sia a livello professionistico o di settore giovanile, è essere parte del club. L’Ajax cura ogni singolo aspetto , dalle tazze di the alle lenzuola in cui dormono i giocatori.
  REGOLE DISCIPLINARI Le regole di comportamento sono molto rigide: La puntualità La presenza agli allenamenti Niente orecchini, braccialetti e anelli Il rispetto per l’allenatore ed i dirigenti del club, ma anche per i compagni, gli avversari e l’arbitro Il comportamento deve essere corretto anche fuori dal campo(trasferte, tornei, ecc) Regole di comportamento generali, perché i giocatori sono considerati gli “ambasciatori “ dell’Ajax


COME L’AJAX ALLENA I SUOI GIOVANI

La seduta di allenamento dura circa 90 minuti e comprende: riscaldamento 15/20 min lavoro tecnico sull’obiettivo proposto 20/25 min (gli esercizi devono essere sempre vari) verifica dell’obiettivo(con partite 4 contro 4, 6 contro 6, 7 contro 7utilizzando particolari accorgimenti per favorire il raggiungimento dell’obiettivo).

Al lavoro coordinativo senza palla vengono dedicati 30 minuti a settimana, tutto in rapidità curando in particolare l’aspetto della velocità massima sui 10 metri, inoltre ai bambini viene consegnato un compito a casa da imparare. Con i bambini 8-12 anni viene curata prevalentemente la tecnica , con una progressione didattica varia perché il bambino in questa fascia d’età vuole apprendere sempre cose nuove e perché ha una capacità d’attenzione limitata. In primo luogo deve imparare a stare in campo,quindi viene curato anche l’aspetto tattico parallelamente a quello tecnico. Con i bambini 11-12 anni il lavoro tecnico è abbinato al gioco di squadra,  la gara quindi diventa un punto di riferimento. I tecnici olandesi organizzano blocchi di lavoro di 3-4 settimane, dove l’obiettivo è la risoluzione degli aspetti negativi emersi durante la gara. Successivamente si passa all’analisi di altri elementi. Se emergono carenze tecniche, l’attenzione dello staff viene focalizzato sul dettaglio da correggere senza perdere mai di vista l’obiettivo da raggiungere.
‘’fai le stesse cose ancora ed ancora, e poi le ripeti un altro po’ di volte’’ Van der Wiel(terzino nazionale olandese, in forza al Paris Saint Germain)

L’ORGANIZZAZIONE DELL’ALLENAMENTO-IL MODELLO ‘’TIPS’’

Tecnica, intuito, personalità, velocità. In Olanda allenano in talento. Il Tips è costituito da dieci criteri, vengono curati nell’ordine , la formazione e la coordinazione, il tiro, il passaggio e la rimessa laterale. Inoltre il dribbling, il colpo di testa, la finalizzazione, la posizione e la visione di gioco attraverso le partitelle a tema. Ogni esercitazione è supportata da video e spiegazioni approfondite. E’ vero niente di nuovo. Le tecniche si conoscono, vengono applicate anche in Italia, il segreto non sta nella metodologia, ma nella filosofia.


I TECNICI DELL’AJAX

‘’Bisogna avere allenati alla mentalità Ajax per vedere un bambino da Ajax, per questo ogni squadra ha due allenatori: il titolare e il secondo, che è titolare in un’altra squadra. Ogni squadra  ha anche un team manager  che partecipa attivamente e costantemente alla vita della squadra e dei suoi giocatori, riceve relazioni dagli allenatori e le effettua per la società. Ogni squadra ha un fisioterapista (in genere uno studente dell’ultimo anno di corso) che assiste agli allenamenti e a tutte le gare. La piramide tecnico-dirigenziale è cosi formata: presidente ( Hennie Henrichs) . Capo-allenatori è Frank De Boer (guida la prima squadra e supervisiona le squadre di livello giovanile superiore), seguono i direttori tecnici, si occupano delle formazioni di livello medio, inferiore e basso.

LA CONTINUITA’

Il programma di allenamento è uguale a quello seguito dai giocatori della prima squadra: i ragazzi  in questo modo vengono abituati  e educati allo stile Ajax. La base storicamente , è il ‘’total football’’ . Ma è adeguata all’età dei partecipanti e al livello di abilità. Non si parla solo di tattica, si parla di identità, di stile di gioco. La formula magica è il 4-3-3: l’Ajax insegna un calcio riconoscibile, attraente, figlio di una mentalità offensiva, creativo, veloce, fatto di regole precise. L’assetto è applicato a tutte le formazioni.

IL CALCIO TOTALE

È l’espressione con cui nel calcio si definisce quello stile di gioco per cui ogni calciatore che si sposta dalla propria posizione è subito sostituito da un compagno, permettendo cosi alla squadra di mantenere inalterata la propria disposizione tattica. Secondo questo schema di gioco nessun giocatore è ancorato al proprio ruolo e nel corso della partita chiunque può operare indifferentemente come attaccante, centrocampista o difensore. Il calcio totale è stato anche il primo stile di gioco ad applicare sistematicamente il pressing e la tattica del fuorigioco. Mentre centrocampisti  e attaccanti pressano a tutto campo e spesso in maniera selvaggia i portatori di palla avversari, i difensori difendono a zona applicando il fuorigioco.

I terzini spingono sulla fascia palla al piede e arrivano sul fondo a crossare, come spesso gli attaccanti tornano in difesa a coprire. La differenza del calcio totale rispetto ai moduli a zona è che i giocatori si muovono in relazione alla posizione dei compagni invece che a quella della palla. Il pressing a tutto campo ha anche l’effetto di mantenere la squadra corta,cosa che favorisce gli inserimenti offensivi così come i ripiegamenti difensivi. Questo influisce però anche sul gioco del portiere, che opera quasi come un libero, controllando l’area di rigore sia nelle uscite sia giocando il pallone con i piedi.


LA FILOSOFIA E LA MENTALITA’ DELLA SOCIETA

“Penso sia lo scopo dell’Ajax, creare giocatori e portarli in prima squadra il prima possibile, e poi li vendiamo non per le noccioline , ma per un sacco di soldi’’ MARTIN JOL ( EX allenatore Ajax)
Ciò che sorprende è che il settore giovanile non è un collegio, il sistema prevede una flotta di pullman che prendono gli studenti dalle loro scuole a metà giornata scolastica, e li accompagnano nelle strutture del club dove ci sono gli insegnanti che li guidano negli studi teorici, prima che si applichino alla pratica ( e prima dell’ allenamento ovviamente). Ogni giocatore nel settore giovanile ha una vita privata. Ritornano alle loro case ogni giorno, giocano con i loro amici per strada, siedono a cena con le loro famiglie.
GLI AJAX CAMP L’Ajax investe sui giovani anche attraverso gli Ajax camp, vuole insegnargli il modo in cui possono migliorarsi. Ogni ragazzo è in possesso di un ‘’passaporto Ajax’’, all’interno sono annotate caratteristiche fisiche, tecniche e realizzazioni. I prescelti superano un lungo processo di studio.

Autore: David Boni Fonte: http://lasferadicuoio.blogspot.com

Seconda Parte

Barcellona e dell’Ajax: cinque cose da scoprire

Negli ultimi vent’anni il calcio è cambiato notevolmente. La sentenza Bosman e l’apertura delle frontiere, almeno per quanto riguarda i giocatori europei (e di quelli che dispongono di un passaporto europeo), hanno di fatto globalizzato rapidissimamente il calcio, mentre il successo della Champions League ha almeno in parte spostato l’attenzione delle società più grandi dal campionato nazionale a quello continentale, dallo scudetto alla Coppa.

Tutto ciò ha aumentato esponenzialmente gli introiti (pubblicitari o televisivi che siano) e gli investimenti delle società, che, se vogliono continuare a rimanere competitive, non si possono più accontentare del giocatore di medio livello o dell’allenatore alle prime armi, ma devono subito puntare al bersaglio grosso.

In un panorama sempre più competitivo, ci sono ogni anno società che crollano e che risorgono, che riescono a rimanere sul mercato e altre che invece devono velocemente uscirne per cercare di risanare il bilancio. Fondamentale diventa quindi la strategia di lungo periodo, la lungimiranza degli investimenti; una strategia che poche squadre hanno saputo attuare per tempo.

Due società che si basano su investimenti sagaci, che non a caso hanno dato ampiamente i loro frutti, sono sicuramente l’Ajax e il Barcellona, società unite non solo dalla strategia finanziaria ma anche da una filosofia calcistica che ha visto in Johan Cruijff il punto d’unione. I settori giovanili di questi due club sono da decenni i più stimati, studiati ed efficaci d’Europa: cerchiamo di scoprirne meglio i principi di base e qualche esercizio tipico.

Personalità, intelligenza, velocità

Partiamo dall’inizio, ovvero dal meccanismo di selezione che porta le società a scegliere certi ragazzi invece che altri. Il sistema dell’Ajax è piuttosto noto: fin dalla più tenera età vengono reclutati i ragazzi di Amsterdam e delle zone immediatamente limitrofe, consapevoli che non servono all’inizio chissà quali talenti, ma che le capacità principali possono essere insegnate all’interno delle strutture dell’Ajax. Così gli osservatori scandagliano i campionati e i tornei locali in cerca di giovani calciatori, tenendo presenti principalmente tre elementi, che non sono insegnabili e devono essere in qualche modo già presenti nel ragazzo: la personalità, l’intelligenza e la velocità.

Il bambino, individuato possibilmente entro il decimo anno, deve infatti dimostrare di avere un buono scatto sui primi dieci metri (anche senza palla), deve mostrare in campo una certa intelligenza che gli permetterà poi di essere istruito a dovere dai tecnici dei lancieri e deve avere carattere, cosa che secondo gli olandesi si vede nel divertimento che prova a giocare a calcio. Tutto il resto, e cioè essenzialmente la tecnica, si può acquisire con allenamenti mirati, che risultano particolarmente efficaci tra gli 8 e i 12 anni.

Dagli 8 ai 15 anni, l’età decisiva

Questo il meccanismo di reclutamento dell’Ajax, che non differisce poi molto da quello del Barcellona, che anzi con l’arrivo di Cruijff sulla panchina della prima squadra nel 1988 imitò parecchi dei precetti dei biancorossi. Anche gli allenamenti sono basati sugli stessi principi, anche se poi nel corso degli anni le due scuole si sono in parte differenziate: ad esempio, in entrambe le società i bambini tra gli 8 e gli 11 anni imparano prevalentemente ad affinare la propria tecnica e a stare in campo, capendo le posizioni e i movimenti necessari all’equilibrio della squadra; non è un caso che prima degli 8 anni i bambini giochino prima partite 4 contro 4 e poi 7 contro 7, arrivando al campo da 11 solo alla fine di questo percorso.

Dagli 11 anni in poi si inizia a lavorare quindi come una squadra vera e propria, mentre i ragazzi scoprono la posizione del campo in cui rendono meglio e gli allenatori iniziano a specializzarli. Le sedute d’allenamento durano circa 90 minuti: il primo quarto d’ora è dedicato al riscaldamento, a cui seguono 25 minuti finalizzati al raggiungimento di un obiettivo specifico che viene stabilito in genere ogni 3/4 settimane, a seconda delle esigenze o delle mancanze che la squadra ha dimostrato durante le partite; infine, gli ultimi 45 minuti vengono riservati a partite a ranghi ridotti e controllate, con particolari regole o limitazioni che servono a mettere alla prova quanto appreso o il particolare meccanismo su cui si è lavorato.

Il 4-3-3, il collegio, lo studio

Oltre al lavoro sul campo, la forza di Barcellona e Ajax sta anche nella capacità di stimolare un senso di appartenenza nei propri giocatori. Non è un caso che molti calciatori, dopo il ritiro, decidano infatti di rimanere in società – o, nel caso dell’Ajax, di ritornarvi al termine della carriera, magari dopo aver giocato per qualche anno in campionati più remunerativi –, tanto si sentono legati alla squadra di cui hanno difeso i colori per 15 o 20 stagioni. Un senso di appartenenza che si stimola soprattutto facendo sentire i ragazzi parte di una famiglia.

La società, infatti, in entrambi i casi si sobbarca tutte le spese: un mezzo passa a prendere i ragazzi tutti i giorni dopo la scuola e li riporta a casa per cena se il giocatore abita in città o nelle vicinanze; altrimenti, come nel caso specifico del Barcellona, c’è la Nuova Masia, un vero e proprio collegio costruito all’interno della Ciutat Esportiva Joan Gamper – il centro delle giovanili blaugrana – in cui i ragazzi provenienti da città più distanti o da stati esteri vivono, seguiti da educatori specifici che li affiancano anche nello studio fino al diploma.

Ma l’appartenenza si vede anche sul campo. Tutte le squadre del settore giovanile sia dell’Ajax che del Barcellona giocano con lo stesso modulo – il 4-3-3 – e secondo la stessa filosofia, cosa che rende semplicissimo per un giocatore arrivare in prima squadra, perché di fatto continua a fare quei movimenti e quel gioco che ha praticato per tutta la vita.

Il Rondo, il tiki taka, il torello e il quadrato

Ma citiamo alcuni degli esercizi più tipici svolti in allenamento, dalle giovanili fino alla prima squadra, di queste blasonate formazioni. Partiamo dal Rondo, un esercizio introdotto proprio da Cruijff al suo arrivo alla panchina catalana e imposto anche a tutte le formazioni giovanili: si disegna coi cinesini un quadrato di circa 10 metri; all’interno vengono posti due giocatori, mentre sui lati del quadrato si mettono rispettivamente due, uno, uno e un giocatori avversari, per un totale di 5 uomini. A questo punto gli uomini sui lati del quadrato cominciano a passarsi il pallone e quelli in mezzo devono cercare di intercettarlo, in una sorta di torello che, se l’età lo consente, si può complicare imponendo ai giocatori esterni al massimo due tocchi o addirittura uno solo.

Una variazione sul tema fu introdotta a Barcellona da Pep Guardiola, con un quadrato molto più grande (sui 30 metri di lato) e 7 giocatori che attaccano contro 4 che tentano di intercettare la palla; la particolarità di questa variante è che gli attaccanti sono disposti due e due su due lati paralleli, uno e uno sugli altri due lati ed un attaccante si trova infine dentro al quadrato, in mezzo ai difensori, a giocare di sponda per i compagni e a muoversi continuamente.

Infine di scuola Ajax – che lo utilizza già con gli esordienti – è un’ulteriore variazione sul tema: si disegna coi cinesini un quadrato di circa 20 metri di lato, su cui lati si dispongono quattro giocatori, uno per lato; un quinto compagno di questi giocatori viene poi messo all’interno, esattamente al centro del quadrato, senza possibilità di muoversi (mentre i suoi compagni possono spostarsi lungo il loro lato di competenza). Dentro al quadrato, inoltre, ci sono tre giocatori avversari. Lo scopo è quello di tessere una trama di passaggi tra i cinque senza che i tre possano intercettare la palla; il gioco finisce non quando uno dei tre recupera il pallone, ma solo quando riesce anche a portarlo al di fuori del quadrato senza venire bloccato dagli avversari.

Esercizi dinamici e per la visione di gioco

La corsa e il monitoraggio costante

Alle scuole calcio di Amsterdam e di Barcellona, però, non sono importanti solo gli esercizi con la palla, ma anche quelli più propriamente dinamici e atletici. Il gioco di queste due squadre è infatti prettamente offensivo e ha bisogno di giocatori che sappiano far girare la palla ma che siano anche in grado di riconquistarla in fretta quando la perdono; la tradizione impone infatti alle due formazioni una difesa molto alta, che lascia inevitabilmente spazio al contropiede e quindi chiede ai difensori una gran velocità di recupero. Per stimolare queste capacità atletiche, i giocatori – e in particolar modo quelli dell’Ajax – vengono costantemente monitorati grazie ad appositi software che misurano progressi, velocità di punta, battito e frequenza cardiaca e tutta una serie di altri valori.

Un esercizio tipico che viene praticato dai lancieri olandesi è quello della “sfida psicocinetica”: in pratica si dispongono, simmetricamente ai due lati di un’area di rigore, dei cinesini di colore diverso, di solito tre o quattro, secondo forme geometriche sempre diverse (a quadrato, a cerchio, a triangolo); poi si formano due file di giocatori, parallele. Quando dà il via, l’allenatore indica una sequenza di colori (ad esempio: blu, giallo, rosso) e i due calciatori che si sfidano devono correre il più veloce possibile a toccare i cinesini rispettando quella sequenza, e quindi lavorando sui cambi di direzione in velocità; dopodiché si scatta verso il pallone posto a metà strada tra le due file di cinesini e il primo che vi arriva tenterà di tirare in porta e segnare al portiere, mentre chi vi arriva per secondo farà di tutto per bloccare l’attaccante.

Lo conoscete?

Un esercizio, infine, che coniuga tecnica, velocità e soprattutto capacità attentiva è quello proposto da Isaac Oriol Guerrero della Scuola di formazione del Barcellona: all’interno di un quadrato si dispongono nove giocatori, divisi in tre gruppi da tre in base alla casacca di colore diverso; ogni giocatore deve ricevere un passaggio da un giocatore che indossa una casacca diversa dalla sua stabilita in anticipo e subito ripassare la palla a un esponente del terzo colore, e così via a ripetizione; intanto, tre giocatori ulteriori, uno per colore di casacca, girano attorno al quadrato portando palla e avendo l’accortezza di stare sempre uno per lato.

Il giocatore che riceve palla, quindi, oltre a stoppare e ripassare al ragazzo prescelto deve anche enunciare ad alta voce il colore della casacca del ragazzo che sta percorrendo, alle sue spalle, il relativo lato del quadrato. Questo esercizio, che può sembrare molto complicato, in realtà stimola notevolmente la capacità di decidere in anticipo a chi passare la palla, individuando il giocatore più adatto, e di tenere sempre presente dove sono gli avversari, anche nel caso in cui questi siano alle spalle.

Ermanno Ferretti https://www.cinquecosebelle.it

Comments: 0

Your email address will not be published. Required fields are marked with *

VK
LinkedIn
Share
Instagram
RSS
Follow by Email
YouTube
YouTube
0

Your Cart